Archivio per Febbraio 2008

Microracconti – di Bianca MADECCIA

Febbraio 28, 2008


(Alberto Rigoni, I bagagli di Penelope)

Microracconti

La bambina utile

La bambina utile un giorno aprì alle bambine inutili.
Era da molto che premevano alla porta, così, le lasciò entrare.
In pochi minuti, le bambine inutili presero possesso della casa.
La loro prima azione fu bruciare pile di libri da cui divamparono storie ardenti.
La fiamma,
che mai prima aveva brillato tra quelle pagine, ora svettava incontrastata.
La cenere,
bianca e compatta, riposava a terra, cipria cocente di rare pagine avoriate di buona grammatura.

(Da “La bambina utile”, inedito)

(continua…)

Morgana – Viola AMARELLI

Febbraio 27, 2008

v. amarelli
(Roberto Matarazzo, Ex libris per Viola Amarelli, 2007)

Da: Fuorigioco, Novi Ligure, Joker Edizioni, 2007

Vessillo

Di sbieco, fuori squadra, ala mancina,
ardita vessillifera caduta
una fra tante,
aralda di stanchezza che ristagna
nell’aria acre quando muoiono gli eroi
e tocca, increduli, assurgere agli dei. (continua…)

Appesi ai muri a fiaccolare i giorni – Marina PIZZI

Febbraio 26, 2008

de chirico
(Giorgio De Chirico, Archeologi misteriosi, 1926)

Da: Marina Pizzi, Declini, 2007-2008, inedito

1.

zuppe e declini all’angolo dell’ultima strada
quando le conventicole dell’ombra
a tutta manna brevettano la cenere
lieto il morire finalmente!
(continua…)

Cirque de la solitude – di Marco ROVELLI

Febbraio 25, 2008

federico bebber
(Federico Bebber, Luna, 2007)

CIRQUE DE LA SOLITUDE
una storia vera ed una fiaba

Tutti gli uomini profondi sono unanimi nel ritenere – ne prendono coscienza Lutero, Agostino, Paolo –
che la nostra moralità e i fatti di essa non coincidono con la nostra volontà consapevole.

Jacob Taubes

L’essere non si trova da NESSUNA PARTE.

Il sacrificio è necessario perché sia pronunciata, rivolgendola a colui che esso affascina,
la sola frase che lo rende uomo: «TU SEI tragedia».

Georges Bataille

(continua…)

Creature di rogo (II)

Febbraio 24, 2008

Creature di rogo
(già parzialmente pubblicato in Anterem, XXV, n. 60, 2000; e in una prima versione, col titolo “Geoglifi“, nell’antologia della seconda edizione del premio “Città di Ceprano”, con 16 illustrazioni dell’autore e una nota ai testi a cura di Alfonso Cardamone, Frosinone, 1995)

II. Fossili di volo

“Queste, in effetti, a qualsiasi categoria appartengano, sia che l’immaginazione le interpreti o le accetti come sono, sia che esse presentino o meno delle simmetrie, dei ritmi, delle ripetizioni, restano essenzialmente forme, di un’armonia che si direbbe inevitabile.” (Roger Caillois)

giade a forma di clessidra in stampi di grida invernali
intrecciando  negli occhi  il luogo dove mai riconobbe
il padre delle felci   la  polvere  ineguale  della  fenice

(continua…)

Voci dalla Palestina

Febbraio 23, 2008

georgia.gif

Sul blog di Georgia, è possibile leggere una interessante rassegna dedicata ad alcune voci della cultura palestinese: un modo intelligente di rompere il “muro” del silenzio intorno a una letteratura che annovera dei veri maestri della narrativa e della poesia contemporanee. Attraverso una rete di links e di rimandi testuali, è possibile ricostruire una piccola mappa di un universo tanto affascinante quanto a noi praticamente sconosciuto.

Ecco alcuni degli ultimi autori proposti:

Muhammad Hamza Gana’Yim
Bashir Shalash
Ibrahim Nasrallah
Mahmud Darwish
Suad Amiry
Sahar Khalifah (1) (2)

Altre notizie e indicazioni bibliografiche sono reperibili qui.
(continua…)

La città di notte – di Roberto SAVIANO

Febbraio 22, 2008

scampia
(La speranza sui muri di Scampia: ascolta il richiamo.)

[Pubblicato da Tiziano Scarpa il 22 marzo 2004 su Nazione Indiana.]

Roberto SavianoLa città di notte

Esiste un posto dove nascere comporta avere colpa. Il primo respiro e l’ultimo catarro hanno equivalente valore. Il valore della colpa. Non importa quale volontà t’abbia guidato, non importa che vita hai svolto. Conta ancor meno il pensiero che ha rimbalzato tra le tue tempie ed ancor meno qualche affetto che hai speso, forse, in qualche ora quotidiana. Conta dove sei nato, cosa è scritto sulla carta d’identità. Questo posto è ampio e ricco. Non lo conoscono che le persone che vi abitano, perché tra colpevoli ci si conosce. Tutti colpevoli, tutti assolti. Ma chi non ha cittadinanza in questo posto, ignora questo luogo.
(continua…)

Testi inediti di Federico ZULIANI

Febbraio 21, 2008

john walker
(John Walker, Reflected dawn)

Per Amleto il dilemma in aut aut, per il desterrado, invece, o per chi è nato e si muove lontano da casa, pare, a leggere Zuliani, il dilemma è in et ac. L’essere e il non essere sono la condizione, per chi è lontano da casa, la forma che regge è quella del dubbio sciolto nella contraddizione. L’essere e il non essere, l’essere qui (nel corpo) e (nella mente, e viceversa). [...]
(Lorenzo Carlucci)

Una poesia di Federico Zuliani, da Travelling South, inedito.

Tu che non sei già più, ma sei
raccogli il mio pianto in fascine, e brucialo.
Quindi, dopo averle scelte con cura deponici

due monete d’oro: una per orbita.
Affinché la morte venga, ma non lo abbia.
Ti ho sognato così, questa notte, con i tuoi nuovi

occhi, senza pupilla, e finalmente, padre,
mi sono fatto leggere. Letto nella sabbia che ho camminato
e nel pane che ho rotto e che non tornerò a rompere

e che oggi è me prima che io ridivenga lui, frumento
e canapa, e giglio, e folle bellezza, nel sogno
o il tormento, e la lamina d’oro, o il martello.

[Continua a leggere su Absolute Poetry.]

Due interventi sulla poesia di Tiziano SALARI

Febbraio 21, 2008

savelli
(Alessandro Savelli, La palpebra della notte, 1993)

[Alcuni testi tratti da Il fruscio dell'essere sono leggibili qui.]

Gaetano Chiappini
Tiziano Salari, Il fruscio dell’Essere, con un saggio di Mario Fresa, Salerno, Nuova Frontiera 2007.

Ho letto a lungo e doverosamente riletto questi testi bruniti e corruschi, collocati sulla flebile traccia di un capello ad ascoltare con amorosa fierezza il transito della natura. Tra visibile e invisibile, oltre i monti, Salari sta cogliendo l’antico messaggio della bottiglia cosmica. E ne viene questo cammino articolato – anche gli incipit sembrano riprendersi nell’indice come un unico cammino. (continua…)

Il segno che rimane – Luigi DI RUSCIO

Febbraio 20, 2008

più degli assolutismi preferisco i miei relativismi
più di tutto il credere amo il mio dubitare
più della crocefissione d’Iddio amo la sua resurrezione
più delle concentrazioni amo le mie distrazioni

al papa mitrato preferisco un pippo scappellato
più della ritualità amo la creatività
più del sonno preferisco la veglia
più delle radici preferisco il radicalismo
all’occupazione preferisco la liberazione
degli occupanti preferisco chi lotta contro l’occupazione
non pregate
Iddio conosce tutto quello di cui abbiamo bisogno
e tutto ci sarà dato e ci è stato dato
senza chiedere niente

(continua…)

Calendario oltre il tempo (Vol. II) – Luca ARIANO

Febbraio 19, 2008

lager
(Treno della memoria)

Da: Calendario oltre il tempo (volume II)
[Il Vol. I è leggibile su www.lulu.com]

La poesia di Luca Ariano è vera, come vero è Luca. Ciò che scrive è, senza artifici, senza ricercare effetti speciali, senza rifarsi ai canoni imperanti. Riconoscibile, quindi, il suo tratto, la sua necessità di mantenere viva una memoria, una identità, in quel piacere che solo il ‘civile’ o il tuffo nel passato può arrecare a un giovane autore che nulla rinnega di quel che è stato, affrontando il presente con grande coraggio ed enorme senso critico, quindi proponendosi per un futuro che sappiamo fin troppo incerto. (continua…)

DANTE nella traduzione di Jacqueline RISSET

Febbraio 18, 2008

dante alighieri

Traducendo Dante – di Jacqueline Risset

    Leggere Dante nel testo originale vuol dire fare l’esperienza di una sorpresa continua e stratificata, legata alla ricchezza costantemente imprevedibile del tessuto poetico, alla forza della sua formulazione: si ha l’impressione di circolare in un insieme di iscrizioni, simili ai messaggi misteriosi che il visitatore dei tre regni di quando in quando decifra sulle pareti, lapidarie, essenziali, portatrici dell’evidenza delle parole ascoltate in sogno; ma con un elemento che sfugge al sogno, un elemento che ne è fuori in modo radicale: la continuità attiva e affascinante, effetto della terza rima e della sua poderosa orditura, che lega il discorso e lo sospinge in avanti.
(continua…)

Un poemetto inedito di Cristina ANNINO

Febbraio 17, 2008

maximilian capa
(Immagine di Maximilian Capa)

DUE CIVETTE SUL COMO’

BELLO BU, giovane poeta laico, “politicamente impegnato” lui dice.
GEGE’, vecchio poeta di scuola tradizionale. “Ho un piede nel Nobel” dice lui.
OSPITE, anonimo lettore di poesia.

(Di notte sempre la stessa lagna! Due civette sul comò; anche al buio le vedo, sul serio. Grido dal letto:” Bello Bu, Gegè, vade retro! “ Lì stanno, invece, togliendomi il sonno, di coccio grigio, o vetro, coi corpi fosforescenti. Si spengono solo all’alba. Che c’entro, io, con loro? e come fanno, dopo, a volare via?)
(continua…)

Corpi sotto assedio

Febbraio 17, 2008


(Vignetta di Mauro Biani)

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,
ora basta!

L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta – ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. (continua…)

Da un’eternità passeggera (II)

Febbraio 16, 2008

michele-guyot-bourg-1.jpg
(Immagine di Michele Guyot Bourg)

Da un’eternità passeggera (1998 – 2003)

II. Nelle rapide in secca dell’autunno

notti assediate di luna
alla curva di parabole
che dal corpo scivolano
in lampi di vele,
voci raccolte
in quell’unica sosta
tra le sabbie
che accese il foglio d’astri
e la lingua, franata
in voluttà di oasi
e di tende: –
(continua…)