Da poco è stata pubblicata dalla Società degli Scrittori Sloveni e dal Centro Sloveno P.E.N. “Decametron”, una interessante antologia bilingue che racchiude i testi di dieci autori e può fornire un primo sguardo sullo stato della poesia d’oltreconfine anche a chi non ha familiarità con la lingua originale. Gli autori selezionati non appaiono omogenei dal punto di vista anagrafico: alcuni di essi sono nati negli anni sessanta (Cvetka Bevc, Ivan Dobnik, Maja Vidmar, Cvetka Lipuš, Michele Obit), altri nei settanta (Primož Čučnik, Lucija Stupica, Jurij Hudolin, Miklavž Komelj), e uno, Andrej Hočevar, nel 1980. Inoltre due di essi, Cvetka Lipuš e Michele Obit, vivono rispettivamente in Carinzia ed in Friuli Venezia Giulia. Per quanto dunque tutti facciano parte delle generazioni medio-giovani, alcuni hanno iniziato la loro attività ai tempi della Jugoslavia, o almeno hanno vissuto quella realtà per un periodo piuttosto lungo, mentre per altri la formazione è legata quasi esclusivamente ad una situazione più simile a quella attuale. Forse per questo, oltre alle naturali peculiarità individuali, anche i canoni espressivi sono alquanto eterogenei, come risulta evidente anche dai testi proposti qui di seguito. Leggi il seguito di questo post »
Decametron – La nuova poesia slovena
Dicembre 5, 2009 di francescomarottaOther Signs, Other Circles – di Annamaria Ferramosca
Dicembre 4, 2009 di francescomarottaUltimo di una serie che propone in versione bilingue poeti italiani contemporanei ai lettori americani – e non solo -, questo libro mostra le vie “dei segni” esplorate da Annamaria Ferramosca lungo un ventennio di scrittura poetica. Qui scorrono, come stazioni dense di stupore e interrogazione, testi tratti dalle sue precedenti raccolte (Il Versante Vero – quello dell’autenticità nella scrittura -, Porte/Doors – i molteplici varchi dello sguardo -, Curve di Livello, – le possibili vie umane dell’incontro), inclusi altri più recenti testi inediti dalle inaspettate visioni.
I segni raccolti dall’autrice si sgranano alla lettura incidendo in profondità, invitando a scambiarsi le parole del vero sentire, come suggeriscono in copertina gli alfabeti del mondo incisi sulla parete della nuova Biblioteca di Alessandria. E’ così possibile seguire l’evoluzione di immaginario e stile di un’autrice che avverte la scrittura poetica come destino, e insieme essere investiti da quel misterioso senso di straniamento della poesia, che nasce dall’urto fertile con la vita e si offre all’ascolto del nostro malessere e all’ininterrotta domanda di senso. Pagine, queste, che additano le parole come gli anelli necessari alla tenuta “dei cerchi”, quelli desiderati e irraggiunti della mutua comprensione e del dialogo solidale. E necessaria appare anche l’accuratissima versione inglese di Anamaría Crowe Serrano, cui pure si deve l’esauriente e appassionata introduzione.
Poesie sono anche doni
Dicembre 4, 2009 di francescomarottaFilosofia dello scrivere (VI) – di Antonio Scavone
Dicembre 2, 2009 di francescomarottaFilosofia dello scrivere (6)
Che cos’è la drammaturgia? Come si riconosce una drammaturgia? Comunque la si voglia intendere o definire (ideologia scenica, struttura polisemica, poetica dell’atto teatrale, etc. etc.), la drammaturgia (di un autore, principalmente, ma anche quella di un progetto registico) sfugge a qualsiasi schematizzazione che abbia la presunzione, come tutte le nomenclature, di essere esaustiva.
La drammaturgia tiene conto e talvolta privilegia la personale costruzione di atti e dialoghi che un autore conferisce alle sue opere ma può capitare, anche, che quello stile singolare e riconoscibile venga sollecitato solo in parte dall’esigenza di strutturare atti e dialoghi. Leggi il seguito di questo post »
Insiemi non disgiunti
Dicembre 2, 2009 di francescomarotta
Insiemi non disgiunti, la mostra con cui la galleria La Nube di Oort ha voluto rendere omaggio all’anno internazionale dell’astronomia 2009, nasce da un idea della scrittrice Rosa Pierno che ha voluto accostare immagini del mondo della scienza e dell’arte e opere di poeti che hanno voluto ispirarsi a esse, in una visione trasversale sul mondo dell’intelletto. La mostra non vuole avere un carattere ideologico o programmatico, è un invito a riflettere sulle affinità formali sorprendenti tra alcune opere d’arte e disegni e immagini del mondo della scienza. Non viene suggerita una qualche influenza reciproca diretta; a volte le similitudini sono frutto del caso, a volte l’impatto delle conquiste della scienza trova una eco emotiva più forte e sofisticata nell’immaginario degli artisti, ma a volte ci sembra trovare, e questo è più sottile, una diretta matrice comune, un qualche substrato mentale comune responsabile dei formalismi con cui ci si esprime. In mostra ci sono le opere di Bizhan Bassiri, Giulia Napoleone, Luigi Veronesi, Edith Urban, Renèe Lavaillante, Peter Flaccus e Gianfranco Baruchello. Il catalogo che accompagna la mostra li mette a confronto con pensieri e studi degli scienziati
Wilhelm Herschel, Galileo Galilei, Albert Einstein, Alexander Fridman, Henri Poincaré, il gruppo Glashow-Weinberg-Salam e Silvio Calloni. I poeti Luigi Trucillo, Rosa Pierno, Marco Furia, Gilberto Isella, Gilles Cyr e Ermanno Guantini, hanno accettato un percorso deterministico: accompagnare con le parole, con la cadenza dei loro versi, le immagini scientifiche del catalogo. Tutte poesie inedite. Non poteva mancare un testo di Lucrezio, che al mondo fatto di atomi e vuoto ha dedicato versi bellissimi.
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Le immagini:
Edith Urban, Psalm, 2007 (tecnica mista su legno / cm 30 x 30)
“Nessuno c’impasta di nuovo, da terra e fango,
nessuno insuffla la vita alla nostra polvere.
Nessuno.” (Paul Celan)
Bizhan Bassiri, La Luna, 1990 (grafite e pigmento nero su carta pesta / cm 150 x 100)
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Quaderni di RebStein (XIV) – Salvatore Ritrovato
Dicembre 1, 2009 di francescomarotta
Quaderni di RebStein
XIV, Dicembre 2009
Salvatore RITROVATO
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Salvatore Ritrovato, Dedo, 2008
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La figura che apre le ali – di Salvatore Ritrovato
Dicembre 1, 2009 di francescomarottaPoesie inedite di Renata Morresi
Novembre 30, 2009 di francescomarottaLa folle divisione
non sorprende il pubblico
ondeggiare, la polla dove
ci ammassiamo per la secca.
Quignard e la lezione di Sainte Colombe – di Giuseppe Zuccarino
Novembre 29, 2009 di francescomarotta
Quignard e la lezione di Sainte Colombe
Lo stretto rapporto di Pascal Quignard con la musica è cominciato presto, fin dall’infanzia, in ossequio a una lunga tradizione. Suo padre proviene infatti da una famiglia di organisti, attivi nel Württemberg e nell’Alsazia. Il giovane Pascal ha imparato così a suonare vari strumenti: pianoforte, organo, violino, violoncello. Assai più tardi, il suo profondo interesse per il campo musicale lo ha portato a presiedere (fra il 1991 e il 1993) un importante gruppo orchestrale, Le Concert des Nations, diretto da Jordi Savall, e a fondare nel 1992 con François Mitterrand il Festival d’opéra et de théâtre baroques di Versailles. Tutto ciò, naturalmente, non gli ha impedito di dedicarsi nel contempo a un’intensa e prestigiosa attività letteraria, che lo ha portato ad essere considerato, e non solo in Francia, come uno dei maggiori narratori contemporanei. Leggi il seguito di questo post »
Mostra di Peter Flaccus a Bari – di Rosa Pierno
Novembre 28, 2009 di francescomarottaMostra di Peter Flaccus a Bari
presso la Galleria d’arte Contemporanea Ninni Esposito
dal 28.11.2009 al 10.01.2010
Su quello che del tutto istintivamente definiremmo asola di cielo procurata da banchi di nuvole che si stiano minacciosamente addensando, segni galleggiano in primo piano, o meglio, su un piano la cui posizione non è individuabile. Quasi parrebbe che stia fra noi e il cielo, il piano scritto, ma osservando tali segni ce li sentiamo impressi sulla pelle: noi stessi divenuti tavola di cera. Scritti, evidentemente, dal nostro sguardo, essi sono mobili, ingovernabili, non stanno fermi, escono dal nostro campo visivo, non sono leggibili…
Nel solo poema del tempo – Paola Abeni
Novembre 27, 2009 di francescomarottaBisognerà guardare
il rumore di una luce
tersa,
capace d’avere sete
nelle gole degli uomini
Poesie di Gregor Podlogar
Novembre 26, 2009 di francescomarotta
“Qui a Lubiana – mi ha scritto qualche giorno fa Gregor Podlogar – è come fosse primavera in anticipo, per questo tutto accade in maniera più semplice, oltre a ciò sono diventato padre per la seconda volta, il mio secondo figlio si chiama Jurij, adesso la vita familiare sta al primo posto, beh, le ore notturne e quelle del pranzo le dedico a me stesso, scrivo, ordino, cancello, spedisco lettere…” Gregor si è dimenticato di dire che gira la città in bicicletta, non può non farlo, almeno io lo immagino sempre così, sfrecciando per le vie della capitale slovena, dribblando i passanti, senza fiatone, senza riposo. Come senza fiatone e senza riposo è la sua poesia, versi densi, approcci di pensieri che scardinano le distanze ed i tempi: siamo a Lubiana ma anche a Manhattan, siamo ora ma anche un milione di secondi più vicini. Pochi poeti come Podlogar rappresentano così bene una città viva, giovane, abituata a confrontarsi con esperienze diverse, capace di percorrere (ed a volte precorrere) il mondo e di ritornare senza alcuna supponenza, solo con la voglia di mettere su carta alcuni versi, che comunque resteranno. (Michele Obit)
Nell’ora che l’incanto pare finito – Dome Bulfaro
Novembre 25, 2009 di francescomarotta

nessuno s’era
accorto, nemmeno la sentinella accesa
nella cera ma è addosso alle porte e pulsa, pulsa
ed ha un nome che non porta, una piaga nella gioia
macera il seme macera
per questo si vive con la carne percossa
Il Parlar Franco – Una rivista militante
Novembre 24, 2009 di francescomarottaEDITORIALE (Numero 8/9)
Due grandi linee hanno essenzialmente orientato l’impostazione de “Il Parlar franco” nei suoi precedenti fascicoli: l’approfondimento della produzione neo-volgare in area romagnola; una evidenziata attenzione verso i processi di pensiero che l’hanno caratterizzata in congiunzione con le altre realtà dialettali e, più in generale, con la poesia italiana a cavallo tra il secondo Novecento e il nuovo secolo. Implicitamente è stato proprio il dinamismo insito in quest’ordine a convincerci di dover trasferire le analisi e insomma il campo di rilevazione da un dichiarato e circoscritto riferimento locale alla volta di un ambito culturale più vasto. Leggi il seguito di questo post »
Nel nome di Basaglia – di Ivan Crico
Novembre 23, 2009 di francescomarottaA Gorizia, nel nome di Basaglia: di poesia, cibo, condivisione
I sogni, spesso, scompaiono con il risveglio. A volte invece trovano, nello spazio del risveglio interiore, nel lampo della visione, un terreno adatto a farli diventare fiori colorati ma dalla breve vita oppure alberi dai lunghi rami che si spingono dentro i cieli di anni, secoli, millenni. I sogni di Basaglia, come certe piante che crescono tra le fenditure della pietra di dirupi abissali, sono arrivati molti anni fa in una terra difficile, dal suolo indurito dal sangue di migliaia di giovani e dal gelo di confini irreali, com’è quella di Gorizia. E tenacemente, da allora, sferzati dalla pioggia e dai venti dei pregiudizi, dei luoghi comuni, hanno iniziato a crescere e fiorire. Leggi il seguito di questo post »









