Posts contrassegnato dai tag ‘filosofia dello scrivere’

La Biblioteca di RebStein (VI)

febbraio 14, 2010

etretatlibraryyq7La Biblioteca di RebStein
VI. Febbraio 2010

Antonio Scavone

 

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Antonio Scavone, Filosofia dello scrivere (2009-2010)
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Filosofia dello scrivere (VIII) – di Antonio Scavone

febbraio 14, 2010

Antonio Scavone

 

 

 

 

Filosofia dello scrivere (8)

     Quando si finisce la lettura di un libro si resta quasi sempre senza parole: la conclusione di un viaggio, sia pure irreale e immaginifico, o forse proprio per questo, ci lascia interdetti, ci toglie quell’entusiasmo che avevamo quando abbiamo cominciato a leggere per esempio un romanzo e non ci sentiamo appagati, o risollevati o soddisfatti, pur se quel libro ci è piaciuto tantissimo. In realtà, quel romanzo aveva cominciato a piacerci già prima, dopo le prime venti-quaranta pagine (altrimenti l’avremmo abbandonato), ma solo alla fine possiamo affermare, quasi testimoniare, quanto ci sia piaciuto e, nello stesso tempo, provare quella sensazione di epilogo e completezza perché il viaggio irreale ha raggiunto la sua meta, l’incanto che ne è scaturito si è consumato e si è altresì esaurito quel cumulo di emozioni che il romanzo ci aveva suscitato e che speravamo di accumulare ben oltre l’ultima pagina. (continua…)

Filosofia dello scrivere (VII)

gennaio 15, 2010

Antonio Scavone

 

Filosofia dello scrivere (7)

     Come altre forme espressive, anche la poesia ha una sua peculiare iconografia testuale, un’inconfondibile fisionomia grafica che ci attira e ci rassicura per la “veste” o disvelamento (scritturale o editoriale) che si è assegnato o le è stato assegnato. Una poesia si presenta, di solito, con una disposizione di testo giustificato a sinistra, distinta per versi brevi, tale da occupare in senso verticale solo un terzo della pagina bianca, consolidandosi o concentrandosi in una ventina di righe. (continua…)

Filosofia dello scrivere (VI) – di Antonio Scavone

dicembre 2, 2009

[ANTONIO SCAVONE]

Filosofia dello scrivere (6)

     Che cos’è la drammaturgia? Come si riconosce una drammaturgia? Comunque la si voglia intendere o definire (ideologia scenica, struttura polisemica, poetica dell’atto teatrale, etc. etc.), la drammaturgia (di un autore, principalmente, ma anche quella di un progetto registico) sfugge a qualsiasi schematizzazione che abbia la presunzione, come tutte le nomenclature, di essere esaustiva.
     La drammaturgia tiene conto e talvolta privilegia la personale costruzione di atti e dialoghi che un autore conferisce alle sue opere ma può capitare, anche, che quello stile singolare e riconoscibile venga sollecitato solo in parte dall’esigenza di strutturare atti e dialoghi. (continua…)

Quaderni delle Officine (I) – Antonio Scavone

ottobre 14, 2009

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Quaderni delle Officine
I, Ottobre 2009

Antonio Scavone

 

 

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Antonio Scavone, Filosofia dello Scrivere (Parte Prima)
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Filosofia dello scrivere (V) – di Antonio Scavone

ottobre 14, 2009

[ANTONIO SCAVONE]

Codice_Florio_Inferno_incipit         Filosofia dello scrivere (5)

     “Chiamatemi Ismaele.(1) Qui il mare finisce e la terra comincia.(2) Ricordo benissimo come fu che cessai di dipingere.(3) Edoardo – così chiameremo un barone assai agiato e nel fiore dell’età virile.(4) Era una caldissima giornata di luglio.(5) In fondo potrei parlare un poco io, ora, le conclusioni non spettano all’autore?(6) John Franklin aveva già dieci anni ed era ancora così lento da non riuscire ad afferrare la palla.(7) Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome.(8) Nunc et in hora mortis nostrae. Amen. La recita quotidiana del Rosario era finita.(9) Erano le quattro e mezza del pomeriggio.(10) Fate attenzione a quello che ora vi racconto.(11) E tu lettore beato che non hai nulla da fare…”(12)

(continua…)

Filosofia dello scrivere (IV) – di Antonio SCAVONE

febbraio 11, 2009


(La nave di Ulisse, mosaico di Thugga, II – III sec. d.C.)

[Qui, qui e qui i precedenti capitoli.]

                   Antonio SCAVONE – Filosofia dello scrivere (4)

     In letteratura abbiamo incontrato e incontriamo personaggi che pensano, che agiscono, che ricordano, che parlano e narrano di sé, che parlano e narrano di altri. Abbiamo personaggi che usano con evidenza l’io-narrante e quindi si dichiarano, si espongono in prima persona, e abbiamo personaggi che, per dire di sé, si nascondono dietro la terza persona, affidandosi quindi all’autore (alla reciprocità dell’inferenza, della rappresentatività), ad una versione oggettiva dell’io-narrante, in una postazione discreta e parallela alla storia che viene raccontata. Abbiamo ancora personaggi pieni di vitalità o pieni di angoscia, che progettano o che rinunciano, che entrano nelle avventure delle quali narrano ma che ne escono appena cominciano a parlarne.

(continua…)

Filosofia dello scrivere (III) – di Antonio SCAVONE

gennaio 13, 2009


(Il labirinto di Dedalo, Duomo di Lucca)

[La prima e la seconda parte qui e qui.]

                       Antonio SCAVONE – Filosofia dello scrivere (3)

     Storia, plot, intreccio, fabula: usiamo queste parole così diverse – semplici o ricercate – per indicare e definire il concetto di trama, cioè “quello che accade” principalmente in un romanzo o in un racconto, o “quello che succede” in un film. Per un documentario, di solito, non si parla di trama, semmai di sceneggiatura, come non abbiamo una trama, ma semplicemente una “scaletta” in una trasmissione televisiva, giornalistica o di intrattenimento. (continua…)

Filosofia dello scrivere (II) – di Antonio SCAVONE

dicembre 16, 2008


(Trionfo della morte, metà XV sec., Palermo, Galleria Nazionale)

[La prima parte è leggibile qui.]

                   Antonio SCAVONE – Filosofia dello scrivere (2)

     Gli scrittori dell’antichità hanno sempre scritto “al passato” e “del passato”: per raccontare di avvenimenti lontani nel tempo hanno usato i tempi remoti. È ineccepibile, persino ovvio: un avvenimento accaduto molto tempo fa o molto lontano da qui viene solitamente raccontato con i tempi del passato, allo scopo di riportare idealmente chi lo ascolta o chi lo legge a quel tempo e in quel luogo: solo così riusciamo, oggi come nell’antichità, a ricreare e far intendere il significato di quello che è accaduto nel passato. Questa è una facoltà logica che ci permette di situare consapevolmente noi stessi nello spazio-tempo che ci circonda da sempre e di definire poi il nostro vissuto secondo le regole della corretta esposizione morfo-sintattica: in letteratura questa facoltà assume altre valenze. (continua…)

Filosofia dello scrivere (I) – di Antonio SCAVONE

novembre 28, 2008

              Antonio SCAVONE – Filosofia dello scrivere (I)

     Si scrive per comunicare, per informare, per narrare; si è sempre scritto per testimoniare di se stessi nell’ambito verbale-letterario che assumiamo come proprio e nel contesto socio-economico che ci definisce e ci condiziona. (continua…)


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