Il suicidio incerto. Blanchot su Dostoevskij

marzo 2, 2015 by

Fyodor Mikhailovich Dostoyevsky, 1876 Giuseppe Zuccarino

Il suicidio incerto.
Blanchot (e altri)
sul Kirillov di Dostoevskij

Una delle figure più singolari e affascinanti del romanzo I demoni ha per nome Aleksèj Nilyč Kirillov[1]. Seguendo una tecnica che gli è abituale, Dostoevskij ci svela solo gradualmente i tratti di carattere e le opinioni del suo personaggio. Kirillov è un ingegnere di circa ventisette anni, da poco rientrato in patria dopo un lungo soggiorno all’estero. Si tratta di un giovane serio e meditativo, che cerca di elaborare teorie proprie, giungendo a strane conclusioni. Nel contempo, però, ama la vita, si dimostra buono ed è sempre disponibile ad aiutare gli altri. Ciò può sembrare in contraddizione con il contenuto del suo pensiero, che ruota intorno all’idea del suicidio. A suo giudizio, se le persone non si uccidono è soltanto per paura del dolore connesso all’atto di togliersi la vita e per timore dell’aldilà, dunque di Dio. Non appena si riuscisse ad acquisire un maggiore dominio di sé e ad abbandonare le idee religiose, nascerebbe un nuovo tipo di uomo: libero, gioioso, trasformato persino fisicamente, un vero e proprio uomo-dio. Finora ciò non è avvenuto proprio a causa dei pregiudizi che inducono le persone a temere la morte. Persino i suicidi, che pure l’hanno affrontata, sono sempre stati spinti da motivazioni individuali e sbagliate, non hanno saputo farlo all’unico scopo realmente valido: quello di vincere la paura e di dimostrare l’indipendenza umana. Leggi il seguito di questo post »

Scrivo

marzo 1, 2015 by

Arno Rafael Minkkinen

Jolanda Catalano

Scrivo.
Non altro
in questa penuria di giorni
di notti cadenti
come fuochi sul mare.
Scrivo.
Ricordo il sapore dell’alba
quando il giorno era giorno
e il sole al tramonto
incideva nel cielo
raggi di future promesse
che imprigionavano il cuore
e palpiti disordinati
chiamavano a vita.
Scrivo.
Solo questo,
dannatamente imbrigliata
alla parola che torna
dal limbo umiliante
di pensieri confusi.
Scrivo.
Non altro
che questo andare dentro me stessa
perché la morte, un giorno,
mi colga
col pugno serrato sulla penna
per un ultimo vergine foglio.

Canti della tradizione anarchica italiana

febbraio 28, 2015 by

Montelupo
Il canzoniere anarchico
(Canti della tradizione anarchica italiana)

Goodfellas, 2014

 

Recensione di Camilla Galbiati
tratta da Rivista Anarchica, 235 (febbraio 2015)

Loro li ho “conosciuti” per caso… mentre navigando in rete ascoltavo i miei amati canti anarchici. Si chiamano Montelupo e vengono da Roma, precisamente dalla zona di Guidonia e Tivoli.
Il progetto Montelupo nasce nel 2012 e mira al recupero dei canti anarchici italiani. L’attuale formazione della band vede Daniele Coccia alla voce, Eric Caldironi alle chitarre e Alessandro Marinelli alla fisarmonica, ai quali si aggiunge presto Nicolò Pagani al contrabbasso. Agli inizi di novembre è uscito il loro primo lavoro in studio con l’etichetta “Goodfellas”: Il canzoniere anarchico. Leggi il seguito di questo post »

Note di ascolto (V) – ¡España!

febbraio 27, 2015 by

habanera

Antonio Scavone

Note di ascolto (V) – ¡España!
(de Falla – Rimskij-Korsakov – Bizet)

      Il linguaggio della musica ha sempre travalicato i confini geografici della terra d’origine dei compositori. Pur ispirandosi a storie o leggende del milieu territoriale cui apparteneva, la musica ha anticipato una “globalizzazione” (rilettura o innovazione di atmosfere e stili) tra le attribuzioni precipue di un popolo (contesto e tipologia culturale) e la condivisione di un patrimonio tendenzialmente compatibile. Molto più della parola letta o udita, la musica ha sempre affermato e imposto un’intelligibilità “naturale” (cosa c’è di più universale di un “suono”?), anche quando quella parola si esprimeva nell’armonia del canto (opera lirica, in primis). Ci sono stati musicisti per così dire “nazionali” (il cèco Smetana, il finlandese Sibelius) e altri di un respiro sovranazionale, che hanno ricreato un’atmosfera d’ambiente con una fedeltà idealmente sostenibile. Leggi il seguito di questo post »

Pasifae

febbraio 26, 2015 by

“Rivendico per me la qualità di ciò che
perde ogni qualità
e la poesia di ciò che odia ogni poesia”

Carmine Mangone, Pasifae

(Scarica liberamente, guarda e leggi l’intera opera qui…)

i fascismi sono montagne di merda

febbraio 25, 2015 by
Berlino 1935, rogo di libri nazista

Berlino 1935, rogo di libri nazista

Mosul 2015, rogo di libri nazista

Mosul 2015, rogo di libri nazista

Quaderni delle Officine (LVI)

febbraio 24, 2015 by

Quaderni delle Officine
LVI. Febbraio 2015

quaderno part_ b_n

Gianmarco Pinciroli

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Maestri silenziosi (X)
(2004, 2015)

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Maestri silenziosi (X)

febbraio 24, 2015 by

Vasilij Kandinskij, Il cavaliere azzurro, 1903Gianmarco Pinciroli
 

MAESTRI SILENZIOSI 13 fogli di calendario (Ottobre 2004)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Noi passiamo attraverso gli anni come attraverso coltelli,
non puoi nasconderne i segni ad occhi penetranti

Il’jà Sel’vinskij

 

foglio 10: ottobre

 735. Forse che con lo spegnersi della scrittura si spegne anche la vita? Senz’altro col venir meno della parola viene meno anche il lusso del vivere, l’eccedenza di senso che abita nella scrittura, venendo meno con essa la fonte stessa del senso, il luogo donde esso rampolla nell’incessanza che la forza di vivere sospinge di fronte a sé per giustificarsi, per diventare senza requie vita giusta, o anche vita vera. Nella parola, dunque, e solo in essa, non nelle cose o nelle situazioni, sta la giustizia, sta la verità; e in ultima analisi sta la consapevolezza della vita come un alcunché che necessita di aggiustamento, di verificazione.

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ah perché non son io cò miei guaglioni?

febbraio 22, 2015 by

Pellegrino Ramingo

“Sei sicuro di averli letti per bene i tre capitoli del mio nouveau roman? Se leggi tra le righe ci trovi tutto quello che serve oggi per un’opera letteraria: da Derrida a Lacan, da Foucault a Barthes. Ci trovi nouvelle vague ed école du regard, per non parlare dei classici, da Joseph Conrad a Borges, da Lamartine a Zola, per non dire di pensatori e filosofi, scienziati e sociologi o psicanalisti o critici d’arte.
Nel mio romanzo – ti rammento il titolo: Negazioni di luci e risorse di ombre – ci trovi tutto quello di cui si ha bisogno per scrivere e per godere del piacere della lettura ma non è un piacere onanistico – mi intendi? È la libido che si fa strada e che illumina le menti ottuse di chi cocciutamente non smette di farsi le pugnette. Credi forse che tutto ciò non sia letterario? Be’, chiedilo ad Henry Miller, per favore, o a Charles Bukowski o a chiunque scriva inventando e non parodiando o copiando.”

(da qui…)

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Minoritari

febbraio 20, 2015 by

Gao Xingjian

Antonio Scavone

Minoritari

      Molti di noi, siamo sinceri, pur non essendo minori, siamo di fatto, a torto o a ragione, minoritari. Leggiamo, scriviamo, pubblichiamo perché abbiamo letto, scritto, pubblicato ma non riusciamo, non siamo riusciti del tutto ad attraversare il limbo che maldestramente ci connota come ignavi e ad approdare ad una gratificazione (o ad una ricompensa) che non sia quella di amici generosi e ospitali o addirittura di familiari che ci stimano con la loro fiducia e talvolta ci sostengono con la loro bonaria magnanimità. Sicché siamo sopra- o sottovalutati?
      Sono gli altri (il sistema, l’apparato, la casta, il blog) che ci negano interesse e considerazione o siamo noi a pretendere una sorta di consacrazione dovuta, di legittima cooptazione? È un dilemma, siamo a un bivio: c’è chi persegue la propria strada resistendo ai dubbi e alle incertezze e chi lascia quella strada di tenacia e di coraggio semplicemente scomparendo, eclissandosi. Leggi il seguito di questo post »

riletture, 11

febbraio 18, 2015 by

René Char

René Char
Antologia poetica

riletture, 10

febbraio 14, 2015 by

Arthur Rimbaud

Arthur Rimbaud
Una stagione all’inferno

Quaderni delle Officine (LV)

febbraio 9, 2015 by

Quaderni delle Officine
LV. Febbraio 2015

quaderno part_ b_n

Gianmarco Pinciroli

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Maestri silenziosi (IX)
(2004, 2015)

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Maestri silenziosi (IX)

febbraio 9, 2015 by

Max Ernst, L'occhio del silenzio, 1943-44 Gianmarco Pinciroli
 

MAESTRI SILENZIOSI 13 fogli di calendario (Settembre 2004)

 
 
 
 
 
 
 
 

Fossi polline tu che gonfia un seme,
nel tuo segreto la crescita fosse
dell’umore che palpita nel frutto,
[…]
Invece nel rigagnolo che fugge
del tuo ritratto l’attimo balena  
e lo vedi nel brivido sparire
d’una zolla rabbiosa che lo beve

Libero de Libero

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Paolo Di Capua alla Galleria La Nube di Oort

febbraio 7, 2015 by

Paolo Di Capua

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