Lavorare uccide – di Marco ROVELLI

[Dalla presentazione del libro, di imminente uscita: Marco Rovelli, Lavorare uccide, Milano, BUR, Futuropassato, 2008]

Articolo 35 della Costituzione della Repubblica italiana:

“La Repubblica tutela il lavoro
in tutte le sue forme e applicazioni”.

Negli ultimi anni le vittime per incidenti sul lavoro sono state più di quelle occidentali in Iraq. Peggio di una guerra. “Morti bianche”, senza voce, relegate a poche righe sui giornali, miseri loculi anagrafici. Per queste vittime del silenzio, della negligenza e della distrazione, Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto.

Lavorare uccide si addentra nelle logiche più feroci della produzione e del profitto: dal just in time al perverso labirinto di appalti e subappalti, dalla crisi dei sindacati all’omertà dei
colleghi, dalle norme di sicurezza ignorate a una giustizia che troppo spesso non viene fatta. Attraverso storie, testimonianze e dati, un’inchiesta appassionata e atipica che ci aiuta a capire per quali barbari meccanismi la vita di un uomo vale solo pochi euro, e quanta strada resta ancora da fare per mettere fine a questa vergogna.

*

Come esergo del libro, e in coda, una canzone scritta da Rovelli e dedicata alle donne che perdono il loro uomo sul lavoro. Si intitola Il dio dei denari, e farà parte del repertorio del suo nuovo progetto musicale: Marco Rovelli LibertAria.

Il dio dei denari

L’angelo schiavo, accecato, impotente
sigilla di sangue innocente le porte
poi viene il signore onnipotente
e alle soglie imbiancate scombina la sorte

Siede per terra, la donna E soffia via la cenere
Guarda il cielo di sbieco E non può più attendere
Intorno tutto è infecondo Negli occhi il deserto
In fine è un grido che s’alza Dal suo seno aperto

Eccolo il dio dei denari
Che brucia vite e ne fa scorta
Macchina viva, carne morta
Non tutti gli umani sono uguali
Eccolo il dio dei denari

Il passato è davanti allo sguardo disperso ed impuro
La donna si strappa di bocca il tempo futuro
Si alza e conosce da un segno che è tempo di andare
Impone un ritmo al suo passo E’ pronta a parlare

Questo tempo labile ha un segno indelebile
che chiama a raccolta la forza dei mari
per aprire bocche dischiudere mani
ed un’altra vita sia in salvo domani.

Eccolo il dio dei denari
Che brucia vite e ne fa scorta
Macchina viva, carne morta
Non tutti gli umani sono uguali
Eccolo il dio dei denari

***

MARCO ROVELLI (Massa, 1969) ha pubblicato nel 2006 Lager italiani per BUR Futuropassato. Musicista e autore di canzoni, narratore, tra le altre cose ha scritto la raccolta di poesie Corpo esposto (Memoranda, 2003). Insegna storia e filosofia ed è redattore di Nazione Indiana (www.nazioneindiana.com). Il suo blog è alderano.splinder.com.

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7 pensieri riguardo “Lavorare uccide – di Marco ROVELLI”

  1. “eccolo il dio dei denari
    che brucia vite e ne fa scorta…”

    Oggi la notizia di un altro grave incidente alla Tissen.
    Quella mano rossa di sangue, rischia di non fare nemmeno più notizia…
    peggio… di non essere più raccontata. Non lasciamola sparire alla vista.

  2. Inchieste come quella di Rovelli hanno, tra le altre cose, il merito di tenere sempre alto il livello di attenzione. Esattamente come è avvenuto per “Lager italiani”.

    fm

  3. Gli omicidi nei lughi di lavoro alimentano i profitti delle aziende, grandi e piccole. I diretti interessati, anche quando hanno un lavoro “protetto” dalle tutele e diritti sindacali, fanno finta di niente. Dai climatizzatori esce droga come nell’aria della società: tutti, o quasi, drogati.

  4. Ho letto il suo libro,è molto bello,ma nella situazione tragica in cui ci troviamo occorrerebbe affrontare il problema anche da altri punti di vista.Mi piacerebbe conoscerla!io sono un tecnico della prevenzione che fa una battaglia da molti anni
    sul problema degli infortuni,e vorrei organizzare a La Spezia un dibattito presentando
    il suo libro.la prego di contattarmi il più presto al numero 3406120805.

    a presto Franco Pisano.

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