Strage senza fine

La Costituzione della Repubblica Italiana
PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…

Dall’inizio dell’anno a ieri, 3 marzo 2008, per lavoro, ci sono:

180 morti

180724 infortuni

4518 invalidi

Dal 2003 ad oggi: 8000 morti.

(Manca ancora l’aggiornamento del bollettino
degli omicidi legalizzati di oggi.)

Uno stato che non rende esecutive e vincolanti le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, è uno stato criminale: al pari dei padroni, di ogni ordine e grado, per i quali la vita umana ha meno valore della più miserabile delle merci prodotte.

E’ ORA DI DIRE BASTA! PER SEMPRE.

40 pensieri riguardo “Strage senza fine”

  1. E’ davvero una vergogna!Avevo appena commentato i fatti di Genova sul blog di Enrico Cerquiglini che già ci sono altri morti a Molfetta.
    Ecatombe da Paese incivile, sottosviluppato. Pare di essere nell’Inghilterra della Prima Rivoluzione Industriale. Duecento anni dopo…
    Indecente!!!!

    Un caro saluto

  2. E ancora oggi la campagna elettorale parla di flessibilità, di cantieri, di grandi lavori, di modifica dell’articolo 18. Qui c’è tutta una cultura del lavoro da ricostruire, un sindacato vero da rifondare e chi lo fa? Il radicalchic Bertinotti? Il veteropaleocomunista Giordano? Diliberto il rivoluzionario sfilante? Topogigio uolter? L’Italia è perduta! Non ho speranze. che almeno ce l’abbiano i giovani, anche se mi sembra dalle ultime statistiche che in maggioranza amano mussolini, il fascio, hitler e via di seguito, ma speriamo che le statistiche siano fasulle, speriamo.
    pepe

  3. Al di là dell’indecenza e della vergogna, che pure abbondano in ogni angolo dello stivale, la realtà è che questo è un paese ormai completamente asservito alle logiche del capitale e del profitto, alle quali si piegano, direttamente o per sentieri obliqui e trasversali, tra connivenze coi poteri criminali e depistaggi vari, quasi tutte le istituzioni, a partire da quelle che dovrebbero garantire la difesa dei diritti e la tenuta dei valori fondanti di una comunità democratica.

    Basta vedere la corsa a chi è “più liberista” che si è scatenata tra i due maggiori schieramenti politici in vista delle prossime elezioni e dell’annunciato ritorno, in pompa magna, della “banda bassotti”.

    Qui il link dell’articolo di Enrico Cerquiglini a cui fa riferimento Luca.

    Un caro saluto.

    fm

  4. Ciao Gabriele, ti leggo solo adesso.

    Anch’io voglio continuare a sperare che le statistiche siano smentite, o ci resta davvero ben poco.

    fm

  5. Le statistiche mi sa non saranno smentite. Ho letto anche io quei reportage a cui si riferisce Gabriele. Putroppo certe cose sono sotto l’occhio di tutti.

    La triste corsa al “liberismo” più sfrenato a cui si sta assistendo in questo Paese è segno della definitva americanizzazione della politica ma anche della società.
    Vedendo l’Italia di oggi penso all’America degli ultimi decenni con solo molto ritardi tecnologici (mi riferisco a ricerche universitarie,ecc. ed in determinati settori; per quanto riguarda la dipendenza da ogni forma di tecnologia, anche quella più inutile non siamo secondi a nessuno..) e strutturali ed un imbarbarimento culturale che fra una o due generazioni ci consegnerà un Paese morto. Ora siamo all’agonia.

    Un caro saluto

  6. Purtroppo io credo che quelle statistiche siano vere. E credo che siamo solo all’inizio. Nei cantieri si muore, i ragazzi che escono dalle università entrano nel tunnel di una precarietà-schiavitù umiliante ed infinita. Non è come negli Stati Uniti, è molto peggio. Non so francamente da dove e da cosa le nuove generazioni dovrebbero trarre un barlume di speranza.

    Saluti.

  7. quando passo la mattina davanti a un cantiere, un palazzo di non so quanti piani cresciuto in pochi mesi, osservo gli operai: sono senza caschetti e senza imbracture, sono sotto gli occhi di tutti, ma gli occhi di chi deve controllare dove stanno? E così si muore sul lavoro, questo lavoro che è come tutta la nostra vita: disumanizzante. Penso anche a un altro tipo di morte che miete tante vite, morti silenziose, morti vegetative, penso al mobbing, alla sua continua crescita, al muro di silenzio che lo circonda. Spesso pensando a questo presente, a questa vita, mi chiedo dove stiamo andando, stiamo correndo verso l’assenza mi dico.
    Ciao Lucia

  8. come si fa a non condividere il pessimismo di Gabriele? mentre scrivo sto ascoltando con un orecchio le chiacchiere infinite di Ballarò. I problemi marciscono,a cominciare da questo così drammatico, e io non riesco a trovare una ragione, non dico di entusiasmo ma neanche di progetto, per andare a votare. Non è nemmeno più una scelta, ormai le opzioni sono non solo sempre più evanescenti ma anche sempre più sovrapponibili.

  9. Credo che uno dei perché di queste stragi venga fuori automaticamente dal commento di fm alla Cosrtituzione: siamo un paese senza senso della legalità e del rispetto delle regole.
    Questo a volte, quando si ripercuote sul lavoro, ma anche in altri ambiti, si traduce in scarso rispetto per la vita degli altri.

  10. Ragazzi,non se ne può più. Mi sembra di vivere dentro la torre di babele.
    Altro che società civile!
    un saluto a te Francesco
    jolanda

  11. notizie dalla Spagna:
    3 morti sul lavoro al giorno
    nel mese di gennaio 4.400 (non ho sbagliato a digitare) disoccupati al giorno
    mentre il socialista obrero español Zap. promette 2 milioni di posto di lavoro

    un abbraccio

  12. Oggi la politica dà sempre più l’idea che le alternative non esistano. Il massimo che sa proporre è un patto scellerato tra chi è nelle stanze del potere. Basta ascoltare anche distrattamente gli slogan di Veltroni e Berlusconi.

    Che poi stia montando un clima di adesione, da parte dei giovani, a istanze politiche destrorse e fasciste è evidente. Lo dimostra ancora di più lo spostamento a destra dell’intera politica.
    Il Pdl è un partito conservatore all’americana, sostenuto da lobbies di industriali e imprenditori, con in più la vocazione all’evasione fiscale (oltre allo scandalo del conflitto d’interessi ecc ecc). Il PD è un restyling della vecchia DC, con le sue correnti e sottocorrenti (ma con l’aggravante di un partito calato dall’altro). La Sinistra non è più in grado nemmeno di prendere in eredità le posizioni del vecchio PCI, perché è ugualmente molto più compromessa e ammorbidita. Siamo un Paese senza un solo lato della politica che possa definirsi minimamente critico.

    Inoltre la Santanché si dichiara orgogliosa di essere fascista e nessuno dice niente (nemmeno sfiorandogli l’idea che sta dicendo qualcosa di anti-costituzionale).
    Veltroni copia il programma di Berlusconi (per la prima volta in vita mia devo pur dare ragione all’ottavo nano!), e, come dice francesco, fanno a gara a chi è più neo-liberista.
    Poi fingono di inserire una quota rosa, un esponente di arcigay, qualche giovane (che in verità conosce bene i salotti dei politici), per far passare come accettabili anche le candidature dei vari Colaninno e calearo.

    E noi? Cosa facciamo noi? Anzi, cosa dobbiamo fare? Perché qualcosa da dire anche noi dovremmo averlo…

  13. In questo momento il dolore e il rancore (sì, persino l’indignazione è ormai cosa da poco) sono il sentimento prevalente. E le notizie che dà Alessandro dalla Spagna ci dicono che la legge del profitto non ha confini…

  14. Della Costituzione ormai si fa carta straccia e sono quasi sicuro che il duo Veltroni-Berlusconi in caso di larghe intese (ma anche no) farà una bella riforma a loro piacimento senza passare dalla Bicamerale: alla faccia nostra!
    Per quanto riguarda la Spagna e Zapatero questo la dice lunga su cos’è ormai il Socialismo in Europa e forse nel mondo.
    I partiti socialisti o socialdemocratici come noi ce li aspettiamo non sono altro che partiti democratici all’americana più o meno mascherati.
    La classe operaia c’è ancora, in nero, in bianco, sotto altre forme di lavoro ma c’è; solo da un bel po’ pare che tutti se lo siano dimenticati, anche gli operai stessi…

    Un caro saluto

  15. francamente non ho più neanche parole.
    se guardo al mondo mi sento indifesa, non so che fare, oltre a tentare di essere coerente.

  16. C’è una sola possibilità, e viene dal basso, dai movimenti, dalle istanze antiglobaliste, pacifiste, libertarie e autonome: la riscoperta del senso comunitario più autentico, fuori dalle logiche che, istituzionalizzandolo, lo espropriano di ogni valenza critica e radicale; un senso comunitario che rigetta le logiche del profitto e della competizione e si apre alla accettazione delle diversità, in tutti i campi, alla valorizzazione del contributo che possono offrire al bene comune.

    E il tutto senza nessuna delega in bianco a partiti che ormai non rappresentano nient’altro che i loro apparati e i loro ammuffiti gruppi dirigenti. E sto parlando dei partiti della (ormai ampiamente ex) sinistra, non certo della corte dei miracoli che fa capo alla banda bassotti o delle formazioni di nuovo (sic!) conio, già da tempo in cerca di legittimazione presso quei gruppi e quei poteri i cui valori (sic!) sono il vero cancro che erode etica, socialità e democrazia reale.

    Ecco: il primo passo potrebbe essere una pressione costante sulla loro base, per un ricambio che non sia solo generazionale, ma capace di un progetto veramente alternativo al devastante ordine esistente.

    E basta anche con coloro che dicono di voler rappresentare gli operai, quando gli unici che conoscono li hanno visti la prima volta al telegiornale in una bara; o di parlare a nome degli emarginati e delle fasce sociali non protette, quando non sanno nemmeno di cosa stanno cianciando, di quali siano i problemi reali, perché anche solo per andare in visita in certe “zone degradate” si farebbero accompagnare dalla scorta.

    E basta, soprattutto, con quelli che invitano, di riffe o di raffe, a convivere con la criminalità, dopo che le hanno già consegnato intere regioni: si inizi a denunciare, anche attraverso i blog, ogni connivenza, dalle più piccole a quelle istituzionali; si denunci il fatto che lo stato ha abdicato, e che almeno metà del paese è ormai nelle mani delle mafie; si cerchi di spezzare questo cerchio senza dire, un giorno sì e l’altro pure, che non c’è più niente da fare.

    Si dice che la poesia è “libertà”, e ci si riempie la bocca con questa parola: ma che libertà può mai essere, se non quella finta di un’autosegregazione, se si tace al cospetto di tutti i soprusi, felici solo di indignarsi, ma ben al sicuro nei propri piccoli o grandi privilegi? Se si crede di essere “impegnati” solo perché si mette il bambinello rom nei propri versi, o si crede di essere “alternativi” e “rivoluzionari” solo perché si riempie un testo di sangue, sperma, cazzi, vagine e culi? Questo serve solo a racimolare qualche migliaio di euri nei vari premi predisposti dagli “amici”, dalle cosche e dai famigli, nel primo caso; o a nutrire i propri sensi di colpa, la propria incapacità ad essere quello che si pensa e si dice, o il proprio infantile narcisismo masturbatorio, nel secondo.

    La vera poesia oggi è “là fuori”, proprio là dove si gioca la propria capacità di opporsi, non certo, e non solo, con le rime, al processo di disumanizzazione di tutto ciò che ci circonda, un processo che volge oramai in prassi e costume irreversibili. I versi, di qualunque tipo, vengono dopo, molto dopo: e senza quell’immersione, valgono meno del fumo di una sigaretta, o della merda.

    Un saluto a tutti.

    fm

  17. Sottoscrivo in pieno Francesco!!!!
    Anche il poeta-intellettuale come PPP è morto e sepolto da qualche decennio… ahinoi.

    Un caro saluto

  18. Francesco sottoscrivo fino all’ultima virgola ma devo ammettere che mi sento stanco e inutile e frustrato e vecchio e arrabbiato, rancoroso, perso, incapace, assente, invisibile, sconfitto, prigioniero, depresso e francamente stufo. Non riesco ad intravedere nemmeno un lievissimo barlume di infima speranza all’orizzonte, al mio orizzonte. Non ci credo, non ci credo più. Lo so è brutto da dirsi e orrendo solo pensarlo ma è così che mi sento. Eppure alla fine non riesco a fregarmene, come fanno in tanti, e resto intrappolato in questo enorme buco nero. Forse dovrei rivolgere lo sguardo molto più in alto, anche se a modo mio, lo faccio come l’ho sempre fatto ma perdonate questa mia piccola vanità se oso citare alcuni versi miei con piccola aggiunta: “ma alla fine/dalla cattedrale/chi urla al paradiso/se non Quasimodo?”
    pepe

  19. Non è una vanità, Gabriele, perché quei versi dicono la “verità”, dicono esattamente come ci sentiamo, in tanti. Ed è proprio per questo che bisogna “urlare” e, dove è possibile, “insegnare” a urlare. Perché quello che vogliono è proprio cancellare il grido degli ultimi Quasimodo: sprofondandolo nel pozzo senza fondo e senza risalita della mancanza di “speranza”. Io non mi arrendo, e continuo a urlare fino a che ho fiato: magari utilizzando una lingua (come in poesia) refrattaria a ogni logica di scambio, assolutamente inservibile per il potere, i suoi servi e i suoi scagnozzi. E sognare…

    Per richiamare davvero l’attenzione di questa “repubblica fondata (sugli omicidi) sul lavoro” c’era, forse, almeno in questo momento, un solo modo: dichiarare uno sciopero generale di tutte le categorie per un’intera giornata, paralizzare il paese e metterlo di fronte a una necessità impellente, l’unica da cui può venire ancora un soprassalto di dignità: chiedere, come ha scritto Enrico Cerquiglini, perdono a tutti quei morti: uno per uno.

    fm

  20. Oltre il danno c’è sempre, immancabilmente, la beffa. Ecco la somma finanziata dallo stato a favore delle piccole e medie imprese (escluse, dunque le grandi imprese!), nel 2006 (finanziamento in conto interessi, previsto dall’articolo 5 lettera a) del Regolamento, che consiste in un contributo erogato dall’Inail in favore delle piccole e medie imprese e dei settori agricolo ed artigianale per la realizzazione di programmi di adeguamento delle strutture e dell’organizzazione alle normative di sicurezza e igiene del lavoro, in attuazione del D. Lgs. n. 626/94 e successive modificazioni, ricompresi in uno o più degli assi di finanziamento di cui al successivo articolo 7.
    Il contributo dell’Inail è pari al totale dei costi per interessi relativi al finanziamento agevolato concesso dagli Istituti di credito, di seguito indicati ed erogati, in favore delle imprese, direttamente a tali Istituti.):

    EURO 60.373.878 (leggi: sessanta milioni e trecentosettantatremila ottocentosettantotto mila euro). Verificare per credere, qui.

    Ogni commento è superfluo

    Cari saluti a tutti

    Giovanni

  21. Grazie, Giovanni.

    Mi sono permesso di intervenire nel tuo commento, concentrando l’indirizzo della pagina web, perché era troppo lungo e sbarellava tutta la formattazione.

    Una buona serata a tutti.

    fm

  22. Scusate se intervengo ancora ma in questi giorni mi sta assalendo un dubbio: siamo d’accordo che ormai votare è inutile e che destra e sinistra si equivalgono però in italia esiste un’anomalia chiamata berlusconi e forse sarebbe il caso di riflettere un attimo su questo. Sapete benissimo, senza che perda tempo in cose già evidenti, i pericoli che si celano in quel cartello chiamato PDL tra lega regionalsocialista, partito personale, cattolicesimo clericale retrivo e reazionario (va bene che c’è pure la binetti e i teodem ma sono molti meno rispetto a quell’altri), forme di razzismo vario ecc. Per non parlare del completo disinteresse per le regole minime fondamentali di legalità e giustizia sociale. Detto questo non sarebbe forse il caso di turarsi il naso e votare PD o IDV tanto per creare una barriera minima ai su elencati pericoli? Non che speri qualcosa di buono ma solo per creare appunto un minimo atto di autodifesa. Voi che dite?
    Attendo opinioni in merito.
    pepe

  23. Aggiungo che non ho preso n considerazione la sinistra arcobaleno per il semplice fatto che per come si sono messe le cose i rischi che risulti un voto a vuoto sono molto alti.
    pepe

  24. il problema caro Gabriele è che berlusconi ha già vinto, perché l’altro è un suo clone, gli altri sono cloni. e ha già vinto in Italia, ma anche in Europa. in Spagna, in Francia… se vi raccontassi cosa ha fatto Zapatero in questi anni! è la socialdemocrazia europea caro, carissimo amico Luca, è quella forma di potere che tanto piace alla borsa, alle borse mondiali. sono i tranquillizzatori dei poveracci. sono le spie del sistema, tengono a bada milioni di poveri che fino a oggi hanno creduto alle storielle di una sinistra di potere. ancora oggi non c’è /anche in un paese come il nostro, sempre attento alla politica/ una capacità di percepire il ‘reale’, perché ci hanno insegnato che la realtà è quella che ci viene data, mentre la realtà si costruisce, ma questo nessuno lo dice.

    un abbraccio, forte

  25. Hai ragione Alessandro ma ripeto che però con tutto il berlusconiserraglio al potere qui si rischia di perdere anche quei pochi, minimi, indispensabili, diritti acquisiti. Lo so che siamo agli stracci ma quando si muore di freddo anche uno straccio può fare la differenza.
    Io sono anni che non voto al massimo qualche voto locale ora però mi è venuto questo dubbio. Mah forse deciderò all’ultimo secondo.
    grazie a te e a Bianca
    pepe

  26. All’inizio non volevo andare a votare e la voglia non è che mi sia venuta poi molto però forse all’ultimo con il naso turato sceglierò il male minore… come a dire: “Proviamo un’altr volta!”
    Caro Alessandro ma per te quale sarebbe il miglior partito possibile? Non lo dico certo con spirito polemico…
    Io per socialdemocrazia non intendo nè la terza via di Blair, nè Zapatero e nè Schroder ma un vero partito socialista che sia in grado di arginare, anche dialogare se vogliamo, i poteri forti ma non essere così succube e prono a questo neoliberismo.
    Vero anche che forse la mia idea di socialdemocrazia è più irrealizzabile di Utopia di Thomas More ma mi piace ancora crederlo…
    Sulla Sinistra Arcobaleno – questa Sinistra Arcobaleno – io stenderei un velo pietoso.
    L’Armata Brancaleone alle crociate mi pare…

    Un caro saluto

  27. Lo so caro Luigi infatti io sarei più propenso per IDV non che sia vicino alle sue idee ma è l’unico che parla di conflitto di interessi e di legalità vera. Tra l’altro ha messo in lista molti indipendenti accettabili come Pancho Pardi e altri. Insomma era questa l’idea: un voto utile (per quanto nel minimo indispensabile) o un non voto attivo.
    La sinistra arcobaleno mi sembra solo un’ammucchiata senza senso e senza vera voglia di cambiamento ma il solito modo per aggrapparsi alle poltrone e lo dice uno sempre stato a sinistra della sinistra (come mi sono ridotto pensare di votare IDV!! che tempi!! che tempi!)
    pepe

  28. Anche io sono sempre stato di Sinistra ma sinceramente oggi come oggi nessun partito di sinistra in Italia è degno di questo nome e rappresenta le mie aspettative e i miei ideali!
    Il PD è di centro, lo sappiamo chiaramente nonostante tutti i giochi e le mosse elettorali di Veltroni (l’operaio della Tyssen o l’operatrice di call-center e altre furbate del genere).
    Certo che per noi elettori di Sinistra è davvero duro, ti capisco Gabriele…

    Un caro saluto

  29. il problema della sinistra /oggi/ è che la sinistra è un discorso indefinito. i problemi o meglio gli errori alla fine si pagano. voglio dire che ancora i partiti di sinistra /delle sinistre/ non hanno saputo, voluto?, ri-pensare la dottrina dopo l’89, in questi anni c’è stato un solo balletto di nomi, di raggruppamenti, di coalizioni, di ulivi e arcobaleni, ma nessuno sforzo di ripensare la ‘politica’. senza essere catastrofista: la sinistra ha perso, poco da salvare, poco da fare. Dario Fo, José Saramago hanno vinto il Nobel, Chomsky un caro pensionato, sono questi il progresso del pensiero? i cambiamenti li fanno i giovani, e se vedo quelli che ci sono toccati cresciuti in epoca craxiana, be’ la speranza è pochina, credetemi.
    io personalmente la croce non la metto da nessuna parte, non voglio essere complice di mettere nessuno su un posto di comando, odio il potere inteso come dominio, non sopporto l’arroganza della demagogia, il loro uso delle parole, c***o siamo poeti! se non ci interessa la parola!
    legittimo andare a votare e addirittura crederci, però in Italia il voto è un diritto e… un dovere, significa che il sindaco della mia/tua città ti può chiamare per sapere le ragioni del tuo diniego, io sono anni che spero che mi chiamino!
    chi vota veltroni o berlusconi vota la stessa cosa, non vi confondete. il socialismo, caro Luca, è morto con Labriola!

    un abbraccio

  30. Concordo con te Alessandro. In questi anni è mancata nella sinistra una vera riflessione sulle cause del disastro attuale. Ma i motivi per cui è necessaria una forza critica che rappresenti diciamo così, tanto per semplificare, i più deboli, valgono oggi come valevano ieri. Prima o poi sotto altri nomi ed altre vie, speriamo, dalle ceneri di questa sinistra qualcosa rinascerà perché la domanda di giustizia, uguaglianza, libertà, solidarietà, sopravvive ai nostri errori.
    Tornando a noi io dico e ripeto che berlusconi & co. esistono solo in italia e nelle dittature degli stati liberi di bananas. Con loro al potere rischia la legge 194, rimarrà quell’abominio che è la legge sulla fecondazione assistita, rischia l’articolo 18, vedremo una devoluzione in salsa leghista (poveri immigrati!), bavaglio definitivo alla magistratura, evasione fiscale, abusivismo edilizio e insomma li conosciamo no?
    La mia domanda è semplice vale la pena votare per un’autodifesa minima?
    Forse no, forse sì. Non riesco a decidere. Sono confuso.
    pepe

  31. Caro Gabriele quello che tu dici secondo me sarà solo una mimima parte. Penso che quello che non hanno fatto nello scorso quinquennio lo faranno di gran carriera spazzando quel poco che è rimasto.
    Questo però potranno farlo solo con un’ampia maggioranza.
    Visto l’attuale legge elettorale non penso che al Senato avranno ampio spazio di manovra.
    Ho letto che se anche dovessero vincere in 11 regioni contro 7 avrebbero uno o due senatori in più. Udc-RB che faranno? Sinistra Arcobaleno voterà con il PD?
    Bisogna poi vedere i giochi delle alleanze parlamentari: la cosa che più temo e l’inciucio PD-PDL in caso di maggioranza risicata.
    E’ una cosa che mi mette i brividi addosso perchè sappiamo che il PD verrà ricattato dalla PDL e certe riforme non verranno mai fatte (mercato del lavoro, conflitto d’interessi, ecc.)
    Anche io sono molto confuso e scoraggiato…

    Un caro saluto

  32. L’altro giorno ebbi uno scambio di mail con un giovane e valente poeta che molti di voi conoscono. Mi scriveva che ora come ora o voterebbe Ferrando o “più a destra delle destre”, perché “Quello che non voglio è
    andare a votare qualcuno allineato o che si alimenta degli stessi ideali
    di quelle persone che oggi, silenziosamente combatto, ignorandole: a
    quel punto, meglio come sempre, il silenzio”.
    Naturalmente io scarto decisamente l’ipotesi del più a destra delle destre (anche come semplice provocazione): solo il pensiero mi fa rabbrividire.
    Purtroppo l’analisi di Alessandro, seppur rapida, è la fotografia perfetta della situazione.
    Sarei anche d’accordo con la fine del socialismo con Labriola non solo per l’aderenza del pensiero ai fatti sociali del tempo, e una naturale coalescenza di teoria e prassi, ma anche perché labriola a differenza di marxisti più ortodossi era lontano dall’idea di un marxismo teleologico e bastevole a se stesso, come frutto di una concatenazione inevitabile di eventi, bastino poche parole tratte da Del materialismo storico: “Per fino, dunque, la morale, e l’arte, e la religione e la scienza sarebbero prodotti delle condizioni economiche? – anzi esponenti delle categorie di queste condizioni medesime? – ovverosia efflussi, ornamenti, irradiazioni e miraggi dei materiali interessi?
    Enunciati di cotesto genere, o a un dipresso, e così crudi e nudi, corrono già da un pezzo per le bocche di molti, e tornano di comodo ausilio agli avversarii del materialismo, cui giova di usarne come di opportuno spauracchio”.
    Una considerazione su un altro passaggio del commento di Alessandro: quando tu auspichi che un sindaco ti chieda del perché del tuo non-voto, io replico che qui al Sud invece quella che tu vorresti domanda diventa una sorta di “imposizione”, ciò che ha reso impossibile fidarsi della politica nelle nostre terre.
    Francesco molto verosimilmente sa di cosa sto parlando, sebbene lui sia partito dalle terre, dove io ancora abito, circa 30 anni fa.
    Eppure, Alessandro, Labriola ai suoi tempi lamentava un’incapacità da parte dell’Italia di recepire il socialismo.
    Oggi, quando Francesco parla di movimenti, istanze che vengono dal basso, fa riferimento a qualcosa che sebbene limitato ancora a pochi, sebbene osteggiato, sebbene mal comunicato (oserei dire: scomunicato!), è presente. Il fatto è che in una società in cui tutto è comunicazione/informazione, ciò che pur vive potrebbe essere considerato invisibile.
    Purtroppo ri-organizzare la sinistra, azzerati tutti i punti di riferimenti, diventa un esercizio mica da ridere e politici vecchi e nuovi non vogliono accollarsi questa responsabilità né correre il rischio di un flop. Ma il punto è questo: noi in un qualsiasi parlamento occidentale la “sinistra” non la vedremo mai, se non per per piccole e brevi apparizioni.
    Sembra che in un qualsiasi parlamento se la prima regola non è la produttività si sia in un’eresia degna di un rogo e di un processo.
    Mah…

  33. Anch’io rabbrividisco a quel pensiero, Luigi.

    Spero di poter ritornare presto sui vostri commenti. Intanto ringrazio tutti per questa bella discussione.

    fm

  34. Beh in fondo allora votare Di Pietro e la sua IDV è una forma di provocazione visto che, per il suo passato di mani pulite, è il più temuto dalla casta.
    Se inciucio sarà mostreranno finalmente la loro vera faccia.
    Ho sentito le parole di fini “rivoluzione conservatrice” e quelle di calderoli “mettere fuori legge i comunisti” (faccio presente che in quei comunisti ci sono pure i gay, gli immigrati, gli oppositori in genere) “far emigrare i centri sociali” roba da far accapponare la pelle. Se ora i pochi movimenti di cui parlava Luigi sono invisibili con ‘sta gente al potere saranno del tutto spazzati via. Ecco allora il mio discorso rendergli almeno la vittoria risicata visto che la vittoria è sicura al 100%. Ho paura che viste le regole attuali con un voto in più alla camera stanno in una botte di ferro e con la matematica sicurezza di prendere il premio di maggioranza nelle regioni del nord a parte trentino e val d’aosta, più la sicilia, la campania, la puglia e il lazio anche al senato idem come sopra! Questa volta non si fermerebbero di fronte a nulla e nessuno. Insomma io ho paura. sarò vecchio e rincoglionito. Sarà che ho superato la fase del tanto peggio tanto meglio. Sarà che conosco il ventre molle di questa specie di paese.
    pepe

  35. Gabriele, ti sbagli, io rifarei un po’ i conti, al senato Berlusconi non raggiunge i 160 senatori.
    Tenete presente che se perdono in alcune regioni, questi qui non prenderanno tutti i restanti seggi di minoranza: metti che sinistra arcobaleno o UDC in una di quelle regioni prendano oltre l’8% e provate di nuovo a fare i conti.
    Perciò alla fine inciucio sarà e purtroppo non con Casini, ma con Veltroni.
    infatti Luca stava provando a tracciare un possibile (probabile) scenario.

    Insomma, a me spaventa sì che uno come Calderoli vada al potere, ma se ci va Veltroni la mia vita di cittadino non migliorerà di un millimetro.
    Alla fine questi qui non avranno maggioranza al senato, dovranno fare la riforma elettorale (con Veltroni), perché a marzo dell’anno prossimo andremo a votare per il referendum contro la legge elettorale, il tempo di attuazione e si rivoterà nel 2010. Nel frattempo gli anni passano, non si fa nulla (che potrebbe essere davvero il male minore) e noi stiamo uccidendo noi stessi e, quel che è peggio, i nostri figli.

  36. cari, capisco la confusione, l’incertezza, anche la paura, perché è poi di quella che si tratta, calderoli, fini, er pecora… mi vengono i brividi!! però forse gli italiani hanno bisogno di sentire sulla pelle la dittatura? spero di no, ma ho qualche dubbio.
    la politica non è solo, quanti senatori ‘ce tocca’, ma anche questo che stiamo facendo noi, anche le nostre poesie, il nostro stare nel quotidiano, il nostro fare al lavoro. quando vado a lezione dò il massimo con in mano nessuna morale, ma sì con un’etica dell’individuo, io credo in quello /utopia? sogno?/ forse. ma soprattutto non ce la faccio con il pragmatismo di andare a votare perché “i miei” non toccheranno la 194, l’articolo 18… ormai non ci credo, scusatemi se potete, se volete.
    pensate a quanti appuntamenti politici la sinistra postcomunista è riuscita a perdere. al dolore che avete sentito dentro ogni volta che sono ‘mancati’ a un appuntamento di sinistra. quante volte.

    un abbraccio

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