Posts Tagged ‘piero bigongiari’

Septentrion

gennaio 13, 2014

Marie-Sophie André, Septentrion

René Char

SEPTENTRION

- Je me suis promenée au bord de la Folie. -

Aux questions de mon coeur,
s’il ne les posait point,
ma compagne cédait,
tant est inventive l’absence.
Et ses yeux en décrue comme le Nil violet
semblaient compter sans fin leurs gages s’allongeant
dessous les pierres fraîches.

La Folie se coiffait de longs roseaux coupants.
Quelque part ce ruisseau vivait sa double vie.
L’or cruel de son nom soudain envahisseur
venait livrer bataille à la fortune adverse.

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Poesia necessaria – Voci del Novecento (I)

ottobre 4, 2011

Prende il via oggi su Poetarum Silva, con un post dedicato alla figura e all’opera di Piero Bigongiari, una nuova rubrica, curata da Enzo Campi, dal titolo “Poesia Necessaria – Voci del Novecento“. L’intento è chiaramente divulgativo. Gli articoli, costruiti intorno a una selezione ragionata di testi esemplari e corredati da significativi interventi critici capaci di illustrare le linee essenziali di sviluppo della poetica degli autori presentati, compariranno alternativamente su “Poetarum Silva” e sulla “Dimora del tempo sospeso“.

Vi invito alla lettura e vi do appuntamento alla settimana prossima, su queste pagine, con un numero dedicato ad un altro “grande” ingiustamente dimenticato: Roberto Sanesi.

Autoritratto poetico – Piero BIGONGIARI

agosto 26, 2008

apollo-p.jpg
(Gianna Pinotti, “Apollo”. Il Maestro/L’ispirazione profetica, 1996)

 

[…] Se oggi qualcuno parla degli «oggetti tragici» che la mia poesia implica, io non saprei meglio additarne l’origine che richiamandomi a quel senso di giustizia obiettivo che subito mosse, dandogli anche quel che di dinamicamente irrequieto, la scoperta di quel mezzo attivo che è la poesia dinanzi alla constatata ingiustizia del vivere universale. Ingiustizia, intendo, se trasferiamo sul piano morale la perfetta rispondenza di un organo alla funzione, è questo non tenere conto che al di là dell’utilità della macchina, la sorte dell’uomo e insomma della vita oggettiva evade bene dal meccanismo di cui pure è parte in causa; ed evade proprio nell’evidenza del proprio essere, che non è solo un effetto, bensì, esso stesso, una causa dell’universo.

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