Mesa è il poeta

gennaio 16, 2012

Giuliano Mesa

“l’abbiamo pianto, ora sarà il caso che ci mettiamo a leggerlo

lo avevamo letto anche prima; i suoi versi accampavano il diritto di essere letti, non era una concessione che gli si rendesse ma una occasione di ribellarci alla mediocrità delle parole confuse”

(Marzio Pieri)

 

“Muovendosi fra lutto e utopia, con un linguaggio scheggiato ed essenziale, Mesa ricercava esperienze di verità a partire dalla “non dimenticanza”, con un verso sospeso fra monito e memoria. Contrastava il vuoto producendo resistenza, facendo ostruzione, con una alchimia di segni, silenzi, suoni e respiri che costituivano la grammatica e la materia dei suoi testi.”

(Alessandro Baldacci)

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La Biblioteca di RebStein (XXX)

gennaio 14, 2012

etretatlibraryyq7La Biblioteca di RebStein
XXX. Gennaio 2011

Paola Lovisolo

 

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Paola Lovisolo – Temporaneo panorama (2011)
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Temporaneo panorama

gennaio 14, 2012

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Quaderno americano

gennaio 13, 2012

“Oggi che sono transenne tutto intorno a noi,
la morte ha smesso di uscire in strada,
è divenuta privata, come i parcheggi”

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Sms, una breve estetica

gennaio 12, 2012

Antonio Scavone

Saranno ancora molti gli adolescenti che, col telefono cellulare, inviano sms (short message service) con gli acronimi fin troppo elementari e convenzionali (“tvb”, “tvtb”), come saranno moltissimi gli adolescenti che con un’implacabile digitazione compongono in tempo brevissimo messaggini d’amore o comunicazioni per così dire di servizio per i loro amici, le loro famiglie.
     La tecnologia dall’evoluzione infinita dei cellulari ha imposto una forma di comunicazione scritta che sostituisce per i costi minori una telefonata e che possiamo imparentarla tanto al linguaggio parlato (immediato, assertivo), quanto a formule più ricercate di scrittura (su tutte l’epigramma).
     Lo sviluppo dei pulsanti per la scrittura (la cosiddetta tastiera “Qwerty”, dalla disposizione delle lettere sulla prima riga a sinistra) ha consentito l’opportunità di scegliere la singola lettera (come sulla tastiera del personal) e di articolare quindi una parola o una frase senza l’assillo di dover trovare con ripetuti tocchi sui tasti la lettera che ci serviva. Leggi il seguito di questo post »

Chiunque cerca chiunque

gennaio 11, 2012

“Siamo di fronte a un memoriale che prova a fissare le ragioni delle proprie scelte e dei sogni collettivi: la foule di persone che si susseguono nel libro – da quelle famose alle anonime, da quelle letterarie a quelle proletarie – è la vera protagonista del libro come del resto sottolineato dal titolo, che segna nella ricerca di condivisione, e quindi di affetto, il marcatore della condizione umana.” (Viola Amarelli)

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Letteratura Necessaria – Voci del Novecento (III)

gennaio 10, 2012

“non ricordo come nasca e si accenda il fuoco nella parabola che ne curva a ferro caldo il moto. Certamente tuffarsi dallo stato in luogo nella fatalità della curva (calcolata in) andante e perdente, è necessità che sottende al vincolo fra grida di desiderio e di tortura: ne sono piene le piazze, i ciarlatani, le maestrine tiritera e i pianti la sera. Al poeta, invece, il divertimento nodoverbo impone di uscirne a cavalcaneve per via di piccola candid, analisi d’interno.”

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Barbagianni, merendine, terzi piani

gennaio 9, 2012

Livio Borriello

“Questo per dire che io vorrei che la letteratura fosse qualcosa del genere, il grido del barbagianni che ha catturato il topo, l’ascia kafkiana che rompe il mare di ghiaccio, l’incendio che getta bagliori nell’oscurità.”

 

 

Barbagianni, merendine, terzi piani.
Considerazioni sparse su Terracarne di Franco Arminio.

Quest’estate, dormendo con la finestra aperta in campagna, a un certo punto mi sono svegliato per l’urlo di un barbagianni (meravigliosa, angelica civetta bianca), così vicino che credevo fosse entrato nella stanza. Era un grido acuto, straziante, violento, un suono perturbante e irreale, che sembrava venisse da un’altra era. Credo fosse un grido di cattura, forse di qualche topo dei paraggi. In realtà l’era da cui proveniva era quella animale, in cui tutto è violento e estremo, era l’era in cui noi siamo stati animali. Poi abbiamo inventato questo curioso processo, la scrittura, attraverso cui riduciamo l’atto corporeo del parlare, del gridare, dell’ansare, del desiderare, a un’ordinata sequenza di gesti rattrappiti e misurati, silenziosi, immobili. Leggi il seguito di questo post »

Premio “Ulteriora Mirari” – II Edizione

gennaio 9, 2012

PREMIO LETTERARIO
ULTERIORA MIRARI
II Edizione

Le Edizioni Smasher, il Gruppo Editoriale dell’Associazione Smasher, sono liete di annunciare l’istituzione della Seconda Edizione del Premio Letterario “Ulteriora mirari”.

Il premio è diviso in 4 sezioni:

     a) Monografie
     b) Tripodi
     c) Mosaici
     d) Letteratura in fasce

Leggi e scarica il bando integrale:

http://www.edizionismasher.it/eventi/premioulterioramirari2.html

Epistola adversus oclocraticos

gennaio 8, 2012

Dopo aver completamente colonizzato la rete letteraria, le truppe cammellate dell’invasione accademico-editoriale sono finalmente passate alla bonifica del territorio, che viene ormai battuto palmo a palmo per sgominare le ultime sacche di resistenza e distruggere definitivamente i santuari dai quali pochi fanatici irriducibili continuano a lanciare i loro deliranti proclami inneggianti alla libertà di pensiero e di critica.

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Le braccia, lo stomaco, lo sfintere

gennaio 8, 2012

Sergio Baratto

Le braccia, lo stomaco, lo sfintere
Ovvero un nuovo apologo di Menenio Agrippa.

Le braccia

Una cosa che il governo Monti ha messo in luce è la sostanza di ciò che in Italia si concepisce come “destra”.
Mi spiego meglio: per la prima volta da tempo abbiamo in Italia un governo – quello guidato da Monti, per l’appunto – che tenta di applicare una politica di centrodestra, liberale e liberista, così come la si intenderebbe in un qualsiasi paese democratico dell’Europa civilizzata.
Ebbene, in Italia succede che la parte di opinione pubblica che si autodefinisce (è) di destra reagisca rabbiosamente proprio a questa politica di destra. Perché evidentemente in Italia la “destra” si identifica non con il liberalismo conservatore, ma con la sempiterna poltiglia ideologica populista, demagogica, pataccara, violenta che in altra epoca ha prodotto il fascismo storico e nell’ultimo ventennio ha originato fenomeni politici e sociali come il berlusconismo e movimenti neofascisti come la Lega.

(Continua a leggere su Il Primo Amore…)

Quaderni delle Officine (XXV)

gennaio 7, 2012

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Quaderni delle Officine
XXV. Gennaio 2012

Giuseppe Zuccarino

 

 

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Giuseppe Zuccarino – Klossowski, Nietzsche e «Acéphale» (2011)
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Klossowski, Nietzsche e «Acéphale»

gennaio 7, 2012

Giuseppe Zuccarino

Incontri di pensiero

Le concezioni filosofiche klossowskiane, che emergono in tutte le sue opere, incluse quelle narrative, si sono sviluppate anche attraverso un’interazione col pensiero di Nietzsche. A questo autore, infatti, egli ha dedicato non solo un’importante monografia(1), ma anche diversi articoli, saggi e conferenze. Tramite l’esame di questa lunga serie di pronunciamenti, scaglionati attraverso i decenni, sarebbe possibile ricostruire il modo in cui si sono modificate, in parallelo, le idee di Klossowski e la sua maniera di intendere le opere del filosofo tedesco. Nel caso specifico, però, ci limiteremo a focalizzare l’attenzione sui testi degli anni Trenta e Quaranta che, pur essendo per certi versi ancora acerbi, consentono già di evidenziare la singolarità del suo approccio a Nietzsche. Leggi il seguito di questo post »

Quaderni delle Officine (XXIV)

gennaio 5, 2012

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Quaderni delle Officine
XXIV. Gennaio 2012

Yves Bergeret

 

 

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Yves Bergeret – Le Rhombe (2011)
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Il rombo

gennaio 5, 2012

“De septembre à décembre 2011, j’ai travaillé avec un groupe de dix autistes dans un Centre d’Aide par le Travail dont les emplois, très adaptés, sont réservés à des personnes handicapées. Ce CAT est orienté vers les métiers artistiques du spectacle. Au total un peu plus de trente autistes y travaillent. Le principal outil de travail du CAT est un petit chapiteau circulaire de cirque, à la limite de Paris et de la banlieue. Psychiatres, éducateurs spécialisés et administrateurs encadrent ce travail. Dans ce CAT une dizaine d’autistes, âgés de vingt à quarante ans, forme une sorte d’atelier d’écriture: j’étais le cinquième écrivain à y être invité. Je devais travailler sous le chapiteau avec eux six séances de quatre heures chacune, plus une séance finale deux fois moins longue et consistant en quelque sorte en le récit des séances précédentes, récit offert à toutes les personnes du CAT et à quelques invités. Peu avant mon arrivée ces dix autistes avaient été mis en contact avec trois de mes livres par leurs éducateurs spécialisés…”

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