Tra fiamma e gelo – Yves BONNEFOY

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(Alberto Baumann, Decomposizione, 1986)

Yves Bonnefoy – La voce dell’ombra tra fiamma e gelo

“Douve même morte
sera lumière encore n’étant rien.”

Se il compito della scrittura poetica è quello di “rovinare le sacre verità” (come afferma Harold Bloom) e poi esplorare il lampo del “mondo sprofondato nell’oscurità“, Douve (1) è la stessa oscurità in cui il mondo si immerge: un intero alfabeto condensato nell’ombra, completamente raccolto nel fuoco di una intuizione che non si fa parola se non per testimoniare l’irriducibile ineffabilità dell’atto: se il verso è un “ragionare poetico“, la sua esistenza si giustifica solo come un tentativo di descrivere una materia indicibile, un mondo senza orientamento, forse “un territorio dell’inconscio, nel quale la simmetria è totale, ma i cui valori sono rovesciati” (Matte Blanco).
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Una buona azione

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DI CHE COLORE E’ LA DISCREZIONALITA’?

«Chi ha particolari tendenze sessuali, come gli omosessuali, non va discriminato, ma aiutato con interventi di tipo psicologico e con terapie adeguate. Sempre nella discrezionalità e nell’accoglienza e soprattutto senza battaglie ideologiche».

(Da un articolo-intervista letto su Repubblica)

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