Archivio per la categoria ‘stefanie golisch’
giugno 2, 2011
Stefanie Golisch

das überlebende Licht
behüte es bis es ruhig wird
der Flug in einem letzten Schlagen
der Welt die sich dem Dunkel ergibt
(continua…)
Etichette: drei gedichte, francesco marotta, stefanie golisch, vulnus
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marzo 4, 2011

Quaderni di Traduzioni
V, Marzo 2011

C. Campo/S. Golisch
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Cristina Campo, Poesie/Gedichte
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marzo 4, 2011
Cristina Campo
Stefanie Golisch
Devota come ramo
curvato da molte nevi
allegra come falò
per colline d’oblio,
su acutissime làmine
in bianca maglia d’ortiche,
ti insegnerò, mia anima,
questo passo d’addio…
(continua…)
Etichette: cristina campo, gedichte, meine ganze kraft ist meine einsamkeit, passo d'addio, quaderni di traduzioni, stefanie golisch, tutta la mia forza è la mia solitudine
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giugno 29, 2010
Stefanie Golisch
«Prima o poi ognuno s’inventa la storia che in seguito ritiene sia la sua vita», scrive Max Frisch in Homo faber. Si vuole o non si vuole quindi scoprire la verità della propria vita? E quale verità? Quella comoda e pacificante o quella ambigua, in grado di sconvolgere tutte le presunte certezze? Tra il desiderio di chiarezza e riconciliazione e la necessità oggettiva di indagare sui “luoghi incerti” della propria esistenza in modo più spietato, Stefanie Golisch utilizza la storia della propria famiglia, la storia di una Germania rimossa, la vita dell’io narrante tra due culture, quella tedesca e quella italiana, per aprire un bilancio. Senza vincoli cronologici, un io alla sbarra si pone di fronte al giudizio del lettore. Da una parte il desiderio di una coerenza retrospettiva, dall’altra il caos indistinto nelle viscere del vissuto, nella sola convinzione che «non si può essere allo stesso tempo ciò che si è stato e ciò che si è», e che soltanto scrivendo si accenna una via d’uscita: una possibile verità o una versione della realtà come risultato di un continuo velarsi e svelarsi.
(continua…)
Etichette: luoghi incerti, stefanie golisch
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marzo 11, 2010

Quaderni di Traduzioni
IV, Marzo 2010

C. Sbarbaro/S. Golisch
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Camillo Sbarbaro, Pianissimo
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marzo 11, 2010
Stefanie Golisch
Camillo Sbarbaro

Still, Seele lebens – und leidensmüd’
– schickst dich ins eine
wie ins andere –
Hör’ ich in mich hinein, kommt eine deiner Stimmen zu mir.
Nicht Trauer ob der elenden
Jugend, noch Zorn oder Aufbegehren
und nicht einmal Überdruss.
(continua…)
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febbraio 17, 2010
Hilde Domin

Hilde Domin nasce a Colonia il 27 luglio 1909, in una famiglia ebrea dell’alta borghesia. Dopo aver completato gli studi liceali, frequenta le università di Heidelberg e Bonn e infine di Berlino, cambiando il suo indirizzo di studi da giurisprudenza a economia politica, dopo di che sociologia ed infine filosofia.
Nel 1932, quando le idee nazionalsocialiste cominciano a diffondersi in Germania, si trasferisce in Italia insieme ad un compagno universitario, lo studente di archeologia Erwin Walter Palm, e continua gli studi sia a Roma che a Firenze, dove si laurea nel 1936. Nello stesso anno sposa Palm, ormai da lungo tempo divenuto il suo compagno. (continua…)
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settembre 16, 2009

Quaderni di Traduzioni
III, Settembre 2009

L. Calogero/S. Golisch
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Lorenzo Calogero, Gedichte/Poesie
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settembre 16, 2009
[STEFANIE GOLISCH]

Im Zeichen extremer Spannungen vollzieht sich das Leben des italienischen Dichters und Arztes Lorenzo Calogero ( 1910-1961). Als es ihm im März 1961 in einem dritten Versuch gelingt, seinem Leben ein Ende zu setzen, haben sich seine Kräfte längst erschöpft. Zu groß sind die körperlichen und seelischen Belastungen geworden, um ihnen länger stand zu halten. Calogero hat sich in seinem Lebenskampf, der um zwei große Themen, die Liebe und die Poesie, kreist, verausgabt und hat am Ende verloren.
Lorenzo Calogero – Poesie (Gedichte)
Gelide parvenze
Gelide parvenze, la vita acre dei segni
conosco. Non è finito lo spazio.
Io mi corrompo. Non so l’aurora quale il ladro
del tempo rapido senza scampo. È murmure
il suo sonno a una risposta a sommo
di una tomba nascosta che ti trasporta,
e, di trasporto in trasporto, è il suono
dell’essere felice, gioia non tersa
calma nel suo fondo. E se nel suo velo
un corpo dietro un passo senza peso
vede, triste io ti domando. I cieli
sono sciupati, emersi dentro un raggio.
Nell’isola che li contiene
è una rondine felice.
(continua…)
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luglio 23, 2009
[STEFANIE GOLISCH]
The cats will know
(A casa di Cristina Annino)
E’ un mondo nel mondo, il mondo di Cristina Annino.
Appena si apre la porta della sua casa romana si è dentro e pian piano il fuori comincia ad allontanarsi.
Qui valgono altre regole.
Qui si gioca a carte scoperte.
Non ci si nasconde davanti a se stessi. Perché il mondo di Cristina, i suoi fantastici quadri, abitati e animati da uomini, donne con lunghi capelli che sembrano incendiarsi verso il cielo e animali reali, surreali, iperreali, riporta l’ospite in un paese lontano, remoto, nascosto o reso invisibile all’io adulto, ben educato, razionale e molto ragionevole.
(continua…)
Etichette: a casa di cristina annino, animali protettori, cristina annino, stefanie golisch, the cats will know
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luglio 15, 2009
[STEFANIE GOLISCH]

Betrug der Lippen
schenkt sich den Horizonten
in Wortzügen fremder Augen
auf abendlicher Flucht, bei der Welle
beruhigt sich der minutiöse
Leib des Mondes,
Wind, zu stillen das Andere
seines Brandes,
seines Schwindels, schweigend
in flüssigen Parabeln
kranken Lichts: -
[Matrix/Zeitschrift für Literatur und Kunst]
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luglio 6, 2009

(Eneida Topi, Eccesso di fango e di ovunque, 2006)
Eneida Topi, Anancasmi (inedito, 2009)
Anfiteatro
Donne di bronzo esitano.
Bussa il piccone in pareti di storia
forgiate con tempo iperbolico e mollica bagnata.
L’archeuomo guarda dentro il buco
il mondo seppellito
vivo. (continua…)
Etichette: anancasmi, eneida topi
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giugno 25, 2009
[STEFANIE GOLISCH]

Ciò che vive ancora
nelle sabbie mobili
sotto le pinne alate
dei grossi pesci, evanescente
verde, alghe, muschio marino
che ricopre la luna,
al mattino quando annega,
è come una parola non detta,
è nella cavità della bocca,
nel pulsare di tempie,
nei capelli. Con mani livide
spingiamo a riva l’amore,
bianco.
(continua…)
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