das überlebende Licht
behüte es bis es ruhig wird
der Flug in einem letzten Schlagen
der Welt die sich dem Dunkel ergibt
Drei Gedichte (Tre poesie)
(Da: Vulnus, 2010-11, inedito)
nächtens beschützt dich die Erinnerung
an ein Haus im Licht die Lippe
verschlossen in Stille und der Leib
gibt nach fast auf der Seite
nicht unrein noch träumend
es sind aber Augenblicke die dich meinen
wie Wasser den Stein
unbeweglich in seiner Wüste
azur ohne Geländer
wie die Stimme die der Blitz in der Kehle traf
Stunden in denen Warten wie Wind ist
der Bogen den die Augen schlagen
im Schmerz
-
di notte ti protegge il ricordo
di una casa in piena luce il labbro
stretto in un suo silenzio e il corpo
che quasi cede su un fianco
senza impurità senza più sogni
ma sono attimi che ti riguardano
come l’acqua un sasso
immobile nel suo deserto
azzurro privo di varchi
come la voce fulminata in gola
ora che l’attesa pare una specie
di vento la curva che gli occhi fanno
nel dolore
*
über Seiten von Tagen
die sich abnutzten im Eifer
sich zu vergessen nährt die Geduld
Falter der Armut und der störrischen
schmucklosen Metrik
beschütze ihren kurzen Sonnenuntergang
wie der Rabe die wachsame Abwesenheit
der Kornfelder die der Sichel entgegen beben
das überlebende Licht
behüte es bis es ruhig wird
der Flug in einem letzten Schlagen
der Welt die sich dem Dunkel ergibt
-
sopra pagine di giorni
consumati da uno stesso fervore
di dimenticarsi coltiva la pazienza
farfalla di povertà e di scontrosa
disadorna metrica
proteggi il suo breve tramonto
come il corvo la vigile inesistenza
delle messi tentate dalla falce
la luce superstite
custodiscila fino a che si placa
il volo in un ultimo battito
di mondo arreso al buio
*
das Bild in die Hände der Leere legen
die vor dem Aussprechen liegt
es verlor sich wo Klang und Farbe
hilflos verschmelzen
in dem was gedankenlos glüht
in einer Weiße die dunkelt besinnungslos
am Faden der sich zum Licht neigt
nur der Schatten bleibt unversehrt
wenn er seine Zuflucht verlässt
verflochten und weit fort
Maß eines ungewünschten Weges
vom dunklen Schritt der Sprache
-
restituire l’immagine
al vuoto che precede alla pronuncia
perduta dove suono e colore
si congiungono indifesi
in ciò che arde senza pensiero
nel bianco che annotta inconsapevole
lungo il filo reclinato della luce
solo l’ombra che resiste intatta
al congedo dalla sua dimora
conserva legame e distanza
misura di un sentiero inaugurato
dal passo oscuro della lingua
(Übertragen von Stefanie Golisch)
***
Etichette: drei gedichte, francesco marotta, stefanie golisch, vulnus

giugno 3, 2011 alle 7:19 am |
Tre poesie da leggere e scandagliare, tre poesie sulle quali ritornare. Mi piace mettere in evidenza e accostare idealmente tre passaggi, uno per ciascuna delle tre poesie “Stunden in denen Warten wie Wind ist” (ore in cui l’attesa è vento); “und der störrischen schmucklosen Metrik (e di scontrosa disadorna metrica); “vom dunklen Schritt der Sprache” (dal passo oscuro della lingua)
giugno 3, 2011 alle 10:08 am |
versi bellissimi!!!
lucetta
giugno 4, 2011 alle 11:51 am |
Grazie, Anna Maria e Lucetta. E grazie a Stefanie, che ha utilizzato la sua lingua madre per far emergere tutte le risonanze profonde dei testi.
fm
giugno 4, 2011 alle 8:24 pm |
Concordo con chi mi ha preceduto: versi bellissimi.
Strano che ci siano così pochi commenti.
Grazie Francesco per averli ospitati.
vincenzo celli
giugno 4, 2011 alle 9:57 pm |
Grazie dell’attenzione, caro Vincenzo. Sembra che il blog letterario sia ormai uno strumento obsoleto, sorpassato: la nuova frontiera, a quanto dicono, è fèisbuc, grande finestra spalancata sul futuro: basta sporgersi e subito “si acchiappa”: non ho capito bene “cosa”, ma si acchiappa…
Ciao.
fm
giugno 4, 2011 alle 10:01 pm |
Mi sembra di leggere un ottimo poeta tedesco ottimamemente tradotto in italiano da Francesco.
Un abbraccio a entrambi per le amorose alleanze delle lingue.
Marco
giugno 4, 2011 alle 10:05 pm |
Questi versi sono un inno alla verità della poesia. Ranieri
giugno 4, 2011 alle 10:09 pm |
Marco, è la sensazione che ho sempre avuto anch’io, fin da quando Stefanie, ormai quattro anni fa, ebbe la bontà di tradurre “Dalla dimora del tempo sospeso”.
Il post con cui nacque il blog:
http://rebstein.wordpress.com/2007/08/10/vom-haus-der-ausgesetzten-zeit/
fm
giugno 4, 2011 alle 10:11 pm |
Grazie, Ranieri: la “verità della poesia” è tutta negli occhi di chi la legge – sempre.
fm
giugno 5, 2011 alle 10:28 am |
questi occhi leggono e ringraziano!
un caro saluto a tutti
giugno 5, 2011 alle 11:46 am |
tre poesie che (e uso due voci verbali delle stesse) ci ri-guardano e restituiscono, che dicono di un atto umano che si volge, non solo fugge, prima della resa al nero, al buio
indovinatissimo e mi piace inoltre molto il commento di M.Ercolani sulla amorosa corrispondenza, anzi di più lui dice: alleanza delle lingue
che non si sa chi traduce e i versi di chi
Grazie Francesco e Stefanie per questo sentiero musicale, per le luci voci
un caro saluto
giugno 5, 2011 alle 3:49 pm |
Grazie Enzo, e grazie Margherita (anche per il riferimento a Stefanie).
fm
giugno 5, 2011 alle 5:46 pm |
Meravigliose poesie e altrettanto meravigliose traduzioni!
Grazie a Francesco e a Stefanie,
m.
giugno 5, 2011 alle 8:55 pm |
Grazie, Mimma. E un “in bocca al lupo” grandissimo per il “lavoro” in cui ti so impegnata.
Un caro saluto.
fm
giugno 5, 2011 alle 11:18 pm |
Lascio la mia umile opinione: Vulnus sarà un’altra gemma splendente.
Un saluto a tutti i presenti
Vincenzo
giugno 6, 2011 alle 6:38 pm |
Mi sembra di leggere un ottimo poeta tedesco ottimamemente tradotto in italiano da Francesco.
Che complimento!!
Per me è un grande piacere tardurre i versi di FM che scivolano senza fatica, in modo più naturale nella mia lingua madre…
Io credo che la poesia vivrà sempre, anche al margine, ma vivrà…
Poesie wie Brot, diceva Ingeborg Bachmann…
Buoni pensieri intensi
Stefanie
giugno 7, 2011 alle 2:08 am |
Seguo sempre le traduzioni di Stephanie quando a volte mi capita di trovarne qui o su lpels. mi piace imparare da lei perché le sue scelte mi sembrano sempre possedere quella bellezza discreta che ha la capelvenere che trovi lungo le sorgenti e il passaggio da una lingua all’altra appare sempre naturale. purtroppo il tedesco è una lingua che non conosco ma data la trasparenza e la materia liquida della poesia di francesco suppongo, e me lo confermano i commenti, che il connubio sia fra i migliori.
grazie
lisa
giugno 8, 2011 alle 9:56 am |
Esempio raro di fusione tra due acute sensibilità. La parola intensa di Francesco attraversa la mente-cuore di Stefanie e ne emergono note altissime, riconoscibili nelle due lingue come fossero unica voce diffusa.
un caro saluto,
annamaria
giugno 13, 2011 alle 11:21 pm |
Grazie ancora a tutti.
A Stefanie – per la sua naturale grazie e generosità.
fm
agosto 4, 2011 alle 12:01 am |
[...] da Rebstein del 2 giugno [...]
gennaio 23, 2012 alle 8:09 am |
Sono rimasta abbagliata dalla Bellezza di questo connubio perfetto. Sono gemme preziose. Golisch e Marotta diventano Uno (Golischmar ; ). L’amore per la lingua italiana e per quella tedesca mi obbligano a scivolare nei suoni meravigliosi delle due lingue; e sono così perfettamente fusi fra loro da commuovere. Grazie per tutto questo.
gennaio 23, 2012 alle 10:14 am |
Si può anche parlare male dei vari “fèisbuc”, e molte critiche sono sacrosante, però ogni tanto “fungono”…questo bellissimo post per esempio mi era sfuggito…o forse non ero ancora entrato in questa splendida Dimora visto che frequento il “web poetico” da quando ho il blog: 10 maggio 2011…e grazie a fèisbuc e alla realitva pagina de La Dimora ho beccato questo post…tra l’altro il primo testo è quello che ho riportato sul mio blog come saluto TEMPORANEO a Francesco e a questa calda e accogliente casa sospesa…
Come hanno già detto Marco Ercolani e Margherita colpisce questa ricerca di alleanze di lingue e suoni colori e riflessi.
Un caro saluto
maurizio