Posts contrassegnato dai tag ‘ivano mugnaini’
maggio 20, 2012
Ivano Mugnaini
Gli sviluppi nel corso del tempo dell’arte del racconto hanno evidenziato e messo definitivamente a fuoco una precipua caratteristica del genere: il suo essere, in buona sostanza, un banco di prova ineludibile per chiunque coltivi ambizioni di scrittura fuori dal circuito della serialità programmatica e dalle secche di una narrazione che si consuma, soprattutto oggi, nella pura e semplice rappresentazione del dato, nell’ordinario e rituale esercizio affabulatorio che ha come unico fine quello di raccogliere i frammenti del reale e di ricondurli a un paradigma teorico preesistente, canonizzato. Il corpo a corpo con la scrittura, nel caso del racconto, avviene invece in un tempo metamorfico non mai assolutizzato, in un paesaggio altro dove le coordinate non sono mai prefissate ma si definiscono, nella loro essenzialità, solo nel farsi del discorso, nell’oltranza della narrazione – alla presenza, silenziosa e discreta, della tradizione, che agisce come propulsore e catalizzatore di voci, attraverso i fantasmi che lascia emergere, a ondate, dalle acque mobili del suo mare inattuale. Esattamente quello che avviene in questo libro. [...]
(Francesco Marotta, L’algebra della vita: il racconto tra ratio gnoseologica e istanza etica.)
(continua…)
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dicembre 12, 2010
Ivano Mugnaini
C’è in questa raccolta, sfrangiata e accattivante, un costante bisogno di confronto con l’alterità del mondo, tra un passato sentito come un “cappio” e un presente “incurante del baratro”, al pari di un ponte interrotto che la grammatica del pensiero (ovvero le parole) si incarica di ricongiungere. Poesia, dunque, come “dizione” e “ascolto” allo stesso tempo; ascolto di un io che si sente inadeguato ma che non rinuncia a quel confronto e che si dispone, ora con aria infantile (come quella del puer ingenuo, figura spesso ricorrente nella poesia di Mugnaini), ora con atteggiamento dolorosamente consapevole della propria inadeguatezza, ma che pur non esita a offrirsi ogni volta in tutto il suo disarmante candore. [L. Fontanella, dalla Prefazione]
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ottobre 10, 2010
Ivano Mugnaini
Forsan
et haec olim
meminisse iuvabit.
Forse un giorno
sarà dolce ricordare
anche questo.
(Virgilio, Eneide,
canto I, v. 203)
Guido la mia auto a passo di fuga sotto un cielo cupo. Nuvola dopo nuvola mi segue, come una colpa, come una condanna. Dietro e di fronte a me lamiere ignote sfrecciano e sfregiano ma non scalfiscono la cappa di piombo che opprime fuori e dentro. Improvvisamente, per un dono inatteso, o per aggravio di pena, scorgo un’area illuminata da un sole intenso, strano, un enigmatico messaggio di luce disteso su un grumo di case, cortili polverosi e campi di stoppie. La macchia luminosa è in posizione scomoda per me, avulsa, laterale. (continua…)
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agosto 16, 2010
Mirko Servetti
Contiene un’esuberanza vigilata, un lirismo conscio del peso del tempo, la poesia di Mirko Servetti. Nelle poesie qui proposte il linguaggio spazia con misura e padronanza dal racconto al sogno, dalla descrizione di stati d’animo all’analisi attenta, a volte ruvida, di situazioni e rapporti interpersonali. E’ una scrittura, quella di Servetti, che ha piena coscienza di quanto sia presente e in qualche modo ineluttabile questa “età delle parole/ mutile di luce e superflue al cuore”, e quanto sia crudo questo “inesorabile tempo presente / senza suono e senza terra”. Ma il suono, un’aspirazione ad una forma possibile di armonia, Servetti lo ricerca e lo attua comunque, con sentimento e tecnica, seppure per rappresentare, con onestà, una terra che soffoca e opprime o una donna che offre “amore di lupa che irretisce / il doppio di me riflesso ai miraggi”. Con nitidezza, ma non senza cuore e coinvolgimento, l’autore ci indica il luogo del non-dialogo, l’abisso avido di “quel dove che coltiveremo, / killer e mandatari di noi stessi”. Una poesia mai banale e scontata, quella di Servetti, da leggere apprezzando gli echi armonici, ben bilanciati, sul piano del linguaggio, e, simultaneo controcanto, la stringente attualità dei toni e dei contenuti. (Ivano Mugnaini)
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giugno 19, 2010
Ivano Mugnaini
Lucetta Frisa
Nota di lettura
La letteratura e la vita, la malattia e la cura. Essere sospesi tra queste due entità, senza sapere mai, per fortuna, quale sia l’una e quale l’altra: se sia più folle scrivere o vivere, sognare o dare fiato al respiro dirigendo il passo verso qualche luogo. La poesia di Ritorno alla spiaggia di Lucetta Frisa è tutto questo: un caleidoscopio di rimandi, intrecciati e avviluppati, tra citazioni, osservazioni del mondo e dell’animo umano, escursioni nei meandri bui e nei sentieri assolati della mente. Le pagine di questo libro sono solcate da un verso magmatico, eppure nitido, un’esondazione di sensazioni racchiuse con metodo, con la pazienza e l’energia della passione, in torrenti paralleli di fuoco, acqua e terra. (continua…)
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marzo 26, 2010
Ivano Mugnaini
Non sono venuto a Ustica per cercare la verità. Sarebbe folle, assurdo. Non riesco a trovare neppure la mia di verità, i come, i quando e i perché della vita che mi è toccata in sorte. Sono venuto qui solo per viaggiare, per allontanarmi dalla morsa del quotidiano. Sono qui per riposarmi e guardare il panorama. Per stare giornate intere sotto il sole a fare niente. Qualche granita da succhiare pigramente, un po’ di pesca senza nessuna convinzione, un buon libro e molte ore di sonno profondo e assoluto come quello di un bambino.
Il pensiero però è infido. Sguscia via, scivola come un ladro dalle fessure degli occhi, dalle labbra socchiuse, dalle dita mollemente intrecciate sul petto. Fugge via, si allontana di molti passi. Respira aria che odora di sangue. Trasforma se stesso negli scogli su cui si è schiantato l’acciaio, nelle onde su cui si sono frantumate le ossa. Trasforma le rocce, il mare, tutto ciò che vedi e senti, in se stesso. Resta soltanto lui, in ogni ombra, ogni gioco di luce. Come se niente altro potesse esistere qui. Come se il nome dell’isola, la terra, la sabbia e la calce che la compongono non fossero altro che la materializzazione dell’evento che l’ha resa suo malgrado nota al mondo. (continua…)
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marzo 5, 2010
Ivano Mugnaini
Dulce et decorum est pro patria mori. Noia e studio, lingue morte e vive, anni di scuola, la testa immobile sui libri, placidamente perduto, sconvolto ma tutto sommato al sicuro, ed ora, là fuori, la morte bussa ed io non so che fare. (continua…)
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gennaio 26, 2010
Ivano Mugnaini
MONDO NUOVO SRL
Quando vidi quel cartello pensai ad uno scherzo. Sulla mia solita strada piena di curve e prati stinti, coperti da un velo di gelo di notte e storditi di giorno dal sole e dal niente, spiccava un rettangolo colorato con su scritto “Mondo Nuovo – Inaugurazione”. Rallentai, tolsi il piede dall’acceleratore e la macchina si fermò davanti a quel prodigio di nome, incredula, anch’essa, come il cavallo di Don Chisciotte di fronte ai mulini a vento. Un cartello del genere a mezzo chilometro da casa mia equivaleva almeno a mezzo miracolo, o a tre quarti di presa in giro. (continua…)
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settembre 6, 2009
[IVANO MUGNAINI]

VIALE VOLTAIRE
Alziro è seduto lì. Al solito posto, sul solito marciapiede. Un fagotto dotato di occhi, insondabili, e di bocca, un brandello di sorriso strappato a denti ossidati di rabbia e paura. Alziro sta lì e non si muove. Oscilla solamente il busto, ogni tanto, a ritmi impalpabili di brividi e note. Accordi di musiche arcane, o forse semplici scosse nervose, sussulti epilettici orchestrati da dita nodose di follia.
Sì, è folle in tutto e per tutto la montagna di cenci e parole accatastate sul selciato. E’ strano in tutto. A partire dal nome: Alziro. I più ritengono che sia un nome inventato, inesistente. Altri pensano che l’inquilino del marciapiede sia incapace di dire con esattezza come si chiama. Incapace di articolare correttamente le tre sillabe che costituiscono e determinano la sua essenza di persona, la sua identità. Sono certi che in realtà si chiami Alvaro, Alfredo, Anselmo, o qualcosa del genere. Niente di speciale, in sostanza. Niente di particolare. Un nome del tutto ordinario. (continua…)
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febbraio 18, 2009

“There is nothing either good or bad,
but thinking makes it so“
- Il buono e il cattivo dipendono
dal pensiero che li rende tali -
W. Shakespeare, Amleto, II, 2, 259
(Eugenio Tomiolo, L’Eremita)
IL PALCOSCENICO NATURALE
Le locandine di tutti i maggiori teatri esibivano la sua foto. Capelli cotonati, occhio assassino e sorriso di ceramica. Candido, impeccabile. La foto era sempre la solita, da anni. Un po’ per comodità, un po’ perché anche lui non cambiava. Con quel sorriso sornione irrideva anche il tempo. Respingeva con disinvoltura i suoi attacchi, e restava immutato, stagione dopo stagione, come un monumento vivente a se stesso. (continua…)
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novembre 19, 2008

Ivano Mugnaini – L’AMIGDALA
“L’amigdala è un’area del cervello, grande in media come una mandorla, fondamentale nei processi emotivi. Alcuni studi recenti hanno identificato in quest’area profonda del cervello i meccanismi chimici che scatenano, tra gli altri, il sentimento della paura. Non solo. La ricerca ha anche dimostrato che le connessioni tra le cellule nervose che compongono l’amigdala si consolidano di fronte ad una situazione di pericolo. (continua…)
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settembre 11, 2008

Ivano Mugnaini – La Congiura dei Pazzi
Anche il caso non è imperscrutabile,
ha le sue regole.
Novalis, Frammenti
Non avrebbe mai pensato, Federico da Montefeltro, duca di Urbino, che, scrivendo una lettera in codice il 14 febbraio del 1478, avrebbe fatto la fortuna di un ricercatore italiano della Wesleyan University del Connecticut all’inizio del ventunesimo secolo. Erano anni che Marcello Simonetta studiava quel documento: la chiave segreta per comprendere i retroscena della sanguinosa e famigerata Congiura dei Pazzi. Ben pochi suoi colleghi avevano avuto modo di vedere quel foglio di carta pieno di simboli arcani. Solo un attento biografo di Federico, il quale, tuttavia, colmo di affetto ed ammirazione per il duca, non avuto saputo né soprattutto voluto guardare dentro i fatti. Quei quadratini e quei circoletti sembravano così in grado di poter irridere beateamente i secoli mantenendo intatto il loro segreto. (continua…)
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luglio 21, 2008

Testi tratti da: Ivano Mugnaini, Inadeguato all’eterno, San Giuliano Terme (PI), Felici Editore, 2008.
Inadeguato all’eterno
Se le braccia spalancate
della ragazza nuda
avranno la pietà del miele
selvatico, se il suo sorriso
enigmatico, sconosciuto e impuro
ti darà la certezza del corpo (continua…)
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