Archivio per la categoria ‘classici’

Gadda, Carlo Emilio (XI)

aprile 13, 2013

Tristram Shandy

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

20-01-1987

(Sulla ‘digressione’)
(Su come Gadda, cioè, sia riuscito a costruire
la Cognizione del dolore)

(continua…)

Gadda, Carlo Emilio (X)

agosto 5, 2012

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

18-12-1986

Il tema del sogno è uno dei temi cui ci si imbatte percorrendo gli itinerarj gaddiani (1), quasi una tappa obbligata, necessaria: si veda, per esempio, il sogno ultimo del Pasticciaccio, e per farlo seguiamo ancora Roscioni nel IV° capitolo de La disarmonia prestabilita, intitolato a Il groviglio conoscitivo:

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Quando i libri cambiavano la vita

maggio 17, 2012

Carlos Fuentes

(Panamá, 11 nov. 1928 – Città del Messico, 15 mag. 2012)

Gadda, Carlo Emilio (IX)

marzo 28, 2012

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

17-12-1986

Certo non è un’Italia ancora autarchica l’Italia di quegli anni, che si chiude per ciò in sé e nei suoi proprj modelli. Eppure le riviste giovanili, dette cosí per la giovane età degli autori e dei collaboratori che poi scriveranno, da protagonisti talvolta, le pagine letterarie del novecento, non hanno una struttura chiusa, ed anzi, assurgono ad una vorace militanza, sono anche aggressive e piú di quanto si possa immaginare; gli autori, altre volte, hanno degli umori tetri, per cui è difficile, se non improbabile, un’associabilità di tali umori – degli uomini quindi – in quanto c’è un forte quanto implacato senso dell’individualismo in ciascheduna delle loro proprie sensibilità. Si crea, tuttavia, un’attesa, tanto piú spasmodica quanto piú essa si prolunga. (continua…)

Gadda, Carlo Emilio (VIII)

dicembre 30, 2011

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

16-12-1986

Occorre non soltanto percorrere l’interno dell’opera gaddiana, quanto anche porsi all’esterno e scrutarla dal di fuori. Nel momento in cui egli esce dall’ombra, dall’isolamento, egli farà parte, e anche parte notevole, della rivista fiorentina Solaria; è certo ch’egli ancora condurrà un’esistenza pressoché randagia, ma è altrettanto certo che quel luogo, non soltanto quello figurato dalla rivista, ma anche quello geografico di Firenze e della Toscana tutta, che quel luogo diverrà un epicentro: al contempo, egli stesso diverrà una parte estremamente attiva d’un progetto comune e proprio della rivista. (continua…)

Gadda, Carlo Emilio (VII)

dicembre 22, 2011

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

11-12-1986

Nel “Racconto” viene a profilarsi la certificazione, l’arrivo della questione della scrittura di quegli anni. Molto si deve al critico Dante Isella per la sistemazione di questi appunti, di questi frammenti di cui è composto, come molto gli si deve per la sistemazione di tutti gli autori della cosiddetta ‘linea lombarda’: egli è difatti il massimo competente di questa cerchia d’autori lombarda. Il “Racconto” aveva come titolo primo ed originario “Cahier d’études”, e consta di tre quadernetti, di cui il primo è di novantotto fogli, preceduti dal foglio ‘A’ e seguiti dai foglj ‘Z’ ed ‘extraZ’, il secondo è di centosettanta foglj ed il terzo di quarantasette: questi quadernetti contengono scritti varj degli anni che vanno dal 1924 al 1927. Solo il primo reca l’intestazione “Cahier d’études”, titolo che forse tende a giustificare e a ordinare la materia trattata; in esso vi si scrive (continua…)

Esisteva un tempo in cui non c’era letteratura

dicembre 17, 2011

Giorgio Manganelli

     Esisteva un tempo in cui non c’era letteratura. Oh, non fu un tempo lungo. Diciamo tra i diecimila e tremilioni di anni. Il tempo per la terra di cambiare il trucco tre volte, andare due volte a teatro, cinque al cinema, e iniziare una analisi. Riesco ad immaginare un tempo senza auto, senza locomotive, senza bandiere, primi ministri, preti, zoo, valige ventiquattrore, televisione e dischi microsolco, ma non riesco ad immaginare un mondo, un tempo, una serie, un rosario di generazioni senza letteratura. Non posso non considerare che quegli uomini, quelle donne, avevano assolutamente tutto per fare della letteratura: avevano parole, cimiteri, esclamazioni, malattie, fame, incertezza del domani, fuoco caldo, fuoco ustionante, innamoramenti e disamori, famiglie e adulteri, aborti e stragi, ma non potevano avere la letteratura. Mancavano di cose vilissime che si possono comprare in una tabaccheria; ma i nostri antenati, i pre-Agatha Christie, non avevano tabaccherie. (continua…)

Congedo

agosto 14, 2011

“Voi, signori, non avrete profili, non ci sarà dimora, non ci sarà luce, e infine il mondo, il mondo in cui vivrò come ora vivo in questo, sarà un globo di tenebre, di deserto, di assenza di ogni significato.”

(continua…)

Gadda, Carlo Emilio (VI)

aprile 23, 2011

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

10-12-1986

Il linguaggio d’uno scrittore certamente è la fonte da cui discende quel flusso naturale della sua lingua che alcuni manuali poi fanno rientrare in un genere letterario naturalmente considerato. Gli appunti privati, raccolti nel ”Giornale” o nel “Racconto”, sono tipicamente personali, propri dell’uomo Gadda. Mandare alle stampe un libro, e dunque pubblicare, significa arrivare ad una comunicazione con un pubblico di lettori la cui attesa per certi versi può dirsi spasmodica. (continua…)

Conglomerati

aprile 11, 2011

Andrea Zanzotto

troppe troppe candeline

Candelete, inciampi
venir meno in strappi
e dolori ed escoriazioni
cadute rattratte
di corpi per baricentri sbilanciati
osteoporosi no, ostinazione
di gomiti e stinchi crudi
di presenze
semmai debolezze, amori brevi
per la dura terra che senza
far moto o motto ci risucchia
e noi pinocchi dai violenti occhi
dal peso dei disfatti baricentri
facciamo ballare gl’indecenti ventri

(continua…)

Gadda, Carlo Emilio (V)

aprile 10, 2011

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

09-12-1986

Si è già detto come nel “Giornale di guerra e di prigionia”, in questo laboratorio privato e personale, pur con i limiti cronologici e appunto diaristici che ad esso si connettono, venga posta in esame la questione del fantasma del romanzo, quel romanzo che si concluderà solo molti anni dopo e, peraltro, mai compiutamente. Ebbene, questa questione è non solo di Gadda, ma un po’ di tutti gli autori dei primi del ‘900, in quanto è ormai appurata la crisi del modello narrativo ottocentesco, seppure ancora si vedano stampate prevalentemente pagine d’autori ad esso ancora strettamente legati. (continua…)

La morte di Virgilio

aprile 7, 2011

Durs Grünbein
Stefano Zangrando

 

La morte di Virgilio.
Rivisitazione di un romanzo

(Traduzione di Stefano Zangrando)

[Zibaldoni, a. IX, 2011, IV s.]

     Il fuoco della Seconda guerra mondiale ardeva ancora in molte parti d’Europa, la tregua era vicina, la Germania era allo stremo, le sue città devastate da bombardamenti a tappeto, Vienna era occupata dall’Armata Rossa, Roma dalle forze armate americane, e nel bunker di Berlino la furia del dittatore si volgeva ai suoi ultimi giorni di vita quando, nel marzo 1945, apparve per l’editore newyorkese Pantheon Books il romanzo di un esule austriaco. (continua…)

Gadda, Carlo Emilio (IV)

marzo 25, 2011

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda

Giovanni Campi

04-12-1986

La deformazione del linguaggio, il pastiche, la miscellanea di lingue diverse, dai dialetti alle lingue straniere, tutto ciò affonda le radici in un contesto storico ben definito che è quello cui poi fa capo, e in cui prende forma, la cosí detta ‘linea lombarda (1)’, e quindi, se in Gadda pur trova un luogo genetico ad esso congeniale, evolvendosi in originalità e in personalismi entro cui affiorano radici soggettive, tematiche, fors’anche psicoanalitiche, per i suoi motivi d’ira, per le sue ragioni d’un anarchico rigetto, ebbene, certo non si potrà affermare che tale deformazione l’abbia creata lui, né che l’abbia inventata di sana pianta; è certo, però, ch’egli la usi per coprire il vuoto che sente attorno e dentro di sé. Dunque, per questo motivo, si può dire che Gadda occupa uno spazio nel panorama della ‘linea lombarda’, essendone un tipico rappresentante. (continua…)

Stormi di uccelli neri

marzo 18, 2011

Antonio Scavone

Stormi di uccelli neri

     Un’affascinante donna dell’alta società di San Francisco, Melania Daniels (l’algida ‘Tippi’ Hedren) sta per entrare in un negozio di animali quando, distratta piacevolmente dal fischio di ammirazione di un ragazzo, scorge nel cielo l’addensarsi insolito e bizzarro di uno stormo di uccelli, che volteggiano come impazienti, infastiditi.
     Da quel negozio uscirà, imprevedibile ma non inaspettato, un pingue e impacciato cliente, trascinato velocemente da una coppia di terrier bianchi.  Quel cliente, inconfondibile, è Alfred Hitchcock, il regista de “Gli uccelli” che Evan Hunter sceneggiò nel ’63 dal romanzo omonimo di Daphne Du Maurier. La storia la conosciamo a menadito, tutti abbiamo visto quel film un’infinità di volte ma per ogni volta, come tutte le grandi storie raccontate al cinema, ci sorprende e ci incatena. (continua…)

Gadda, Carlo Emilio (III)

marzo 15, 2011

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda

Giovanni Campi

03-12-1986

La deformazione del linguaggio, quasi caricaturale, e che a volte sfocia decisamente nel grottesco, si muove da una dimensione storica e, diremmo, geografica, affondata lontana nel tempo, addirittura nel medioevo: trattasi sempre e comunque di autori lombardi, per cui, per quel che concerne il motivo geografico è specificamente regionale, cosí che ci si muove dal duecento di Bonvesin de la Riva attraverso autori cinquecenteschi e fino ai grandi lombardi dell’ottocento, escluso naturalmente il Manzoni, il quale abbandona tale specificità per essere accolto nella parlata toscana. (continua…)


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