Quaderni di RebStein
XXXVII, Dicembre 2011
Nevio GAMBULA
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Nevio Gàmbula, Gesti di scarto, IV (1997-2010)
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Quaderni di RebStein
XXXVII, Dicembre 2011
Nevio GAMBULA
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Nevio Gàmbula, Gesti di scarto, IV (1997-2010)
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“No, non è questo il mio
nome – fra i tanti
conosciuti, il mio è quello
che tace, o l’antica ferita
che segna, tra i flutti
d’asfalto, l’elementare brivido
della memoria.”
Testi tratti da:
Questo canto sostanziale
(2010)
Senza nome
Ora esisto fatto di conchiglia.
Guardatemi: abito la sabbia
e m’illudo di conservare,
tutto per me, il rumore
del mare. Guardate
come ora galleggio
sulla schiuma, come solo
mi sgolo per troppo amore. (continua…)
Quaderni di RebStein
XXXII, Ottobre 2011
Nevio GAMBULA
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Nevio Gàmbula, Gesti di scarto, III (1997-2010)
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“Dedicato
a chi ha smontato il paradiso
disfatto la sacra demenza
ai volti litigiosi
alle anime furfanti e schiave
dedicato
ai viaggiatori senza biglietto
alle gole svagate senza progetto
a chi, inesauribile, alimenta il proprio sgomento”
Quaderni di RebStein
XXIX, Settembre 2011
Nevio GAMBULA
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Nevio Gàmbula, Gesti di scarto II, (1997-2010)
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Quaderni di RebStein
XXVIII, Agosto 2011
Nevio GAMBULA
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Nevio Gàmbula, Gesti di scarto I, (1997-2010)
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“Dopo anni di solo teatro, torno alla poesia, a quello che è il mio cruccio permanente, la mia protesta in versi. E ci torno passando da quella che è stata la mia partecipazione al progetto àkusma, nato tra il 1999 e il 2000 e che è sfociato in incontri, discussioni, un convegno e una pubblicazione. Come scriveva Giuliano Mesa nella presentazione, l’obiettivo di Àkusma «coincide col suo stesso esistere come occasione di confronto, di dialogo fra alcuni autori che hanno accolto l’invito a reinterrogare insieme le ragioni e modi del loro scrivere e del loro agire. E’ la proiezione – in contatti, incontri, letture, e pagine stampate – del desiderio e della volonta’ di ricominciare dalle opere, dalle poesie, la cui conoscenza diretta e’ stata troppo spesso sacrificata al culto delle poetiche aggreganti, dei precetti teorici, al pregiudicante (e pre-testuale) incasellamento di un autore all’interno di una tendenza o contro di essa, nonche’ alla sua collocazione nel risibile e ultracompetitivo “mercato dei versi”». (continua…)
Nevio Gàmbula
Questo libro è un doppio esercizio critico, condotto sul piano della scrittura drammaturgica e di quello della teoria letteraria, e che ha come bersaglio principale il New Italian Epic e alcune delle “mode” letterarie più invasive del momento. Gli autori, ognuno secondo la propria modalità espressivo-discorsiva, contestano che la letteratura sia concepibile soltanto all’interno delle maglie stritolanti del mercato editoriale, così come si pongono in conflittualità frontale con le forme più evidenti di intrattenimento, dal noir, al fantasy, al recupero della fiction impegnata o storica. Il libro si costituisce quindi come critica radicale del senso comune e, al contempo, come sperimentazione linguistica che si affida alla forza dirompente della parodia. Quel che conta, per gli autori, è la pratica “grottesca” della parola, il gesto profanatorio che istituisce il linguaggio come “rivolta disalienante”.
Il sito delle Edizioni Odradek.
Il sito di Nevio Gàmbula
e i suoi Esercizi di scrittura.