Archivio per la categoria ‘letteratura argentina’
luglio 31, 2011
Osvaldo Lamborghini
La perdizione…
La perdizione, un pullover chiaro
con l’emblema di un’Università
ma,
la perdizione non è universale.
È un sapere che riguarda solo esseri
delicatamente e abiettamente particolari.
Io sono quello che ieri parlava appena.
Ma ora è il silenzio:
il silenzio, disse come un prigioniero.
Contro una solitudine troppo popolata
le sirene si trasformano in pietre
e gli uomini
gli uomini in sabbia iniqua.
Così il canto vibra in un abisso di promesse.
…
(Alcuni testi di Osvaldo Lamborghini
tradotti da Massimo Rizzante.
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luglio 19, 2011
Antonio Scavone
Un testo magistrale, indimenticabile. Tradotto dal silenzio, da quel lugar sin límites dove la nostra identità, deposto tutto il carico che gli occhi imbarcano nella traversata degli anni, si specchia e si riflette, libera e perpetua traccia del rifiorire dei volti, nell’immagine senza tempo e senza parole delle sue radici. Una pagina che migra lenta al ritmo di un respiro a lungo trattenuto nel cuore, sulle ali di una scrittura trasparente come una fonte e commossa come un battito di ciglia sfuggito per un attimo al controllo del pensiero – una scrittura che ne segue e asseconda il volo dal paese della memoria agli annali inviolabili dell’anima. (fm)
(continua…)
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aprile 30, 2011
Massimo Rizzante
Oggi 30 aprile è morto Ernesto Sábato, l’autore della trilogia romanzesca composta da Il tunnel (1948), Sopra eroi e tombe (1961) e L’angelo dell’abisso (Abaddón el exterminador, 1974) e di saggi come Lo scrittore e i suoi fantasmi, Prima della fine, Resistenza. In realtà gli editori italiani avrebbero dovuto fare di più e meglio per il maestro argentino. Ma mai come in questo caso sono rimasti sordi ai miei richiami. Non che la mia voce abbia per loro un qualche peso, ma questi mirabili capi d’azienda, la cui presunzione spesso supera quella dei loro editor, la quale a sua volta supera quella dei loro scrittori, dovrebbero qualche volta alzare il naso al di là dei nostri confini e del nostro presente.
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febbraio 16, 2011
Juan Gelman
Alessandro Ghignoli
il tuo piede
calpesta la notte/lieve/
apre la pioggia/
apre il giorno/
la morte niente sa di te/
il tuo piede ha erba sotto
e un’ombra che scrive
il mare/
(continua…)
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agosto 6, 2009

Quaderni di Traduzioni
I, Agosto 2009

H. Mujica / A. Ghignoli
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Hugo Mujica, Poesie (1995 – 2004)
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agosto 6, 2009

Vastedades
no hay desierto más vasto
que un escenario
abandonado,
o su espejo:
un plato vacío
sobre el mármol de una mesa,
metal pulido
por uñas buscando lo que
no tiene.
brillo de hambres,
espejo de hombres.

Vastità
non c’è deserto più vasto
che uno scenario
abbandonato.
o il suo specchio:
un piatto vuoto
sul marmo di un tavolo,
metallo lucido
da unghie a cercare ciò che
non ha.
luccichio di fami,
specchio di uomini.
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agosto 21, 2007

La noche
Poco sé de la noche
pero la noche parece saber de mí,
y mas aún, me asiste como si me quisiera,
me cubre la conciencia con sus estrellas.
Tal vez la noche sea la vida y el sol la muerte. (continua…)
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