Temeraria gioia

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Eleonora Rimolo
Temeraria gioia
Ladolfi Editore, Borgomanero, 2017

I Mottetti del “primo tempo” di Eugenio Montale, il Diario del ‘71 e ’72 del suo “secondo tempo”, non sono solitamente osservabili nella produzione poetica dei giovani poeti. Tanto meglio, verrebbe da dire, osservando con metodo quel che ci viene proposto. Se i più non vanno oltre alla sensibilità come se fosse un’anguilla (a proposito di Eusebius!) facile da afferrare, e facile da condurre in una ricerca poetica, meglio distendersi a osservare mari e lagune invece di scartabellare libri e opuscoli che affollano il “mercato”. Consistenza, concetto di scrittura, necessità, conoscenza e rispetto del nuovo nella tradizione, non sono concetti in voga, parrebbe. Continua a leggere Temeraria gioia

Ridare vita alla parola

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La seconda voce

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Gabriela Fantato
La seconda voce
Massa, Transeuropa Edizioni, 2018

Gabriela Fantato torna dai suoi viaggi con la borsa piena di fogli scritti e l’esperienza lontana da slogan e interposte intenzioni. Per intendersi, i taccuini della vita non hanno ancora smesso di interdire la propaganda poetica, ma rivolgono il lato migliore del loro contenuto in favore di albe confidenti. Sta in quel panorama il ricordo delle ferite, degli abusi, dei salti di respiro che hanno faticato ad arrivare fin qui. Memoria di ciò che è stato, in quella condizione particolare della realtà che è la poesia quando si abbandona all’intero tempo della lingua, passato e presente nell’identico nucleo vitale. Sono i mezzi espressivi giunti interamente dai padri, dalle madri, dai compagni d’epoca, dai poeti che hanno “organizzato” lo stato mentale nel corso degli anni. Continua a leggere La seconda voce

Quaderni di Traduzioni (XLIII)

Quaderni di Traduzioni
XLIII. Maggio 2018

Yves Bergeret

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Le trait qui nomme
IX. Remarques sur le treizième séjour (2010, 2018)
X. En Europe (2010, 2018)

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Quaderni di Traduzioni (XLII)

Quaderni di Traduzioni
XLII. Aprile 2018

Yves Bergeret

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Le trait qui nomme
XI. Contrejour (2010, 2018)

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L’opera poetica di Milo De Angelis

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Milo De Angelis
Tutte le poesie. 1969-2015
Milano, Mondadori, 2017

L’opera di Milo De Angelis porta in sé lo stesso essere avvinghiato alla lingua che Montale ha posto come identità esclusiva dei suoi tre primi libri. Per poi sciogliersi nella gravità delle cose lasciate libere in Satura. Era l’identità di un mondo integrale, si allargava dalla ligustica forma ai dintorni europei scoperti come simultanei alla propria ricerca. Distante un padre rappresenta per Milo la stessa accelerazione centrifuga che lo espande dalle zone ombrose e buie di Milano alle terre materne e monferrine. Per poi tornare in fretta ai cardini tenuti stretti dalle gambe abituate ai passi infiniti lungo i transiti urbani dei tunnel, delle circonvallazioni, degli spazi interni conglomerati nel proprio sistema cartografico e mentale. Continua a leggere L’opera poetica di Milo De Angelis

Convalescenza

Chiara Adezati

Venerabile in tonalità maggiore

Il mio spirito ha una brulicante
sua vita di sottobosco,
per me di gran lunga determinante,
seguendo la quale si sviluppa la mia.
La macroscopica, la effettuale intera.
Posso procurare intorno un bosco consono,
eventuale opera mia,
come può accompagnare una mamma vecchia
che persegue la valorizzazione, incoraggia per potenziare.
Ma è là dove tutto succede, in embrione,
dove si produce il seme in esclusiva;
e gli altri eventi giungono per lo più come ariette e brezzoline.
Persino le tempeste lasciano del substrato preesistente
qualcosa di intatto.

(Tratto da:
Chiara Adezati, Convalescenza e altre
di prossima pubblicazione in “Quaderni di RebStein“)

A ognuno il suo Spicer

after lorca di jack spicer
prima traduzione italiana

“La casa editrice Gwynplaine, la rivista Argo, nella figura del curatore Fabio Orecchini, e l’impresa creativa non-profit Nie Wiem hanno il piacere di presentare in anteprima nazionale la traduzione di After Lorca (1957), la prima importante pubblicazione del poeta Jack Spicer, tuttora inedita in Italia“.

“L’interesse per i versi di Spicer e per i suoi studi di linguistica è andato crescendo in tutto l’universo letterario, non solo americano, dopo la vittoria nel 2009 del prestigioso American Book Award per il suo My Vocabulary did this to me: Collected poetry of Jack Spicer, pubblicato postumo a cura di Peter Gizzi.
Ciò nonostante sono ancora rare le traduzioni delle opere di Spicer e quella in italiano del poeta Andrea Franzoni è una delle poche apparse in Europa“.

Il canto di Ogo Ban

La montagna respira allungata sul dorso.
Il cielo si inginocchia vicino a lei,
si rotola su di lei, si distende sopra di lei.

Continua a leggere Il canto di Ogo Ban

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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