l’Essere
si sgrava
in controluce
vedi
la rossa filigrana
come conduce
all’Altro
allo straniero mite
Fisica della trasparenza (inedito, 2010)
Un punto della tua luce mi ha sognata
I
quella è alba
per me
II
rimangono dentro negli anni gli osanna
memorie di quando
il troppo candore non feriva
III
fuochi bagnati dal Verbo
scaldano le anime a venire
non bruciano
muovono essenze
IV
io
e queste bestiole che fiutano
siamo qui per vedere il tuo silenzio
il vento
ci butta in faccia il velo
della sposa rapita
(vede solo chi non vede niente,
è questo che vuoi dire?)
V
Dio apri
ho le nocche rotte dal picchiare
questa porta di legno immarcescente
è dura
fa male
VI
a volte sbaglio
tocco il fiore del male a mano aperta
e mi rimane sul palmo
una lanugine chiara
malvagia
tutto il fiato del mondo non basta
a staccarla
VII
insisti nel tuo amore che ramifica
oltre i varchi
della trasmigrazione
la pietra va nel sogno
come nuvola belante
e le notti raggrumano
in neri scintillii
indivisibili
VIII
l’alta marea delle tue stelle
sfiora gli orli
dell’anima addormentata
o prodigio del latte che tracima!
ti attendo come un bimbo
la bocca appena in boccio…
IX
dovrò restituirmi a te (lo so)
e mi sarebbe piaciuto
esser ramo d’aprile
X
hanno scritto in migliaia
il tuo nome su un coccio
ti cacceranno via
ti grideranno cose senza amore
la tua carne sarà inchiodata alle tre
beato te
che poi
sarai altrove
XI
è bosco il tuo risorgere:
odore d’ erbe profonde
porta alla luce il daino
stanno i morti in bilico sul filo
cinguettando
XII
incontriamoci qui
nel liquido segreto delle vie
sono o non sono
asole d’acqua dolce
quelle in cui ti sei legato a noi
per sempre?
***
fisica della trasparenza
l’Essere
si sgrava in controluce
vedi la rossa filigrana
come conduce all’Altro
allo straniero mite
*
la giornata è di ghiaccio e chiara
le montagne spalancano il confine
migra la lana dell’anima
verso ovili flautati
dove la carne è mandorla
(spezzata, si sguscia)
aprile
e il dio che amo viene senza sandali
dove posa il piede è prato
è fuoco fatuo in punta di ramo
la foglia verde del fico
getta luce come una mano a spaglio
brama l’amico la colomba
cui non pesa l’attesa perché tutto è lieve
porta la vita il frutto del dente di leone
l’esile soffione sparso in aria
impara:
chi si è sradicato nel principio e più non sanguina
semina
ricco di fili cuce ali alla caviglia
il bianco carovaniere profumo
del nulla
Primavera
-
I
torno ad abitare i gusci
placo l’acqua con il canto
mangio fili
d’erba
vivi
scucio palpebre nel vento
*
dov’è che l’inverno
nasconde Giano a due teste?
dimmelo,
lascia che lo uccida
non sopporto di notte il suo sguardo
morto
da barracuda
*
ho chiuso le porte del tempio
murato vivo il dio
non gridi ma rami
mi squassano dal dentro
-
II
ciao sera di primavera
sei scesa a inzupparti
tra vasche di brina e spume
bussano alla pioggia le tue gemme
trovano il filo crudo del grigio e
lo distendono – Itaca delle rondini
e verde sospiro di olivo
*
le tue pupille invece sono blu
e grondano sorgive
spandono unguenti di guarigione
*
seduta sotto le nuvole
ieratica come un capo sioux
la rana della fabula gracida in
sogno che
l’amore e l’aroma – primavera
sono fatti di te!
***
Etichette: fisica della trasparenza, roberta borsani

maggio 14, 2010 alle 12:20 pm |
vede solo chi non vede niente,
che altro da aggiungere?
maggio 14, 2010 alle 12:47 pm |
uh che meraviglia questo sguardo terso, oltre!
brava Roberta!!
maggio 14, 2010 alle 11:25 pm |
“dovrò restituirmi a te (lo so)
e mi sarebbe piaciuto
esser ramo d’aprile”
Sguardo che tocca le cose e restituisce un significato.
Grazie Roberta.
maggio 15, 2010 alle 9:49 am |
D’accordo con Nadia: poesia creaturale, dove lo stesso spirito circola tra tutte le cose…
maggio 15, 2010 alle 3:18 pm |
“Ho chiuso le porte del tempio
murato vivo il dio
non gridi ma rami
mi squassano dal dentro”
Questi quattro bellissimi versi di Roberta mi suggeriscono come un poeta moderno (moderno, non contemporaneo) possa, e debba affrontare, il mito.
Grazie della lettura.
Marco
maggio 16, 2010 alle 9:54 am |
Alto lirismo e mistica si incontrano nei versi di Roberta Borsani: sussurati e offerti come un respiro, come una preghiera, come un bisbiglio di metafore
luminose. Rinascita e speranza sono affidate alla Primavera dell’anima e alla Pioggia di colori di chi guarda oltre.
Complimenti!
Rosaria Di Donato
maggio 17, 2010 alle 3:11 pm |
Grazie amici
le vostre parole mi commuovono profondamente. Le ho potute leggere solo ora per problemi alla rete.
un saluto e un ringraziamento particolare a Francesco,
vi abbraccio
roberta
maggio 17, 2010 alle 3:25 pm |
[...] a leggere qui Lascia un [...]
maggio 18, 2010 alle 5:40 pm |
Questi versi hanno il potere di condurre il lettore con grande trasporto.
Resto rapita…
Grazie per la proposta.
Un caro saluto
Francesca