Canto senza voce
giugno 19, 2013Compagni di classe
giugno 17, 2013Compagni di classe
(Racconto di genere)
Oggi ci siamo proprio tutti in classe, tutti proprio no, sono assente, a letto con l’influenza, ma è come se ci fossi, di sicuro ci sarei voluto essere. I compagni mi hanno informato con messaggini e foto dell’atmosfera che si è creata nella nostra classe al secondo piano, quella che dà sul cortile, con i finestroni che non devono essere mai aperti altrimenti ti cascano addosso, ma l’aria che si respira, mi dicono, è quella delle grandi occasioni, “dei grandi eventi” addirittura, come mi hanno scritto in molti. Oggi viene a conoscerci il nuovo preside: un uomo tutto d’un pezzo, un toscano di Firenze, fiero e arcigno come pochi, uno che ha scritto un’infinità di cose, che ha pubblicato opere e operette, che si è esposto fin troppo per il suo ardore politico; pare che abbia sofferto anche un tentativo di mobbing che ha prontamente respinto e vanificato con le armi della dialettica e dell’invettiva, insomma un tipo da prendere con le molle. Leggi il seguito di questo post »
Il dire celeste
giugno 16, 2013Giuseppe Bonaviri
“Nella terra delle palme
l’infinita corrente delle api
apporta memoria e forma
alle radici, all’uomo dal piede
unghiuto, al verso epico trascritto
nell’ambra.
Lo spazio per codine d’elettroni
si tramuta nel tempo
in un’anfora di coccio: in questa
l’ardua morte è nulla”
Poeti Greci Contemporanei (II)
giugno 15, 2013Nikos Karùzos
(Νίκος Καρούζος)
La poesia arriva, non solo nei momenti ma soprattutto nei modi più inattesi. Per questo apro questa breve presentazione a Karùzos con una fotografia. Si tratta di un murales nel quartiere di Exàrchia, ad Atene, dove sono vissuto qualche tempo. Una mattina del 1999 tornavo da una ubriacatura notturna, percorrevo odòs Kallidromìu, davvero la più bella via di Atene, questo significa il suo nome, e caddi ai piedi di una scalinata. Rialzadomi, vidi il murales. Sarà stata la condizione alcolica, probabilmente, ma questi primi versi mai letti in vita mia di Karùzos mi colpirono con efficacia: “Povertà, fuoco, veleno questo luogo. / Piroghe i greci nei colori delle epigrafi / e l’amore ultima speranza”. Direi che la condizione dell’ubriacatura, del tutto casuale quella mattina, la continuo a riscontrare ogni volta che rileggo Karùzos, ovviamente da sobrio. Un po’ per il continuo disorientamento che mi causa la sua scrittura. Leggi il seguito di questo post »
Montagne
giugno 13, 2013
Hommage à celui qui prend les montagnes en main
et les jette dans un récit haletantOmaggio all’uomo che prende le montagne nella mano
e le getta in un racconto palpitante
Quaderni delle Officine (XXIX)
giugno 12, 2013
Quaderni delle Officine
XXIX. Giugno 2013
Sergio Corduas
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Sergio Corduas – Golem, Robot, Švejk (2013)
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Golem, Robot, Švejk
giugno 12, 2013
[Il saggio riprende, rivisto ed aggiornato dall’autore, il testo della conferenza tenuta presso l’Università di Bologna nell’aprile del 2012 e, precedentemente, a Praga, in lingua ceca, nel 2010.
Di seguito si possono leggere i primi tre capitoli; il lavoro completo comparirà a breve in "Quaderni delle Officine", vol. XXIX, 2013. fm]
Golem, Robot, Švejk
Questo contributo non può fornire novità importanti da un punto di vista ebraistico in senso rigoroso, se non altro perché a me mancano le competenze necessarie. Non intende neppure essere un’analisi strettamente letteraria, vuoi del personaggio haškiano, vuoi di quello čapkiano. Ad tertium, non intende infine neppure semplicemente aggiungere Švejk alla coppia degli altri due. Casomai, secondo la regola per cui il tutto è cosa diversa dalla somma delle parti, vuole proporre un tutto – una trinità o una triade, come si preferisce – sul quale non mi sembra inutile discutere, e che inevitabilmente sarà in parte arbitrario.
Sento cadere qualcosa
giugno 10, 2013Natan Zach
Scrivere di sogni con parole secche
come bandiere flosce senza un alito di vento,
peccato che certi sogni sognino parole secche
come carta cianciata sulla via.
La pagina non sente di essere già schiacciata,
il sogno, di essere già fuggito.
ovunque l’ultimo per questa razza orribile di primi
giugno 9, 2013ovunque l’ultimo per questa razza orribile di primi
ultimo nella sua terra a mille lire a giornata
ultimo in questa nuova terra per la sua voce italiana
ultimo ad odiare e l’odio di quest’uomo marca tutto
schiodato e crocifisso ogni ora
dannato per un mondo di dannati
da te ascolto tornare le cose
giugno 8, 2013Agostino Bonalumi
mi sorprendo che mi stringo
al mio ristagno
come la mano al morso
che la inchioda
La Biblioteca di RebStein (XLIV)
giugno 7, 2013
La Biblioteca di RebStein
XLIV. Giugno 2013
S. Corduas /F. Jappelli
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Sergio Corduas/Francesco Jappelli – Un’altra Praga (2010, 2013)
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Opere edite e inedite di Lucio Saffaro
giugno 6, 2013“L’ancora è propriamente quella istituzione dello spirito che consente l’attesa dell’essere e la dimenticanza del tempo. Gettata nel mare, un’ancora crea gorghi e passioni. La sua forma s’ispira al modello circolare dei ricordi e la catena che la tiene avvinta dipende dalla trasformazione stessa di tutte le memorie. Questa grande T moltiplicativa è il simbolo stesso della metamorfosi, lo scettro unitario e trasparente delle affinità del pensiero.”
Su floema, la rivista telematica del sito dia.foria curato da Daniele Poletti e Pierfrancesco Biasetti, è stato pubblicato un interessantissimo dossier dedicato alla figura e all’opera di Lucio Saffaro, con testi editi e inediti corredati dai contributi critici di Gisella Vismara, Rubina Giorgi e Rosa Pierno. Il lavoro è disponibile gratuitamente anche in formato e-book nella “Biblioteca di floema“.
La Biblioteca di RebStein (XLIII)
giugno 5, 2013
La Biblioteca di RebStein
XLIII. Giugno 2013
Paolo Rou
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Paolo Rou – L’angolo triste (2009-2013)
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Camping
giugno 5, 2013Camping
“L’altra sera, mentre riponevamo la nostra roba
e sistemavamo le provviste comprate a Saint-Pierre,
abbiamo sentito le voci delle persone che occupano
l’altra ala del bungalow.”(J. Cortazar, “Storia con ragni”)
Crossings
giugno 3, 2013Seamus Heaney
Crossings. Ci torna comodo prendere le mosse dalla conclusione lapidaria di un saggio autobiografico di Heaney del 1972, da una frase al cui centro troviamo la stessa parola tematica del nostro titolo: “I began as a poet when my roots were crossed with my reading” (“Ho iniziato come poeta quando le mie radici si sono incrociate con le mie letture”). Leggi il seguito di questo post »



















































