Archivio per la categoria ‘stefanie golisch’

Bekenntnis

dicembre 25, 2011

Stefanie Golisch
Rose Ausländer

 

Bekenntnis

Ich bekenne mich

zur Erde und ihren
gefährlichen Geheimnissen

zu Regen Schnee
Baum und Berg

Zur mütterlichen mörderischen
Sonne zum Wasser und
seiner Flucht

zu Milch und Brot

zur Poesie
die das Märchen vom Menschen
spinnt

zum Menschen
bekenne ich mich

mit allen Worten
die mich erschaffen

(continua…)

Vulnus. Drei Gedichte

giugno 2, 2011

Stefanie Golisch

das überlebende Licht
behüte es bis es ruhig wird
der Flug in einem letzten Schlagen
der Welt die sich dem Dunkel ergibt

(continua…)

Quaderni di Traduzioni (V)

marzo 4, 2011

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Quaderni di Traduzioni
V, Marzo 2011

C. Campo/S. Golisch

 

 

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Cristina Campo, Poesie/Gedichte
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Meine ganze Kraft ist meine Einsamkeit

marzo 4, 2011

Cristina Campo
Stefanie Golisch

 

Devota come ramo
curvato da molte nevi
allegra come falò
per colline d’oblio,

su acutissime làmine
in bianca maglia d’ortiche,
ti insegnerò, mia anima,
questo passo d’addio…

 

 

(continua…)

Luoghi incerti

giugno 29, 2010

Stefanie Golisch

«Prima o poi ognuno s’inventa la storia che in seguito ritiene sia la sua vita», scrive Max Frisch in Homo faber. Si vuole o non si vuole quindi scoprire la verità della propria vita? E quale verità? Quella comoda e pacificante o quella ambigua, in grado di sconvolgere tutte le presunte certezze? Tra il desiderio di chiarezza e riconciliazione e la necessità oggettiva di indagare sui “luoghi incerti” della propria esistenza in modo più spietato, Stefanie Golisch utilizza la storia della propria famiglia, la storia di una Germania rimossa, la vita dell’io narrante tra due culture, quella tedesca e quella italiana, per aprire un bilancio. Senza vincoli cronologici, un io alla sbarra si pone di fronte al giudizio del lettore. Da una parte il desiderio di una coerenza retrospettiva, dall’altra il caos indistinto nelle viscere del vissuto, nella sola convinzione che «non si può essere allo stesso tempo ciò che si è stato e ciò che si è», e che soltanto scrivendo si accenna una via d’uscita: una possibile verità o una versione della realtà come risultato di un continuo velarsi e svelarsi.

(continua…)

Quaderni di Traduzioni (IV)

marzo 11, 2010

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Quaderni di Traduzioni
IV, Marzo 2010

C. Sbarbaro/S. Golisch

 

 

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Camillo Sbarbaro, Pianissimo
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Still, Seele lebens

marzo 11, 2010

Stefanie Golisch
Camillo Sbarbaro

 

 

 

Still, Seele lebens – und leidensmüd’
– schickst dich ins eine
wie ins andere –
Hör’ ich in mich hinein, kommt eine deiner Stimmen zu mir.
Nicht Trauer ob der elenden
Jugend, noch Zorn oder Aufbegehren
und nicht einmal Überdruss.

(continua…)

Isole di luce

febbraio 17, 2010

Hilde Domin

 

 

 

Hilde Domin nasce a Colonia il 27 luglio 1909, in una famiglia ebrea dell’alta borghesia. Dopo aver completato gli studi liceali, frequenta le università di Heidelberg e Bonn e infine di Berlino, cambiando il suo indirizzo di studi da giurisprudenza a economia politica, dopo di che sociologia ed infine filosofia.
Nel 1932, quando le idee nazionalsocialiste cominciano a diffondersi in Germania, si trasferisce in Italia insieme ad un compagno universitario, lo studente di archeologia Erwin Walter Palm, e continua gli studi sia a Roma che a Firenze, dove si laurea nel 1936. Nello stesso anno sposa Palm, ormai da lungo tempo divenuto il suo compagno. (continua…)

Quaderni di Traduzioni (III)

settembre 16, 2009

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Quaderni di Traduzioni
III, Settembre 2009

L. Calogero/S. Golisch

 

 

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Lorenzo Calogero, Gedichte/Poesie
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Gedichte (II) – Lorenzo Calogero nella traduzione di Stefanie Golisch

settembre 16, 2009

[STEFANIE GOLISCH]

ritratto

 

Im Zeichen extremer Spannungen vollzieht sich das Leben des italienischen Dichters und Arztes Lorenzo Calogero ( 1910-1961). Als es ihm im März 1961 in einem dritten Versuch gelingt, seinem Leben ein Ende zu setzen, haben sich seine Kräfte längst erschöpft. Zu groß sind die körperlichen und seelischen Belastungen geworden, um ihnen länger stand zu halten. Calogero hat sich in seinem Lebenskampf, der um zwei große Themen, die Liebe und die Poesie, kreist, verausgabt und hat am Ende verloren.

 

Lorenzo Calogero – Poesie (Gedichte)

Gelide parvenze

Gelide parvenze, la vita acre dei segni
conosco. Non è finito lo spazio.
Io mi corrompo. Non so l’aurora quale il ladro
del tempo rapido senza scampo. È murmure
il suo sonno a una risposta a sommo
di una tomba nascosta che ti trasporta,
e, di trasporto in trasporto, è il suono
dell’essere felice, gioia non tersa
calma nel suo fondo. E se nel suo velo
un corpo dietro un passo senza peso
vede, triste io ti domando. I cieli
sono sciupati, emersi dentro un raggio.
Nell’isola che li contiene
è una rondine felice.

(continua…)

The cats will know – di Stefanie Golisch

luglio 23, 2009

[STEFANIE GOLISCH]

cristinaThe cats will know
(A casa di Cristina Annino)

E’ un mondo nel mondo, il mondo di Cristina Annino.
Appena si apre la porta della sua casa romana si è dentro e pian piano il fuori comincia ad allontanarsi.

Qui valgono altre regole.
Qui si gioca a carte scoperte.
Non ci si nasconde davanti a se stessi. Perché il mondo di Cristina, i suoi fantastici quadri, abitati e animati da uomini, donne con lunghi capelli che sembrano incendiarsi verso il cielo e animali reali, surreali, iperreali, riporta l’ospite in un paese lontano, remoto, nascosto o reso invisibile all’io adulto, ben educato, razionale e molto ragionevole.

(continua…)

Poesie sono anche doni (II)

luglio 15, 2009

[STEFANIE GOLISCH]

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Betrug der Lippen
schenkt sich den Horizonten
in Wortzügen fremder Augen
auf abendlicher Flucht, bei der Welle
beruhigt sich der minutiöse
Leib des Mondes,
Wind, zu stillen das Andere
seines Brandes,
seines Schwindels, schweigend
in flüssigen Parabeln
kranken Lichts: -

 

 

[Matrix/Zeitschrift für Literatur und Kunst]

 

(continua…)

Anancasmi – Poesie inedite di Eneida Topi

luglio 6, 2009

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(Eneida Topi, Eccesso di fango e di ovunque, 2006)

Eneida Topi, Anancasmi (inedito, 2009)

Anfiteatro

Donne di bronzo esitano.
Bussa il piccone in pareti di storia
forgiate con tempo iperbolico e mollica bagnata.
L’archeuomo guarda dentro il buco
il mondo seppellito
vivo. (continua…)

Johannes Bobrowski nella traduzione di Adelmina Albini

giugno 25, 2009

[STEFANIE GOLISCH]

Johannes-Bobrowski4

 

Ciò che vive ancora
nelle sabbie mobili
sotto le pinne alate
dei grossi pesci, evanescente
verde, alghe, muschio marino
che ricopre la luna,
al mattino quando annega,

è come una parola non detta,
è nella cavità della bocca,
nel pulsare di tempie,
nei capelli. Con mani livide
spingiamo a riva l’amore,
bianco.

 

(continua…)

Caminos del espejo – di Alejandra Pizarnik

giugno 18, 2009

[STEFANIE GOLISCH]

AlejandraPizarnik
(Alejandra Pizarnik in una foto di Boris Findell)

[Qui altri testi di Alejandra Pizarnik]

Qualcosa cadde nel silenzio.
La mia ultima parola fu io
ma mi riferivo all’alba luminosa.

(continua…)


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