Archivio per la categoria ‘enzo campi’

Sequenze per cunei e cilindri

maggio 26, 2012

“solo con la parvenza di sé
non una sola volta
si dà e resta ad osservare
lo scarto il dolo che cresce
nel volo abortito nelle ceneri
mescolate alla polvere”

(continua…)

Quaderni delle Officine (XXVI)

aprile 28, 2012

quaderno part_ b_n

 

Quaderni delle Officine
XXVI. Aprile 2012

Enzo Campi

 

 

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Enzo Campi – Ed erra di carne un grumo (2012)
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Ed erra di carne un grumo

aprile 28, 2012

Enzo Campi
Ivan Schiavone

Ed erra di carne un grumo
(Uno sguardo, per appunti inconclusi, su
Strutture di Ivan Schiavone)

 

Istruzioni per l’uso.

L’opera è divisa in due macro-sezioni: “Serie di mutilazioni sul corpo dell’uomo quantità” e “La Mariée”. La prima è divisa in 10 blocchi composti ognuno da tre testi (trittici) e la seconda è divisa in tre sezioni, Mise à nu, Par ses célibataires, Même, ognuna delle quali è composta di undici parti.
Per comodità d’esposizione ogni singola parte dei trittici verrà definita “pannello”.

(continua…)

Letteratura necessaria – Voci del Novecento (IV)

marzo 21, 2012

Giuliano Mesa

[...] Siamo nel cuore di una lirica che ha come unica ragione quella di non pretendere ragioni, che ha il coraggio di gettare sulla pagina un’esperienza vitale in forme improvvise, non garantite a priori. È una poesia pura, una lirica astratta che si trascina dietro scorie e detriti e che compie il miracolo di avvincere il lettore a una storia, a un dolore, a un’angoscia mai nominati ma che, per le vie segrete dello stile e della grammatica, premono contro le parole. [...]

(Guido Caserza, dalla Postfazione a Quattro quaderni)

 

(Leggi l’intero articolo su Letteratura Necessaria)

 

["Letteratura necessaria - Voci del novecento" è una rubrica curata e realizzata da Enzo Campi. Il primo numero è dedicato a Piero Bigongiari, il secondo a Roberto Sanesi, il terzo a Brandolino Brandolini D'Adda.]

Letteratura Necessaria – Voci del Novecento (III)

gennaio 10, 2012

“non ricordo come nasca e si accenda il fuoco nella parabola che ne curva a ferro caldo il moto. Certamente tuffarsi dallo stato in luogo nella fatalità della curva (calcolata in) andante e perdente, è necessità che sottende al vincolo fra grida di desiderio e di tortura: ne sono piene le piazze, i ciarlatani, le maestrine tiritera e i pianti la sera. Al poeta, invece, il divertimento nodoverbo impone di uscirne a cavalcaneve per via di piccola candid, analisi d’interno.”

(continua…)

Quaderni delle Officine (XXIII)

dicembre 14, 2011

quaderno part_ b_n

 

Quaderni delle Officine
XXIII. Dicembre 2011

Campi-Castaldi-Ercolani

 

 

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Campi – Castaldi – Ercolani, Esilio di voce. Tre letture critiche
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Io sono qui «con» voi

novembre 26, 2011

(continua…)

Contatti

ottobre 23, 2011

(continua…)

Dall’intramata tessitura

ottobre 18, 2011

“insediamo per verba gli atti
dell’ostinazione della presenza vana, liberiamo
lo sguardo, ammutoliamo con i nostri morti”

(continua…)

Letteratura Necessaria – Voci del Novecento (II)

ottobre 11, 2011

Roberto Sanesi

“E così gli occhi
presero forma di parole, insistendo
a saltellare fra una domanda e l’altra
come capita a volte anche agli angeli quando
sono costretti a procedere con un piede solo sul davanzale
del visibile, e speri sempre che qualcuno cada
per ritrovare la sublime vertigine della differenza.”

(continua…)

Poesia necessaria – Voci del Novecento (I)

ottobre 4, 2011

Prende il via oggi su Poetarum Silva, con un post dedicato alla figura e all’opera di Piero Bigongiari, una nuova rubrica, curata da Enzo Campi, dal titolo “Poesia Necessaria – Voci del Novecento“. L’intento è chiaramente divulgativo. Gli articoli, costruiti intorno a una selezione ragionata di testi esemplari e corredati da significativi interventi critici capaci di illustrare le linee essenziali di sviluppo della poetica degli autori presentati, compariranno alternativamente su “Poetarum Silva” e sulla “Dimora del tempo sospeso“.

Vi invito alla lettura e vi do appuntamento alla settimana prossima, su queste pagine, con un numero dedicato ad un altro “grande” ingiustamente dimenticato: Roberto Sanesi.

L’ipertesto della scrittura al nero

luglio 28, 2011

Enzo Campi

“Il nero è il cuore della luce, è il suo nucleo originario, la cosa primultima da cui la luce è destinata e a cui si destina.
Tutto nasce dal nero e muore nel nero; e la luce è anche il transito dal nulla originario al nulla del divenire, la luce è anche l’utopia che guida i nudi piedi sui sentieri dell’indecidibilità.”

(continua…)

Ciò che sopravvive all’apocalisse

luglio 12, 2011

Enzo Campi

Ciò che sopravvive all’apocalisse
è il relitto che anticipa l’avvento morendosi

Se pure scandita per lessemi
impronunciabili rinviene chiara
al lobo la sentenza che il coro
dissemina, da giorni, nell’intero
intorno: ciò che sopravvive
all’apocalisse è il relitto
che anticipa l’avvento morendosi

(continua…)

Dialoghi con nessuno

giugno 21, 2011


Natàlia Castaldi
Enzo Campi

[....] C‘è un‘assenza di tempo nella solitudine, un‘assenza di spazio, che traduco in parole come una continuità sospesa, dacché anche ciò che circonda la solitudine appare sospeso, astratto nel tempo e nello spazio, e dal tempo e dallo spazio della sua oggettiva presenza.

È come se non ci fossero silenzio e rumore, o meglio è ininfluente che ci siano, poiché tutto ruota entro la sfera di un‘estraneità di oggetti e fatti.

(continua…)

Dei malnati fiori

maggio 16, 2011

Enzo Campi

I malnati fiori elogiano il terzo, il testimone che non tace più e accede alla coscienza del molteplice. Un terzo che tuttavia è capo, a-capo del verso: l’interlocutore principale e insieme il detentore della parola. Cosa succede in quella cruna è svelato e ri-velato nella scrittura di Campi che, con magistrale capacità endoscopica, dipana tutti i fili, uno ad uno – quelli difficili da dividere e quelli che sono sull’orlo di spezzarsi, quelli mischiati alla tattilità del corpo e quelli legati agli indugi dell’Altro. Una parola che scheggia il guscio dell’ordito e ne fa intravedere il senso che poggia sulla polvere, l’intenzione. Non c’è linearità ma esattezza circolare del procedere per domande e definizioni. Le Parche sono sempre lì, a reclamare attenzione e a custodire il cammino prodigioso del capo e della coda. Le maglie scandiscono il tempo che fagocita i fiori per restituirli al coro solitario dell’essere che non si basta e che si rassegna a dirsi in molti modi; il punto è che però quel ti estì è in mano propria seppure apparentemente si chiami con altri nomi.

(continua…)


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