Nel lusso e nell’incuria (il libro)

aprile 23, 2014 di

Fernanda Ferraresso

Fernanda Ferraresso, Nel lusso e nell’incuria.
Pubblicato da Elio Scarciglia per le Edizioni Terra d’Ulivi.

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Pensieri in versi

aprile 22, 2014 di

Fuga dalla gabbia

Giuseppe Samperi

Dieci poesie inedite
(pensieri in versi)

 

Dal sofà di casa, se un clic
avviene, come un’epifania
si ode lo sferragliare dei treni
e le parole (a mischiarsi le mie)
che deragliano.

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Attraverso la cruna di un ago

aprile 21, 2014 di

Raffaele Perrotta

Raffaele Perrotta

abolito il quarto d’ora accademico,
abolita la conferenza con il tavolo
e il bicchiere e la bottiglia
d’acqua minerale,
si afferma il dibattito,
la ricerca comune
(per un manifesto da apporre
sui muri di stradella
in occasione di un dibattito
sul teatro pirandelliano)
(sonatasituazione, p. 13, il periplo 1969)

alla distesa delle acque filosofia è il pensare problematicamente l’entità dell’ente; il linguaggio ne è il luogo. è nel procedere del discorso che s’accresce l’intensità del dire. dobbiamo alla civiltà greca se è filosofia, e dobbiamo alla lingua greca se è il parlare nostro. se ti va assegnarmi il titolo di filosofo, io non te lo impedisco, a patto che tu lo faccia precedere dalla specificazione di scrittore. un po’ di fierezza non guasta mai, tendere l’orecchio, sía la massima! e di nuovo, come sempre: (¿vo a significarmi con parole mie? per quanto la scuola abbia a vincere su di me, la sua di parola.) il filosofo aspira a essere sé stesso; ¿ma questo filosofo ha fatto i conti con sé stesso quale uomo? la mente e il significato: nobiltà questo e nobiltà quella. ‘le origini dell’universo’, ma ‘universo’ è una parola; con il che ne viene di conseguenza il discorso letterario. ancóra la mente e il significato, due orizzonti e due abissi. Leggi il seguito di questo post »

Discorso sui fiori

aprile 20, 2014 di

Evgen Bavcar

Gianmarco Pinciroli

Discorso sui fiori

Dovunque si raccolgono misteri
si erige una colonna fertile
di sassi, zeppe, cantilene
tu armi l’assenza di picconi
sfere d’alabastro, cieli altissimi
si fasciano di spiga e lontananza
d’inquieto, credulo entusiasmo, vino

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Sei solo. Lo sapevi?

aprile 18, 2014 di

Michele Guyot Bourg

Chiara Daino

Sei solo. Lo sapevi?

     Solo.
     Sei solo. Lo sapevi? Sei solo un pollice opponibile. E te lo scrivo perché sia: una sentenza scritta. «Tu sei solo»: è una frase facile, di poche parole, la condizione e la condanna. «Tu sei solo!» – e solo uno Scrittore ti vede: nudo e solo. Perché? Perché lo Scrittore è: solo. Solo un nido di frasi. Solo una traccia che forse lascia il segno. Uno solo: la firma. Lo Scrittore non parla, ne scrive: dei tempi morti di ogni tempo. E non importa se lo ami. Importa che lo Scrittore vinca: il suicida che lo marca stretto [e quanto manca? Cosa separa – dallo scrivere addio?]. Non piangere: non è il tuo destino, se non pretendi [anche tu!] di scrivere. Sì è meno soli quando bastano i corpi: la carne, la crosta, la camera… I colleghi – che uno scrittore non ha. Leggi il seguito di questo post »

Maremarmo

aprile 17, 2014 di

F. Ferraresso, Maremarmo

Fernanda Ferraresso

Le parole di MAREMARMO scorrono fluide, interminabili, allagano lo sguardo, arrivano a cingere la vita, bloccano le spalle, il collo.
Lo spazio di ascolto diventa abisso. Il lettore trama il suo abisso attraverso un alfabeto, non verbale ma interiore, scioltosi dal ghiaccio che ha “chiacchierato” vento nella sua bocca.
La scrittura che Fernanda Ferraresso taglia e ricuce s’inchiostra dentro l’o(re)cchio, è un gesto di occhi spalancati, è il buio abitato dentro un’acqua fatta di milioni di respiri.
Parole che emettono brusio, parole-bocche, echi di cui mangiamo tutti, rendendo “commestibili” le nostre notti divorate dai sogni.
Casa non è più la tenda di carta su cui insistiamo il passo, non è forma né luogo di semi quel mare-marmo, dura mater o pia mater, involucro del nostro cervello.
E’ terrore che assale colui che è essere muto, in attesa che giunga per lui un luogo, un tempo, per assumere voce e figura.
E’ pensiero ustionato quello che pietrifica, sorprendendoci svegli, immobilizzati nel fondo insondabile di ogni cecità, la nostra umana cecità.
L’occhio guarda, legge, raccoglie segnali poiché tutti noi transitiamo i mari del tempo,tenendoci a galla, mantenendoci alla riva per non essere sommersi né espulsi. [...]

(Elina Miticocchio)

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Con un marchio preciso

aprile 16, 2014 di

Porrajmos

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Poeti Greci Contemporanei (XII)

aprile 15, 2014 di

Gabriele Nachmìas, Nominati

Γαβριήλ Ναχμίας
Gabriele Nachmìas

Poiein

Circa due anni fa, durante una nottata a un baretto di Exàrcheia, Sotìrios a un certo punto tirò fuori da un sacchettino due libri. “Questo è il mio ultimo”, disse, “aspetta che ti faccio la dedica”. “Questo, invece, è di un bravo scrittore.” Il libro si chiamava “Nominati”. Gli diedi un’occhiata veloce. Chiesi a Sotìrios: “Chi è Gabriele Nachmìas, l’autore, lo conosci?” “No”, rispose lui, “ma potrebbe benissimo essere il nostro Borges.” Poi il libro l’ho dimenticato su uno scaffale. Poi ho fatto dei traslochi ed è scomparso. Tornato a casa dal colloquio, un po’ incazzato come al solito, e dando per caso un’occhiata ai pochi libri che riescono a seguirmi in giro per il mondo, ho trovato “Nominati”.

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Della prossimità e della distanza

aprile 14, 2014 di

Anselm Kiefer, Sternenfall, 1995

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Note di ascolto (III) – Giuseppe Verdi, Nabucco

aprile 13, 2014 di

Chorus of hebrew slaves

Antonio Scavone

Note di ascolto (III) – Giuseppe Verdi, Nabucco
(Va’ pensiero sull’ali dorate)

     È il coro più famoso, più popolare e più eseguito dell’opera lirica: è il celeberrimo Va’ pensiero sull’ali dorate dal “Nabucco” che Giuseppe Verdi compose sul libretto di Temistocle Solera e che fu rappresentato per la prima volta alla Scala di Milano nel 1842.
     La storia del “Nabucco” è quella dell’assedio del re assiro Nabucco (Nabucodonosor) alla città di Gerusalemme, infliggendo morte, distruzione e schiavitù agli assediati, gli ebrei Leviti. Ma è anche la storia delle due figlie di Nabucco: l’una, Fenena, erede naturale al trono e fedele; l’altra, Abigaille, figlia presunta e ambiziosa. Leggi il seguito di questo post »

Ritratti in nero

aprile 12, 2014 di

Franco Fanelli, Malacarne, 2003-2009

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Come i corpi le cose

aprile 11, 2014 di

Pasquale Vitagliano

Pasquale Vitagliano

[...] Il terzo tentativo di Vitagliano si riconnette esattamente a quello che lo ha preceduto ma il tono il passo e l’impegno di scrittura sembrano assai diversi.
Subentra la critica di costume e l’impegno civile si rivela qualcosa con cui bisogna in ogni modo riuscire a fare i conti. Molti dei testi contenuti nella raccolta, infatti, trattano temi di frontiera e sono frutto dell’osservazione di cambiamenti spesso profondi nella cultura italiana (soprattutto di quella meridionale).
[...] Non si tratta comunque di una conversione di Vitagliano alla poesia civile di taglio neorealista quanto della riconversione di certi temi già presenti nei suoi libri precedenti in un’ottica di oggettività descrittiva (il che certamente non esclude la presenza e l’impatto forte con la soggettività). I luoghi e le situazioni rappresentano pur sempre un “paesaggio dell’anima”.
Non si tratta, infatti, di una protesta contro un mondo pietrificato nella sua presenza di sempre quanto la volontà di rappresentare in essi la scarnificazione dei corpi e la trasformazione degli oggetti in una sorta di inquietante materia vivente (come in un romanzo di William S. Burroughs). Leggi il seguito di questo post »

Quaderni delle Officine (XLII)

aprile 10, 2014 di

Quaderni delle Officine
XLII. Aprile 2014

quaderno part_ b_n

Luigi Sasso

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Schedario I-III (2014)
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Schedario (III)

aprile 10, 2014 di

Paolo Beneforti

Luigi Sasso

Schedario (III)

       Gli occhiali di Kounellis

     Ciò che si vede, in fondo al pozzo, è un numero incalcolabile di occhiali. E’ il pozzo di S. Caterina, a Montalcino. Si tratta di un elemento piuttosto consueto del paesaggio urbanistico di queste zone. Un pozzo in pietra si trova nella piazza principale di Pienza, un altro di fronte alla chiesa di S. Agostino, a Montepulciano. Questo elemento dell’arredo urbano che, nella vecchia Montalcino, forniva l’acqua a un intero quartiere, si è trasformato in un’installazione di Jannis Kounellis. Il pozzo ha quattro imboccature sovrastate da una struttura di ferro su cui sono ancorate altrettante carrucole. Leggi il seguito di questo post »

Il lievito Madre/Padre, o Doping, nella poesia di Angela Bonanno

aprile 9, 2014 di

Angela Bonanno

Manuel Cohen
Angela Bonanno

 

REPERTORIO DELLE VOCI
NUOVA SERIE, N. 3 (XXX)

 

“A rose ca gallegge ndó becchiere
me guarde cu duje uocchje annammarute]
pe ddìreme ca pe edde só fenute
i tiembe de spascézze ndó giuardine”

“La rosa che galleggia nel bicchiere
mi guarda con due occhi amareggiati
per dirmi che per essa son finiti
i tempi di goduria nel giardino”.

(Assunta Finiguerra,
Tatemije, Mursia 2010)

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