Testi inediti di Francesca MATTEONI

Da: Artico (Crocetti, 2005)

Artico

Il ghiaccio sospende l’acqua, ramifica
come l’impronta della luna.
L’occhio pronto a inghiottire ruota
e si sbianca – una perla o una bacca
di gelida fiamma.
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Rose e gigli – di Massimo SANNELLI

umberto boccioni
(Umberto Boccioni, Nudo di spalle (Effetto di sole), 1909)

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Lettore, ora ti raccomando di leggere *Nudo di madre* di Aldo Busi. In primo luogo, perché Busi è innominabile, tra gli intellettuali, anche giovani. Tu troverai un intero capitolo *contro la poesia*, che per Busi è la serva e l’epigona di cose troppo umane: un’antiopera e un antigenere che non contesta e non descrive, e si trasforma in un gioco sociale, inutile e ridicolo. [ricorda: se Busi ride di te, come ha riso del vecchio Montale «gelatinoso», è perché *se lo può permettere*: e tu non puoi dirgli niente, perché Busi non ha nascosto nulla di sé, né del suo sesso né della sua cultura; e non puoi rispondergli che tu conosci meglio la vita e che la ami, mentre lui è «suicidale»; di vite, Busi ne ha già vissute tre, quante le lingue che parla – eppure ride, in italiano].
Per Busi, la poesia così infinitamente ripetuta è vacua: tutti sono poeti, in ragione della volontà di *esporre il sentimento* caldo e il cuore rosso – cosa che Shakespeare e Rimbaud [che Busi difende] considerano abominevole. La teoria di Busi è in lingua di Scrittore, dunque in una forma assoluta e sacrale da tradurre per gli uomini. Ora, Lettore, ti prego: leggi *Nudo di madre*, criticamente; però leggilo. Dopo, sopporta i sorrisi dei colleghi e del Gotha «gelatinoso», che io ti esorto a *non* frequentare. Infine: chiediti se sia ancora il caso di scrivere *in versi* la tua poesia [e non, ad esempio, in prosa o con altri media: potresti sorprenderti di te stesso]

[…] Continua a leggere:
Scuola di poesia, 4 (Rose e gigli)

E ancora:
Scuola di poesia, 3 (Festa dei sensi)
Scuola di poesia, 2 (Conosci te stesso)
Scuola di poesia, 1 (Al lettore)