Di fronte a Canti Onirici non risulta agevole mantenere quell’atteggiamento di concentrata distanza propria del vaglio critico, poiché si è in presenza di un testo capace di coinvolgere il lettore in maniera assidua, tenace, non tanto sul piano dell’emozione esistenziale, quanto su quello di un’acutissima sensibilità linguistica.
Siamo al cospetto di un’estrema attenzione nei confronti del linguaggio non fine a sé medesima, bensì in grado d’insinuarsi, di offrire elementi tali da porre in essere proficui percorsi evocativi, affascinanti itinerari che nello spunto idiomatico trovano ineffabile origine.
E’ un procedere, un fermarsi, un soffermarsi secondo cadenze intime, profonde: la poetessa intende renderci partecipi dei suoi versi ricorrendo a una specifica persistenza poetica, quasi lo scritto imponesse un’adesione, un consenso, un esserci. Leggi il seguito di questo post »
In luogo di profezia – Silvia Comoglio
Novembre 12, 2009 di francescomarottaMemorie masiniane
Novembre 11, 2009 di francescomarottaGianluca Pulsoni
Intervista a Costanza e Sabina Masini
Ricordare… se si deve iniziare con un “andare indietro” nel tempo, mi piacerebbe sapere da voi se esiste un qualcosa – un gesto, una parola, una frase, una situazione particolare, un ricordo, una immagine particolare – che ri-guarda il vostro rapporto con vostro padre, a cui siete legate. Una madeleine insomma, per dirla con Proust… in maniera quasi involontaria e, tuttavia, vivissima… c’è qualcosa del genere, capace di aprire lo scrigno dei ricordi?
Ci sembra di vederlo ancora oggi in piedi davanti a quel cavalletto intento a riempire una tela gremita di tante piccole forme geometriche con una serie interminabile di colori magicamente accostati gli uni agli altri. Quei colori che invano tentavamo di suggerirgli, ma la sua mano era così rapita da quel pennello che agiva d’istinto, che non poteva soffermarsi ad accogliere alcuno stimolo esterno, il suo volto sereno e disteso ci sorrideva con affetto.
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Album Ferruccio Masini
Novembre 11, 2009 di francescomarottaQuaderni delle Officine (II) – Giuseppe Zuccarino
Novembre 10, 2009 di francescomarotta
Quaderni delle Officine
II, Novembre 2009
Giuseppe Zuccarino
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Giuseppe Zuccarino, Effrazioni e simulacri
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Effrazioni e simulacri – di Giuseppe Zuccarino
Novembre 10, 2009 di francescomarottaFra gli scritti narrativi di Maurice Blanchot, L’arrêt de mort è forse quello che esercita una maggiore attrattiva sul lettore (su un certo tipo di lettore), unita però a un notevole effetto intimidatorio. I due aspetti sono già stati segnalati da tempo dalla critica: l’opera appare magistrale sotto il profilo letterario, ma molto complessa, tanto che, dopo tutti i tentativi di decifrazione che ne sono stati compiuti, conserva ancora un carattere misterioso. Certo, esistono narrazioni blanchotiane ancor più enigmatiche di questa, ma non si può dire che la superino per intensità emotiva. È forse lecito ravvisare in ciò una conferma dell’impressione suscitata dal racconto in Bataille: quella che l’autore sia stato costretto a scriverlo. Una lettura di esso, specie se contenuta in un ristretto numero di pagine, dovrà subito confessare i propri limiti, sia rinunciando a seguirlo punto per punto, sia tenendo conto solo in minima parte di ciò che è stato detto dagli studiosi precedenti.
Camera di condizionamento operante – di Giacomo Cerrai
Novembre 9, 2009 di francescomarottaC’è il senso di una costante e dolorosa propensione all’accoglimento dell’improvviso mutarsi e sfiorire degli eventi, in questa raccolta di Giacomo Cerrai, così pregna di interrogazioni sospese e di ombre sinuosamente ingannevoli. L’avvertimento di un vicino scivolamento verso un crepuscolo, verso l’aprirsi di una strada che indica l’interdizione e la confutazione di ogni speranza possibile conduce il poeta a tracciare un discorso dilaniato da una dolente ansietà che imprime alla lingua un ritmo sempre mosso e nervoso, dove la rilevazione di un male onnipresente sa pure trovare la forza di scorgere una paradossale dolcezza anche nella stessa disperazione (ad esempio allorquando s’intravedono lacrime che “allargano cerchi senz’eco / su quella stessa superficie, / come mine di profondità / pietose”). Una poesia tersa e pensosa, attraversata da un respiro che si esprime con il riflesso di vibrazioni intensamente drammatiche, già consapevoli dell’esperienza di una perdita irreparabile, il cui spettro si mostra dietro ogni passaggio, come un’interna e incancellabile ossessione. (Mario Fresa, dalla Nota introduttiva)
Verità e giustizia per Francesco Mastrogiovanni
Novembre 8, 2009 di francescomarottaCOMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA
PER FRANCESCO MASTROGIOVANNI
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Sul sito del Comitato tutte le notizie e gli aggiornamenti del caso Mastrogiovanni, con numerosi links alla legislazione in materia di salute e libertà personali e ai principi fondamentali della Costituzione, palesemente violati e calpestati, in questa come in tante altre vicende analoghe.
Qui, nel colonnino dei commenti, prosegue la raccolta di materiali e testimonianze su questo e altri crimini di stato, non ultimo, purtroppo, l’omicidio di Stefano Cucchi.
Tenere desta l’attenzione sulla violenta e repressiva
espropriazione quotidiana di diritti e libertà è un dovere.
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Dacci oggi il nostro lager quotidiano
Novembre 8, 2009 di francescomarottaCarissimi Compagni,
come qualcuno di voi sa lavoro presso una struttura psichiatrica denominata “CSM 24 ore” a S. Polo di Torrile (PR). Sono un educatore che si riferisce alla Pedagogia Libertaria, ai principi della “Escuela Moderna” di Ferrer, alla deistituzionalizzazione di Basaglia ma soprattutto sono un aderente alle idee dell’Antipsichiatria di Giorgio Antonucci e di tanti altri che si oppongono alla psichiatria. Voglio segnalare che dopo una serie di episodi di maltrattamento subiti da un ragazzo ricoverato in struttura, la madre ha deciso di denunciare il tutto ai C.C. Sappiamo benissimo che certe denunce non fanno molta strada, sicuramente chi sapeva ha avuto un improvviso e strano buco di memoria: ricorda benissimo quello che è accaduto prima del ricovero del ragazzo, e dopo la sua dimissione da questa specie di manicomio non dichiarato, ma se chiedete se ha sentito o avuto notizia di qualcosa, vi risponde con i soliti non c’ero, non ricordo, non mi risulta. VERGOGNA!!! Leggi il seguito di questo post »
L’imperfezione dei cardini – di Antonio Bassano
Novembre 7, 2009 di francescomarottaLa poesia di Antonio Bassano procede per accumulazione e sedimentazione di parole: l’autore, come già dimostrato nelle prove precedenti, sporadiche ma significative per presenza e riscontro critico sui maggiori blog, dispone del proprio linguaggio come se il tempo fermasse l’attimo del racconto (i capitoli che compongono L’imperfezione dei cardini sono vere e proprie narrazioni esistenziali), componendo dei fotogrammi di significato in cui il senso delle cose appare, ma senza disvelarsi del tutto. La caratteristica principale del libro è il tentativo di rendere l’idea di uno spazio materiale dove i confini fanno da perimetro alla sfuggevolezza delle cose: gli oggetti, le situazioni, i luoghi assumono la funzione di luce opaca, introspettiva, dove l’io leviga le proprie asperità liriche, si assottiglia e si trasforma in membrana ricettiva di altro. Leggi il seguito di questo post »
Marco Furia nella lettura di Rosa Pierno
Novembre 6, 2009 di francescomarottaRosa Pierno – Nota critica su Pentagrammi di Marco Furia.
Per qual motivo ci sembra di sapere con precisione ciò di cui Marco Furia sta parlando nel suo “Pentagrammi” (Edizioni L’Arca Felice, tavole di Bruno Conte, nota introduttiva di Mario Fresa, Salerno, 2009)? “Qual ribelle silenzio / pur sonori / leggeri tratti, effimera / sì lieve / musica (subitanea / armonia muta / mai acustico cenno?”. Ancorché l’abbia indicato, non è infatti oggetto che esiste se non come unicorno esiste. Che sia la sonora armonia inudibile proveniente dalle celesti sfere non può che essere pretesto per un poeta aduso a sfidare i limiti del linguaggio e mostrarci che è possibile anche descrivere ciò che non si è mai visto o udito. Allora, l’oggetto, che si va formando durante la lettura nella nostra immaginazione, è appunto quello che il poeta sfidando le convenzioni assonnate e i meccanismi consolidati ci offre all’ascolto. Intendiamoci subito, gli artifici della retorica (chiasmi, sinestesia, ossimori) non possono nulla se non sono innervati da magnifica visionarietà: “sparse trame / né leggere, né grevi / d’incolori / ma cromatici tratti”. In uno scandaglio delle interiorità siderali, l’occhio tenta di acuire la vista, di vedere meglio ciò che è impossibile vedere. Leggi il seguito di questo post »
PostEretico (IV) – di Antonio Scavone
Novembre 5, 2009 di francescomarotta
Post Eretico (IV)
Lorem ipsum ignotum
ad facturum defectum est…
…pares inter primos, petitio non excusata, nascono nessuno crescono ognuno diventano qualcuno, dal nulla vengono al tutto pervengono, in nihilo stat virtus, d’emblée subentra il giro del caso, la ruota della fortuna, la maniglia giusta e le forze in campo sono tutte uguali, lavorano indefessi ai fianchi e alla fine primeggiano per il merito di un’oculata applicazione di revanche, loro che hanno tanto subìto esclusioni e mortificazioni giudizi affrettati e ripetute bocciature, da emarginati storici non demordono anzi si vendicano, reietti come bolsi o pusillanimi recuperano amicizie e contatti, ritrovano se stessi nel mare magnum della mediocrità, domus aurea, Leggi il seguito di questo post »
Notte – Tre inediti di Federico Zuliani
Novembre 3, 2009 di francescomarotta[Qui altri testi di Federico Zuliani]
Notte
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Prosèrpina seppellisce i propri poeti con sé
per sottrarli all’inverno della città loro
alle notti delle pattuglie, brune, agli agguati
delle poesie dedicate agli eroi, dei divani
dove dormire – meglio non tornare a casa -. Proserpina
lieve in compenso non sa che Pietroburgo
se n’è venuta a Berlino e a Milano, e quindi vaga
colle bende ancora intonse, i profumi
Taccuino Nero – di Nadia Agustoni
Novembre 2, 2009 di francescomarotta
La materia prima di questo mondo-narrato-narrandosi, la conversione in parola di tutto ciò che ogni giorno resta rinchiuso nel silenzio e nella separatezza di vite che si negano a ogni apertura, a ogni dialogo, a ogni conoscenza di sé e degli altri, è quella di una memoria che va alienandosi, desertificata e poi rimossa, cancellata, dai meccanismi e dalle logiche dominanti della fabbrica totale, un universo concentrazionario che assorbe e fagocita esistenze, sentimenti e sogni, riduce a enfasi o a perversione la tensione naturale all’ascolto, la capacità di dire, di comunicare, offrirsi e amare, e li rilascia come merci pronte per il mercato globale dei miraggi, strabordante di oggetti e simulacri di ogni genere, omologati dal dis-canto opprimente delle macchine e dall’in-canto del marchio che ammutolisce, insieme al pensiero, la libertà di scegliere, di decidere, di rifiutare Leggi il seguito di questo post »
Esilio di voce (I)
Novembre 1, 2009 di francescomarotta
[...] Ciò che è in gioco, infatti, è il linguaggio non dell’Essere, ma dell’intreccio processuale nel quale l’evento della nominazione non cessa di misurarsi con una realtà in sé inaccessibile e muta.
[...] Ora, in tale prospettiva, una “parola dell’origine” può essere perseguita come rimedio a ogni sopraffazione convenzionale e istituzionale, a patto che, invece di essere irrigidita nel feticcio del significante supremo e immobile, sia considerata come direzione di operatività volta a indagare e saggiare le realtà fantasmatiche di cui è intessuto ogni evento linguistico.
(Aldo Tagliaferri)



















