Obliqui accadimenti

Anna Leone
Poesie inedite

Bastevole ed essenziale

Fiato lungo d’infinito andare,
verbo che non sfronda,
nonostante gli occhi spaesati,
a misurare il passo alla paura.

Cuore grande d’immenso amare,
verbo che si spreca nell’ognuno,
senza cantico per lo sposo
e una lingua prolissa
a roteare l’ugola del per sempre.

Sarà così, che ci ritroveremo,
un giorno, in un buio recesso
senza abbracci.

Resto per quella gioia soltanto, per un’alcova di resina chiara, senza sperpero.

A sfatarmi miraggi su orizzonti lontani, per un bastevole caldo anfratto ed un labiale essenziale.

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Marco Ercolani: le mura intorno (inedito)

Marco Ercolani ha affidato alla Dimora del Tempo sospeso un suo libro inedito, scritto tra l’agosto 2018 e il settembre 2019, intitolato Le mura intorno. 

Pubblichiamo oggi un secondo frammento.

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Fuga

Sopra il ferro dimenticato sfioriscono le viole.
E sopra il ferro crescono sospiri e addii,
le orme musicali del cuore del vento
che cerca lontananze per scordare i suoi boschi.

Un cervo trasparente sogna squarci di fuga.
Ma il sogno s’infrange contro sentori di morte.
Non basta il profumo del nardo a placare
la fronte dove gemono smeraldi e addii.

Dove ha sepolto il sole il suo cerchio splendente,
la sua corolla ardente, in quale sabbia, in quale notte,
se tutto rimane in silenzio: vento, fiore e battito,
se tutto è ormai immobile tra le alte torri?

Il cervo trasparente giace sotto la nebbia.
Gli occhi morenti nell’umidità salmastra
guardano tra le ombre del fumo e della lama
il suo sangue che si rapprende nella notte.

(Versione libera da “Huida
di Augusto Roa Bastos, 1947)

Frammenti di felicità terrena

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Giovanna Rosadini
Frammenti di felicità terrena
Faloppio (CO) Lietocolle 2019

……Il libro comprende, riordinandola, l’opera fin qui pubblicata da Giovanna Rosadini a partire dal 2008, quando uscì per le Edizioni di Atelier la raccolta Il sistema limbico. Non deve sfuggire l’eloquenza del viaggio, la sua irresistibile vitalità, in esso mostrate senza per un attimo venir meno la consistenza di quella “terra dei ricordi” che per la poetessa è da sempre suprema forza della lingua. Della propria materia psichica, intrecciata e fermentata alle leggi governanti i territori che l’hanno vista nascere e crescere. Se la poesia ha spesso origine dove i piedi provano a calcare terreni fertili e rispondenti a nervi vivi, qui siamo in presenza di luoghi per niente comuni, di orientamenti e fondali rimasti a lungo saldi. Continua a leggere Frammenti di felicità terrena

Memoria dell’oggi: Cosimo Ortesta

 

 

Cosimo Ortesta (Taranto, 1939 – Roma, 2 settembre 2019)

 

 

 

Rembrandt 

I

Troppo occupato per poter viaggiare
dotato di prodigiosa fantasia
sembra che non abbia tuttavia
mai dipinto un vaso di fiori.
Gli interessava la dissezione anatomica
che immancabilmente però
e diversamente dalla scena da lui nel 1632 raffigurata
dallo stomaco iniziava
non dalla mano

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Marco Ercolani: le mura intorno (inedito)

 Marco Ercolani ha affidato alla Dimora del Tempo sospeso un suo libro inedito, scritto tra l’agosto 2018 e il settembre 2019, intitolato Le mura intorno. 

Per tre lunedì consecutivi pubblicheremo frammenti dal libro e poi, nella Biblioteca di Rebstein, l’opera completa.

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“Stratosgrafia” di Domenico Brancale

La voce umana “porta” la parola e dà vita alla parola ed essa è, prima e durante la formulazione della parola, suono, respiro, sfregamento dell’aria attraverso le corde vocali, contrazione e rilassamento dei muscoli del corpo; la voce può anche, allora, essere suono e modulazione del suono senza articolazione della parola, oppure articolazione parziale o deformata della parola, in ogni caso suono animale che cerca la sua scaturigine e la sua identità pre-verbale.
Il corpo strumento per l’emissione del suono (dei suoni).
Coerente con la sua ricerca di scrittura, Domenico Brancale ci offre testimonianza di un’azione poetica che, omaggiando Carmelo Bene, Cathy Berberian e Demetrio Stratos, saggia il farsi e il dispiegarsi della voce umana nella sua affinità con altre voci non umane e nella sua capacità di sorgere e modularsi anche senza finalità imediatamente comunicative o espressive di un pensiero; prossimo al confine (labilissimo) tra suono e silenzio, tra suono emesso e modulato e ricordo di altri suoni uditi, Domenico Brancale, sull’esempio di Demetrio Stratos, sforza e forza la voce in territori non necessariamente significanti, ma nei quali il senso è proprio quello della presenza del respiro, della connessione tra voce emessa e udito che la percepisce, dell’affinità con le voci animali e con i suoni che il vento produce sfregando contro corpi e oggetti.
Mai, nei suoi componimenti in versi, Brancale dimentica la presenza del corpo: qui è il corpo intero che si fa voce, notificando la propria esistenza nel mondo, trovando una libertà svincolata dal significato del suono che, in tal modo, sembra saggiare territori prossimi all’origine del respiro umano, territori, quindi, nei quali il respiro umano non si distingue più dal respiro animale né dal suono, per esempio, di una pietra o di un tronco d’albero sfregato dal vento.

Stratosgrafia” è il video di un’azione poetica tenuta durante la mostra “il corpo della voce – carmelo bene cathy berberian demetrio stratos” a cura di Anna Cestelli Guidi e Francesca Rachele Oppedisano al Palazzo delle Esposizioni, Roma 9 aprile – 30 giugno 2019.

La Biblioteca di RebStein (LXXVII)

La Biblioteca di RebStein
LXXVII. Settembre 2019

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AA. VV.
(A cura di Giuseppe Zuccarino)

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Il limite e la sovranità.
Un seminario su Georges Bataille

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Bataille e la pittura

[Tra il mese di novembre 2018 e il mese di giugno 2019 si è tenuto a Genova, presso il Centro Former, un seminario sull’opera di Bataille. Ai vari incontri hanno partecipato: Viana Conti, Dario De Bello, Gianfranco Di Pasquale, Marco Ercolani, Giuliano Galletta, Tommaso Gazzolo, Rossella Landrini, Sandro Ricaldone, Luigi Sasso, Enrico Sciaccaluga, Giuseppe Zuccarino. Tutti i materiali realizzati in quell’ambito saranno pubblicati integralmente domani nel volume LXXVII della Biblioteca di RebStein.
Viene qui di seguito proposto uno dei saggi presenti nell’opera collettiva curata da Giuseppe Zuccarino.]

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Visioni d’Europa: frammenti a Odino (per un omaggio a Eugenio Barba)

Nei primi mesi di quest’anno Eugenio Barba ha annunciato con una bellissima lettera che il 31 dicembre 2020 lascerà la direzione dell’Odin Teatret. Sono nati così, d’impeto, questi miei “Frammenti a Odino” che desiderano celebrare il Maestro, il suo Teatro e una certa idea di convivenza e di curiosità verso il cosiddetto “altro”.

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Bataille e Simone Weil

[Tra il mese di novembre 2018 e il mese di giugno 2019 si è tenuto a Genova, presso il Centro Former, un seminario sull’opera di Bataille. Ai vari incontri hanno partecipato: Viana Conti, Dario De Bello, Gianfranco Di Pasquale, Marco Ercolani, Giuliano Galletta, Tommaso Gazzolo, Rossella Landrini, Sandro Ricaldone, Luigi Sasso, Enrico Sciaccaluga, Giuseppe Zuccarino. Tutti i materiali realizzati in quell’ambito saranno raccolti e presentati integralmente in un volume della “Biblioteca di RebStein”.
Viene qui di seguito proposto uno dei saggi presenti nell’opera collettiva curata da Giuseppe Zuccarino.]

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L’Enciclopedia asemica di Marco giovenale

Antonio Devicienti

Per un abbozzo di “commento”
al primo volume
dell’Enciclopedia asemica
di Marco Giovenale

Mi proverò qui di seguito a commentare il volume di Marco Giovenale enciclopedia asemica / asemic encyclopædia I volume 2011-2017 edito da ikonaLíber di Roma nel 2019.

……Scusandomi in anticipo per la lunga citazione, introduco, per chi fosse poco o nulla informato sulla questione, il concetto di scrittura asemica o asemantica tramite le parole stesse di Marco Giovenale; la citazione proviene dalla rivista “l’immaginazione” n. 274 del marzo-aprile 2013, pagina 41, ma l’articolo è leggibile sul blog personale di Marco Giovenale slowforward (qui), dove si possono ritrovare innumerevoli rimandi utili ad altri siti e a versioni successive dell’articolo: Continua a leggere L’Enciclopedia asemica di Marco giovenale

Nell’esilio / Breve saggio sul “Tratto che nomina” di Yves Bergeret

Quasi un anno fa avevo spiegato il perché desiderassi intitolare questa specie di rubrica dalla cadenza irregolarissima “Nell’esilio” e vi pubblico oggi un “breve saggio” dedicato al Tratto che nomina / Le Trait qui nomme perché un’opera come questa perfettamente si costituisce quale punto di riferimento per la riflessione e l’acquisizione di ulteriore coscienza dentro una sensazione permanente di esilio dalla polis cui accennavo.
Sono la premessa di Francesco Marotta e lo straordinario saggio di Romain Poncet a fare senza dubbio alcuno scuola per me, ma provo a dipanare qualche mia riflessione in merito alla questione.

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Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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