Canto di Natale (3)

Un cerchio di fumo;
sospeso nel vento del tempo.
cerco chi fummo;
sospeso nel tempo del vento.

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Nell’esilio / Su “Lenta strana cosa” di Alessandro Ghignoli

Premetto che quello che segue non è né una nota di lettura, né una recensione, ma un atto di riconoscenza rivolto ad Alessandro Ghignoli per aver scritto un libro che a mio parere spicca in maniera indiscutibile per qualità e originalità. Non nascondo che complice d’un tale sbilanciatissimo giudizio possa essere anche il mio personale desiderio di opere capaci di superare le frontiere tra i generi e, soprattutto, d’imporsi perché frutto di una ricerca insonne sul linguaggio e sulla struttura, facendo piazza pulita di approssimazioni, dilettantismi, obsolete ripetitività di certi stili o temi. Continua a leggere Nell’esilio / Su “Lenta strana cosa” di Alessandro Ghignoli

Nell’esilio / Su “Mal di fuoco” di Jonny Costantino

Forse ben pochi elementi naturali posseggono un’identità così contraddittoria e doppia come il fuoco: esso riscalda, anima la vita, cuoce i cibi, forgia i metalli, la cultura umana ne ha fatto anche simbolo del pensiero ardente, appunto, e appassionato, immagine della luce stessa e, pure, il fuoco distrugge, uccide, nel suo estinguersi può far sovvenire il gelo e la morte, stavolta, per glaciazione e buio. Il libro di Jonny Costantino Mal di fuoco (Effigie Edizioni, Milano, 2016) mette in scena questa duplice natura del fuoco, ma, prima di avviare qualche riflessione, mi soffermerò brevemente a considerare Mal di fuoco dal punto di vista puramente letterario.  Continua a leggere Nell’esilio / Su “Mal di fuoco” di Jonny Costantino

(“La Foce e la Sorgente” seconda serie) / “Quaderno n. 1”: Marco Furia

Pubblichiamo oggi il primo dei “Quaderni” che anticipano l’uscita della rivista La Foce e la Sorgente (nuova serie) prevista per il giugno 2019:

Marco Furia:  ASCOLTATO, FINO ALLA NOIA

I “quaderni della Foce e la Sorgente” sono a cura di Marco Ercolani, Lucetta Frisa, Antonio Devicienti.

Niímptem. Un diario

Massimo Sannelli

“La metrica è il vestito dei pensieri. Mentre voi interpretate il contenuto – perché le idee vi ossessionano, e a scuola vi hanno insegnato a cercare e parafrasare il contenuto – io cerco di interpretare il contenuto della forma. Esempio: nell’Orestiade di Eschilo c’è un epiteto, quindici volte, e Pasolini non lo traduce mai – e nessuno se ne accorge. Io penso che questa assenza formale abbia un contenuto. E che lo abbia di per sé, contemporaneamente al contenuto mitico e religioso dell’Orestiade e della sua traduzione. Ma questa assenza formale non è il contenuto parafrasabile, amato dalla scuola. Si tratta di un contenuto diverso.
Se la metrica è il vestito dei pensieri, non basterà descrivere gli accenti. La descrizione non è analisi, ma una tautologia. Per forza.
Se la metrica è il vestito dei pensieri, il vero contenuto non è quello che appare, ma i pensieri. E i pensieri sono segreti: quasi sempre inconfessabili. Si può scoprire che in un segreto – l’evidente assente – c’è un mondo ostile a the best minds of my generation. Solo cinquantotto anni per notare l’evidente assente: che cosa volete che siano? Abbiamo perso troppo tempo a fare gli scolastici, di contenuto in contenuto. E invece si dovrebbero riaprire le ostilità. Occuparsi dei contenuti è come fare diplomazia. Va bene. Ma sull’evidente assente si gioca una questione molto piú seria: nel caso dell’Ambiguo, il mitografo, si tratta di cose da mitologi.”

(Tratto da qui)

Il libro delle sparizioni

Dinamo Seligneri

[Ecco un capitolo di una storia che forse vedrà la luce per intiero forse no, che ho intitolato Lo strano libro dei processi e delle sparizioni (aspirazioni al dimenticatoio) perché di questi argomenti tratta e ben ci calza.
Inizia così:]

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Percorsi / Jannis Kounellis a Capodimonte

: quanta bellezza scaturisca dalla materia lavorata; come la bellezza possa essere frutto di un atto non estetizzante, ma etico; come la materia possegga capacità di commuovere.
: quanto il concetto di “site specific” possa essere capace di fruttificare e di restituire senso; come l’oggi sappia assumere coscienza del suo scaturire dallo ieri; come il lavoro possa avere un suo portato poetico.

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La regola dell’orizzonte

Marco Ercolani

Nota di lettura a:
Alessandra Paganardi
La regola dell’orizzonte
(Puntocapo, 2019)

 

Quando i morti annegati avranno i nomi
di granuli di sale
raccoglieremo a riva
vocali e consonanti una per una
l’inutile bellezza
dei tronchi rovinati dalla pioggia

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Yves Bergeret, Antonio Devicienti su disegni di Nicolas Hilfiger

Nicolas Hilfiger è un artista residente a Parigi (estremamente riservato sulla propria vita privata) con il quale Yves Bergeret intrattiene da tempo una frequentazione intellettuale e artistica; i suoi disegni hanno ispirato i testi di Yves Bergeret e di Antonio Devicienti che qui vengono presentati insieme con alcuni disegni di Hilfiger; si è deliberatamente scelto di pubblicare i testi soltanto nelle loro lingue originali senza traduzione anche per restare fedeli allo spirito del lavoro che vuole conservare l’immediatezza dell’espressione nelle due lingue sorelle e del loro dialogo diretto senza la mediazione-tradimento della traduzione. Continua a leggere Yves Bergeret, Antonio Devicienti su disegni di Nicolas Hilfiger

Breve saggio sui libri intonsi

So bene che questo scritto si configura come nostalgico omaggio a un mondo che (forse) sta scomparendo o, almeno, a una pratica che potrebbe apparire arcaica e inutile (utile / inutile: orribile terminologia ma coerente con una mentalità mercantile e, appunto, utilitaristica): il tagliare i bordi dei libri intonsi.

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Breve saggio sugli androni

L’androne è il luogo di transizione tra la strada (pubblica) e gli ambienti (privati) di un edificio; può esservi presente o meno un portone ed eventualmente una cancellata: l’androne è luogo complesso che possiede la virtù pratica di ospitare talvolta la portineria, sempre di offrire un riparo dal sole eccessivo o dalle intemperie (quando, ovviamente, non ci si trovi di fronte a un portone chiuso). Continua a leggere Breve saggio sugli androni

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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