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	<title>Commenti a: Giulia, sei tu?</title>
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	<link>http://rebstein.wordpress.com/2012/07/30/giulia-sei-tu/</link>
	<description>Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 May 2013 19:21:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Antonio Scavone</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2012/07/30/giulia-sei-tu/#comment-23890</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Scavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 12:11:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Paola

Ho suggerito solo uno-due volte qualche immagine di presentazione per i miei testi e mi sono sempre affidato alle percezioni e al gusto iconico di Francesco. Devo dire che quando vidi l&#039;immagine per &quot;Giulia, sei tu?&quot; e cioè &quot;Tutta la realtà&quot; di Paola Lovisolo non potei fare a meno di compiacermi di quella scelta di Francesco. Ora che ti sei ritrovata e rivelata nel commento a questo
racconto, non solo è più gratificante per le note che dici o per queste giornate afose che nonostante tutto ti e ci legano alla &quot;Dimora&quot;, ma è anche stimolante per tutto un cumulo di sollecitazioni generali-letterarie-esistenziali-etc.etc. e per quel disegno o apparato della realtà che, come nella tua composizione, è divisa e distinta in quadri, luci, riflettori, vorrei dire fazzoletti di qualcosa che accuratamente conserviamo, il più delle volte come una gemma.

Grazie a te, Paola.

Antonio]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Paola</p>
<p>Ho suggerito solo uno-due volte qualche immagine di presentazione per i miei testi e mi sono sempre affidato alle percezioni e al gusto iconico di Francesco. Devo dire che quando vidi l&#8217;immagine per &#8220;Giulia, sei tu?&#8221; e cioè &#8220;Tutta la realtà&#8221; di Paola Lovisolo non potei fare a meno di compiacermi di quella scelta di Francesco. Ora che ti sei ritrovata e rivelata nel commento a questo<br />
racconto, non solo è più gratificante per le note che dici o per queste giornate afose che nonostante tutto ti e ci legano alla &#8220;Dimora&#8221;, ma è anche stimolante per tutto un cumulo di sollecitazioni generali-letterarie-esistenziali-etc.etc. e per quel disegno o apparato della realtà che, come nella tua composizione, è divisa e distinta in quadri, luci, riflettori, vorrei dire fazzoletti di qualcosa che accuratamente conserviamo, il più delle volte come una gemma.</p>
<p>Grazie a te, Paola.</p>
<p>Antonio</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: paolalovisolo</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2012/07/30/giulia-sei-tu/#comment-23889</link>
		<dc:creator><![CDATA[paolalovisolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 11:35:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[... aggiungo anche le mie scuse per il ritardo nell&#039; intervenire e nel ringraziare.
paola]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; aggiungo anche le mie scuse per il ritardo nell&#8217; intervenire e nel ringraziare.<br />
paola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paolalovisolo</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2012/07/30/giulia-sei-tu/#comment-23888</link>
		<dc:creator><![CDATA[paolalovisolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 09:42:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[un microcosmo a cui si è sottratta potenza e quindi un microcosmo  - triste - dove l&#039; immobilità è presaga di altra immobilità figlia. la linfa apportata dalle nuove generazioni ha mancato di innestarsi sulla sua stessa origine lasciando cadere in qualche modo l&#039; azione amorosa del riprodursi della specie, accantonandola. tutti si sono ritagliati uno spazio inattivo riparato da una consuetudine infertile e nel quale l&#039; agire è attorto su se stesso.. la famiglia (maschi/femmine) diventa  la spira di un serpente più grande che nessuna percezione riceve dal suo strisciare e a nulla partecipa: nemmeno con la &quot;fame&quot;. tutto è spento e gli occhi sono spalancati senza nulla vedere da un&#039; ansia limbica gretta e senza accessi. e anche in qualche modo inspiegabile. quando muore il passato che ha tentato di tramandare nel presente gli strumenti di modulazione a ciò che da lui si è prodotto ma senza essere ascoltato dalle coscienze nel paradosso tutto si fa più chiaro e la consapevolezza si cura con lo stesso &quot; male&quot; di quello che era e che si rimpiangerà non esserci più ma troppo tardi. il cammino sarà lungo ma pur sempre un cammino ad abbattere e costruire ma forse anche il contrario, in questo caso.
mi è piaciuto questo testo e ringrazio Francesco per averlo abbinato davvero con giusto sentire per me alla mia immagine.grazie a Francesco e ad Antonio.
a rileggerci.
paola]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un microcosmo a cui si è sottratta potenza e quindi un microcosmo  &#8211; triste &#8211; dove l&#8217; immobilità è presaga di altra immobilità figlia. la linfa apportata dalle nuove generazioni ha mancato di innestarsi sulla sua stessa origine lasciando cadere in qualche modo l&#8217; azione amorosa del riprodursi della specie, accantonandola. tutti si sono ritagliati uno spazio inattivo riparato da una consuetudine infertile e nel quale l&#8217; agire è attorto su se stesso.. la famiglia (maschi/femmine) diventa  la spira di un serpente più grande che nessuna percezione riceve dal suo strisciare e a nulla partecipa: nemmeno con la &#8220;fame&#8221;. tutto è spento e gli occhi sono spalancati senza nulla vedere da un&#8217; ansia limbica gretta e senza accessi. e anche in qualche modo inspiegabile. quando muore il passato che ha tentato di tramandare nel presente gli strumenti di modulazione a ciò che da lui si è prodotto ma senza essere ascoltato dalle coscienze nel paradosso tutto si fa più chiaro e la consapevolezza si cura con lo stesso &#8221; male&#8221; di quello che era e che si rimpiangerà non esserci più ma troppo tardi. il cammino sarà lungo ma pur sempre un cammino ad abbattere e costruire ma forse anche il contrario, in questo caso.<br />
mi è piaciuto questo testo e ringrazio Francesco per averlo abbinato davvero con giusto sentire per me alla mia immagine.grazie a Francesco e ad Antonio.<br />
a rileggerci.<br />
paola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio Scavone</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2012/07/30/giulia-sei-tu/#comment-23420</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Scavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 20:30:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://rebstein.wordpress.com/?p=50837#comment-23420</guid>
		<description><![CDATA[@ Lucy

Le tre sorelle, Cechov, Palazzeschi... e chissà quanti altri riferimenti e suggestioni potrebbe suscitare il racconto di &quot;Giulia&quot;. Nella tua breve nota critica mi ha piacevolmente sorpreso di trovare e di intuire una &quot;tua&quot; simultaneità con la storia di Giulia, una tua &quot;somiglianza&quot; nelle piccole traversie di Giulia: non si scrive forse per riconoscersi e non si legge forse per riconoscere? Grazie, Lucia, e buon lavoro!

 @ Jolanda

Potrebbe rivelarsi un ginepraio il distinguo e l&#039;analisi di quella frase che hai espunto dal testo ma, più che illuminarti, cara Jolanda, vorrei semplicemente riproporti la questione postada Giulia. Giulia dice che se la felicità non si fa avanti, è la vita che deve farsi avanti, non la felicità. E&#039; un aut-aut, una presa di posizione, una consapevole determinazione. Concordo con tutti i significati che hai conferito alla &quot;vita&quot; ma forse Giulia, nella sua solitudine di moglie-figlia-nipote-precaria, voleva intendere che ne aveva abbastanza di un&#039;estenuante ricerca della felicità (la filosofica &quot;eudemonia&quot; degli inglesi), di una felicità perseguita perché dovuta o estaticamente attesa. Giulia ci dà un taglio (come darà un taglio alla madre e alle zie): è la vita che deve proporre nuovi modelli o nuovi vagheggiamenti. Giulia non accetta altri compromessi e altri infingimenti. Le cose possono anche non cambiare ma che lo dicano, che siano esplicite nei loro misteri e nei loro inganni. La felicità verrà sempre cercata ma Giulia non ne può più di doverla attendere come un dono del destino. Giulia troverà il coraggio di sconfessare la madre, le zie, la ricchezza passata, il lusso perduto e quel mondo fatuo e spocchioso che stava per affossarla e che le aveva promesso la felicità. E si dirà pronta (come risponde al marito) a tornare in se stessa: la felicità avrà modo e tempo per manifestarsi, l&#039;importante è che si manifesti la vita, ora.

Non dovevo convincerti, è chiaro, dovevo solo togliere il velo della percezione che un racconto, lo sai, confeziona per proporre enigmaticamente idee ed emozioni.

Un carissimo saluto a Lucy e Jolanda.

Antonio]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lucy</p>
<p>Le tre sorelle, Cechov, Palazzeschi&#8230; e chissà quanti altri riferimenti e suggestioni potrebbe suscitare il racconto di &#8220;Giulia&#8221;. Nella tua breve nota critica mi ha piacevolmente sorpreso di trovare e di intuire una &#8220;tua&#8221; simultaneità con la storia di Giulia, una tua &#8220;somiglianza&#8221; nelle piccole traversie di Giulia: non si scrive forse per riconoscersi e non si legge forse per riconoscere? Grazie, Lucia, e buon lavoro!</p>
<p> @ Jolanda</p>
<p>Potrebbe rivelarsi un ginepraio il distinguo e l&#8217;analisi di quella frase che hai espunto dal testo ma, più che illuminarti, cara Jolanda, vorrei semplicemente riproporti la questione postada Giulia. Giulia dice che se la felicità non si fa avanti, è la vita che deve farsi avanti, non la felicità. E&#8217; un aut-aut, una presa di posizione, una consapevole determinazione. Concordo con tutti i significati che hai conferito alla &#8220;vita&#8221; ma forse Giulia, nella sua solitudine di moglie-figlia-nipote-precaria, voleva intendere che ne aveva abbastanza di un&#8217;estenuante ricerca della felicità (la filosofica &#8220;eudemonia&#8221; degli inglesi), di una felicità perseguita perché dovuta o estaticamente attesa. Giulia ci dà un taglio (come darà un taglio alla madre e alle zie): è la vita che deve proporre nuovi modelli o nuovi vagheggiamenti. Giulia non accetta altri compromessi e altri infingimenti. Le cose possono anche non cambiare ma che lo dicano, che siano esplicite nei loro misteri e nei loro inganni. La felicità verrà sempre cercata ma Giulia non ne può più di doverla attendere come un dono del destino. Giulia troverà il coraggio di sconfessare la madre, le zie, la ricchezza passata, il lusso perduto e quel mondo fatuo e spocchioso che stava per affossarla e che le aveva promesso la felicità. E si dirà pronta (come risponde al marito) a tornare in se stessa: la felicità avrà modo e tempo per manifestarsi, l&#8217;importante è che si manifesti la vita, ora.</p>
<p>Non dovevo convincerti, è chiaro, dovevo solo togliere il velo della percezione che un racconto, lo sai, confeziona per proporre enigmaticamente idee ed emozioni.</p>
<p>Un carissimo saluto a Lucy e Jolanda.</p>
<p>Antonio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jolanda catalano</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2012/07/30/giulia-sei-tu/#comment-23413</link>
		<dc:creator><![CDATA[jolanda catalano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 17:26:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[....chiedo scusa per i tanti errori ma è stata una sfida tra me e il tempo minimo di questa ancora più minima connessione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.chiedo scusa per i tanti errori ma è stata una sfida tra me e il tempo minimo di questa ancora più minima connessione.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: jolanda catalano</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2012/07/30/giulia-sei-tu/#comment-23412</link>
		<dc:creator><![CDATA[jolanda catalano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 17:20:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con la sua solita elegante e profonda scrittura, questa volta Antonio si presenta con uno spaccato di vita dalle infinite sfaccettature che muovono il lettore ad altrettante riflessioni.
La prima cosa che colpisce, a lettura ult   imata, sembra essere quella sferzata nei confronti di quelle persone, tante, che chiudendo gli occhi e le orecchie a una cindizione di vita diversa, vivono come se nulla fosse cambiato e continuano con le parole, i gesti e le azioni dentro e fuori casa, una farsa pietosa o una fotocopia sbiadita di ciò che prima della decadenza appariva normale.
Ma quando le circostanze della vita cambiano, l&#039;autore sembra dirci che bisogna prendere atto della nuova verità e, di conseguenza, mutare direzione. Operazione non facile perchèrebbero volutorebbero  bisogna fare i conti con il passato e compararlo col presente, operazione da cui si può uscire sconfitti oppure rinati.
Prendendo come spunto la storia di una famiglia napoletana, un tempo benestante, Antonio mette in fila queste donne ciascuna fedele a idee ormai superate e gesti che sanno di stantìo.
Ci vorrà la morte della più anziana, la nonna, per far parlare la protagonista, la nipote Giulia che riesce finalmente a dire alle altre quella verità che forse non avrebbero voluto ascoltare.
Ma un momento arriva sempre nella vita e la verità, anche se feroce, può far prendere coscienza o, meglio, può fare in modo di riprendersi quella vita smarrita dentro una coltre di fumo, ma il fumo poi si dirada così Giulia, alla fine, può dire - Si, adesso sono io..

Ma c&#039;è una frase che Antonio mette in bocca a Giulia, una frase che ci viene sbattuta in faccia già dalla prima pagina e che, d&#039;impatto, può lasciare il lrttore perplesso e dubbioso sulla sua verità ed efficacia........quando non trovi la felicità nella vita, è la vita che deve farsi avanti, non la felicità.........

Ora, ma questo forse è un punto nevralgico solo per me, mi chiedo:
cosa vogliamo intendere per felicità ?
cosa vogliamo intendere per vita ?
&#039;azzurro
Se la felicità è quella sensazione che parte da noi e poi spruzza d&#039;azzurro tutti i contorni, oppure viene dal fuori-noi e ci catalizza in quella specie d&#039;estasi dove qualunque disastro può essere percepito come normale, come può la vita farsi avanti  se i due concetti sembrano essere concatenati?
Può bastare l&#039;acquisizione della verità per far si che si possa confermare e accettare la frase di cui sopra?
....e poi, se è la vita che ci deve venire incontro, di solito ci viene incontro per farci del male e noi siamo lì, ad attenderla, ad inseguirla, ma, alla fine, ciò che ci resta e solo un&#039;ombra dispettosa che, incurante, si perde in un bosco fitto di aspettative deluse.

Prego gentilmente Antonio di illuminarmi ma di non chiamare lo psichiatra........

un grande abbraccio a lui e Francesco
jolanda]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con la sua solita elegante e profonda scrittura, questa volta Antonio si presenta con uno spaccato di vita dalle infinite sfaccettature che muovono il lettore ad altrettante riflessioni.<br />
La prima cosa che colpisce, a lettura ult   imata, sembra essere quella sferzata nei confronti di quelle persone, tante, che chiudendo gli occhi e le orecchie a una cindizione di vita diversa, vivono come se nulla fosse cambiato e continuano con le parole, i gesti e le azioni dentro e fuori casa, una farsa pietosa o una fotocopia sbiadita di ciò che prima della decadenza appariva normale.<br />
Ma quando le circostanze della vita cambiano, l&#8217;autore sembra dirci che bisogna prendere atto della nuova verità e, di conseguenza, mutare direzione. Operazione non facile perchèrebbero volutorebbero  bisogna fare i conti con il passato e compararlo col presente, operazione da cui si può uscire sconfitti oppure rinati.<br />
Prendendo come spunto la storia di una famiglia napoletana, un tempo benestante, Antonio mette in fila queste donne ciascuna fedele a idee ormai superate e gesti che sanno di stantìo.<br />
Ci vorrà la morte della più anziana, la nonna, per far parlare la protagonista, la nipote Giulia che riesce finalmente a dire alle altre quella verità che forse non avrebbero voluto ascoltare.<br />
Ma un momento arriva sempre nella vita e la verità, anche se feroce, può far prendere coscienza o, meglio, può fare in modo di riprendersi quella vita smarrita dentro una coltre di fumo, ma il fumo poi si dirada così Giulia, alla fine, può dire &#8211; Si, adesso sono io..</p>
<p>Ma c&#8217;è una frase che Antonio mette in bocca a Giulia, una frase che ci viene sbattuta in faccia già dalla prima pagina e che, d&#8217;impatto, può lasciare il lrttore perplesso e dubbioso sulla sua verità ed efficacia&#8230;&#8230;..quando non trovi la felicità nella vita, è la vita che deve farsi avanti, non la felicità&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Ora, ma questo forse è un punto nevralgico solo per me, mi chiedo:<br />
cosa vogliamo intendere per felicità ?<br />
cosa vogliamo intendere per vita ?<br />
&#8216;azzurro<br />
Se la felicità è quella sensazione che parte da noi e poi spruzza d&#8217;azzurro tutti i contorni, oppure viene dal fuori-noi e ci catalizza in quella specie d&#8217;estasi dove qualunque disastro può essere percepito come normale, come può la vita farsi avanti  se i due concetti sembrano essere concatenati?<br />
Può bastare l&#8217;acquisizione della verità per far si che si possa confermare e accettare la frase di cui sopra?<br />
&#8230;.e poi, se è la vita che ci deve venire incontro, di solito ci viene incontro per farci del male e noi siamo lì, ad attenderla, ad inseguirla, ma, alla fine, ciò che ci resta e solo un&#8217;ombra dispettosa che, incurante, si perde in un bosco fitto di aspettative deluse.</p>
<p>Prego gentilmente Antonio di illuminarmi ma di non chiamare lo psichiatra&#8230;&#8230;..</p>
<p>un grande abbraccio a lui e Francesco<br />
jolanda</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lucypestifera</title>
		<link>http://rebstein.wordpress.com/2012/07/30/giulia-sei-tu/#comment-23292</link>
		<dc:creator><![CDATA[lucypestifera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2012 11:57:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://rebstein.wordpress.com/?p=50837#comment-23292</guid>
		<description><![CDATA[le tre sorelle... ed effettivamente il racconto odora di quell&#039;assurdo &quot;soft&quot; della quiete prima della tempesta di tipo cechoviano, ma anche un po&#039; tristemente buffo alla palazzeschi. sarà il momento così così del tutto personale, ma con un po&#039; di commozione, sorrido,  e rabbrividisco insieme. 
grazie, antonio scavone]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le tre sorelle&#8230; ed effettivamente il racconto odora di quell&#8217;assurdo &#8220;soft&#8221; della quiete prima della tempesta di tipo cechoviano, ma anche un po&#8217; tristemente buffo alla palazzeschi. sarà il momento così così del tutto personale, ma con un po&#8217; di commozione, sorrido,  e rabbrividisco insieme.<br />
grazie, antonio scavone</p>
]]></content:encoded>
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