Omicidi legalizzati

ANTONIO SCHIAVONE E ROBERTO SCOLA
ANGELO LAURINO E BRUNO SANTINO

ASSASSINATI.

CON LA COMPLICITA’ DELLO STATO E DELLE SUE LEGGI ASSERVITE ALLE LOGICHE DEL CAPITALE E DEL PROFITTO.

GIUSTIZIATI INSIEME A MIGLIAIA DI ALTRI LAVORATORI, SOLO NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI, PERCHE’ COLPEVOLI DI UN UNICO ORRENDO CRIMINE COLLETTIVO: ESSERE OPERAI.

LA MERDA IPOCRITA CHE RAPPRESENTA LE ISTITUZIONI A QUALSIASI LIVELLO, CI RISPARMI, ALMENO STAVOLTA, LA SUA VOMITEVOLE RETORICA DI CIRCOSTANZA E CI LASCI PIANGERE IN SILENZIO I NOSTRI MORTI.

PAGHERETE TUTTO, COMUNQUE.


***

La fine della classe operaia

Antonio Schiavone è morto
Roberto Scola è morto
è morto anche Angelo Laurino
e muoiono ogni giorno fratelli e compagni
in cantieri fabbriche campi
muoiono come bestie
per chi li tiene nella miseria
bestie sono e da soma e dispongono solo
di silenzio e di morte
di notizie che disturbano il criminale
sogno borghese.
Malpagati, malvisti, maltrattati
sfruttati e poi depredati
infine schiacciati, uccisi dal fuoco
volati senza ali
infilzati senza scuse in pilastri in costruzione
costretti a vergognarsi
d’esistere, ridotti a oggetti
a costo del lavoro da ridurre
da contrarre da minacciare,
ricattati da capi, politici, capipopolo,
merde ridenti e inceronate,
costretti a contare i centesimi
a stringere la cinghia
a negarsi la vita.
“Finirai operaio!”,
minacciano insegnanti e pedagoghi,
operaio tra negri e albanesi,
tra musulmani e cinesi.
E ridono le iene svisonandosi
in prime alla Scala
in sottoscale del benessere assassino.
E piangono a comando
politici, sindacati, preti,
giornalisti che mettono i vostri corpi
tra le tette rifatte
dell’ultima videomignotta
e le luminarie di un Natale
da nazismo liberista.

Enrico Cerquiglini

19 pensieri riguardo “Omicidi legalizzati”

  1. E’ terribile quanto è successo ieri, caro Francesco. Tu concludi giustamente lanciando un anatema che rivendica giustizia, io, purtroppo, rimango dell’idea che ancora una volta nessuno pagherà.

  2. Antonio Schiavone è morto
    Roberto Scola è morto
    E’ morto anche Angelo Laurino
    e muoiono ogni giorno fratelli e compagni
    in cantieri fabbriche campi
    muoiono come bestie
    per chi li tiene nella miseria
    bestie sono e da soma e dispongono solo
    di silenzio e di morte
    di notizie che disturbano il criminale
    sogno borghese.
    Malpagati, malvisti. maltrattati
    sfruttati e poi depredati
    infine schiacciati, uccisi dal fuoco
    volati senza ali
    infilzati senza senza scuse….

    Enrico

  3. quando ascolto politici /s/parlre di lavoro mi viene una domanda: ma che ne sanno se non in vita loro non hanno lavorato neanche mezz’ora?
    indignarsi -come minimo-

    un abbraccio /forte/

  4. Sembra che l’idrante fosse scarico e il telefono di emergenza fuori uso, in una fabbrica dove cinque anni fa già accadde un’analoga tragedia…

  5. sarebbe facile “farla pagare” al padrone (così ancora chiamano i miei genitori i loro datori di lavoro): basta un’inezia, anche una minima negligenza che possa essere correlata ad una morte sul lavoro per comminare una pena per omicidio- il concetto di sicurezza, come si vede, è ad uso e consumo del Potere, che è, alla fine della fiera, un potere borghese, razzista, ignorante, ipocrita (vedi le leggi naziste – quale altro termine usare? – sulla possibilità di espellere cittadini (sic) comunitari, che è, in fin dei conti, un ennesimo “dagli allo zingaro!”).

  6. Padroni e padroncini sono tutti “protetti”, oggi più che mai, da una delle più aberranti oscenità partorite da un parlamento di lobbisti e plurinquisiti a vario titolo: la “legge trenta”.

    Qualcuno dovrebbe farlo presente a questa burletta di maggioranza, “di sinistra” solo nelle intenzioni, e nella propaganda becera e interessata della destra.

    Quasi seimila morti in quattro anni: il doppio dei caduti tra le truppe occupanti in Iraq. Ma questi erano uomini che andavano a “lavorare” (un verbo che, ormai, suona come una bestemmia, in questa republica delle banane dei faccendieri e dei ladri di regime), non certo a “portare la democrazia” a suon di bombe e di stragi di civili.

    fm

  7. Confindustria

    ‘nsomma: c’hanno detassato li straordinari,
    indultato reati di frode e ggiudiziari.
    la legge trenta è acora lì, sui binari …
    e che volete de ppiù, cari miei pari?

    Scoccia un po’, e cor cuore in mano ve parlo,
    che in un paese cevile, come semo noialtri,
    ce vengono ad obbligà – ah, che vecchio tarlo! –
    a versare li contributi, balzelli, azzardi!

    Basta co’ ’ ste moine de froci! Sono liberale,
    liberista, libertino, o come se dice. E me chiedo:
    e che vogliono li operai, forse la scala mobile?
    Ah, roba antica, der tardo medioevo!

    Ora s’è fatto tardi, colleghi e colleghe,
    se volete annamo a magnà: ce fanno
    in fumè l’operaio che se fa le seghe
    invece di darci er sangue, a lavora’.

  8. l’impotenza è la cosa peggiore.
    una volta alla Scala non avrebbero avuto il coraggio di andare, una volta gli sarebbe stato impedito, una volta avrebbero avuto paura.
    ora hanno celebrato il loro ipocrita rito.
    perchè sanno che siamo soltanto mucillagine. hanno lavorato bene e a lungo per ridurci così.
    e poi?

  9. Sul valore anche simbolico della pagliacciata alla Scala, ho appena scritto in un commento su Georgiamada (lo trovate linkato nel colonnino: uno dei pochi blog degni di nota dell’intera rete). Non mi va di aggiungere altro, perché sno troppo schifato e sto ancora vomitando.

    Il mio pensiero è tutto qui:

    “E ridono le iene svisonandosi
    in prime alla Scala
    in sottoscale del benessere assassino.
    E piangono a comando
    politici, sindacati, preti,
    giornalisti che mettono i vostri corpi
    tra le tette rifatte
    dell’ultima videomignotta
    e le luminarie di un Natale
    da nazismo liberista.”

    fm

  10. Grazie per i vostri commenti.

    Sebastiano, io sono qui, “in cammino”, da sempre.
    Ti abbraccio.

    Un caro saluto a tutti.

    fm

  11. Ho lavorato per 37 anni in una acciaieria di Oslo, qualsiasi disgrazia era sempre imputa alle disattenzione degli operai, state certi anche questa volta a Torino bravi avvocati infangheranno la memoria degli operai assassinati, speriamo solo che i giudici non si faranno convincere da tali avvocati. Notate che spesso gli operai devono fare gli straordinari che sarebbe fare un doppio turno, sedici ore consecutuive, immaginate alla fine in che stato era ridotto un uomo.
    Luigi Di Ruscio

  12. Luigi, grazie del tuo graditissimo passaggio e della tua preziosa testimonianza. Al piacere di averti ancora qui, coi tuoi testi o i tuoi commenti, quando vuoi.

    Un caro saluto a Rita e a tutti voi.

    fm

  13. Sì Giorgio, la strage continua, ogni giorno, come e più di prima.

    L’ “emozione” ipocrita delle autorità, e di buona parte del paese, di fronte alle bare di Torino, sta già annegando nello sperpero natalizio e nella melmosa atmosfera festiva che sta per travolgerci col suo carico di rifiuti altamente tossici.

    fm

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