In memoria di Giacomo BERGAMINI

memoria

Giacomo Bergamini (1945 – 2004)

Giacomo Bergamini è uno dei poeti più significativi della seconda metà del Novecento. Lo testimoniano le raccolte di poesia Hiatus (1980), Il martello di Faust (1983), 8 poesie sulla paura (con Giorgio Guglielmino, 1996), La malattia delle parole (1997), oltre ai numerosi testi pubblicati, soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta, in riviste, antologie e quaderni collettivi.

Formatosi alla scuola di Adriano Spatola – in quella straordinaria officina poetica che è stata “Tam-Tam” -, Bergamini ha poi fatto parte per oltre vent’anni della redazione della nostra rivista, collaborandovi fino agli ultimi giorni di vita con una ricerca verbale dolorosa e personalissima, che lasciava affiorare il lato oscuro – maudit, se vogliamo – della poetica di “Anterem”.

(Da: http://www.anteremedizioni.it)

*

Dei luoghi del sole

scrivo del sole
come scrivo del vento o del
vuoto
e del nido
umido
parlo del sangue che gratta
i ricordi
del morbo che morde
e non imita mai
il sonno dei cerchi
perché il sole più non incanta
anche se sale le salme
nidificando

per la regia dei re magi
cauta e memore
al telefono
doppi viaggi e comete
e non ricordi le cadute
e i rovinosi inciampi
infernali
non rievochi nemmeno
la nausea
mentre raccogli
l’utero dal fango
si confermano così
malintesi
e si ritagliano
ritagli

è passato
un mattino
sui legami
della lingua
e le parole
già raccontano
un libro
imitando
il calpestio
costante
di noi annoiati
testimoni

la peste ramifica
la penna
e viene a cancellare
i nostri fastosi
luoghi
con verbo
lascivo

scrivo del sole
e del suo gusto a sconfinare
dalle distanze e del suo
quieto miniare
dei suoi versi infantili
e del suo riso
delle moine e dei suoi
mille natali
parlo del suo saluto augurale
della menzogna
di questi versi
e di questa recita
abituale

***

Lingua a notte

non un contatto
uno squarcio covato
un tradimento
un codice distratto ed abbuiato
è uno sgomento forse
lingua a notte
che per contrasto e crisi
è attraversata

poiché dispone di una trama
la va negando
come a seppellire una traccia
un disagio privato
quasi un percepito che affonda
l’evento intestato
e che delinea il conflitto
da uno slancio recinto
e mai vanificato

come a compensare una disputa
che implichi il supplizio
di una morte tradotta
su un velame a ricalco
e quindi il divieto
che non sommerge lo
stupore o il rituale
di chi impone ai fantasmi
il distacco

***

Lingua cavata

il verso viene frugato
esposto alla menzogna
e sprofondato
nella sua figura

l’azione si coglie dopo
le implicazioni del verbo
con tutti i segni allargati
sulla lingua che ciondola
tagliata

***

Midollo della finzione

il segno la descrive
ansimante e lussuriosa
calcante spazi e vuoti

le conferisce un capriccio
placato o tradotto a
piccoli strati stridenti

degli accordi espliciti
la rendono insofferente
possiede una gattina distratta
dei versi affusolati
compiaciuta rischia
sbattiti di ciglia
ed una voce sregolata
e indefinita

***

Specchi e riti

questi lividi
esortati da respiri
questo boccone di domande
e questa morte evocata
a bassa voce
questi sogni disegnati
sulle acque
a gesti raccontati
a sbadigli
questo calendario crudele
inchiodato dalle date
e affollato di angosce
e a forza lieto
una malattia citata
in un sermone
che i chiodi raccolgono
a memoria
e che la ragione diserta
come un alibi sfuggente
e protetto
gremite recite e saluti
dolorosamente giustificati
da pretese pressanti
e un po’ uterine

***

Sul test più ornato

il pazzo è già passato
gli almanacchi uscendo
le maschere dimenticano
e con le grida rimano
un aprile
altri rincorrono il sole
quasi sciacalli a festa

le labbra
all’aria stanca
vai risanando
e i gesti
i più deserti
ma intanto togli
dai sogni indizi
e infami
equivocando

e lo dici asciugandoti
la lingua
con la voce
a labbra chiuse
quasi gridassero
tra le cosce
vieni
sul test più ornato
di nomignoli
e di pose

***

Nota

I testi antologizzati sono tratti da Giacomo Bergamini, La malattia delle parole, Verona, Anterem Edizioni, “Wildniss – Collezione di poesia”, 1997. L’opera è attualmente disponibile, ristampata in formato pdf, nel sito http://www.anteremedizioni.it

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2 pensieri riguardo “In memoria di Giacomo BERGAMINI”

  1. questo uomo è stato il mio piu grande amico , con lui walter de marzi , giacomo mi faceva leggere molti scritti di poesie che gli mandavano, dicendo maurizio leggi tu ,poi dimmi , walter era un artista critico d”arte , eravamo sempre insieme in tutti i momenti possibili ! abbiamo rafforzato anterem , ora tesi di laurea , mori misteriosamente , un colpo subito alla tempia , un ematoma mà lui diceva niente ci scherzava, pochi giorni dopo la notizia , fu trovato morto per quelle cause , la televisione i giornali , nulla , walter invece un male moderno gli chiuse la gola restando senza parola fino all”addio ! questi erano è sono i miei amici

  2. la semplicità da lui usata , non è ricordata anche lui hà contribuito all”alteren , oggi anche tesi di laurea , non scriveva per fare innamorare i cuori , mà per fare che la mente si amasse da sola nutrendo chi lo leggeva di forma intellettiva , io ripeto le sue parole , qualè il vero volto della morte ? grazie maurizio

Rispondi a ziggiotti maurizio Annulla risposta

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