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	<title>Commenti a: Un mezzo rapporto &#8211; di Antonio Scavone</title>
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	<description>Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.</description>
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		<title>Di: Antonio Scavone</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/06/27/un-mezzo-rapporto-di-antonio-scavone/#comment-8220</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Scavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 15:31:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In &quot;Psycho&quot; di Alfred Hitchcock, lo schizoide Norman Bates (interpretato superbamente da Anthony Perkins) affronta l&#039;interrogatorio della polizia con calma e distacco: ha separato se stesso dall&#039;altro-da-sé e si preoccupa solo di avere un atteggiamento controllato e senza smanie, di non scacciare neppure una mosca che gli dà fastidio. Nando Calise, il protagonista di &quot;Un mezzo rapprto&quot; è un uomo a metà ed ha tutto a metà ma anche lui prova a distinguere i suoi momenti o le sue due metà: quando insegue un sogno, una chimera, e quando racconta quello che è successo. È un uomo mediocre, come tanti, e come tanti aveva accarezzato l&#039;idea di poter completare la sua esistenza semplicemente  &quot;avendo&quot; una storia d&#039;amore (illusoria, superiore alle sue possibilità) e non invece &quot;vivendo&quot; quella storia o tutte le altre della sua vita. Il delitto, sembra strano, lo tira fuori dalla scelta ma poiché non gliela fa compiere, lo illude ancora una volta. Per Calise, come per tanti, un mezzo rapporto non è un rapporto a metà, è un rapporto interrotto con tutti gli avvenimenti e le persone che completano la nostra limitatezza. Norman Bates è staccato da se stesso, Nando Calise dalla realtà e prova a riviverla come sarebbe dovuta essere, come non è stato capace di viverla.

Ti abbraccio

Antonio]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In &#8220;Psycho&#8221; di Alfred Hitchcock, lo schizoide Norman Bates (interpretato superbamente da Anthony Perkins) affronta l&#8217;interrogatorio della polizia con calma e distacco: ha separato se stesso dall&#8217;altro-da-sé e si preoccupa solo di avere un atteggiamento controllato e senza smanie, di non scacciare neppure una mosca che gli dà fastidio. Nando Calise, il protagonista di &#8220;Un mezzo rapprto&#8221; è un uomo a metà ed ha tutto a metà ma anche lui prova a distinguere i suoi momenti o le sue due metà: quando insegue un sogno, una chimera, e quando racconta quello che è successo. È un uomo mediocre, come tanti, e come tanti aveva accarezzato l&#8217;idea di poter completare la sua esistenza semplicemente  &#8220;avendo&#8221; una storia d&#8217;amore (illusoria, superiore alle sue possibilità) e non invece &#8220;vivendo&#8221; quella storia o tutte le altre della sua vita. Il delitto, sembra strano, lo tira fuori dalla scelta ma poiché non gliela fa compiere, lo illude ancora una volta. Per Calise, come per tanti, un mezzo rapporto non è un rapporto a metà, è un rapporto interrotto con tutti gli avvenimenti e le persone che completano la nostra limitatezza. Norman Bates è staccato da se stesso, Nando Calise dalla realtà e prova a riviverla come sarebbe dovuta essere, come non è stato capace di viverla.</p>
<p>Ti abbraccio</p>
<p>Antonio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/06/27/un-mezzo-rapporto-di-antonio-scavone/#comment-8216</link>
		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 10:09:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://rebstein.wordpress.com/?p=13241#comment-8216</guid>
		<description><![CDATA[questo racconto, non so se dà la stessaimpressione ai più, mi appare come un copione per un film o telefilm poliziesco; mi verrebbe da aggiungere come sottotitolo &quot;Gli ingredienti di una verità&quot;: molto azzeccata l&#039;immagine che si forma nella mente del protagonista, di una verità formata da tante porzioni di realtà che prese per sè stesse sembrano amorfe ma che poi mescolate nella giust dose formano una torta o un timballo ecioè un qualcosa che ha un senso, una sua ragione d&#039;essere.
Calise è il rappresentante tipico dell&#039;uomo medio, con un lavoro che non lo soddisfa e che almeno spera di realizzarsi tramite una nuova relazione con una donna già sposata; per lui è più semplice la gestione del rapporto, visto che è già separato, ma per Maria, la vittima dell&#039;omicidio, la situazione è più complicata: sono presenti qui tutte le mediocrità ed il carattere fortuito di un rapporto vissuto nell&#039;ombra; Calise non può sostenere il tenore di vita cui è abituta Maria col marito avvocato e lei non ha il coraggio di dare un taglio netto alla vita preconfezionata che le regala Scandurra.
Le parti migliori, per me, sono quelle in cui si avverte lo spiazzamento di un uomo che durante l&#039;interrogatorio avverte quel senso di estraneità e d&#039;impotenza nel difendersi perchè sà già in cuor suo quanto sia colpevole; ma in fondo in questo mondo i cui ingredienti principali sono il cinismo, l&#039;arroganza e la mancanza di rispetto per gli altri siamo tutti colpevoli in modo più o meno evidente.
Se non si riesce a concludere granchè della nostra vita è soprattutto imputabile alle nostre inerzie ma anche a un contesto di raggelante disumanizzazione del nostro essere che affossa le nostre qualità migliori per fare emergere la parte oscura e pericolosa dell&#039;&#039;Io 

Complimenti ancora Antonio ed un abbraccio]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>questo racconto, non so se dà la stessaimpressione ai più, mi appare come un copione per un film o telefilm poliziesco; mi verrebbe da aggiungere come sottotitolo &#8220;Gli ingredienti di una verità&#8221;: molto azzeccata l&#8217;immagine che si forma nella mente del protagonista, di una verità formata da tante porzioni di realtà che prese per sè stesse sembrano amorfe ma che poi mescolate nella giust dose formano una torta o un timballo ecioè un qualcosa che ha un senso, una sua ragione d&#8217;essere.<br />
Calise è il rappresentante tipico dell&#8217;uomo medio, con un lavoro che non lo soddisfa e che almeno spera di realizzarsi tramite una nuova relazione con una donna già sposata; per lui è più semplice la gestione del rapporto, visto che è già separato, ma per Maria, la vittima dell&#8217;omicidio, la situazione è più complicata: sono presenti qui tutte le mediocrità ed il carattere fortuito di un rapporto vissuto nell&#8217;ombra; Calise non può sostenere il tenore di vita cui è abituta Maria col marito avvocato e lei non ha il coraggio di dare un taglio netto alla vita preconfezionata che le regala Scandurra.<br />
Le parti migliori, per me, sono quelle in cui si avverte lo spiazzamento di un uomo che durante l&#8217;interrogatorio avverte quel senso di estraneità e d&#8217;impotenza nel difendersi perchè sà già in cuor suo quanto sia colpevole; ma in fondo in questo mondo i cui ingredienti principali sono il cinismo, l&#8217;arroganza e la mancanza di rispetto per gli altri siamo tutti colpevoli in modo più o meno evidente.<br />
Se non si riesce a concludere granchè della nostra vita è soprattutto imputabile alle nostre inerzie ma anche a un contesto di raggelante disumanizzazione del nostro essere che affossa le nostre qualità migliori per fare emergere la parte oscura e pericolosa dell&#8221;Io </p>
<p>Complimenti ancora Antonio ed un abbraccio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francescomarotta</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/06/27/un-mezzo-rapporto-di-antonio-scavone/#comment-6942</link>
		<dc:creator><![CDATA[francescomarotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 18:57:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#039;unico modo per (r)esistere oggi, e non solo nel campo delle lettere, è proprio quello di scegliere &quot;un punto di vista completamente opposto&quot; agli sguardi (e alle immagini) dominanti.

fm]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;unico modo per (r)esistere oggi, e non solo nel campo delle lettere, è proprio quello di scegliere &#8220;un punto di vista completamente opposto&#8221; agli sguardi (e alle immagini) dominanti.</p>
<p>fm</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: riflessioniquotidiane</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/06/27/un-mezzo-rapporto-di-antonio-scavone/#comment-6914</link>
		<dc:creator><![CDATA[riflessioniquotidiane]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 16:06:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[complimenti per l&#039;articolo.
http://riflessioniquotidiane.wordpress.com]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>complimenti per l&#8217;articolo.<br />
<a href="http://riflessioniquotidiane.wordpress.com" rel="nofollow">http://riflessioniquotidiane.wordpress.com</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio Scavone</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/06/27/un-mezzo-rapporto-di-antonio-scavone/#comment-6911</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Scavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 09:25:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://rebstein.wordpress.com/?p=13241#comment-6911</guid>
		<description><![CDATA[Scrivere non è mai facile, scrivere bene poi può essere faticoso, doloroso, impervio, per certi versi inutile ma non è mai inutile scrivere scegliendosi un punto di vista completamente opposto a quella che è la moda o la consuetudine del racconto giallo (come notano giustamente Marco e Jolanda). Restare sconvolti, Natàlia, è più che un complimento, è quasi un attestato, il riconoscimento di un percorso narrativo che diventa &quot;letterario&quot; solo quando lo scrittore e il lettore contribuiscono a reggere le loro parti: codificare e decodificare; se non ci fosse un enigma da sciogliere, forse non ci sarebbe neppure l&#039;incanto della narrazione. Ma l&#039;enigma, nel caso di questo racconto, è capovolto, è tessuto e sfilacciato dal colpevole che appare, giustamente all&#039;inizio, come la vittima di un mal riposto sentimento, di un mal realizzato desiderio sessuale. Calise si accorgerà che mentire a se stesso, nascondere a se stesso la verità di un delitto era forse più accettabile che dire la verità, a se stesso, su un amore finito o mai cominciato o, come rileva acutamente Jolanda, paragonato alla preparazione di una torta o di un timballo. Calise aveva scelto gli ingredienti, le dosi, la successione delle azioni ma aveva dimenticato un fattore importante, una ineludibile realtà nella confezione della sua torta: che la mediocrità non regge a lungo, non crea altro che &quot;mezzi rapporti&quot;, velleità spesso maligne, desideri astratti. Eppure la ferita si chiude, dice sommessamente Calise a se stesso, ma sa benissimo che da quella ferita non è uscito tutto il sangue guasto che c&#039;era e che resterà probabilmente a segnarlo per sempre. Queste implicazioni esistenziali spuntano ai lati della vicenda, nel sotto-traccia del protagonista e dei personaggi e rinfocolano una tenue speranza, un breve e sordo disincanto.

Grazie a Natàlia, a Marco e a Jolanda per l&#039;attenzione che hanno dedicato a questo racconto e per la complessa esplorazione di una vicenda come quella di un personaggio che non riesce a guardare oltre le sue patetiche e penose attese.

Antonio]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere non è mai facile, scrivere bene poi può essere faticoso, doloroso, impervio, per certi versi inutile ma non è mai inutile scrivere scegliendosi un punto di vista completamente opposto a quella che è la moda o la consuetudine del racconto giallo (come notano giustamente Marco e Jolanda). Restare sconvolti, Natàlia, è più che un complimento, è quasi un attestato, il riconoscimento di un percorso narrativo che diventa &#8220;letterario&#8221; solo quando lo scrittore e il lettore contribuiscono a reggere le loro parti: codificare e decodificare; se non ci fosse un enigma da sciogliere, forse non ci sarebbe neppure l&#8217;incanto della narrazione. Ma l&#8217;enigma, nel caso di questo racconto, è capovolto, è tessuto e sfilacciato dal colpevole che appare, giustamente all&#8217;inizio, come la vittima di un mal riposto sentimento, di un mal realizzato desiderio sessuale. Calise si accorgerà che mentire a se stesso, nascondere a se stesso la verità di un delitto era forse più accettabile che dire la verità, a se stesso, su un amore finito o mai cominciato o, come rileva acutamente Jolanda, paragonato alla preparazione di una torta o di un timballo. Calise aveva scelto gli ingredienti, le dosi, la successione delle azioni ma aveva dimenticato un fattore importante, una ineludibile realtà nella confezione della sua torta: che la mediocrità non regge a lungo, non crea altro che &#8220;mezzi rapporti&#8221;, velleità spesso maligne, desideri astratti. Eppure la ferita si chiude, dice sommessamente Calise a se stesso, ma sa benissimo che da quella ferita non è uscito tutto il sangue guasto che c&#8217;era e che resterà probabilmente a segnarlo per sempre. Queste implicazioni esistenziali spuntano ai lati della vicenda, nel sotto-traccia del protagonista e dei personaggi e rinfocolano una tenue speranza, un breve e sordo disincanto.</p>
<p>Grazie a Natàlia, a Marco e a Jolanda per l&#8217;attenzione che hanno dedicato a questo racconto e per la complessa esplorazione di una vicenda come quella di un personaggio che non riesce a guardare oltre le sue patetiche e penose attese.</p>
<p>Antonio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco ercolani</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/06/27/un-mezzo-rapporto-di-antonio-scavone/#comment-6909</link>
		<dc:creator><![CDATA[marco ercolani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 08:18:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ottimo racconto, e originale pur affrontando un tema &quot;topico&quot; del giallo e del noir. Complimenti. Marco]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo racconto, e originale pur affrontando un tema &#8220;topico&#8221; del giallo e del noir. Complimenti. Marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: jolanda catalano</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/06/27/un-mezzo-rapporto-di-antonio-scavone/#comment-6907</link>
		<dc:creator><![CDATA[jolanda catalano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 07:44:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Circoscrivere questo racconto nella serie de giallo-poliziesco, mi sembra alquanto riduttivo. E&#039; pur vero che è stato commesso un omicidio, che la polizia indaga, chiede spiegazioni a quello che sembra essere l&#039;unico indiziato, Calise, ed è pur vero che qualcuno debba essere il colpevole della morte di Maria, ma il tutto si svolge in un&#039;atmosfera particolare, senza scossoni di rilievo se non le virate dello scrittore durante la narrazione, per dire al lettore di fare attenzione perchè non sempre la realtà che si osserva coincide con la verità.
E il lettore, abituato di solito, in casi come questo, all&#039;azione, al movimento, alla frenesia che conduce a una soluzione, si trova alquanto spiazzato, sin dall&#039;inizio, dalla lentezza che trasuda nelle pagine e nella mente di Calise, protagonista, suo malgrado, di un episodio sgradevolissimo che lo porterà a fare luce in tutta calma, la calma di chi si autoconvince della &quot;sua&quot; verità per non ripiombare nel cerchio buio e senza sbocco di una solitudine che non potrebbe e saprebbe più sopportare.
E sono proprio le sue riflessioni, il suo rievocare dentro di sè fatti e sentimenti che credeva fossero un punto fermo nella sua vita e che, invece, scopre alla fine essere stati solo un surrogato della stessa, a dare al lettore, forse, un&#039;ulteriore chiave di lettura.
Un mezzo rapporto non è da intendere solo da un punto di vista strettamente sessuale ma, a mio aviso, si configura piuttosto come privazione di quella metà di esistenza, per riprendere il discorso culinario di Scavone, diciamo così &quot; andata a male &quot; e quindi non più riutilizzabile.
Infondo Calise, con tutte le sue fredde disamine personali, rappresenta la mediocrità dell&#039;uomo che non si rassegna ad accettare e vivere una realtà al di fuori dal riparo di una relazione.
E quando la ferita si chiude, tutto ormai è concluso, e la storia narrata, e quella verità che alberga in ciascuno di noi e che, spesso, stentiamo a riconoscere.

Inutile dirti, Antonio, che lo stile, la conduzione sono magistrali.
Per fortuna Francesco, con questi tuoi racconti, ci ha abituati a una lettura di altissimo livello.

Vi abbraccio entrambi
jolanda]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Circoscrivere questo racconto nella serie de giallo-poliziesco, mi sembra alquanto riduttivo. E&#8217; pur vero che è stato commesso un omicidio, che la polizia indaga, chiede spiegazioni a quello che sembra essere l&#8217;unico indiziato, Calise, ed è pur vero che qualcuno debba essere il colpevole della morte di Maria, ma il tutto si svolge in un&#8217;atmosfera particolare, senza scossoni di rilievo se non le virate dello scrittore durante la narrazione, per dire al lettore di fare attenzione perchè non sempre la realtà che si osserva coincide con la verità.<br />
E il lettore, abituato di solito, in casi come questo, all&#8217;azione, al movimento, alla frenesia che conduce a una soluzione, si trova alquanto spiazzato, sin dall&#8217;inizio, dalla lentezza che trasuda nelle pagine e nella mente di Calise, protagonista, suo malgrado, di un episodio sgradevolissimo che lo porterà a fare luce in tutta calma, la calma di chi si autoconvince della &#8220;sua&#8221; verità per non ripiombare nel cerchio buio e senza sbocco di una solitudine che non potrebbe e saprebbe più sopportare.<br />
E sono proprio le sue riflessioni, il suo rievocare dentro di sè fatti e sentimenti che credeva fossero un punto fermo nella sua vita e che, invece, scopre alla fine essere stati solo un surrogato della stessa, a dare al lettore, forse, un&#8217;ulteriore chiave di lettura.<br />
Un mezzo rapporto non è da intendere solo da un punto di vista strettamente sessuale ma, a mio aviso, si configura piuttosto come privazione di quella metà di esistenza, per riprendere il discorso culinario di Scavone, diciamo così &#8221; andata a male &#8221; e quindi non più riutilizzabile.<br />
Infondo Calise, con tutte le sue fredde disamine personali, rappresenta la mediocrità dell&#8217;uomo che non si rassegna ad accettare e vivere una realtà al di fuori dal riparo di una relazione.<br />
E quando la ferita si chiude, tutto ormai è concluso, e la storia narrata, e quella verità che alberga in ciascuno di noi e che, spesso, stentiamo a riconoscere.</p>
<p>Inutile dirti, Antonio, che lo stile, la conduzione sono magistrali.<br />
Per fortuna Francesco, con questi tuoi racconti, ci ha abituati a una lettura di altissimo livello.</p>
<p>Vi abbraccio entrambi<br />
jolanda</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: natàlia castaldi</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/06/27/un-mezzo-rapporto-di-antonio-scavone/#comment-6906</link>
		<dc:creator><![CDATA[natàlia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 22:26:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://rebstein.wordpress.com/?p=13241#comment-6906</guid>
		<description><![CDATA[se dico di essere rimasta &quot;sconvolta&quot; penso valga come complimento, nel senso che è scritto così bene ed in modo così coinvolgente da far sentire sia vittima che carnefice, quindi sconvolgente.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se dico di essere rimasta &#8220;sconvolta&#8221; penso valga come complimento, nel senso che è scritto così bene ed in modo così coinvolgente da far sentire sia vittima che carnefice, quindi sconvolgente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Un mezzo rapporto &#8211; di Antonio Scavone</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/06/27/un-mezzo-rapporto-di-antonio-scavone/#comment-6905</link>
		<dc:creator><![CDATA[Un mezzo rapporto &#8211; di Antonio Scavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 20:31:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://rebstein.wordpress.com/?p=13241#comment-6905</guid>
		<description><![CDATA[[...] completo fonte: Un mezzo rapporto &#8211; di Antonio Scavone  posted under Persone, [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] completo fonte: Un mezzo rapporto &#8211; di Antonio Scavone  posted under Persone, [...]</p>
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	</item>
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