Quaderni delle Officine (LX)

marzo 27, 2015 by

Quaderni delle Officine
LX. Marzo 2015

quaderno part_ b_n

Gianmarco Pinciroli

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Maestri silenziosi (XIII)
(2005, 2015)

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Maestri silenziosi (XIII)

marzo 27, 2015 by

Anselm Kiefer, Sulamit, 1981

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Poetica del basso continuo

marzo 25, 2015 by

Ida Travi, Poetica del basso continuo Ida Travi

Il vincolo

Come un bambino la parola nasce e non è sola. Nasce da un essere umano, ma non nasce una volta sola. Nasce continuamente, muore continuamente, per questo il mondo non le apparterrà mai. Per questo il mondo non avrà mai una parola definitiva.

La parola esce dalle labbra in stato d’emergenza. E’ un movimento d’uscita, sì – va verso il fuori, venendo da dentro. Coincide col movimento del ritorno e dell’addio. E più la parola è poetica – cioè più autenticamente politica -, più stretta è la porta da cui riesce a passare. Stretto è il passaggio da cui esce la parola, stretta è la parola finché qualcuno non la spalanca in chiacchiera.

La parola non nasce libera, viene al mondo in un vincolo, e sì, la vita della parola è il movimento di liberazione da quel vincolo. Come il primo respiro, come quando la testa esce dall’acqua e incontra un volto, la terra: fuori!… qui si nasce! Qui si afferma un distacco: movimento di liberazione dal chiuso, dalle cose come stanno, dalla insopportabile oscurità del più luminoso pensiero. (pag. 47)

 

Ida Travi
Poetica del basso continuo
La scrittura, la voce, le immagini

Bergamo, Moretti & Vitali Editori
“Le forme dell’immaginario”, 2015

Con viva ripugnanza

marzo 24, 2015 by

Suor Juana Ines de la Cruz Marco Ercolani

 

Con viva ripugnanza

 

Dove Suor Juana Inés de la Cruz (1688) si ribella pubblicamente al vescovo di Madrid Don Manuel Espinosa e rivendica la sua libertà.

 

Io non ho mai scritto, signore, se non quando vi sono stata forzata e costretta, e soltanto per piacere ad altri; e l’ho fatto senza compiacimento, anzi con viva ripugnanza, perché non ho mai creduto di possedere quelle risorse di dottrina e d’ingegno che dovrebbe possedere chi scrive. Io non studio per scrivere o per insegnare ma perché studiando ignoro di meno.
Un eccesso di studio mi ha costretta a ritirarmi in questo convento, dove voi sapete, nonostante le incredibili accuse che mi sono state rivolte, io non mi sono macchiata di nessuna colpa. Il Mio Ordine non può e non deve vergognarsi di me, ma se voi chiamate colpa le liriche a Dafni e Cloe che scrivo per amore di Dio nelle donne, nelle creature umane, allora sì, sono la più abietta delle peccatrici.
Ma questi miei versi, quale natura maligna potranno accogliere in sé? Neanche nel sonno sono libera da questa continua agitazione della mente che nelle ore della notte si fa più libera e disinibita, restituendo con maggiore chiarezza e ordine le immagini che ha accumulato durante il giorno, chiarezza e ordine di versi… Leggi il seguito di questo post »

Quaderni delle Officine (LIX)

marzo 22, 2015 by

Quaderni delle Officine
LIX. Marzo 2015

quaderno part_ b_n

Gianmarco Pinciroli

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Maestri silenziosi (XII)
(2004, 2015)

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Maestri silenziosi (XII)

marzo 22, 2015 by

Jean Dubuffet, Grand maître of the outsider, 1947

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riletture, 12

marzo 20, 2015 by
Una rarissima immagine di db adolescente.

Una rarissima immagine di db adolescente.

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il pezzullo

La Biblioteca di RebStein (LVI)

marzo 18, 2015 by

La Biblioteca di RebStein
LVI. Marzo 2015

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Giuseppe Zuccarino

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Grafemi (2007, 2015)
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Grafemi (II)

marzo 18, 2015 by

Tàpies, Autoritratto, 1950 Giuseppe Zuccarino

“Il frammento sembra tessere i propri fili con l’intento di imbozzolarsi in essi, «quasi animal di sua seta fasciato». Tuttavia l’impressione è erronea, perché molti di questi fili non chiudono né coprono, bensì restano interrotti, penzolano nel vuoto.”

“A chi facesse notare che i frammenti, a differenza degli aforismi, tendono a cadere nella ripetizione, talora estenuante, degli stessi concetti, senza neppure approdare a delle certezze, si dovrebbe dar ragione, ma nel contempo torto. Egli infatti mostrerebbe di ignorare che l’uno e l’altro aspetto sono caratteristici di questa forma di scrittura. Come rileva Blanchot, «ogni parola di frammento, ogni riflessione frammentaria esigono ciò: una reiterazione e una pluralità infinite».”

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Quaderni delle Officine (LVIII)

marzo 15, 2015 by

Quaderni delle Officine
LVIII. Marzo 2015

quaderno part_ b_n

Gianmarco Pinciroli

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Maestri silenziosi (XI)
(2004, 2015)

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Maestri silenziosi (XI)

marzo 15, 2015 by

René Magritte, Les eaux profondes, 1941

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Gli increati

marzo 14, 2015 by

Antonio Moresco, Gli increati Antonio Moresco

“Quando ho cominciato non avrei mai immaginato che stavo mettendo mano a qualcosa che avrebbe occupato più di trent’anni della mia vita (né avrei immaginato che mi sarebbe toccato vivere ancora trent’anni in questo mondo di merda per poterla portare al culmine), se no ne sarei rimasto schiacciato prima ancora di cominciare, le mie poche e disperate forze non mi sembravano sufficienti neppure per mettere al mondo Gli esordi, figurarsi per tutto il resto. Sono andato avanti come una bestiolina cieca, come un povero asino che trascina un carro che non sa cosa porta, eppure, fin dalle prime pagine degli Esordi, a mia stessa insaputa, buttavo lì certe parole, certe frasi che non capivo da dove venivano ma che presupponevano qualcosa d’altro, una direzione verso cui, fin dall’inizio, senza saperlo, stava andando questo magnete in forma di libro e anch’io stavo andando.” (Antonio Moresco)

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Une semaine en avril

marzo 13, 2015 by

Linda Pastan, Une semaine en avril

September 11, 2001

I have been listening to disaster
on the radio all day long
and sometimes on television.

Outside the trees are unbelievably
green, autumn has hardly begun
its devastation,

but the small Pandora’s box on my desk
is spilling the colors
of carnage all over the room.

I think of the albums of war
with their backdrops of charred trees,
their broken landscapes.

while here
the September sky retains
a mocking pristine blue,

and all the various beauties
of the world
display themselves.

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Fiorita come la lussuria

marzo 12, 2015 by

Joyce Mansour

Joyce Mansour

“Secondo Arthur Rimbaud – uno dei numi tutelari del surrealismo –, la “donna poeta”, liberata dalle costrizioni sociali, avrebbe trovato “cose strane, insondabili, ripugnanti, deliziose”. Ebbene, con la poesia di Joyce Mansour, tale premonizione ha trovato certamente una delle sue realizzazioni più belle, imperiose ed emozionanti.”

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Due nuovi esercizi su Mallarmé

marzo 10, 2015 by

Manet, Portrait of Stéphane Mallarmé

Matteo Veronesi

Riprendo e per ora concludo, qui, il discorso interpretativo già avviato con i Cinque esercizi inclusi nella miscellanea Hexapla (Nuova Provincia, Imola 2014), il cui testo è disponibile anche in rete.
Discorso, peraltro, virtualmente inesauribile: come inesauribile, e virtuale, ossia eminentemente immateriale, volatile, fluente, è la parola stessa della poesia moderna più consapevole di sé, quella appunto che, per larga parte, in Mallarmé vede il proprio maestro e il proprio autore.

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