“Ogni vuoto è colmato, ogni interstizio riempito. Fino al metallo si è insinuato nelle cellule e nei canali da cui la vita è da lungo tempo scomparsa. La materia insensibile e compatta ha rimpiazzato l’altra nei suoi ultimi rifugi. Ne adottò le figure precise, i solchi più fini, così bene che l’impronta anteriore resta consegnata nel grande album delle età. Il firmatario è scomparso, ogni profilo, pegno d’un miracolo diverso, resta come un autografo immortale”.
(Roger Caillois, La scrittura delle pietre, 1970)
