Posts Tagged ‘percorsi anomali’

Scritti su Henri Michaux (I) – di Giuseppe Zuccarino

aprile 17, 2009

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

          L’altra finestra.
          Per una lettura di Déplacements, dégagements
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Nell’ambito della ricca produzione letteraria di Henri Michaux, accanto ai volumi più noti, ve ne sono altri meno frequentati dalla critica, ma di cui sarebbe opportuno evidenziare la rilevanza. È il caso di Déplacements, dégagements, che, pur essendo uscito postumo, è stato predisposto da Michaux per la pubblicazione, e costituisce dunque a tutti gli effetti il suo ultimo libro(1). L’insieme dei testi in esso riuniti ha il merito di suggerire con notevole efficacia la varietà dei procedimenti formali e l’originalità dei nuclei tematici che caratterizzano l’intera opera dello scrittore.

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Emblemi latenti. Caillois lettore delle pietre (II) – di Giuseppe Zuccarino

aprile 9, 2009

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

54115134_pietrapaesina “Ogni vuoto è colmato, ogni interstizio riempito. Fino al metallo si è insinuato nelle cellule e nei canali da cui la vita è da lungo tempo scomparsa. La materia insensibile e compatta ha rimpiazzato l’altra nei suoi ultimi rifugi. Ne adottò le figure precise, i solchi più fini, così bene che l’impronta anteriore resta consegnata nel grande album delle età. Il firmatario è scomparso, ogni profilo, pegno d’un miracolo diverso, resta come un autografo immortale”.

(Roger Caillois, La scrittura delle pietre, 1970)

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Emblemi latenti. Caillois lettore delle pietre (I) – di Giuseppe Zuccarino

aprile 9, 2009

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

54115134_pietrapaesina “Ogni vuoto è colmato, ogni interstizio riempito. Fino al metallo si è insinuato nelle cellule e nei canali da cui la vita è da lungo tempo scomparsa. La materia insensibile e compatta ha rimpiazzato l’altra nei suoi ultimi rifugi. Ne adottò le figure precise, i solchi più fini, così bene che l’impronta anteriore resta consegnata nel grande album delle età. Il firmatario è scomparso, ogni profilo, pegno d’un miracolo diverso, resta come un autografo immortale”.

(Roger Caillois, La scrittura delle pietre, 1970)

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