Poesie di Corrado COSTA

PSEUDOBAUDELAIRE

Quando per una circolare o rapporto segreto del-
le superiori potenze, suo figlio non riconosciuto
nasce – a Dio, cagna gelosa nei cieli randagi
coi pugni proclamati, con un linguaggio che
ricorda l’epoca dei suoi amori staliniani, ringhia
la madre e le materne creature amanti
combattenti associati, neo-intransigenti di carriera
speakers, cavie, chele nei fondi del diluvio
donne da funerale – palchettiste

Quando la vocazione, per aspetti segreti oppure altri
motivi del rapporto, ha per tema il disgelo: da
che rami feriti viene il vento, da che crocefissione
sono nate le stigmate ai credenti, per quale errore
hanno aggiogato un popolo ai persecutori d’innocenti:
contro di lui – elemento deviato e condannato – intere
voci di muti chiedono la parola, intere nevi
sentono il dovere di proclamare la primavera,
intatti fantasmi chiedono il realismo.

*

LODE A FRANCIS BACON

Quale immagine e somiglianza fa
nostro il compagno di viaggio – facile conversatore in cerca
di complicità per soluzioni drastiche —
il disinvolto chi? soggetto di prima persona
che avrà dominio dei pesci e delle bestie
e dei rettili tutti che strisciano sopra la terra”
– il vagamente raccolto, premuto sul sedile
con le mani – impotenti – evanescenti
bloccato dal terrore contro il vetro
posatore sfocato – viso bruciato
da certi segni sullo sfondo

Quale immagine e somiglianza fa
a nostra somiglianza di paura
la nevrosi che tende la figura
contro il divano: dopo evasioni e novità del-
l’amore (noi che avremo dominio) è nostro il corpo
spogliato in fretta dall’erotica ospite che va
a cuccia o carponi nell’erba alta
sotto la luce dei fari

Quale immagine e somiglianza fa
a nostra immagine di dominatore: bocca furente –
il babbuino
che si torce sul trespolo (i gufi
che appaiono tentoni) il cane
cauto e zoppicatore che annusa crocefissione
verso una ignota direzione (dietro l’autostrada)

*

BALLATA DI BUONA DOTTRINA

Chi ha i documenti nasconda il dossier
e chi è ferito stia composto – in croce
chi è torturato muoia sottovoce
il vento si divida dal rumore dei boschi
e l’anima da queste estreme spoglie
lasci in pace gli ostaggi:
per piangere nascondere la voce
che piange

Essi hanno orecchie abili: volpi
fredde, segugi d’afflizione
direttori di coscienza in caccia di contrizione
fanno carniere di dolore

La parola stia schiacciata in bocca, oscura –
se danno fuoco alla covata
che s’intani la madre forsennata
chi perde sangue cancelli la trama:
non c’è ragione di gridare, oggi
come un respiro di silenzio tende l’aria
i dirigenti che giudicheranno
chi avrà gridato amato aperto il cuore
il giorno che gli daranno ragione
non gli perdoneranno.

*

PARUSIA

Le diecimila viti –
diecimila tralci ogni vite
per ogni tralcio diecimila grappoli (lezione
di Papia – ascoltatore di Giovanni)

la vittoria sicura, il sole intero
sulla terra ferita e le rondini
nascere dal sangue (lezione di Eluard
che ha visto fucilare i comunisti)

o la città celeste i tempi che si compiono
Gerusalemme simile a una luce

– cosa diremo noi

Il giovano dal cuore fucilato
compie diciotto anni sotto la riva del fiume
la sua vita continua
nei giorni che non nascono mai.
Non ci sono domani che cantano
l’alba non dissolve i mostri dentro il grembo
notturno della società, compensazione
per il sangue la pecunia doloris del silenzio.

In terra di nessuno non c’è patria:
vengono uomini con la faccia dell’uomo,
ostili nemici di se stessi, ancora
è certa la tortura:
l’unica ragione della morte
è avere ragione di morire.

*

Nota

I testi sono tratti da Corrado Costa, Pseudobaudelaire, Milano, Scheiwiller, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1964. Il libro è stato ripubblicato dall’Editrice Zona nel 2003 e ristampato in E-book dalle Edizioni Biagio Cepollaro.

Notizia biobibliografica

Corrado Costa
È nato a Mulino di Bazzano (PR) nel 1929 ed è morto nel 1991 a Reggio Emilia, città dove ha vissuto ed esercitato la professione di avvocato. Nei primi anni sessanta stringe una duratura amicizia con Giorgio Celli, Antonio Porta, Nanni Scolari (allievo di Luciano Anceschi) e Adriano Spatola, coi quali fonda «Malebolge», una rivista di letteratura d’avanguardia, parasurrealista. Più tardi entra nel Gruppo 63, esperienza che Costa sottolinea ad ogni occasione, anche se resta ai margini del gruppo, considerato un dilettante d’ingegno. Dall’esperienza del Gruppo 63 la schiera di amici s’infoltisce con Nanni Balestrini (che lo introduce nell’ambiente del «Verri», la rivista di Anceschi), Giulia Niccolai, Patrizia Vicinelli e Alfredo Giuliani (che lo invita a partecipare alla fondazione di «Quindici»). S’infoltiscono anche le riviste letterarie cui collabora: «Nuova Corrente», «Revolver», «Tam Tam», «Alfabeta», «Cervo Volante». Numerose sono state anche le pubblicazioni, plaquettes spesso di un centinaio di copie, poemi inseriti in cataloghi di amici pittori, etc.: Pseudobaudelaire (Scheiwiller, Milano, 1964; 1986), Blanc, in collaborazione con Claudio Parmiggiani (id., 1968), L’equivalente (id., 1969), Inferno provvisorio (Feltrinelli, Milano, 1971), Per una teoria delle ombre (La Nuova Foglio, Macerata, 1971), Tre poemi-flippers, in collaborazione con William Xerra (Studio Sant’Anna, Milano, 1972), Invisibile pittura (Editrice agma, 1973), Santa Giovanna Demonomaniaca (id.), La sadisfazione letteraria (Cooperativa Scrittori, Milano, 1976), La piedra colectiva – Canciones con movimiento, in collaborazione con Nanni Balestrini (Exit Ed., Forlì, 1978), The Complete Films (Red Hill Press, Los Angeles-San Francisco, 1983), Il fiume (Edizioni Vicolo del Pavone, Piacenza, 1987). Artista poliedrico, negli ultimi anni ha preso parte a molte letture di poesie in pubblico in varie parti del mondo e più volte a Milano-Poesia, un appuntamento tra i più importanti della performance poetica. Si è occupato di poesia visuale, sonora, di pittura ed ha prodotto una quantità di disegni su ogni tipo di carta; nell’88 inventa un personaggio, Frank il Bacillo, una serie di minuscoli disegni che Valerio Miroglio gli pubblica, per più di un anno, sul «Bollettino della Vittoria», il mensile più piccolo della storia e del mondo.

*

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16 pensieri riguardo “Poesie di Corrado COSTA”

  1. Chi ha i documenti nasconda il dossier
    e chi è ferito stia composto – in croce
    chi è torturato muoia sottovoce
    il vento si divida dal rumore dei boschi
    e l’anima da queste estreme spoglie
    lasci in pace gli ostaggi:
    per piangere nascondere la voce
    che piange

    che dire. un equlibrio nell’ironia, una forza nelle immagini che negano il comportamento umano abituale. un mostrare per negazione, che quasi ti convince dell’assurdo. poi i versi conclusivi: “per piangere nascondere la voce/che piange”. la follia di una repressione innatuarle che apre la coscienza, che ti fa svegliare.
    sono sensazioni che non provavo dai testi di antonio porta, appunto. questa è la parte sana e valida della sperimentazione degli anni ’60.
    ora spero di trovare i libri di corrado costa. se avete delle dritte dite pure.

    grazie a francesco per questo bel post.

    daniele

  2. Grazie per la visita e per i tuoi commenti, Daniele.

    Corrado Costa è un grande, anche se abbiamo dovuto aspettare le meritorie ristampe di Zona Editrice e degli E-book di Biagio Cepollaro per un qualche ritorno di attenzione sulla sua opera e la sua figura.

    Un’opera, purtroppo, fatta di libri introvabili, anche se il mitico “Pseudobaudelaire” te lo recuperi in rete senza colpo ferire. Puoi comunque vedere, presso l’editore Diabasis, se è ancora disponibile una bella antologia (non ce l’ho sotto mano in questo momento, altrimenti ti davo dei ragguagli più precisi) pubblicata una decina di anni fa. Contiene estratti significativi di quasi tutta la sua produzione.

    Grazie a te, e un caro saluto.

    fm

    p.s.

    Avrei scommesso, anche l’ultimo euro, sul fatto che questa scrittura fosse di tuo assoluto gradimento.

  3. è bello che un giovane come Daniele arricchisca la propria poetica, anche attraverso la poesia di Costa. Sarebbe una lacuna non farlo.

    un saltoa Francesco e a Marco

  4. Oh, che bello! Complimenti Francesco, e grazie.

    ps ot da un utente di wordpress a un altro: con il post di reznikoff hai sballato tutte le formattazioni della homepage, è per via del corsivo. devi chiudere il corsivo prima del “more” e riaprirlo dopo, se no ti dà l’effetto che vedi.

    Un abbraccio,

    Andrea

  5. Grazie Andrea, e scusa, ma ti leggo solo adesso.

    Sul mio schermo, comunque, appare tutto normale, almeno fino al post su Reznikoff: è solo dopo che i titoli degli altri post mi si dispongono ad effetto corsivo…

    Ma il vero problema, molto probabilmente, è un altro: tu credi di parlare con un vero “utente” wordpress, mentre invece ti stai rivolgendo a uno che, nel campo dei computer (e non solo), è un emerito imb….le.

    Ne approfitto. Perché, quando hai un po’ di tempo, non mi invii qualche dritta via mail? Qui, tra l’altro, ci sono un sacco di funzioni che non oso nemmeno avvicinare, per paura di far saltare, prima del tempo, tutta la baracca. Perché tanto, prima o poi, l’effetto “Zabriskie point” è assicurato: con o senza colonna sonora in sottofondo.

    Un abbraccio. E un augurio grandissimo per quello che ti sta a cuore in questo momento.

    fm

  6. Confesso di aver potuto leggere le prime cose di Costa proprio grazie alla ristampa di Cepollaro.
    E questo perché il web è inutile :)

    Caro Francesco, pensa che io sono utente splinder ormai da oltre 3 anni e ho capito solo di recente come si pubblicano le foto!
    Gli informatici facciano gli informatici e gli ingegneri elettronici gli ingegneri elettronici, io al massimo posso bere vino…

  7. Sì, totalmente “inutile”. Il fatto, poi, che tanti poeti, soprattutto giovani, abbiano scoperto Costa, ed altri autori significativi, grazie alla dedizione di e all’impegno gratuito di persone come Biagio, rende quella “inutilità” ancora più dolce e piacevole: indispensabile.

    fm

  8. “Cose che sono parole che restano”, testi e disegni di Corrado Costa, a cura di Aldo Tagliaferri, Diàbasis (Reggio Emilia), pp. 204, L. 30.000

  9. Grazie Giorgio, il tuo passaggio da queste parti mi rende particolarmente felice.

    E so anche che ti farà certamente piacere se ti dico che il nostro giovane amico, Daniele De Angelis, si è già procurato il libro in questione.

    Della serie: c’è ancora speranza: perché, con ragazzi come lui, c’è davvero.

    Un caro saluto.

    fm

  10. Ho conosciuto Corrado Costa nell’estate del 1985, venne a Pescara invitato da un’amica comune, la poetessa Rita Ciprelli, per partecipare alla rassegna “linguaggi a confronto”, ricordo che aveva forato una ruota della sua Mercedes, quando se ne accorse non se ne preoccupò più di tanto, laconicamente disse “bisognerà che qualcuno la cambi”…mi colpì molto quella sua distanza dalle contingenze materiali.
    Lo rividi in inverno, andammo a trovarlo a Reggio Emilia, io e Rita, Ricordo che mangiammo i passatelli in brodo, nella locanda dove andava tutti i giorni per pranzare..in quell’occasione telefonò a Luigi Ghirri perché voleva fargli vedere le mie fotografie…passammo una giornata a discutere di poesia e di arte nel suo ufficio…il lavoro poteva attendere…Appresi della sua morte da un articolo di Alfredo Giuliani, per caso…qualche anno dopo se ne andò pure Rita…entrambi hanno lasciato un grande vuoto, umano e culturale.

  11. (…)e di più l’allegria raccolta, piegata e incartata, i pacchi di sintagmi, l’inerte, ebbra speculazione di Giulia Niccolai, l’orizzonte aperto alla luminosità che si chiude, la spenta ebbrezza degli aforismi, i disordini pancreatici di Franco Verdi e, parimenti, l’ipofunzione insulare di Toti con concreta ipotimia, vista la relazione alterata, le contrazioni, le code asportate rigenerate e l’ovulo senza guscio calcare, la putrefazione della cronaca, una insonnia biologica, le tortuosità genetiche(geni paranoici?) di Giorgio Celli, i recuperi etologici di Corrado Costa, gi stessi spostamenti di referenza, la sindrome ipopinealica di Adriano Spatola per le negazioni registrate da litanie in delirio, gli effetti duri riflessi in più immagini, le coltivate ossessioni, la stessa tachicardia recettiva(eretistica) di Barberi Squarotti, la secrezione di colostro e l’ipersurrenalismo corticale di Rossana Ombres, il distiroidismo, le lunghe eterne pisciate di Sanguineti, misure e movimenti, spostamenti intrinseci, di una libertà che si scarta all’estraneità dell’altro, misure di materia indicata in una leggibilità impossibile, che rimandano ad una verità che si contiene nel contenuto gettato o attraversato, sui bordi della frattura il “corpo” aperto all’inerzia del ritmo per la fenocopia dell'”io”. Ancora chiedersi, uncinando Barthes, se il mio corpo abbia le stesse mie idee?
    V.S.GAUDIO
    (da:Sull’onda di Tomasevskij e Genette, la struttura di Cohen, lo spazio apetto del testo,parzialmente in quarta di copertina in: V.S.Gaudio, Sindromi Stilistiche, Forum/Quinta Generazione 1978)

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