Ora che è notte fonda…

rosa-illuminata.jpg

(a f.f.)


Oltre la soglia
delle stagioni arenate nell’ombra
un volo di memorie
trova la notte diversa –

la rosa illuminata
che si rifiuta all’inverno.

Tra polvere e lacrime
aggiunta alla schiera degli esuli
è come un lampo
da un’eterna distanza –

una pupilla fiorita al tuo richiamo
dall’acqua dove s’immerge il lume

di ogni vita assente.

(Ti abbraccio forte, frato).

***

(A Francesco, per l’annuncio via sms)

ora con sms che fanno da tele
grammi il dolore si annuncia

senza peso: un fischio che lacera
l’aria: tu di là che già sapevo

sul filo ed io di qua che so
lo sbriciolarsi della radice

quando si dice ‘è venuta
a mancare’ oppure ‘è andata’

e ci prende un’assurda
rivolta per questi verbi di moto

quando invece nulla si è mosso
e si aggiunge invece un chiodo

al nostro moto e per noi ora
vita è ancora giro di vite. eppure

è tua ed è nostra. e per questo
mentre che perdura, resta.

Biagio Cepollaro

9 pensieri riguardo “Ora che è notte fonda…”

  1. Un ricordo delicatissimo e intenso al contempo. Più la leggo più la trovo bella.
    Io ho scritto in memoria Padre, dedicata al mio ..e certa che l’abbia già letta tante volte. Chi è stato grande vive in eterno.
    Grazie, Francesco, stamani mi hai fatto un regalo, che seppur piange un cuore, esso stesso subito scopre l’importanza dell’amore che nel ricordo è fissato e resta vivo.
    Splendido omaggio davvero ..oggi la rosa è illuminata.

  2. A ff

    …Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.
    E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
    per tutti quelli che come te aspettano,
    e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
    non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro
    tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
    del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
    non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
    Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
    morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater.»
    (S. Quasimodo)

    Ti abbraccio forte
    gabri

  3. è una laica preghiera, la tua – un laico abbraccio che solo la poesia autentica sa dare – perchè abbraccia il silenzio, l’abisso, l’inverno – lo sfida , ciao FM, Enrico
    – rinnovo il mio saluto a f.f.

  4. Preghiera del “a che stai” o dell’amicizia

    vi scrivo da dove qui c’erano un tempo pareti
    e in una per una le stanze una luce restava
    sapeva di mille scintille di raggi di giorno

    e come accecati dall’ozio le mani servivano
    a fare guardare nell’anima senza vedere
    toccavo le dita a mio padre la fronte a mia madre

    e loro facevano stesso, discorso tessevano un filo
    di vita di voce di pace di mite perdono
    pure quando ogni volta nel groppo cucivo il mio pianto

    perché ripartire non fosse di nuovo morire
    e sempre ogni giorno quello buono per fare ritorno

    grazie Francesco e Biagio, Gabriellina e Adriano, insomma tutti , proprio tutti
    effeffe

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