Camera oscura di Paolo RUFFILLI nella lettura di Mirko SERVETTI

Paolo Ruffillioltre il soggetto, dentro la storia
(su Camera oscura)

I) mimesi di una Premessa

     Frequentando i miti, i corpi e i luoghi componenti l’ossatura metastorica quale principale motivo del magistero poetico di Paolo Ruffilli, occorre considerare la topologia entro cui si morfologizza il flusso poematico che da Piccola colazione, transitando per gli ‘scartamenti’ di Diario di Normandia, riprende il suo corso nel ‘letto’ a brevi anse di questa Camera oscura. Continua a leggere Camera oscura di Paolo RUFFILLI nella lettura di Mirko SERVETTI

La generazione cancellata (II) – Ivano FERMINI


(Jackson Pollock, Galaxy, 1947)

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Manifesto per un teatro poetico – di Ida TRAVI


(Immagine fotografica di Marzia Poerio)

MANIFESTO
per un
TEATRO POETICO

teoria e forma d’un teatro trasparente

FARE POESIA La poesia si fa camminando, lavorando, mangiando, dormendo, sognando. Solo alla fine si può scrivere. La poesia di parola si fa vivendo in quel teatro naturale e trasparente ch’è il mondo visto dall’interno.

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Cartoline dai morti (I) – di Franco ARMINIO

arnold boecklin
(Arnold Boecklin, L’isola dei morti, terza versione, 1880)

Cartoline dai morti di Franco Arminio
(Testi tratti da Il Primo amore)

Io avevo cinquantasei anni. Vivevo da solo, ero tornato al paese dopo vent’anni di Svizzera. La mattina uscivo in piazza, passeggiavo o stavo seduto sulle panchine. Il pomeriggio non uscivo e la sera nemmeno. Mi mettevo nel letto e aspettavo il sonno senza pensare a niente. Mi sono sentito male una notte che il sonno proprio non voleva venire. Saranno state le due. Non sono riuscito neppure ad alzarmi dal letto. All’improvviso non vedevo più niente. L’ultima cosa che ho sentito è stata la mano allungata per cercare di accendere la luce sul comodino.
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Altri 25 aprile – di Andrea ZANZOTTO

Andrea Zanzotto
Altri 25 aprile

Tristissimi 25 aprile
morti in piedi, sull’attenti
al cimitero
qualche osso perso per la strada
nel sole sfacciato freddo
– o è lo stesso, tutto raggi gamma
noi sordi al 70%
sentiamo gente che parla
come da un altro mondo. Continua a leggere Altri 25 aprile – di Andrea ZANZOTTO

Impronte sull’acqua (II)


(Barbara Cimino, Sorgente)

(La prima parte qui)

Impronte sull’acqua
(inedito, 2006)

2.

una piuma, un’ala, una
figura sospesa tra
origine e bagliore, è quanto
resta per fare visita al
la notte, la sua natura di
smanie sepolte, preghiere
tirate al cielo come pietre, un
dolce rimasuglio d’aria
il fiato di un in
visibile Continua a leggere Impronte sull’acqua (II)

Niente paradiso per nessuno – di Francesco PECORARO

Robert Dodd, Mutiny Bounty

[Tratto da Tash-Blog del 10 e 14 dicembre 2006]

Niente paradiso per nessuno

     Ciclicamente ridanno in tv Gli ammutinati del Bounty, di Lewis Milestone, del 1962.
     Delle tre narrazioni cinematografiche della storia che conosco (L’ammutinamento del Bounty di Frank Lloyd, 1935 e The Bounty, di Roger Donaldson, 1984) tutte a mio parere ottime, questa è quella che preferisco.
     Non perché sia la migliore, ma perché quando la vidi la prima volta avevo diciassette anni e colpì la mia immaginazione in modo indelebile.
     Da allora sono ritornato più volte sul tema Bounty, approfondendolo un poco. Continua a leggere Niente paradiso per nessuno – di Francesco PECORARO

La generazione cancellata (I) – Stefano MORETTI

Aquilone

Stefano Moretti è nato ad Alessandria nel 1952. Nel 1980 ha pubblicato presso Einaudi la raccolta di poesie Gattaccio randagio; su Prato pagano (n.3, aprile 1981) il racconto La nuova notte; su Linea d’Ombra (n. 19, luglio-agosto 1987) le liriche tratte da Il quaderno degli aquiloni.

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L’omaggio funebre del colombo – di Antonio MORESCO


(Paola Rago, Ricostruzione della memoria, 1997)

L’omaggio funebre del colombo
(Tratto da: Antonio Moresco, La rigenerazione)

     Qualche giorno fa mi è capitato di assistere a qualcosa che non avevo mai visto prima. Appena svoltato a un angolo, mi sono trovato di fronte il corpo di un colombo morto disteso sul marciapiede. Era un colombo ancora giovane e bello, dalle penne lucide. Succede spesso di vedere per terra un colombo stecchito. La cosa strana era un’altra. Continua a leggere L’omaggio funebre del colombo – di Antonio MORESCO

Cittadini d’Europa: i rom e l’abitare a Milano

Cittadini d’Europa: i rom e l’abitare a Milano
Sabato 19 Aprile 2008, dalle ore 10.00 alle ore 16, presso la Sala Guicciardini della Provincia di Milano, in Via Guicciardini 6, Milano

L’incontro pubblico Cittadini d’Europa: i rom e l’abitare a Milano, organizzato da Arci e Naga, è volto a una riflessione sul tema dell’abitare a Milano per i rom e i sinti. Attraverso il confronto fra diverse esperienze italiane, gli organizzatori auspicano di innescare un dibattito sulla possibilità di produrre politiche abitative specifiche, mirate ed efficaci.
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IQBAL MASIH – Il profumo della libertà

IL PROFUMO DELLA LIBERTA’

“Non ho paura del mio padrone;
ora è lui ad aver paura di me.”

Il 16 aprile 1995, a 12 anni, Iqbal viene ucciso, vittima di un colpo di fucile, sparato da un assassino rimasto ignoto. Il “sindacalista” dei bambini viene fermato, ma non la sua causa!! Quando fu ucciso correva in bicicletta: forse pensandosi libero di essere soltanto un bambino.

LEOPARDI e JABÈS (II) – di Alberto FOLIN

edmond-jabes

Tratto da: Edmond Jabès. Alle frontiere della parola e del libro, cura e traduzione di Alberto Folin, Padova, Casa Editrice Il Poligrafo, “Saggi”, 1991 (Ed. orig.: Écrire le livre: autour d’Edmond Jabès, Seyssel, Editions Champ Vallon, 1989)

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Il biglietto da visita

IERI DALLA CAMERA, DOMANI DA…

“Oggi è una giornata memorabile, epocale: finalmente è stata spazzata via dal parlamento la FECCIA dei Caruso, dei Luxuria, dei Pecoraro. Era ora!”

*

La dichiarazione, di ieri, rilasciata dopo le prime proiezioni sui dati della Camera dei deputati, è opera di un futuro ministro della repubblica, da sempre additato come un “gentiluomo liberale” (sic!)…

E quando scenderanno in campo i “gentiluomini” (sic!) con piscio di maiale al seguito?…

Un paese di santi, di poeti, di eroi e di stallieri

Terezin

“Perché sia chiaro, ora e sempre: di quelle ali,
voi non riuscirete mai a far tacere il battito.
E’ memoria fatta della stessa sostanza del vento.
Che riprende a soffiare ogni volta che lo si crede spento.
Ed è quel respiro irriducibile che vi seppellirà”.

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Paul CELAN nella lettura di H.G. GADAMER

Tratto da: Hans Georg Gadamer, Chi sono io, chi sei tu. Su Paul Celan, cura e traduzione di Franco Camera, Genova, Casa Editrice Marietti, “Collana di Filosofia”, I ed., 1989.
[Titolo originale: Wer bin Ich und wer bist Du? Ein Kommentar zu Paul Celans Gedichtfolge “Atemkristall”, Suhrkamp Verlag, Frankfurt a.M., 1986]

***

Weggebeizt vom
Strahlenwind deiner Sprache
das bunte Gerede des An-
erlebten – das hundert-
züngige Mein-
gedicht, das Genicht.
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LEOPARDI e JABÈS (I) – di Alberto FOLIN

LA FIGURA DEL SILENZIO NELL’IMMAGINARIO MODERNO: LEOPARDI E JABÈS

Tratto da: Edmond Jabès. Alle frontiere della parola e del libro, cura e traduzione di Alberto Folin, Padova, Casa Editrice Il Poligrafo, “Saggi”, 1991 (Ed. orig.: Écrire le livre: autour d’Edmond Jabès, Seyssel, Editions Champ Vallon, 1989)

(Introduzione)

     Potrebbe sembrare strano che due scrittori così lontani tra loro nel tempo e nella formazione culturale, come Leopardi e Jabès, vengano posti a raffronto, in rapporto a una stessa «figura» ampiamente ricorrente nell’opera di ambedue, quale è quella del silenzio. Certo, un accostamento del genere è senz’altro indebito, qualora lo si intenda sul piano di una filiazione. Non esiste rapporto diretto tra l’opera di Jabès e quella di Leopardi, sia perché essi hanno attinto a fonti completamente diverse, sia perché – sul piano strettamente storiografico – essi vivono in aree differenti spazialmente e cronologicamente.
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