Archivio per la categoria ‘testo a fronte’

Messaggi nella cenere

maggio 17, 2013

Etna

Yves Bergeret

“je suis le murmure à jamais muet
des milliers de générations d’hommes et de femmes
déjà consumés sur les bûchers des grands âges,
des guerres et des famines”

(continua…)

Voix de la femme qui chante

aprile 24, 2013

Yves Bergeret

(continua…)

Mare aperto

aprile 23, 2013

6_s

Wojciech Bonowicz

Uscita nel 2006, Mare aperto è la quarta raccolta poetica di Wojciech Bonowicz (1967). Nella ristretta produzione dell’autore segue Wybór większości (La scelta della maggioranza, 1995), Hurtownia ran (Ferite all’ingrosso, 2000), Wiersze ludowe (Poesie popolari, 2001) e precede Polskie Znaki (Segni polacchi, 2010). Mare aperto è a oggi la silloge di Bonowicz che ha avuto in Polonia maggiori riconoscimenti, fra i quali il Premio Gdynia, e lo stesso autore la considera un punto di svolta della sua carriera. Dopo di essa si è cominciato a parlare di Bonowicz come di un nuovo esponente della poesia religiosa. Pur non negando il proprio interesse per la teologia (del resto nel 2001 pubblicò una fortunata monografia su Józef Tischner, brillante prete filosofo morto l’anno precedente) l’autore prendeva però al contempo le distanze da una poesia il cui fine fosse quello di inserirsi in una tradizione, quella della poesia religiosa, pur molto fortunata in Polonia. La ricerca del poeta è rivolta piuttosto verso una lingua adeguata a parlare delle faccende che gli stanno a cuore. C’è la religione, certo, ma prima di essa, in questo libro magistralmente costruito, viene il tema della scrittura, con una serie di componimenti autotematici. (continua…)

Quaderni di Traduzioni (I-XV)

aprile 17, 2013

Hugo Mujica Jack Spicer Lorenzo Calogero Camillo Sbarbaro Cristina Campo Alain Borne Yves Bergeret Richard Weiner Raymond Farina Stefanu Cesari Yves Bergeret Roberto Bolaño Poeti Tedeschi Sotìris Pastàkas Vladimír Holan

Quaderni di Traduzioni (XV)

aprile 17, 2013

39__Lora-Totino_-_La_biblioteca_di_Babele

 

Quaderni di Traduzioni
XV, Aprile 2013

V. Holan / S. Corduas

 

 

______________________________
Vladimír Holan, Mozartiana II (1952-1954)
______________________________

 

***

Mozartiana II

aprile 17, 2013

holan

Vladimír Holan
Sergio Corduas

 

Vladimír Holan tradotto da Sergio Corduas
Mozartiana II (1952-54)
Pubblicato nel Libro primo di
In forma di parole, Reggio Emilia, 1980.

(continua…)

Poeti Greci Contemporanei (I)

aprile 15, 2013

Yòrgos Chronàs

Yòrgos Chronàs
(Γιώργος Χρονάς)

clicca sull'immagine

Yòrgos Chronàs è considerato fra i maggiori poeti contemporanei greci. Nasce nel ’48 al Pireo e a vent’anni circa si trasferisce ad Atene. Pubblica il primo libro nel ’73. Il secondo, l’anno dopo, glielo finanzia Mànos Chatzidàkis, che gli procura anche un breve spazio di 15 minuti alla radio nazionale, sul terzo canale. Il programma si chiama “Odòs Pànos” (via Pànos). Da allora, non si contano gli interventi nella vita culturale del paese di Chronàs, talmente tanti sono. Pubblica 20 libri fra poesia, prosa e teatro. Continua le trasmissioni radiofoniche. Fonda una rivista letteraria (Odòs Pànos) e l’omonima casa editrice. Scrive anche canzoni, circa un centinaio, musicate da Chatzidàkis e altri nomi della musica contemporanea greca. Forte e influente è la sua presenza nelle lettere del paese. Più o meno nel 1970, conosce in un caffè del Pireo Michàlis Katsaròs che gli segna la vita poetica, come egli stesso sottolinea, a tal punto da dire, in un’intervista per la ERT (la RAI greca): “Molto di quello che ho scritto è dedicato, direttamente o non, a Katsaròs; non ho problemi nel dirlo”. (continua…)

Treni che passano

aprile 2, 2013

Alessandro Rech, Io e te

Aksinia Mihailova

Aksinia Mihailova fa parte di quel gruppo ristretto di autori che non hanno alcun bisogno di cercare formule ad effetto, costruzioni, linguaggi particolari, perché la sua poesia possiede la forza della verità non esibita e dunque ancora più spoglia e viva. Verrebbe da dire spietata, se però a questo termine non si associa alcuna connotazione negativa: la capacità tecnica di Aksinia Mihailova è indubbiamente notevolissima e testimonia di una scrittura matura e consapevole (anche nel ritratto parziale di una traduzione), ma essa si accompagna al coraggio dell’autrice nella lettura dei nodi fondamentali che regolano, danno vita o accompagnano al termine i rapporti fra le persone, uomini e donne, genitori e figli, fratelli. Prende forma così una poesia sempre composta ma pulsante e sofferta, davanti alla quale è impossibile restare indifferenti: è una lettura dopo la quale “niente / a parte il nostro sangue / rimane ancora uguale.” (ft)

(continua…)

The impalpable brush fire singer

marzo 27, 2013

above

Will Alexander
Pina Piccolo

Nato nel 1948 a Los Angeles nel cuore del quartiere afroamericano si South Central, Will Alexander è un poeta, romanziere, saggista, drammaturgo e artista visivo. Le sue opere sono profondamente influenzatr dalle letture di Bob Kaufman, Octavio Paz, e dai poeti francofoni della Negritude come Aimé Cesaire e Jean-Joseph Rabéarivelo. Alexander descrive le loro tematiche di isolamento cosmico dalla società e di scoperta interiore in termini di “metamorfosi alchemica”. Tra le sue opere: Vertical Rainbow Climber (1987), Arcane Lavander Morals (1994), The Stratospheric Canticles (1995), Toward the Primeval Lighting Field (1998), Compression & Purity (2011).

La poesia qui presentata, The impalpable brush fire singer, è tratta da Above the Human Nerve Domain (Pavement Saw Press, 1999) ed è presentata nella traduzione di Pina Piccolo.

(continua…)

Per metà del cielo

marzo 22, 2013

cielo

Miljana Cunta

Miljana Cunta, giovane autrice slovena, dopo aver diretto dal 2006 al 2009 il programma del Festival Internazionale di Letteratura di Vilenica, ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica con la sua prima raccolta, Za pol neba (Per metà del cielo), edita nel 2010 da Študentska Založba di Lubiana. L’occasione di conoscerla è data dalla pubblicazione di Per metà del cielo in edizione italiana, da parte di Thauma Edizioni, nella traduzione di Michele Obit, volume da cui viene proposto anche un frammento dell’introduzione a cura di un altro finissimo intellettuale sloveno, Gorazd Kocijančič. (ft)

(continua…)

Quaderni di Traduzioni (XIV)

marzo 15, 2013

39__Lora-Totino_-_La_biblioteca_di_Babele

 

Quaderni di Traduzioni
XIV, Marzo 2013

S. Pastàkas/M. Damaggio

 

 

______________________________
Sotìris Pastàkas, Antologia Poetica (1990-2012)
______________________________

 

***

Μια θέση στην ιστορία (Un posto nella storia)

marzo 15, 2013

Alexandros Grigoropoulos

Sotìris Pastàkas

Ho incontrato Pastàkas per la prima volta più di un anno fa, in un ristorante di Chalàndri. Di nome lo conoscevo già. Avevo letto alcune sue poesie. Quando passavo da una libreria mi dicevo: devo comprare un suo libro. Non l’avevo mai fatto perché in quel preciso momento in cui pensavo: devo comprare un suo libro, succedeva sempre qualcosa: suonava il telefono, non trovavo posto per il parcheggio, ero in ritardo, c’era uno scontro in piazza. Quando ci siamo conosciuti, gliel’ho detto, e lui si è messo a ridere. E’ uno che sorride continuamente. Il giorno dopo, mi ha mandato tutte le poesie via mail.

Ho così cominciato a tradurre qualche testo, più che altro per vedere come potevano essere in italiano, per il puro piacere di farlo. E poi ho scoperto che è un piacere tradurlo, e che non è poi nemmeno così vero quel che si dice: che la poesia è intraducibile. Hikhmet diceva: voglio essere semplice e traducibile. Non credo che Pastàkas abbia mai ragionato in questi termini ma, specie negli scritti dal 2000 in poi, è così. Certo, la lingua greca si presta a giochi di parole continui, a rimandi etimologici fra una parola e l’altra, ma lui ne fa pochi. Preferisce la comunicazione immediata. (continua…)

intolerante superficie / superficie insofferente

marzo 6, 2013

Gabriel Magaña Merlo

(continua…)

Troppo presto

marzo 5, 2013

VARSOVIA

Uberto Stabile

Una poesia diretta ed immediata, un linguaggio secco e fratturato che però sa aprirsi ad immagini e considerazioni estremamente profonde che derivano da una grande capacità di ascolto per la vita e le persone: in questo la poesia di Uberto Stabile corrisponde esattamente al suo autore, da anni attivo in una intensa opera di divulgazione della poesia in lingua spagnola su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico. Una poesia che deve sicuramente parte della sua ispirazione alla tradizione beat, come del resto l’autore non fatica ad ammettere, ma che nel tempo ha tracciato una strada assolutamente personale, sia perché ha infuso un calore tipicamente latino nel dettato beat, sia per motivi legati alla maturazione anagrafica e personale. I tempi della ribellione fine a se stessa sembrano infatti decisamente lontani: Uberto Stabile, partendo dal rifiuto delle convenzioni precostituite, sembra infatti portare avanti una sfida costruita sull’impegno diretto, sulla coscienza civile e sociale, a cui deve corrispondere anche sul piano personale una coerenza assoluta sul piano dei sentimenti e del rispetto umano. Da tutto questo deriva una poesia in cui spessore personale e letterario vanno di pari passo, e dove anche le emozioni più dirette, come lo stupore o l’amarezza, hanno il sapore di un diritto conquistato vivendo.

(continua…)

I fiori del male

marzo 1, 2013

Charles Baudelaire

Charles Baudelaire
Francesca Del Moro

Sono passati cinque anni da quando ho terminato la mia traduzione dei Fiori del male, ultimo atto del dottorato di ricerca in Scienza della Traduzione. Solo ora, riprendendola in mano per apportare gli ultimi ritocchi, mi sono resa conto di quanto questo lavoro abbia influenzato la mia poesia. Di quanto la voce di Baudelaire continui a suggerirmi le parole. Eppure ho da tempo smesso di passare le notti a combattere con le rime e le misure dei versi, ad arrabbiarmi contro qualche parola capricciosa, o con qualche bellissima espressione cui non riuscivo proprio a rendere giustizia nella traduzione italiana. Quei “Fiori malaticci”, le immagini delicate o potenti, i racconti epici o quotidiani, il linguaggio dolce o aspro, le scene grandiose o raccapriccianti che si alternano nel “libro” di Baudelaire, sono rimasti piantati dentro di me. [...] Mi viene da pensare a Raboni, immaginando a quale risultato sarebbe giunto se la morte non lo avesse interrotto, quale perfetta identità avrebbe conquistato, lui che per tutta la vita aveva tradotto e ritradotto i Fiori del male senza riuscire a separarsene. (continua…)


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 385 follower