
(Cy Twombly, Pan, 1980)
Occorrerebbe coprire di pudore il presente
e spedirlo affrancato in una busta
al primo che capita
Di fronte ad un’evidente
prova di morte
ch’è diventata la vita,
abituata com’è
a contrariar se stessa e gli altri
nonostante le febbri.
L’aureola d’uranio sul cranio della vallata
fa da passerella
al male che sfila
in una notte stupidamente amica
dove tintinna e rintocca l’ugola
della campana paesana
e una croce
fortunatamente di luce
raggiunge la fronte e la benedice.
(Continua a leggere qui…)
***
Tag: augusto amabili, la gru
Gennaio 7, 2009 alle 2:14 am |
Odiando l’audio la pellicola in bianco e nero
tende inspiegabilmente al sonoro
Sorte accondiscendente,
ho voluto te
nella mia collezione di miti sfatati
il bene rende sufficientemente egoisti
e dando per scontato l’acquisto
presume il macchinista
il biglietto di sola andata
prospetta una destinazione ignota
e non importano i discorsi esclusi,
con rimorso ho rimosso i grilli
La fratellanza protegge
l’alleanza protegge il gregge
e Bianca cuce a pelle una pace atroce.
***
mi commuovo e nello stesso tempo è fiammella di speranza leggere poesie come queste, ne trovo e scopro tante, tante voci che vorrei potessero urlare all’unisono e scuotere dal torpore della cieca e bica efficienza del male.
Gennaio 7, 2009 alle 2:14 am |
*bieca
Gennaio 7, 2009 alle 8:27 pm |
caro francesco, vedere le poesie di amabili pubblicate accanto alle mie mi regala un pò di gioia. augusto è certamente una delle voci più interessanti che mi sia dato leggere, in grado di coniugare necessità e verbo, abisso e altezza di ispirazione, il tutto nella più genuina prova di esistenza. Con Davide Nota e Massimo Gezzi credo siano i poeti (pur diversissimi) più bravi tra i “giovani” delle Marche, da sempre terra feconda per la poesia.