Die Niemandsrose – Paul CELAN

sulamith

Paul Celan, Die Niemandsrose (1963)

*

ES WAR ERDE IN IHNEN, und
sie gruben.

Sie gruben und gruben, so ging
ihr Tag dahin, ihre Nacht. Und sie lobten nicht Gott,
der, so hörten sie, alles dies wollte,
der, so hörten sie, alles dies wußte.

Sie gruben und hörten nichts mehr;
sie wurden nicht weise, erfanden kein Lied,
erdachten sich keinerlei Sprache.
Sie gruben.

Es kam eine Stille, es kam auch ein Sturm,
es kamen die Meere alle.
Ich grabe, du gräbst, und es gräbt auch der Wurm,
und das singende dort sagt: sie graben.

O einer, o keiner, o niemand, o du:
Wohin gings, da’s nirgendhin ging?
O du gräbst und ich grab, und ich grab mich dir zu,
und am Finger erwacht uns der Ring.

*

ZÜRICH, ZUM STORCHEN

(Für Nelly Sachs)

Vom Zuviel war die Rede, vom
Zuwenig. Von Du
und Aber-Du, von
der Trübung durch Helles, von
Jüdischem, von
deinem Gott.

Da-
von.
Am Tag einer himmelfahrt, das
Münster stand drüben, es kam
mit einigem Gold übers Wasser.

Von deinem Gott war die Rede, ich sprach
gegen ihn, ich
ließ das Herz, das ich hatte,
offen:
auf
sein höchstes, umröcheltes, sein
haderndes Wort –

Dein aug sah mir zu, sah hinweg,
dein Mund
sprach sich dem aug zu, ich hörte:

Wir
wissen ja nicht, weißt du,
wir
wissen ja nicht,
was gilt.

*

MIT ALLEN GEDANKEN ging ich
hinaus aus der Welt: da warst du,
du meine Leise, du meine Offne, und –
du empfingst uns.

Wer
sagt, daß uns ells erstarb,
da uns das aug brach?
Alles erwachte, alles hob an.

Groß kam eine Sonne geschwommen, hell
standen ihr Seele und Seele entgegen klar,
gebieterisch schwiegen sie ihr
ihre Bahn vor.

Leicht
tat sich dein Schoß auf, still
stieg ein Hauch in den Äther,
und was sich wölkte, wars nicht,
wars nicht Gestalt und von uns her,
wars nicht
so gut wie ein Name?

*

PSALM

Niemand knetet uns wieder aus Erde und Lehm,
niemand bespricht unsern Staub.
Niemand.

Gelobt seist du, Niemand.
Dir zulieb wollen
wir blühn.
Dir
Entgegen.

Ein Nichts
waren wir, sind wir, warden
wir bleiben, blühend:
die Nichts-, die
Niemandsrose.

Mit
dem Griffel seelenhell,
dem Staubfaden himmelswüst,
der Krone rot
vom Purpurwort, das wir sangen
über, o über
dem Dorn.

***

Salmo

Nessuno c’impasta di nuovo, da terra e fango,
nessuno insuffla la vita alla nostra polvere.
Nessuno.

Che tu sia lodato, Nessuno.
E’ per amor tuo
che vogliamo fiorire.
Incontro a
te.

Noi un Nulla
fummo, siamo, reste-
remo, fiorendo:
la rosa del Nulla,
la rosa di Nessuno.

Con
lo stimma anima-chiara,
lo stame ciel-deserto,
la corona rossa
per la parola di porpora
che noi cantammo al di sopra,
ben al di sopra
della spina.

(Traduzione di Giuseppe Bevilacqua)

*

Salmo

Nessuno ci impasta di nuovo da terra e da fango,
nessuno dà parola alla nostra polvere.
Nessuno.

Tu sia lodato, Nessuno.
Per amor tuo vogliamo
fiorire.
A Te
in-contro.

Un Nulla
eravamo, siamo, ancora
resteremo, fiorendo:
del Nulla la rosa
di Nessuno.

Con
lo stilo d’animo chiaro,
il filamento di un cielo desolato,
la corona rossa
della parola di porpora, che cantammo
sopra, oh quanto sopra
la spina.

(Traduzione di Luigi Reitani)

*

Salmo

Nessuno di nuovo ci impasta di terra e di fango,
nessuno parla alla nostra polvere.
Nessuno.

Che tu sia lodato, Nessuno.
A te piacendo noi
fioriremo.
A te
incontro.

Un niente
eravamo, siamo, saremo
noi sempre, fiorenti:
La – niente, la
rosa nessuno.

Con
lo stilo chiaro d’anima,
il filamento cielo-deserto,
la corona rossa
per la parola purpurea che cantammo
sopra, oh sopra
la spina.

(Traduzione di Helena Janeczek)

*

Nessuno ci plasma più da terra e argilla,
nessuno scongiura la nostra polvere.
Nessuno.

Lodato tu sia, Nessuno.
Per te noi vogliamo
fiorire.
Contro
te.

Un niente
eravamo, siamo e
resteremo, fiorendo:
la rosa di niente e
di nessuno.

Lo stilo chiaro d’anima,
il filamento grigio da cielo desolato,
rossa la corolla
della parola purpurea che cantammo
sopra la spina,
oltre.

(Traduzione di Dario Borso)

*

Nessuno ci impasta più di terra e argilla,
nessuno alita sulla nostra polvere.
Nessuno.

Lodato sii tu, Nessuno.
Per amore tuo vogliamo
fiorire.
Incontro
a te.

Un nulla eravamo, siamo, rimar-
remo, fiorendo:
la rosa di
Nulla, di Nessuno.

Con
il pistillo animachiara,
lo stame cielodiserto,
la corona rossa
della parola pupurea che cantammo
su, oh sul-
la spina.

(Traduzione di Moshe Kahn e Marcella Bagnasco)

*

Nessuno ci impasta più con terra e argilla,
nessuno evoca la nostra polvere.
Nessuno.

Sia lode a te, Nessuno.
Per amor tuo
fioriremo.
Incontro a te.

Noi siamo
fummo,
e resteremo sempre
un Nulla che fiorisce:
la rosa di Nessuno.

Con
lo stelo lucente come l’anima
con lo stame ebbro di cielo,
la corona imporporata
dalla parola, che cantammo
sopra, oh al di sopra
della spina.

(Traduzione di Mario Specchio)

***

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6 pensieri riguardo “Die Niemandsrose – Paul CELAN”

  1. SALMO

    Nessuno ci impasta di nuovo da terra e fango,
    nessuno rianima la nostra polvere.
    Nessuno.

    Che tu sia lodato, Nessuno.
    Per amore tuo vogliamo
    fiorire.
    Incontro a
    te.

    Un Nulla
    fummo, siamo, reste-
    remo, noi, in fiore:
    la rosa di Nulla, di
    Nessuno.

    Con
    il pistillo chiaro-anima,
    lo stame deserto-cielo,
    la corolla rossa
    per la parola porpora, che cantammo
    al di sopra, oh al di sopra
    della spina.

    Ho trovato solo quest’altra traduzione,e mi sembra veramente molto valida. Porta la firma di Donata Feroldi ed Enrico Cardesi.

    Comunque, se hai il coraggio (e il tempo) di avventurarti qui

    http://www.nazioneindiana.com/2006/09/01/psalmsalmo-x3/

    troverai materiale bastante a scrivere un intero libro su questo testo.

    Ciao, grazie della visita.

    fm

  2. Gentile Marotta,
    per il momento, sono approdato a questa versione di Psalm. La posto volentieri, diciamo per riannodare un po’ il filo della discussione (davvero ricca di spunti) cui mi ha rimandato e che sto cercando di vagliare con la debita attenzione.
    Cordialmente,
    Mario Ajazzi Mancini

    SALMO

    Nessuno più c’impasta da terra e argilla,
    nessuno benedice la nostra polvere.
    Nessuno.

    Che tu sia lodato, Nessuno.
    Per amor tuo vogliamo
    fiorire.
    Al tuo
    cospetto.

    Un Nulla
    eravamo, siamo,
    un Nulla resteremo,
    fiorendo:
    la Rosadinulla,
    la Rosadinessuno.

    Con
    il pistillo d’anima chiaro,
    il filamento di cielo deserto ,
    la più rossa corona,
    della parola purpurea
    che abbiamo cantato sopra,
    sì sopra
    la spina.

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