Di ogni più piccolo corpo – Paola RENZETTI

Paola Renzetti
Testi inediti

Dall’Africa

Ragazzo hai fatto
della strada un tavolo.
Seduto con quel cibo
tra le gambe, sulla tua fame
oggi, quasi s’inciampava.
Il tempo di una pizza e tu
re dell’asfalto, ti prendi
Milano a Primavera!
Prima che si passasse noi
ombre di pensieri, su quel sole.

*

Ori nel tramonto

La giravolta insensata,
cantilena di bambina
e ti sei detta che eri tu.
Dalle pietre ori nel tramonto,
si staccava in mille voli
il germe della solitudine.
Vaso incrinato nella luce,
godevi di una fragile coesione
e sorridevi di quel primo
senso dell’essere che sei.

*

Un bel balcone

Monolocali con affitti cari,
macchine in sosta e Kebab.
Tra vecchie case collassate,
nemmeno vedi più il cortile.
Sono restati un ballatoio
e piante discendenti
sulla corona di gradini
stretta, saliamo per la scala.
Del grigio di Milano resta
sopravvissuto, un bel balcone.

*

Neve di Marzo

Le nubi si spiumano dall’alto
e fioriscono di petali la strada.
Ai vetri si muove una tenda,
dalla mano calano i pensieri.
Il sole biancheggia le sue luci,
ancora per poco senza nome.

*

Fiabe e sorgenti

La cascata butta un getto d’acqua:
per i bimbi è il culo della mucca.
A risate scende rotolando,
disco d’oro la torta di Martino!
Tra biancospini di nuvole vaganti,
si fa traiettoria il magico ometto.

*

Qui e là

Le giunchiglie a mazzi non raccolti,
qui sfioriscono al passare del vento.
Quelle nate ieri, si danno la foglia,
per ballare un girotondo perfetto.

*

Senza un braccio

L’avevano portato le sue gambe,
fino a fermarsi sui nostri gradini.
Alzava la forchetta ad occhi bassi,
o beveva un goccio dal bicchiere.
“Perché non l’hai fatto entrare?”
Ti vedevo vagabondo nei fienili.

*

Un vecchio balbuziente

Con la faccia all’aria del mattino,
sulla soglia slegava le sue sillabe.
Liberava la lingua dall’incanto
e vuotava di minuti la scodella.
Nei singhiozzi si libravano alte,
più agili e forti le sue note strane.

*

Incertezza felice

I monti sono incoronati
di pesi leggeri:
Nuvole o neve?
Incertezza felice la senti,
nel finire del giorno,
di questi delicati rosa
in sfumature d’arancio.
Per l’azzurro è un silenzio
trionfale, ma nulla se guardi
la terra coi suoi verdi
e i suoi scuri, i suoi gemiti
fiori, ancora per poco rinchiusi.

*

Vedo rigare fiumi

Chi mi darà il verso dei caprioli?
Sparsi nel bosco rado si lanciano
richiami, tra il roteare dei bombi.

Svegliati al primo sole
primi sulla scarpata,
a macchie di colore
avanzano gialli e viole.

Sento la terra morbida
sciogliersi in rive d’acqua,
e le radici nel vigore
sorridere alla pasta.

Neonati vedo rigare fiumi
e correre alla strada, discendere
al canale, largo di cascatelle.
Un muso si affaccia scuro
e beve sorsi dal cielo.

*

Non posso ancora

Non c’è ancora la viola
sulle prode dei fossi.
L’han vista, mi dicono
in un’altra regione,
in luoghi più riparati,
dal sole appena toccati.
Qui dove vivo non c’è
e non posso annunciarti
che la primavera è arrivata.

*

Un’onda

Eccoli in volo gli uccelli!
Insieme fanno un’ unica ala!
Un’onda distesa di gole tese,
scuote il chiarore del giorno.
Di ognuna vedi la lingua vibrare.
“Forse viene da strade celesti,
la potenza di quei piccoli corpi?”
Si chiede l’albero, ancora spoglio
e stordito da quella pioggia di grida.
Stupito, non si dispiace di essere
lui, quello scelto per fare da base.

*

Per campare

C’è una zona residenziale.
Dove hanno sgobbato gli operai,
pisciano i cani dei padroni.
Sopra i trucioli, la ghiaia.
Niente tute blu organizzate:
nei vialetti passeggiano signore.
Hanno seppellito la fonderia
con tutti i suoi malanni.
Tagliare, decentrare!
La pianta altrove
continua a fare fiori.
Piange di morte, grida
nel silenzio, per campare.

*

Nota

Paola Renzetti è nata in un paesino dell’Appennino parmense nel 1955. Vive in provincia di Milano, dove lavora come insegnante nella scuola primaria. Ha frequentato l’ Accademia di Brera e coltiva interessi fortemente legati alla natura e all’espressione artistica. Assidua la partecipazione a numerose mostre collettive e concorsi con buoni risultati. Ha pubblicato un primo e unico libro di poesie, Stazioni, nel 1997 con la casa editrice Rangoni di Milano. Suoi testi sono presenti su alcuni blog letterari in rete.

4 pensieri riguardo “Di ogni più piccolo corpo – Paola RENZETTI”

  1. molto belle, le immagini di questo percorso poetico; di una liricità, aggiungerei, che mai si perde nella retorica ma che, al contrario, ci mostra senza toni risentiti i drammi, piccoli e grandi, della vita reale. Congratulazioni a Paola Renzetti e a Francesco per le scelte sempre oculate e ben motivate

    mirko servetti

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