Posts contrassegnato dai tag ‘manuel cohen’
Babel
marzo 31, 2013Orlo
febbraio 23, 2013Repertorio delle voci (XXVI)
febbraio 16, 2013Repertorio delle voci (XXV)
luglio 28, 2012LA POESIA DI MARINO PIAZZOLLA
E IL PRIMO NOVECENTO ITALIANO.
Questioni preliminari.
Alcune questioni di fondo, intorno alla composita opera di Marino Piazzolla (San Ferdinando di Puglia 1910, Roma 1985) restano a tutt’oggi inevase. Alcune, per così dire, estrinseche, riguardano:
1) La difficoltà a reperire i testi, per molti dei quali sarebbe opportuna una nuova edizione.
Dell’immergersi e nuotare
luglio 4, 2012La riconquista dell’acqua, attraverso una pratica sempre più diffusa nel vecchio continente, il wild swimming, significa orientare le proprie scelte in direzione di una coordinata ‘di natura’. Ma significa anche, per un autore coltissimo e abilissimo nelle pratiche della traduzione internazionale e della versificazione, riconquistarsi uno spazio di autonomia, un territorio di sostanziale, controllatissima libertà. Come leggere questi versi distesi in partiture da simil-prosa, poemetti in prosa che hanno perso la loro allure libresca, se non come strutture ritmiche flessuose e fluide rese tali da una necessitata e congrua configurazione sintattico-prosodica che sembra talvolta mimare lo scorrere, ora rallentato ora accelerato, dell’acqua? Non più, ‘dietro il paesaggio’, bensì ‘dentro il paesaggio’. (continua…)
Repertorio delle voci (XXIV, 2)
giugno 20, 2012Repertorio delle voci (XXIV, 1)
giugno 20, 2012Repertorio delle voci (XXIV)
giugno 20, 2012Appunti per nuove mappature della generazione entrante:
Cescon, Corsi, Ostan, Teodorani.
Gli inediti che seguono appartengono a Roberto Cescon (Pordenone,1978), Marco Corsi (Terranuova Bracciolini -AR-, 1985), Piero Simon Ostan (Portogruaro, 1979), Annalisa Teodorani (Rimini, 1978), tre dei quali hanno varcato la soglia dei trent’anni, ma per il fatto di essere nati alla fine di un decennio e prima del successivo, o a cavallo di due decenni, non sono stati inclusi nelle crestomazie generazionali, mentre il solo Marco Corsi può considerarsi ancora ventenne. (continua…)
Repertorio delle voci (XXIII)
giugno 9, 2012Dina Basso tra le primizie del deserto.
“Nun serva a nenti cummighiarisi,
tantu quannu scrivemu
semu sempri’ a nura”
(“Non serve a niente coprirsi,
tanto quando scriviamo
siamo sempre nudi”)
Repertorio delle voci (XXII)
giugno 1, 2012Manuel Cohen
Salvatore Pagliuca
La terra e la lingua.
Tra orti e pietre la parola
di Salvatore Pagliuca.
“…ciascuno risale per strade
di pensieri più chiari e inquieti
come una nazionale tra oliveti
da sicignano a vietri”
Con Lengh’ r’ terr’ (Lingua di terra), Salvatore Pagliuca, archeologo, infaticabile operatore culturale, studioso di arte contemporanea e di storia locale, basti qui ricordare la prova narrativa in cui storia e fiction danno luogo a un esito inatteso: Il 1799 a Muro ovvero su di un manoscritto perduto, ritrovato e nuovamente perduto (1999), consegna al lettore una ampia scelta del suo lavoro in versi edito in volume, o presente in antologie, si pensi ai componimenti apparsi nei volumi curati da Tito Spinelli (2000; 2011) e da Luciano Zannier (1998; 2005), o in edizioni d’arte: è il caso, ad esempio, dei versi che corredano il catalogo So quanti passi. Muro lucano dal 1981 al 1997 nelle fotografie di Antonio Pagnotta (1998); nonché una nuova sezione di Inedite. Le raccolte edite nell’ultimo ventennio sono: Cocktél (1993), Orto botanico (1997), Cor’ šcantàt’ (Stupido cuore spaventato, 2008) e Pret’ ianch’ (Pietre bianche, 2010). Quattro solchi d’aratro, o quattro scavi nell’archeologia della lingua e del paesaggio, che marcano la scrittura e la vita. (continua…)
Winterreise – La traversata occidentale
maggio 7, 2012Sappiamo che la veste letteraria è analoga alla camicia di Nesso, il poeta è prigioniero nella sua prigione linguistica e stilistica. Ma questa prigione linguistica altro non è che una formazione reattiva (intendendo questo termine nell’accezione freudiana di «sintomo», comportamento abreativo complementare al comportamento del rimosso latente) che si pone di fronte alla ferita (la blessure originaria) da cui nasce la scrittura letteraria. È il disordine sottostante che Manuel Cohen tiene a freno mediante una accorta vigilanza stilistica che si pone come una vera e propria contro riforma stilistica pur se dimidiata e rimodernata alla maniera «antica». Lo sperimentalismo linguistico di Cohen parte dunque dal negativo per rivolgerlo in positivo, dal sottosuolo per convertirlo in terreno di superficie in direzione autoironica ed espositiva. La stilizzazione di Cohen diventa così una seconda pelle di un contenitore sostitutivo della perdita di un oggetto primario e alla conseguente dispersione dell’identità dell’«io»; insomma, una sorta di linguaggio super stilizzato che però non degenera in virtuosismo intellettualistico o ludico. (continua…)
Repertorio delle voci (XXI)
maggio 5, 2012Manuel Cohen
Giuseppe Rosato
Sabato 5 maggio alle ore 18, nel Teatro Fenaroli della sua città, Lanciano, verranno festeggiati gli ottant’anni di Giuseppe Rosato, il più importante poeta abruzzese vivente. L’autore è nato a Lanciano in provincia di Chieti nel 1932.
Ha pubblicato le raccolte di poesie: La cajola d’ore, Lanciano, Cooperativa Editoriale Tipografica (CET), 1956; Ecche lu fredde, Pescara, Riccitelli, 1986; Ugn’addó, Monterotondo, Grafica Campioli, 1991; L’ùtema lune, Faenza, Mobydick, 2002, pref. Franco Loi; E mó stém’accuscì, Torino, I libri del Quartino, 2003; La vergogna del mondo, San Cesario di Lecce, Pietro Manni Editore, 2003; La ‘ddòre de la neve, Novara, Interlinea Edizioni, 2006, pref. Giovanni Tesio; La distanza, Book editore, Bologna, 2010; La nève, Carabba, Lanciano, 2010; Vedere la neve, Carabba, Lanciano, 2011.
Ha diretto i periodici “Dimensioni” (con Ottaviano Giannangeli e Giammario Sgattoni) e “Questarte”.
Repertorio delle voci (XX)
marzo 24, 2012
[Si ripropone un intervento, qui riveduto e corretto, precedentemente apparso, con il titolo Una monografia su Tonino Guerra: Luigi D’Amato, ‘Il paese che è dentro di me. La poesia di T. G.', Maggioli, Rimini, 2005, su «Il parlar franco», anno V, n. 5, novembre 2005, pp. 70-74.]
La Biblioteca di RebStein (XXVI)
dicembre 10, 2011
La Biblioteca di RebStein
XXVI. Dicembre 2011
Manuel Cohen
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Manuel Cohen – Repertorio delle voci (2009-2011)
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Repertorio delle voci (XIX)
novembre 6, 2011Manuel Cohen
Umberto Piersanti
Tornando assolutamente a
“I Luoghi Persi”.
«la nostra storia è l’ultima vicenda
prima che torni l’autunno, venga l’inverno
era quel giorno l’ultimo che resta
di un’età favolosa quando vagavo
sempre tra i colli con nuove compagne
trasale il sangue nomade che teme
la tiepida dimora che l’attende
che resterà negli anni fissa e immota
e non la muta il tempo e le vicende.»
(Dentro le alte nebbie, pp. 21-22).






















































