Archivio per la categoria ‘saggistica’
aprile 26, 2013

Giuseppe Zuccarino
Celan e l’esperienza dell’impossibile
È noto che Paul Celan ha avuto per lungo tempo la fama di essere un poeta difficile, quasi impenetrabile. La sua replica a coloro che gli muovevano tale accusa non era la più adatta a conciliarseli: «Al giorno d’oggi è di voga rinfacciare alla Poesia la sua “oscurità”. […] Mi consentano di riportare un detto di Pascal, un detto che lessi in Lev Šestov qualche tempo fa: Ne nous reprochez pas le manque de clarté puisque nous en faisons profession! – Questa, credo, è la – seppur non congenita – oscurità che è propria della Poesia, in vista di un incontro che muove da una distanza o estraneità che essa stessa, forse, ha inteso progettare»(1). (continua…)
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aprile 13, 2013

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi
20-01-1987
(Sulla ‘digressione’)
(Su come Gadda, cioè, sia riuscito a costruire
la Cognizione del dolore)
(continua…)
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aprile 11, 2013
La Biblioteca di RebStein
XLII. Aprile 2013

M. Ercolani – L. Frisa
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M. Ercolani/L. Frisa – Il muro dove volano gli uccelli
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aprile 11, 2013

Marco Ercolani
Lucetta Frisa
Il muro dove volano gli uccelli
Gli uccelli di Braque sono molto più pesanti dell’aria, come sono realmente gli uccelli, ma volano meglio di tutti gli altri, perché, come i veri uccelli, partono dal suolo, ridiscendono a nutrirsene e ripartono in volo.
Francis Ponge
Oltrepassare me stesso, non so come accadrà né quando.
Nicolas de Staël
(continua…)
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aprile 1, 2013
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aprile 1, 2013

Quaderni delle Officine
XXVIII. Aprile 2013

Giuseppe Zuccarino
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Giuseppe Zuccarino – Derrida e la metafora (2013)
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aprile 1, 2013

Giuseppe Zuccarino
Derrida: l’avanzare-ritrarsi della metafora
Nel 1971, Jacques Derrida pubblica sulla rivista «Poétique» un ampio saggio, La mythologie blanche, ripreso l’anno dopo all’interno del volume Marges – de la philosophie(1). Argomento del saggio è il rapporto tra filosofia e retorica, e più in particolare il ruolo che va assegnato, in quest’ambito, alla metafora. (continua…)
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marzo 21, 2013

Silvia Rosa
Sull’esperienza femminile nell’emigrazione italiana esistono ormai diverse pubblicazioni, sia in Italia che all’estero. Nel caso dell’Argentina, tuttavia, la prospettiva di genere non ha ancora ricevuto un’attenzione adeguata. La pubblicazione di questo volume – basato sulle testimonianze femminili raccolte e selezionate nella vastissima produzione bibliografica italiana e argentina – dà quindi visibilità a soggetti sociali finora meno approfonditi nella pur ricchissima produzione di studi sull’emigrazione italiana nel grande paese sudamericano. (continua…)
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marzo 14, 2013

Marco Della Greca
Giuseppe Zuccarino
Il farsi della scrittura
Milano-Udine, Mimesis, 2012
Il libro di Giuseppe Zuccarino riunisce una serie di studi dedicati a diversi autori che, in un modo o nell’altro, hanno messo in questione il lavoro della scrittura, che hanno cioè mostrato all’interno della propria opera il percorso verso l’opera, il movimento che in essa tende al compimento – o che vota all’incompiutezza. Le singole analisi proposte (già pubblicate altrove) sono qui raccolte con l’intenzione – testimoniata dal titolo stesso del libro – d’interrogarsi sul farsi della scrittura. Al di là del valore che si può facilmente riconoscere alla precisione e alla profondità che caratterizza ciascuna di esse, c’è nell’itinerario proposto da Zuccarino il fascino di una questione implicita che la giustapposizione stessa dei testi proposti è capace di rivelare. Essi riescono a delineare un affascinante percorso attraverso la seconda metà del Novecento; è l’eccellenza stessa della scrittura francese del XX secolo – Maurice Blanchot, Roland Barthes, Claude Simon, Pascal Quignard, Jacques Derrida – a essere chiamata a testimoniare di questa dimensione materiale, concreta, fisica, fisiologica, a volte fisiopatologica, della scrittura all’opera, dell’opera che si fa e che interroga il suo farsi.
(continua…)
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febbraio 4, 2013
Carla Benedetti
Come nelle antiche tragedie, le immagini di repertorio che Pasolini ha montato nel film La rabbia (1962), tratte dai cinegiornali del tempo, portano in scena i conflitti, le vittorie gioiose e i lutti della storia recente dell’umanità, colte in una prospettiva ampia, planetaria e universale. La voce fuori campo che le commenta, ora in prosa ora in versi, ha il ruolo di un coro tragico. Pasolini ha messo in scena alcune tragedie antiche (Medea, Appunti per un’Orestiade africana). Ma in questo film fa qualcosa di più: secondo l’ipotesi di lettura che qui propongo, “La rabbia” ricrea la forma della tragedia con i mezzi specifici del cinema, in particolar modo il montaggio.
(Leggi il saggio di Carla Benedetti su Il Primo Amore:
qui la prima parte e qui la seconda parte.)
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febbraio 3, 2013
Giuseppe Zuccarino
Foucault: pensare la storia della verità con Nietzsche
Il 2 dicembre 1970, Michel Foucault tiene la lezione inaugurale della nuova cattedra di Storia dei sistemi di pensiero, istituita per lui al Collège de France. Il testo, che è di carattere programmatico, sarà pubblicato poco tempo dopo, nella forma di un volumetto dal titolo L’ordre du discours(1). In questo scritto, fin quasi dall’esordio, il filosofo espone la sua tesi di fondo, secondo cui «in ogni società la produzione del discorso è insieme controllata, selezionata, organizzata e ridistribuita tramite un certo numero di procedure che hanno la funzione di scongiurarne i poteri e i pericoli, di padroneggiarne l’evento aleatorio, di schivarne la pesante, temibile materialità»(2).
Nell’ambito di tali procedure, si notano in primo luogo quelle di esclusione. La più comune è l’interdetto: non tutti possono parlare di qualsiasi cosa in ogni circostanza (così, tra gli argomenti più frequentemente soggetti a proibizioni vi sono la sessualità e la politica). Un secondo metodo di esclusione si manifesta come partizione o rigetto: esempio tipico è quello dell’opposizione tra ragione e follia, che il filosofo ha esaminato approfonditamente in una celebre opera, Histoire de la folie à l’âge classique(3). (continua…)
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febbraio 2, 2013
Poliscritture è una rivista curata da un gruppo di intellettuali (Ennio Abate, Marcella Corsi, Luca Ferrieri, Alessandra Roman, Donato Salzarulo, Giulio Toffoli) che affronta in modo approfondito varie tematiche emergenti nel mondo della letteratura e della poesia. Questo numero però è interamente dedicato all’opera di Franco Fortini, alla sua personalità, le sue vicende di intellettuale, i rapporti con la cultura e la storia del suo tempo.
Il numero 9, che possiamo perciò considerare monografico, ha l’apporto di saggi di ben 19 autori, che nei loro interventi esaminano la figura di Fortini sotto molti punti di vista, da quelli squisitamente letterari (rispetto anche alla non prolifica ma importantissima – e oggi semisconosciuta opera poetica) a quelli aneddottici o di ricordi personali. Ne risulta un quadro complessivo variegato, che vuole servire da stimolo per la conoscenza di questo importantissimo e ignorato intellettuale e critico, la cui opera è fondamentale per comprendere la letteratura del secondo novecento.
(CFR – Edizioni)
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febbraio 1, 2013

Quaderni di RebStein
XLI, Febbraio 2013

Giorgio CESARANO
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Giorgio Cesarano, Quell’abbraccio d’amore e di lotta
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gennaio 20, 2013

Alessandra Pigliaru
Brevi note preliminari
La vendetta e l’onore sono due idee estremamente affini; non per nascita ma per il loro continuo depositarsi nella storia del pensiero e delle rappresentazioni che contraddistingue entrambe come temi prospettive e passioni irrinunciabili per la morale umana. Fin qui si potrebbe obiettare che qualunque idea morale, se opportunamente appaiata, può essere ascritta ad una relativa e salda mappatura, tuttavia nella storia di vendetta e onore si può riconoscere un preciso e cogente tessuto narrativo di tipo pratico che non conosce eguali. Vendetta e onore non sono solo idee di estrema suggestione ma assurgono a metafore delle relazioni e assumono esse stesse connotazioni cruciali, simboliche e necessarie, che hanno accompagnato la storia del pensiero fin dai suoi albori. Nella genesi della storia delle passioni, strettamente legata alla storia delle virtù, la vendetta in particolare si è riscontrata una delle più vitali, polimorfe e dissimulanti che la storia del pensiero occidentale abbia concepito. (continua…)
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