Archivio per la categoria ‘memoria’

Chiamatele pure morti bianche

maggio 1, 2013

Bianco ipocrita che copre sangue rosso
e il nero sporco di una democrazia per pochi.

Osservatorio indipendente

Morti sul lavoro, morti bianche, infortuni mortali nel 2013

1° maggio festa dei lavoratori

Dall’inizio dell’anno sono documentati 147 lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro. Il 33,3% sono morti in edilizia, il 31% in agricoltura dei quali la maggioranza schiacciati dal trattore che guidano, il 17,5% nei servizi, il 6,5% nell’autotrasporto, il 5,5% nell’industria (compresa la piccola industria e l’artigianato). Se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano le 300 vittime (stima minima).

Dall’ 1/1/2008 giorno di apertura dell’Osservatorio a oggi 2013 sono morti per infortunio sul lavoro oltre 5000 lavoratori di cui 2553 sui luoghi di lavoro e gli altri sulle strade e in itinere. Un’autentica carneficina che purtroppo viene sottostimata dalle statistiche ufficiali e ignorata dalla politica che potrebbe fare moltissimo, e con poche risorse, per far diminuire drasticamente questo fenomeno che ci vede primi in questa triste classifica in Europa, dove i morti sono mediamente un terzo di quelli italiani.

(Continua a leggere su Osservatorio Indipendente
e contribuisci a far conoscere il sito.)

A.M.O.

aprile 30, 2013

Anna Maria Ortese

 

“tutto ciò che vidi e seppi fu illusorio,
come i sogni della notte che all’alba svaniscono,
e così fu per quelli che mi stavano intorno”

(continua…)

Gli impresentabili

aprile 2, 2013

vaticalia

Gennaro Carotenuto

La classe dirigente, la generazione, il sesso maschile che ha portato l’Italia al disastro dovrebbe salvarla? Questa accozzaglia di partitocrazia e grand commis, tutti maschi, anziani, ricchissimi, sarebbe il meglio che questo paese può schierare per indicare cosa è urgente fare per il paese? La classe dirigente che negli ultimi 40 anni ha distrutto il paese dovrebbe salvarlo?

Possono essere saggi i tagliagole leghisti che hanno voluto la morte di 5.000 migranti che riposano sui fondali del Mediterraneo? Sarebbero saggi quelli che hanno votato che Ruby era la nipote di Mubarak? Sarebbe saggio colui che provò a legittimare i torturatori repubblichini chiamandoli “ragazzi di Salò”? Chi rappresentano i dieci saggi di Napolitano? Le privatizzate, le banche, la confindustria, la grande finanza che lucra sullo sfascio, i precarizzatori del lavoro, la nomenklatura partitocratica?

Niente donne, niente giovani, niente società civile, niente cultura, niente ricerca, niente diritti, niente disagio! È così evidente che questi dieci non rappresentano il paese reale ma sono chiamati a garantire, in un momento nel quale il crollo di un regime appare dietro l’angolo, quei poteri che rappresentano al di sopra e al di fuori del gioco democratico.

(Continua a leggere su Giornalismo partecipativo)

Adesso io vado a dissolvermi in cometa

marzo 30, 2013

Davanti a casa nostra c’era una palma

marzo 25, 2013

Il gioco del rovescio

Antonio Tabucchi

Lina,
non so perché comincio questa lettera parlandoti di una palma, dopo diciotto anni che non sai più nulla di me. Forse perché qui ci sono molte palme, le vedo dalla finestra di questo ospedale che ondeggiano le lunghe braccia al vento torrido lungo i viali infuocati che si perdono verso il bianco. Davanti a casa nostra, quando eravamo bambini, c’era una palma…

E’ l’inizio di “Lettera da Casablanca”, il primo testo di Antonio Tabucchi in cui mi sono imbattuto e che continuo a ritenere, a distanza di trentadue anni dalla prima lettura, uno dei racconti più belli di tutta la letteratura italiana. Non c’è nessuna intenzione critica in questo mio giudizio, che vuole piuttosto essere, al di là del valore artistico complessivo (per me, ad ogni modo, altissimo) della narrazione, un attestato di affetto e di riconoscenza verso uno scrittore la cui opera ho amato da subito e al quale devo, oltre al piacere che sempre mi procura la frequentazione dei suoi libri, la scoperta dell’universo culturale lusofono – una scoperta che, grazie a lui, si sarebbe immediatamente trasformata in passione e in desiderio crescente di conoscenza.
L’incontro avvenne tra le pagine della rivista “Il Cavallo di Troia”, che proprio nel 1981 pubblicava il suo primo numero: credo di averla comprata solo perché ne sapevo artefice, tra gli altri, Gianni Sassi, che già conoscevo e stimavo per il suo lavoro con gli Area e poi col gruppo di intellettuali e artisti che aveva messo in cantiere e realizzato “Alfabeta”.
Fu amore a prima vista, di quelli destinati a durare tutta la vita: nel giro di pochi giorni recuperai “Piazza d’Italia” (nel quale ritrovai, e ritrovo, le mie radici) e “Il piccolo naviglio“; ancora pochi mesi e avrei letto “Il gioco del rovescio“, il primo di una serie di libri da custodire come gioielli preziosi e irripetibili.

Nient’altro che questo piccolo ricordo personale, oggi: per dire di un’assenza che pesa e morde e fa male, soprattutto in un tempo misero e vile come questo: l’assenza di una persona e di un intellettuale vero, non solo quella dello scrittore che abbiamo amato e che continueremo ad amare.

Italiane d’Argentina

marzo 21, 2013

Silvia Rosa

Silvia Rosa

Sull’esperienza femminile nell’emigrazione italiana esistono ormai diverse pubblicazioni, sia in Italia che all’estero.  Nel caso dell’Argentina, tuttavia, la prospettiva di genere non ha ancora ricevuto un’attenzione adeguata. La  pubblicazione di questo  volume – basato sulle testimonianze femminili raccolte e selezionate nella vastissima produzione bibliografica italiana e argentina  – dà quindi  visibilità  a soggetti sociali finora meno approfonditi nella pur ricchissima produzione di studi sull’emigrazione italiana nel grande paese sudamericano. (continua…)

La Biblioteca di RebStein (XXXVIII)

marzo 2, 2013

etretatlibraryyq7La Biblioteca di RebStein
XXXVIII. Marzo 2013

Massimiliano Damaggio

 

______________________________
Massimiliano Damaggio – Il mio corpo ricorda tutto
______________________________

 

***

Lieto Neri Pellegrini (Il signor Radovan Karadžić)

marzo 2, 2013

Fossa comune a Srebrenica

Massimiliano Damaggio

    curriculum vitae

    settantacinquemila vittime civili
    quattrocentodiciassette massacri
    trecentosettantotto lager
    novantatré fosse comuni

(continua…)

Orlo

febbraio 23, 2013
Marcinelle, 8 agosto 1956

Marcinelle, 8 agosto 1956

Manuel Cohen

ORLO

Slobodan

febbraio 21, 2013

Le-Marlboro-di-Sarajevo_large

Miljenko Jergović

Al termine delle guerre balcaniche – e forse per una sorta di tardivo scrupolo di coscienza collettivo – sono state pubblicate in Europa numerose opere di autori di quell’area geografica. Al di là del fondamentale valore di testimonianza, ciò ha permesso di scoprire alcuni lavori di grandissimo valore, che proseguono il percorso di una tradizione antica e attingono, purtroppo, alla tensione emotiva che deriva da circostanze drammatiche. Tra questi autori Miljenko Jergović occupa un ruolo di primissimo piano: fin dalla prima edizione di Le Marlboro di Sarajevo (Quodlibet, 1995) si è affermato come una delle voci che meglio hanno saputo descrivere la tragedia bosniaca, al punto tale da spingere Paolo Rumiz a definirlo “il nuovo Andrić”.
Al di là del valore che possono avere i paragoni, Le Marlboro di Sarajevo è un libro di una profondità struggente: la guerra è la protagonista di tutti i racconti, ma non si tratta di storie di guerra, o meglio la guerra stessa si rende esplicita nelle piccole storie, capovolgendo i rapporti tra le persone, cambiando in un istante la prospettiva di una vita intera, trasformando l’odio in amore e viceversa. (continua…)

Murale

febbraio 10, 2013

Murale

Mahmud Darwish

Poem by Mahmud Darwish

Ecco il tuo nome,
disse una donna,
e scomparve nel cunicolo sinuoso…

Vedo il cielo laggiù, a portata di mano,
e l’ala di una colomba bianca mi porta
a un’altra infanzia. Non sogno
di sognare. Ogni cosa è reale.
So che abbandono me stesso…
e m’involo. Sarò ciò che diventerò
nell’ultimo firmamento. E ogni cosa è bianca,
il mare sospeso sul tetto di una bianca nube
e bianco il nulla nel cielo bianco dell’assoluto.
Sono e non sono stato. E sono solo, sul limitare
di questa bianca eternità. Giunto prima della mia ora,
non un angelo apparso per dirmi:
“Che cos’hai fatto, laggiù, sulla terra?”

CONTINUA QUI…

Perché la notte non torni a cadere

gennaio 27, 2013

bergen-belsen

LEGGERE QUESTO POST E’ UN DOVERE.

Come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?

gennaio 21, 2013

Todesfuge
Viva la Scuola, la rubrica settimanale curata da Nives Camisa, Giorgio Morale e Roberto Plevano sul blog La poesia e lo Spirito, è uno dei pochissimi appuntamenti irrinunciabili della blogosfera italiana, un autentico servizio pubblico, democratico e pluralista, che restituisce la “rete” tutta alla sua funzione preminente di informazione e di partecipazione, ossia alla sua ragion d’essere e alla sua dignità – sempre più offesa e vilipesa dal proliferare inarrestabile di spazi virtuali votati allo spaccio di inutile paccottiglia autoreferenziale, funzionale al mantenimento dello status quo, al disimpegno e all’idiozia imperanti.

Il numero odierno è dedicato alla Shoah e al rapporto tra “memoria e istituzione scolastica”, a quel dovere della memoria che ci riguarda tutti, consapevoli comunque, come dovremmo sempre essere, che “La Shoah non può essere imposta dall’alto, per circolare ministeriale… Non sono cose che si possano imporre per decreto. Attento a chi vuole imporre dall’alto il Dovere di ricordare. Quando s’impongono cose dall’alto, il ribellarsi è giusto… Adesso bisogna trovare il coraggio di dire che il fascismo non è solo Salò e l’Italiano, ebreo e non, è stato Fascista.”

(Leggi l’intero articolo qui…)

Ricordo di Dennis O’Driscoll

gennaio 13, 2013

Dennis O'Driscoll

Dennis O’Driscoll
Francesco Tomada

Ho conosciuto Dennis lo scorso anno: una persona schiva, di una gentilezza rara, che in nessun modo faceva pesare la consapevolezza di essere uno dei maggiori poeti irlandesi viventi.

Dennis è morto alla vigilia di Natale; l’ho scoperto per caso, come capita con le persone con cui si resta in contatto occasionale, scrivendosi una mail di tanto in tanto con affetto, ma in realtà l’uno al di fuori della vita dell’altro. Così mi sono chiesto se questa meravigliosa poesia che lui aveva scritto fosse dedicata ai morti dell’11 settembre, come aveva pensato in origine, o anche un poco a se stesso.

(continua…)

Libri incendiari

gennaio 12, 2013

Giovanni Giovannetti

[La casa editrice Effigie mette in vendita solidale i libri bruciacchiati nell’incendio doloso di casa Giovannetti. Il ricavato servirà a finanziare il ripristino dei locali danneggiati.]

La notte tra il 30 e il 31 dicembre 2012 a Pavia “ignoti” hanno dato fuoco a casa Giovannetti. Un attentato doloso, che segue di pochi giorni quello all’auto del consigliere comunale Walter Veltri e le croci a morto dipinte sull’ingresso dello studio dell’avvocato Franco Maurici, persone con le quali Giovanni condivide alcune battaglie sulla criminalità urbanistica pavese.
L’incendio ha colpito anche la casa editrice Effigie (il magazzino si trova nel seminterrato) e lì sono bruciati alcune migliaia di libri.

(Continua a leggere qui e qui…)


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 383 follower