Archive for the ‘osip mandel’štam’ Category

Der Name Ossip

giugno 25, 2012

Es ist alles anders

ES IST ALLES ANDERS, als du es dir denkst, als ich es mir denke,]
die Fahne weht noch,
die kleinen Geheimnisse sind noch bei sich,]
sie werfen noch Schatten, davon
lebst du, leb ich, leben wir.

Die Silbermünze auf deiner Zunge schmilzt,]
sie schmeckt nach Morgen, nach Immer, ein Weg]
nach Rußland steigt dir ins Herz,
die karelische Birke
hat
gewartet,
der Name Ossip kommt auf dich zu, du erzählst ihm,
was er schon weiß, er nimmt es, er nimmt es dir ab, mit Händen,
du lost ihm den Arm von der Schulter, den rechten, den linken,
du eftest die deinen an ihre Stelle, mit Händen, mit Fingern, mit Linien,]

- was abriß, wächst wieder zusammen –
da hast du sie, da nimm sie dir, da hast du alle beide,
den Namen, den Namen, die Hand, die Hand,
da nimm sie dir zum Unterpfand,
er nimmt auch das, und du hast
wieder, was dein ist, was sein war,

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Il pezzullo di db (XXI) – Insonnia. Omero. Le vele…

settembre 5, 2009


(Immagine fotografica di Andrew Shaw)

 

Paul Celan da Mandelstamm (1959-1915)

 

(Schlaflosigkeit. Homer. Die Segel, die sich strecken.)

Schlaflosigkeit. Homer. Die Segel, die sich strecken.
Ich las im Schiffsverzeichnis, ich las, ich kam nicht weit:
Der Strich der Kraniche, der Zug der jungen Hecke
hoch über Hellas, einst, vor Zeit und Aberzeit.

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Il pezzullo di db (XVIII) – Слух чуткий парус напрягает

luglio 21, 2009

[db]

Осип Эмильевич Мандельштам
Слух чуткий парус напрягает

das_horchende

 

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Non oltre. Taccuini da Voronez (III) – di Marco Ercolani

maggio 8, 2009

[MARCO ERCOLANI]

hortus_deliciarum_-_hell

 

Non oltre (III)

Taccuini da Voronez di Osip Mandel’stam, ritrovati in un barattolo di latta sotterrato nella fossa comune del lager di transito di Vtoraja Recka, Vladivostok (1938 circa).

Terzo quaderno:
Nuovo discorso su Dante.

 

 

           Cari signori, eminenti letterati,

     Tra questa orrenda e tristissima copia/ correan genti nude e spaventate/ senza sperar pertugio o elitropia. Dante, in Russia, é un temporale nel cranio di un sordo. La poesia dantesca non è fabbrica di immagini ma fucina di mezzi poetici. Immaginate qualcosa che venga compreso, afferrato, strappato alle tenebre in un lampo e, come lampo, ritorni nella scrittura. La poesia dantesca è questo stato di trance in cui i segnali delle parole appaiono, sono registrati e dileguano, come il disegno di un encefalogramma tracciato con inchiostro simpatico da un ago folle. (more…)

Non oltre. Taccuini da Voronez (II) – di Marco Ercolani

marzo 2, 2009

[MARCO ERCOLANI]

osip_mandelstam

 

Bruciare nel gelo.
Andare scalzi sul vetro.
Accendere la candela nera.
Voci come rasoi.
Le stelle mi tolgono il senno.

Non oltre (II)

Taccuini da Voronez di Osip Mandel’stam, ritrovati in un barattolo di latta sotterrato nella fossa comune del lager di transito di Vtoraja Recka, Vladivostok (1938 circa).

           Secondo quaderno: Il sudario sdrucito.

     Un sudario sdrucito è il mio vessillo, che sventolo con impazienza sotto la crosta terrestre.

     Nel balbettio scalpello l’esperienza, dall’esperienza succhio il balbettio: due regole che mi riportano alla struttura del cristallo. Ma il cristallo, per me, è sempre e soltanto la migliore forma possibile per l’incontenibile fuoco.

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Non oltre. Taccuini da Voronez (I) – di Marco Ercolani

febbraio 28, 2009

[MARCO ERCOLANI]


(Osip Emilevič Mandeľštam, 1891 – 1938)

Non oltre (I)

Taccuini da Voronez di Osip Mandel’stam, ritrovati in un barattolo di latta sotterrato nella fossa comune del lager di transito di Vtoraja Recka, Vladivostok (1938 circa).

           Primo quaderno: Inferni.

     Movimento sotterraneo di un corpo goffo, gobbo, quasimorto, che fa’ ancora sussultare il passante e lo costringe a fissare i suoi occhi nella lapide della tomba, minuscola lapiduccia che giace fra le enormi e stolide piramidi del millennio come uno sputo tisico.

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Il pezzullo di db (III) – Paul Celan da Mandelstamm

dicembre 24, 2008


(Osip Mandelstamm / Paul Celan)

 

Paul Celan da Mandelstamm (1959-1911)

 

Der Schritt der Pferde, sacht, gemessen.
Laternenlicht – nicht viel.
Mich fahren Fremde. Die wohl wissen,
wohin, zu welchem Ziel.

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