Fu quando apersi gli occhi e vidi l’alba
e conobbi il principio dell’azione
che vidi il mio corpo in agonia
e l’anima separata dai miei occhi.
Mi soccorse la parola, la sola ombra
che ha sangue e carne,
mi dette la pietà che occorreva.
Continua a leggere sul blog di Stefano Guglielmin, preceduti da una preziosa nota introduttiva, altri testi di questa eccellente, dimenticata poeta.
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Etichette: golfe d'ombre, maria marchesi, stefano guglielmin

ottobre 15, 2008 alle 6:31 pm |
….Il mio ventre/non sentiva aromi, né sussurri, era/un davanzale di pietra e aveva tanto sonno.
Hai detto bene, Francesco, una poeta eccellente, versi che inondano.
Io non so se senza la dolorosa esperienza manicomiale questi testi sarebbero venuti alla luce, però forse si.
Mi piacerebbe leggere qualcosa anche dell’altro volume e intanto ringrazio te e Stefano per questa proposta davvero coinvolgente.
un caro saluto a entrambi
jolanda
ottobre 15, 2008 alle 10:03 pm |
Vorrei proprio leggere questo libro. Mi sembra coinvolgente e aspro. Chiedo a Stefano e a Francesco: come posso procurarmelo?
Ciao
ME
ottobre 15, 2008 alle 11:28 pm |
Davanti a questa poesia resto senza parole.
Altro che Merini….
Grazie, Francesco. Davvero grazie di cuore
lucetta
ottobre 16, 2008 alle 11:24 am |
Grazie Francecso per aver irradiato la malattia della parole (per parafrasare un altro poeta amico ad entrambi).
A Marco Ercolani: come ho scritto nei commenti di Blanc, i due libri li ho trovati alla fiera del libro a palazzolo formigaro. Credo che l’editore ne abbia ancora alcune copie.
un saluto anche a Lucetta.
ottobre 16, 2008 alle 12:41 pm |
ho visto che nel sito di Lepisma editore, il libro è ancora in catalogo
http://www.lepisma.it/lepisma.htm
ottobre 17, 2008 alle 6:36 pm |
Grazie per questi ragguagli, Stefano, e grazie soprattutto per l’impagabile lavoro di diffusione della poesia che porti avanti col tuo blog.
Grazie anche a Jolanda, Marco e Lucetta (sono pienamente d’accordo con te).
fm
ottobre 17, 2008 alle 8:39 pm |
questo bellissimo libro mi fu regalato dalla mia vicina che lo aveva raccolto dal cestino della redazione di un giornale locale dove lavora come inserviente, da come le pagine si presentavano si capiva che non era stato mai neanche sfogliato.
Mi disse: Lucia al giornale i libri non li legge nessuno, ne arrivano tanti e finiscono quasi tutti nei cestini! Te lo regalo: so che almeno tu lo leggerai!
Mai dono mi fu più gradito. Ciao Lucia
ottobre 18, 2008 alle 1:52 pm |
questa storia che racconti, cara Lucia, è la storia della cenerentola-poesia dei nostri giorni, una storia triste, tristissima.
(la voglio riprendere nel mio prossimo post)
ottobre 18, 2008 alle 2:01 pm |
Stefano, mi hai preceduto di pochi attimi: stavo per scrivere più o meno le stesse cose.
Grazie, Lucia, il tuo ricordo vale più di un saggio.
fm
novembre 1, 2008 alle 8:21 pm |
[...] Per i riferimenti in rete e saperne di più sull’autrice: qui e qui [...]