Antidoti, 2

Joel Robinson

Antidoti: un personalissimo ricettario di sostanze verbali medicamentose e di formule apotropaiche che utilizzo come prevenzione, lenimento, cura disintossicante e terapia immunizzante nei confronti della monumentale, cialtronesca superfetazione poetica dilagante.

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La poesia esce dalla mia bocca…

La poesia esce dalla mia bocca

Mario Santiago

La Poesía sale de mi boca…

Para Roberto Bolaño, al que presiento ya como mi Maharischi
e iniciador de 1 movimiento cuyo nombre ignoro
& en el cual prometo realizarme plenamente

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Una vita per il segno: Giorgio Kienerk

Giorgio Kienerk, Il silenzio, part. Raffaella Terribile

Giorgio Kienerk nacque nel 1869 a Firenze, allora nuova capitale d’Italia, dove si aprivano cantieri per abbattere le antiche mura e creare larghi viali di circonvallazione per demolire il vecchio centro e ampliare i quartieri periferici. Si voleva una metropoli moderna, nel paesaggio urbano, nella cultura, e anche nell’arte: agli Accademici restava il buon disegno, la sapiente composizione, la perfezione del chiaroscuro, le nobili storie, ma soffiava anche un vento nuovo, di cambiamento, d’insofferenza per le regole imposte dalla tradizione.

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Before the flood, 10

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

James Harpur

      Il tuffatore di Paestum

      Dipingi questo sarcofago di pietra
      Con scene del mio convito funebre.
      Raduna i miei compagni d’un tempo
      E ponili sopra letti morbidi.

      Fa’ che il vino sciolga loro la lingua
      Carezza le carni dei loro efebi
      Succhia a baci dai flauti melodie
      Trai armonie pizzicando le lire.

      Tutto mi son lasciato dietro.
      Scorie di vino mi impastano la lingua
      La musica fa stridere il silenzio
      E pelle sulla pelle mi disgusta.

      Dipingi tinte ricche e veritiere
      Fa’ che la sensualità colori
      Questo sepolcro gelido ed ascetico –
      Ad eccezione dell’interno del coperchio:

      Qui fai vedere l’oceano sconfinato
      Uno o due alberi con rami come felci
      La sagoma di un trampolino;
      Che tutto sia essenziale e delicato.

      E raffigurami senza veste alcuna
      Un’anima nuda in volo e rilucente
      Che attraverso la mia vita sensibile
      Si tuffa nelle acque dell’oblio.

Traduzione di Francesca Diano

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Il cerchio di pietre-parole

Scultura di Carlo Sapuppo

Catania, 9 maggio 2016
Presentazione del libro di Yves Bergeret
Il cerchio di pietre

Il resoconto della serata
su Carnet de la langue-espace

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Frammenti d’esilio, 13

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Questo dovevo dirvi. È in una sera
dipinta sulla seta che vi lascio…
Vittorio Bodini

 

frammento 13

401. Eh no, amico Kiarostami, se noi fossimo sempre consapevoli del fatto che ogni attimo computato sull’orologio ci avvicina di quell’attimo alla morte, non potremmo, letteralmente non potremmo vivere, impazziremmo per il panico del senso che diventerebbe imprendibile alla mente e della mancanza di tempo che verrebbe giustamente percepita come inarrestabile. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 13

Sconfinamenti

PHILOSOPHY KITCHEN

Samuel Beckett Georges Bataille Pierre Klossowski, 1 Maurice Blanchot, 1

Giuseppe Zuccarino
Quattro Sconfinamenti

Blanchot e i filosofi di Thomas
Sulla teoria dell’opera pittorica in Klossowski
Fisiologia fantastica. Bataille e Descartes
Fare l’immagine. Deleuze su Beckett

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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