Secrets of beehive di David SYLVIAN

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David Sylvian, Secrets Of The Beehive (1987)
Recensione di Fabio Michieli.

“Quando i poeti sognavano degli angeli, cosa vedevano?”

Probabilmente vedevano la musica delle parole; il ritmo di ciò che discendeva in loro dopo averli ispirati. Probabilmente sentivano prima ancora di vedere. Probabilmente cantavano; come cantò Orfeo la sua Euridice viva e come continuò a cantarla una volta rapitagli da una serpe. E Orfeo cantò pure negli Inferi; cantò al cospetto di Ade e Persefone. E forse era pure settembre, solo che le divinità non sorseggiavano Coca Cola mentre giocavano. Ma quel canto li commosse al punto tale da riconsegnare alla luce Euridice (del resto Persefone sapeva bene cosa significasse tornare alla luce… ma perché concedere che una mortale vi tornasse per un periodo più lungo di quello concesso a lei senza porre una condizione fondata sulla più debole delle debolezze umane: il sospetto di essere ingannati).

Ma cos’altro chiedeva Orfeo se non l’essere ascoltato cantare, come il protagonista di The Boy With The Gun solo che quest’ultimo ha inciso il proprio nome (e quello delle vittime sue) sulla canna della pistola e non tra le stelle che accolsero la lira d’Orfeo. E Orfeo sorto alle stelle non è forse uno dei simboli più cari al culto protocristiano, quello che ancora provava vergogna per il supplizio della croce? E la tensione spirituale non è forse da sempre motivo di riflessione per David Sylvian?

Già, David Sylvian. È di lui che sto cercando di parlare. Di lui e di un disco che è un vero gioiello: Secrets Of The Beehive. Uscito nel 1987 è sicuramente l’album più rappresentativo del percorso intrapreso da Sylvian dopo lo scioglimento dei Japan e prima di una personale perdita di coordinate ritrovata a distanza di anni nella sperimentazione più pura e minimalista di Blemish (2003).

Qui siamo anni luce prima. Ma siamo alle soglie del paradiso dove la nudità dei suoni acustici restituisce la purezza delle liriche. È contemplazione di un paesaggio, se non vero e proprio desiderio di trasformazione panica (September). È puro disincanto, crudele, di chi affastella vittime su vittime dopo averne scritto i nomi sul calcio della pistola (The Boy With The Gun). È pura estasi nell’auscultare i pensieri di Maria, sperando che almeno uno sia per noi. È il desiderio di colmare un vuoto di conoscenza che completi la promessa di Orpheus; che poi è sempre la stessa dalla notte dei tempi: riportare a vita ciò che è morto con la forza del canto che è la forza dell’amore, per restituire alla luce ciò che il demonio ha trascinato all’inferno perché è in suo potere (The Devil’s Own). E allora ci si chiede cosa mai vedessero i poeti quando sognavano degli angeli (When Poets Dreamed Of Angels), scoprendo, forse, che la partita è nuovamente persa, e che probabilmente – e umanamente – non si imparerà mai nulla (Mother And Child). E nell’attesa che si ferma l’agonia, aspettare che entri la felicità (Let The Happiness In). E allora è pure lecito chiedersi se l’amore che si prova è abbastanza forte (Waterfront). E sarà la luce della luna a illuminare il parco mentre la promessa di tutto ciò si è sperato giacerà con lei che ora dorme, come recitano gli ultimi versi di Promise (The Cult Of Eurydice).

È un cerchio che si chiude perfettamente questo disco. Sospeso tra mito classico (l’alveare e le api in primis, di cui ometto il discorso volutamente) e atmosfere ossianiche, Secrets Of The Beehive è tutt’ora il disco più osannato e amato dalla critica. Una pietra luminosa nella sua semplicità. Quando iniziò a lavorare al progetto, Sylvian portò in studio uno sparuto gruppo di canzoni composte con la sola chitarra. L’insoddisfazione provata nel vedersi strappare dalla Virgin il precedente doppio album Gone To Earth prima che fosse realmente concluso, pur di tenere fede al contratto, aveva spinto David a lavorare a qualcosa di compiuto, definito. Lo scarto con la produzione precedente è subito avvertito. Rispetto ai brani di ampio respiro strumentale di Brilliant Tree (1984), Alchemy (1985) e soprattutto di Gone To Earth (1986; su sette brani cantati ben due superano i 9 minuti), la nuova formula privilegiava un’apparente immediatezza melodica che restituiva il primitivo e intimo concepimento acustico. Alla cattedrale di suoni dei precedenti lavori, che godevano della presenza di musicisti quali Robert Fripp, Holger Czukay, Danny Thompson, Kenny Wheeler, Ryuichi Sakamoto, ora David sostituiva la fragile armonia retta sull’equilibrio di voce, piano e chitarra principalmente. L’unico brano strumentale uscito dalle sedute di registrazione, Blue Of Noon, trovò posto come Lato B del singolo Let The Happiness In, quasi a voler sottolineare ancora di più la distanza tra Secrets e il prima. Giungeva così a compimento quel lento processo di abbandono della dimensione, frustrante nelle sue logiche, del pop commerciale che aveva imbrigliato la prima esperienza musicale di Sylvian, ossia i (per me) rimpianti Japan.

Si seppe quasi subito che nemmeno Secrets era completo, perché David non riuscì a completare e trovare un posto per Ride (compresa poi nel doppio antologico Everything And Nothing, 2000). Ma fatico a collocare questo brano così lungo e saturo nella perfetta architettura del disco così come venne consegnato.

Prodotto da Steve Nye, il disco vede tra i collaboratori, oltre all’immancabile fratello Steve Jansen, Mark Isham, David Torn, Danny Thompson, Danny Cummings, Phil Palmer, Brian Gascoigne. Ma per assicurarsi la riuscita del progetto, David affidò le proprie canzoni al fidato Ryuichi Sakamoto che ne mantenne l’ossatura scarna incastonandola in una cura degli arrangiamenti che mai Sylvian è riuscito a pareggiare nei lavori successivi (o riconquistata di recente con il progetto Nine Horses).

Nel 2003 Secrets Of The Beehive è stato ristampato in edizione rimasterizzata e finalmente con la scaletta della rara edizione giapponese che includeva come bonus la decima e indispensabile traccia di Promise (The Cult Of Eurydice). L’edizione standard vedeva dopo Waterfront la nuova versione di Forbidden Colour, brano del 1983 proveniente dalla colonna sonora di Furyo (Merry Cristmas Mr. Lawrence), film di Nagisa Oshima interpretato da Ryuichi Sakamoto e David Bowie; tutt’altro che inedita del resto essendo già stata pubblicata come Lato B del singolo Red Guitar nel 1984.

[Tratto da Vocativo del 26 aprile 2007]

*

Testi

Orpheus

Standing firm on this stoney ground
The wind blows hard
Pulls these clothes around
I harbour all the same worries as most
The temptations to leave or to give up the ghost
I wrestle with an outlook on life
That shifts between darkness and shadowy light
I struggle with words for fear that they’ll hear
But Orpheus sleeps on his back still dead to the world

Sunlight falls, my wings open wide
There’s a beauty here I cannot deny
And bottles that tumble and crash on the stairs
Are just so many people I knew never cared
Down below on the wreck of the ship
Are a stronghold of pleasures I couldn’t regret
But the baggage is swallowed up by the tide
As Orpheus keeps to his promise and stays by my side

(Chorus)
Tell me, I’ve still a lot to learn
Understand, these fires never stop
Believe me, when this joke is tired of laughing
I will hear the promise of my Orpheus sing

Sleepers sleep as we row the boat
Just you the weather and I gave up hope
But all of the hurdles that fell in our laps
Were fuel for the fire and straw for our backs
Still the voices have stories to tell
Of the power struggles in heaven and hell
But we fell secure against such mighty dreams
As Orpheus sings of the promise tomorrow may bring

(Chorus)

*

When poets dreamed of angels

She rises early from bed
Runs to the mirror
The bruises inflicted in moments of fury

He kneels beside her once more
Whispers a promise
“Next time I’ll break every bone in your body”

And the well-wishers let the devil in
And if the river ran dry they’d deny it happening

As the cardplayers deal their hands
From the bottom of the deck
Row upon row of feudal houses blow away
Medicine for the popular complaint

When the poets dreamed of angels
What did they see?
History lined up in a flash at their backs

When the poets dreamed of angels
What did they see?
The bishops and knights well placed to attack

*

Forbidden colours

The wounds on your hand never seem to heal
I thought all I needed was to believe

Here I am, a lifetime away from you
The blood of Christ, or the beat of my heart
My love wears forbidden colours
My life believes

Senseless years thunder by
Millions are willing to give their lives for you
Does nothing live on?

Learning to cope with feelings aroused in me
My hands in the soil, buried inside myself
My love wears forbidden colours
My life believes in you once again

I’ll go walking in circles
While doubting the very ground beneath me
Trying to show unquestioning faith in everything
Here I am, a lifetime away from you
The blood of Christ, or a change of heart

My love wears forbidden colours
My life believes
My love wears forbidden colours
My life believes in you once again

*

The boy with the gun

He knows well his wicked ways
A course of bitterness
A grudge held from his childhood days
As if life had loved him less
Reading down his list of names
He ticks them one by one
He points the barrel at the sky
Firing shots off at the sun

“I am the law and I am the King
I am the wisdom, listen to me sing”

He carves out the victim’s names
In the wooden butt of the gun
He leans well back against the tree
He knows his Kingdom’s come
He’ll breathe a sigh self satisfied
The work is in good hands
He shoots the coins into the air
And follows where the money lands

“I am the law and I am the King
I am the wisdom, listen to me sing”

He pauses at the city’s edge
Of hellfire and of stone
He summons up the devil there
To give him courage of his own
He’ll free the sinners of deceit
They’ll hear his name and run
His justice is his own reward
Measured out beneath the sun

“I am the law and I am the king
I am the wisdom, listen to me sing”

And my name’s on the gun

***

Orfeo

Me ne sto saldamente ancorato su questa roccia
Mentre il vento soffia impetuoso
E scompiglia queste mie vesti
Nutro sempre più le stesse preoccupazioni
La tentazione di andarmene o di cedere al fantasma
Che combatto affrontando apertamente la vita
Che si muove tra oscurità e penombra
Lotto con le parole per paura che mi sentano
Ma Orfeo dorme riverso, ancora morto per il mondo

La luce del sole tramonta sulle mie ali spiegate
C’è una bellezza qui che non posso negare
Le bottiglie che rotolano e si frantumano sulle scale
Sono solo persone che non si sono mai prese cura di nulla
Al fondo, sul relitto della nave
C’è uno scrigno di piaceri che non potrei rimpiangere
Ma il carico è stato inghiottito dalla marea
Mentre Orfeo mantiene la sua promessa e mi rimane accanto

(Ritornello)
Dimmi, ho ancora così tanto da imparare
Comprendimi, questi fuochi non si estinguono mai
Credimi, quando questo scherzo non farà più ridere
Io sentirò cantare la promessa del mio Orfeo

Gli assonnati dormono mentre facciamo scivolare la barca
Solo tu, il tempo ed io abbiamo lasciato ogni speranza
Ma tutti gli ostacoli che ci caddero in grembo
Furono alimento per il fuoco e paglia per le nostre schiene
Le voci continuano a raccontare storie
Di lotte di potere in paradiso e all’inferno
Ma noi ci sentiamo al sicuro da tali enormi sogni
Mentre Orfeo canta la promessa che il domani può realizzare

(Ritornello)

(Traduzione con qualche “licenza poetica”)

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14 pensieri riguardo “Secrets of beehive di David SYLVIAN”

  1. ‘riportare a vita ciò che è morto con la forza del canto che è la forza dell’amore’
    Scorre allettante questa recensione e si vive ‘la musica delle parole’. Stupenda.
    Già è musica nelle parole la poesia del dire. Il canto che strugge ogni orecchio attento ricolma il cuore di vita.
    Grazie!
    Cercherò le traduzioni di questi testi ..emozioni su emozioni.
    Saluti

  2. grazie francesco. ti assicuro che non mi aspettavo di trovarmi qui da te. Voc mi ha dato la notizia e sono corso qui nel tuo blog. grazie davvero.
    grazie anche a Rina Accardo che mi ha letto.
    un caro saluto.
    Fabio

  3. Salve a tutti. Complimenti per il lavoro su David Sylvian.
    Mi interesserebbe, se lo potete pubblicare, il testo della canzone “Promise” che, se non sbaglio, tratta del culto di Euridice.
    Grazie
    Maurizio

  4. David Sylvian – Promise (The Cult Of Eurydice)

    The silence of the park
    The moonshine after dark
    Came to keep her company
    The tiny golden cross lay upon her throat
    Hands clutching tight her rosary
    The rain upon her lips
    Eyes opened with a kiss
    Just too late for us to see
    She sits upon the ground
    Face covered by a shroud of midnight canopy
    And when the lightning starts
    The secrets in her heart
    Merge within the rain patterns
    And when the shadows fall
    The promise of it all
    Is lost inside the tears that linger on
    All the things we’d hoped
    Would always keep us close
    Stand between us now, as fences
    The letters that we wrote
    Have all gone up in smoke
    And now you’re just too far to listen in
    When all but hope is lost
    You believe at any cost
    In things that make the living lighter
    And when the shadows fall
    The promise of it all
    Is lying in the bed besider her

  5. Orfeo canta promesse e continua a seminare morte nelle anime dei più puri e incompresi.
    Commovente e sicuramente interessante.approfondire ogni minima parola è accrescere le propria cultura ma sopratutto dare un senso alle sofferenze che non hanno ancora una risposta. ENTRARE COMPLETAMENTE NEL PROFONDO PER NON MORIRE ALL’ESTERNO.

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