“Io sono Ofelia. Quella che il fiume non ha voluto. La donna con la corda al collo La donna con le vene tagliate La donna con l’overdose SULLE LABBRA NEVE La donna con la testa nel forno a gas. Ieri ho smesso di uccidermi. Sono sola con i miei seni le mie cosce il mio grembo. Faccio a pezzi gli strumenti della mia prigionia la sedia il letto il tavolo. Distruggo il campo di battaglia che era la mia dimora. Strappo le porte perché possa entrare il vento e il grido del mondo. Mando in frantumi la finestra. Con le mani insanguinate strappo le fotografie degli uomini che ho amato e che mi hanno usata a letto a tavola sulla sedia per terra. Do fuoco al mio carcere. Getto i vestiti nel fuoco. Mi strappo l’orologio dal petto che era il mio cuore. Esco in strada, vestita del mio sangue.”
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Tratto da:
Heiner Müller, LA MACCHINA AMLETO
Maldoror Press, gennaio 2012
Collana Quod te destruit te nutrit #05
Titolo originale: DIE HAMLETMASCHINE (1977)
Prima assoluta: Théatre Gérard Philipe, Saint‐Denis (Francia), 1979.
Traduzione di Karl Menschengen
Postfazione di Alessandra Pigliaru
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