Riti di passaggio (II) – Lorenzo CARLUCCI

    Nel 2001, nel primo anno di Dottorato in Matematica a Siena, ho scritto una brevissima raccolta a tema, “Cane”. L’ho scritta a Castellina in Chianti in una casa isolata e aperta (entrava il vento dalla cantina, come un cinghiale) che mi avevano prestato per andare a dormire quando ero a Siena. I “cani di coscienza” sono le persone meschine, poco oneste con loro stesse. Nel testo il “cane” è la coscienza mia.
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