Lo spazio umano dell’incontro – Antonio FIORI

By francescomarotta

pennabili
(PennabiliIl giardino dei frutti dimenticati)

Da La quotidiana dose, Lietocolle, 2006

Apocalisse

Quando s’adempirà la profezia
e scopriremo l’alba ultima del mondo,
non cesserà quel giorno di profumar la rosa
e non diversamente assumerà la posa
sul ramo della quercia, il corvo.

Saper stare

Seduto sullo scoglio più lontano
pian piano roccia tu stesso
coralli sui piedi immersi
alghe, tane e mitili.
Ma il pensiero sempre in movimento
in un caleidoscopio razionale
niente mai fermo dentro.

 

*

 

Da Sotto mentite spoglie, Manni, 2002

Amici

I vostri nomi veri non pronuncio
devoto al miracolo che siete
voi, senza interesse di mercede o frutto
porterò con me dall’altra parte.

E mentre l’impazienza d’incontrarvi
alimenta la fiamma che ci lega
noi, insieme nel tempo che si ferma
non conosciamo le sorti riservate.

Con quali armi

Con quali armi rispondere
se nemmeno useresti cerbottane o fionde.

Chi t’ha estirpato dagli occhi l’allegria
non è riuscito a portar via dolcezza,
tutta pervade l’iride celeste
più forte del tifone che t’investe.

Neanche

Neanche il millisecondo attraversi indenne
neanche il sonno provvidenziale,
se pur ridisegnato uguale, così a vederti solenne
come atteso sempre ad una festa
quasi lo stesso ogni momento eppure
meno vivo ogni volta, in questa luminosa
fossa, più labile, più invisibilmente
spento.

antonio-fiori.jpg

 

*

 

Dal blog collettivo viadellebelledonne.wordpress.com
(in Quaderno dello spazio e del tempo della scrittura)

I

Che dirti, sorellina, se non che scrivo da due anni a notte fonda
senza una penna, allo scarso lume del display
se non che amo senza farlo o lo faccio senza amore sull’onda
del ricordo o del sogno dove c’era lei.

II

Che altro ho da raccontarti che questi scampoli, scritti in qualche
pozzo di tempo sul misterioso desco dell’ufficio
con due telefoni nemici e una parola che all’improvviso parte
- piccola ancella, nunzia di scherzo o di cilicio.

 

*

 

Dal bimestrale L’immaginazione, n.215, settembre 2005, Manni Ed.
(da Inaudita altera parte, raccolta inedita)

I più insidiosi sono i dolori tenui
i sintomi vaghi.
Come carezze d’angeli alieni
vorrebbero avvisarci, trattenerci
….o spingerci nei gorghi…

S’arriva a pregare di nascosto
più timorosi d’essere scoperti
che dei peccati commessi

e a chiedere una grazia
muti, da dietro i vetri.

Il corvo apocalittico non tace
vola di ramo in ramo
gracchia e aspetta
che il tempo completi nell’origine
il cerchio misterioso che ci affligge.

 

*

 

Da Il segreto delle fragole 2004, Lietocolle.

XV dicembre MMII

L’Aurelia, la Salaria, l’Appia
irraggiano ancora quella traccia
che fu decisa per ognuna allora
da chi vedeva chiara la sua meta
- confini certi segnati con i solchi
e i messaggeri con la posta in corsa.

L’orbita, la rotta, la via ottica
non lasciano più tracce per alcuno
una memoria che dorme dentro un file
per tutti fretta, qualche volta fumo
- sarà per le troppe direzioni
ma i messaggeri non trovano nessuno.

 

*

 

Da Il segreto delle fragole 2006, Lietocolle

*

Sforzarci di amare chi le ha scritte
queste poesie
per scoprirci poi innamorati
solo delle parole
che l’autore, anche se vivo
ci ha deluso o è introvabile
- come noi solo, da qualche parte.

 

*

 

Da Antologia della poesia erotica contemporanea, Atì Editore, 2006

Lunatica

Satellite di carne che m’adombra
seguendo le orbite più ardite,
lasciandomi spossato dai passaggi.

Resisto come posso ma non trovo
la forza d’interrompere gli abbracci
che uniscono il vizio allo stilnovo.

 

*

 

Dall’antologia Il corpo segreto, Lietocolle, 2008

                           In memoria di Giovanni Raboni

Nell’otre misterioso dell’infanzia
l’altra metà del cielo era la carne
le forme sempre nuove del tuo corpo
che ti piaceva ma ti spaventava.

Oggi che pure muta, che s’imbianca
mascherando il delitto che prepara
vorresti amarlo per la prima volta
rendergli grazie, accarezzarlo un poco.

Invece tremi, ti spaventa ancora
e l’ostinata fatica delle reni
che puntualmente ritirava il premio
è dentro l’ombra che anticipa la fine.

 

*

 

Nota biobliografica

Antonio Fiori è nato a Sassari nel 1955. Ha ottenuto riconoscimenti in numerosi premi nazionali per l’inedito: nel 2004 è stato tra i sette poeti vincitori per la silloge inedita al Premio Montale Europa; per l’edito è stato nella prima rosa dei finalisti al Premio Camaiore 2003 con la raccolta Sotto mentite spoglie. Suoi testi sono apparsi su L’immaginazione, Gemellae, Arte-Incontro, Sonos & Contos. Collabora in diversi blog letterari e al sito web italialibri.net. E’ presente nelle agende antologiche Il segreto delle fragole 2004, Il segreto delle fragole 2006 edite da Lietocolle. E’ incluso nelle antologie Antologia della poesia erotica contemporanea (Atì Editore,2006), Il corpo segreto – Corpo ed eros nella poesia maschile (Lietocolle,2008) e Verso i bit – Poesia e computer (2005, Lietocolle). Ha pubblicato Almeno ogni tanto (L’Officina delle Lettere, a cura di Crocetti ed.,1998-1999), Sotto mentite spoglie (Manni, Lecce, 2002), La quotidiana dose (Lietocolle, 2006). Hanno scritto sulla sua poesia: Maurizio Cucchi, Angelo Mundula, Fabio Simonelli, Roberto Concu Serra, Salvatore Tola, Ignazio Lippolis, Nicola Vacca, Oreste Bonvicini, Antonio Strinna, Giovanni Nuscis, Marco Scalabrino, Franco Fresi, Gianmario Lucini, Pasquale Vitagliano, Nunzio Festa, Gianfranco Fabbri.

13 Risposte a “Lo spazio umano dell’incontro – Antonio FIORI”

  1. Antonio Fiori Dice:

    Francesco Marotta non poteva farmi sorpresa più gradita, dimostrando di saper leggere dentro e intorno alla mia poesia. Svelo qui, a lui e ai naviganti, che una mia poesia inedita, inclusa nella raccolta premiata al Montale Europa, si intitola ‘Il giardino degli incontri’: titolo e immagine del post dunque non potevano essermi più vicini. Grazie di cuore.
    Antonio

  2. Giovanni Nuscis Dice:

    “Neanche il millisecondo attraversi indenne
    neanche il sonno provvidenziale…”

    Si attagliano perfettamente ad Antonio Fiori questi versi che raccontano il tempo frenetico che ci attraversa; che ci fruga, ci espone, ci domanda, incessantemente, di noi e del nostro pensare e sentire sulla soglia fuggevole di ogni istante – pieno e prezioso non meno di una intera vita. La poesia di Antonio sembra fermare e sedimentare, del tempo, l’impeto torrenziale, l’attrito doloroso o il tocco lieve, con fulminea esattezza, e nel respiro classico di un verso colto e mai scontato.
    Posso inoltre dire, senza tema di smentita, che Antonio incarna da qualche anno, sulla rete, un esempio sui generis di militanza critica – coi suoi interventi e commenti – ubiqua e generosa non meno che puntuale.
    Un saluto ad Antonio e a Francesco.
    Giovanni

  3. Luca Ariano Dice:

    Leggo sempre con piacere le poesie di Antonio.
    Concordo con l’analisi di Giovanni. C’è quella tensione a cercare di fermare il tempo in questa vita frenetica.
    C’è qui una bella carrellata di raccolte che conoscevo solo di nome.
    A quando una bella antologia cartacea? Così quelli come me hanno la possibilità di rileggersi anche vecchi titoli…

    Un caro saluto

  4. apolide Dice:

    Come sempre, Francesco, proponi lavori di alta caratura.

    Una perla, tra le tante:

    > Ma il pensiero sempre in movimento
    > in un caleidoscopio razionale
    > niente mai fermo dentro.

    ciao

    Apo

  5. fioriantonio Dice:

    Cari amici, il vostro fermarvi è prezioso per me: Giovanni e Luca attribuiscono alla mia poesia la capacità di fermare, in qualche modo, l’impeto del tempo; Apolide vede una perla…sono parole generose, di stimolo per una migliore ‘militanza’ critica e poetica.
    A presto rincontrarci
    Notte serena
    Antonio

  6. francescomarotta Dice:

    Forzata latitanza, purtroppo, ma vedo con piacere che i commenti sul lavoro di Antonio non mancano.

    Un grazie e un caro saluto a tutti.

    fm

  7. redmaltese Dice:

    un mondo che cammina nonostante tutto: si cade e ci si rialza, si muore e si rinasce,
    anche se quando si rinasce non si conosce sorte e il dolore lascia il segno. la resistenza resta la nostra forza che ci ancora a dove stiamo o accettiamo di stare.
    “la quotidiana dose e sotto mentite spoglie” lasciano questo segno dell’autore, che con voce limpida e sicura denuncia.
    in “quaderno dello spazio…” il tratto diviene più lineare e Antonio confessa un’assenza struggente… ma, anche qui, in qualche modo, si cerca sempre un appiglio…(nonostante la presenza apocalittica del corvo che incombe)

    (ho commentato gli estratti preferiti).

    concordo poi con l’intervento di Giovanni per quanto riguarda la bontà degli interventi critici che si leggono in rete: Antonio si staglia, indiscutibilmente sia come poeta che come critico.
    non avevo mai letto tanti testi tutti insieme di Antonio (li sto attendendo, ma qualcuno li custodisce gelosamente…)
    ringrazio Francesco per la proposta e Antonio per tutto.

  8. wordinprogress Dice:

    Poesia pervasa da un tono apocalittico ma in un certo senso al rovescio,
    diciamo dalla fine all’inizio, un voler lasciare (o suggerire) un messaggio che ci porta o si lascia cadere come una bomba in un luogo dove nessuno può trovarci (perché non esiste ancora) “i messaggeri non trovano nessuno” quasi sempre in ritardo (o fuori tempo) nella fitta rete delle relazioni e l’autore stesso non si trova “come noi solo, da qualche parte” sì, decisamente.

  9. fioriantonio Dice:

    Ringrazio Red per le belle parole (e la lettura ,che condivido a pieno) e lo informo che a breve scadrà il tempo della custodia :-)
    Grazie anche a wordinprogress, che ha sottolineato bene la difficoltà di dislocarsi, l’essere spesso fuori tempo, il problema dei destinatari e dei messaggi, l’apocalitticità…
    Saluti cari
    Antonio

  10. francescomarotta Dice:

    Di Antonio ho letto “Sotto mentite spoglie” e “La quotidiana dose”: già da soli bastano a dare la misura esatta di una scrittura matura e di un timbro di autenticità e di riconoscibilità che pochi, oggi, possono vantare.

    Il titolo del post è nato da una mia “impressione” di lettura già dai tempi del libro pubblicato con Manni: quello di uno spazio aperto a ogni suggestione umana, che non ne tace nessuna contraddizione, palese o nascosta che sia, ma aperto all’incontro, inteso come recupero di ciò che costantemente va perduto e, senza il quale, non si dà né la possibilità del dialogo, né la sostanza stessa del nostro essere soggetti che alla parola affidano quanto altrimenti non potrebbero salva(guarda)re.

    fm

  11. Rina Dice:

    Lo spazio umano dell’incontro. Un giardino? :)

    Una piacevolezza leggere questi versi. Son delle chicche
    ‘S’arriva a pregare di nascosto
    più timorosi d’essere scoperti
    che dei peccati commessi’

    Un grazie a Francesco per questo regalo, parole che sono una carezza ..vedi l’Apocalisse, e ad Antonio i miei più vivi complimenti

    Rina

  12. fioriantonio Dice:

    Caro Francesco, “Sotto mentite spoglie” nasce da un misto di riflessioni e urgenze e cerca effettivamente di dar voce ad ogni suggestione e accadimento (dice anche Red che ’si cade e ci si rialza, si muore e si rinasce’), ma vorrebbe lasciare sempre aperta la possibilità di un incontro, o di una pacificazione, o di una ricostruzione: il recupero, come tu dici, di ciò che costantemente va perduto. Grazie davvero.
    E grazie anche a Rina, per il ‘carezzevole’ e gradito passaggio.

    Antonio

  13. francescomarotta Dice:

    Grazie, Antonio: al piacere di rileggerti di nuovo su queste pagine.

    Un abbraccio.

    fm

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