Testo a fronte V – Andrew ZAWACKI/Andrea RAOS

paola-rago-incontro_tra_acqua_e_fuoco.jpg
(Paola Rago, L’incontro tra acqua e fuoco, 2006)

(Tratto da Andrew Zawacki, Anabranch, Wesleyan University Press, 2004; traduzione di Andrea Raos)

Credo

You say wind is only wind
and carries nothing nervous

in its teeth. I do not believe it.
I have seen leaves desist from moving

although the branches move,
and I believe a cyclone has secrets

the weather is ignorant of. I believe
in the violence of not knowing.

I’ve seen a river lose its course
and join itself again, watched it court

a stream and coax the stream
into its current, and I have seen rivers,

not unlike you, that failed to find
their way back. I believe the rapport

between water and sand, the advent
from mirror to face. I believe in rain

to cover what mourns, in hail that revives
and sleet that erodes, believe

whatever falls is a figure of rain,
and now I believe in torrents that take

everything down with them.
The sky calls it quits, or so I believe,

when air, or earth, or air has had
enough. I believe in disquiet,

the pressure it plies, believe a cloud
to govern the limits of night. I say I,

but little is left to say it, much less
mean it – and yet I do. Let there be

no mistake. I do not believe
things are reborn in fire.

I believe they’re consumed by fire,
and the fire has a life of its own.

 

Credo

Tu dici il vento è solo vento
e non porta niente di nervoso

tra i denti. Io non lo credo.
Ho visto foglie desistere dal moto

benché si muovessero i rami,
e credo che un ciclone abbia segreti

che il tempo ignora. Credo
nella violenza del non sapere.

Ho visto un fiume perdere l’alveo
e recuperarlo, l’ho guardato corteggiare

una corrente, blandire la corrente
nel suo flusso e ho visto fiumi,

proprio come te, non riuscire
a tornare indietro. Credo al rapporto

fra l’acqua e la sabbia, all’avvento
dallo specchio al volto. Credo alla pioggia

che copre ciò che duole, alla grandine che rivive
e al nevischio che erode, credo

che tutto ciò che cade è figura della pioggia,
e ora credo nei torrenti che trascinano

con sé ogni cosa.
Il cielo dice patta, almeno credo,

quando l’aria, o la terra, o l’aria ne hanno avuto
abbastanza. Credo nell’inquieto,

nella pressione che assilla, credo che una nuvola
governi i limiti della notte. Dico “io”,

ma poco resta per dirlo, ancora meno
per significarlo – eppure lo faccio. A scanso

di equivoci: non credo
che le cose rinascano nel fuoco.

Credo le cose consumate dal fuoco
e il fuoco avere vita in sé.

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3 pensieri riguardo “Testo a fronte V – Andrew ZAWACKI/Andrea RAOS”

  1. Assai più modestamente lascio questo mio “Credo”

    Credo
    nella trama fitta
    delle piccole cose
    in un segreto linguaggio circolare
    nelle minute presenze invisibili
    Credo
    negli echi
    nelle ombre
    nell’impalpabile
    nei cori notturni sul mare
    Credo
    nelle musiche sussurrate dalle pietre
    nell’idioma delle nuvole
    nel silenzio delle parole
    nei discorsi contenuti nel silenzio

    oggi credo

    e mi unisco al coro dei cantori
    dell’esistente
    invisibile

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