Incisi per un dialogo augurale (II)

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Ecco l’elenco, in rigoroso ordine alfabetico, dei venti post più letti dal 25 dicembre 2007 al 25 aprile 2008. In realtà i post sono ventitré: infatti, quando ho preparato questo elenco, ce n’erano tre che, incredibilmente, avevano ottenuto lo stesso numero di visite.

Mi preme ribadire, comunque, quanto ho già avuto modo di scrivere in occasione del primo “inciso”: non si tratta di una classifica o di una graduatoria di merito, ma solo, e unicamente, di un modo di manifestare il mio ringraziamento a tutti gli ospiti, autori e lettori, senza i quali questo blog non avrebbe nessuna ragione di esistere.

Grazie a tutti.

***

Fabiano AlborghettiMarginalità esposte

Di nascosto, col rumore capace dei bambini
compaiono in massa, in numero da tre a sette:
un drappello in sudore disperato

a dar la caccia al cane, al giorno lungo ancora.
Tutti figli di zona a scattare tra gli sterpi
urlando nomi, azioni anche: un’evidenza di energia

*

Viola AmarelliMorgana

Di sbieco, fuori squadra, ala mancina,
ardita vessillifera caduta
una fra tante,
aralda di stanchezza che ristagna
nell’aria acre quando muoiono gli eroi
e tocca, increduli, assurgere agli dei.

*

Cristina AnninoTirar su con le mani tutta l’acqua del mare

Senza pace, con pena e senza girarmi
mai, pestando
mica pepe o caffè ma gardenie, io amo
la mamma e i topi; li metto insieme chissà
perché. O ancora perché voler bene a quel
modo spezzato così in due, collo in giù,
polvere senza cerniere, bottone, qualcosa.

*

Cristina BabinoTesti inediti

Ti chiudo con gli occhi
a serbarti provvista, o letargo,
nella tana degl’inverni.

Le tue dita di tenero corallo
disegnano zodiaci di costellazioni,
rami d’oro imbrunito e di comete;

*

Roger CailloisLa scrittura delle pietre

In ogni tempo, l’uomo ha cercato non solo le pietre preziose, ma anche le pietre insolite, strane, quelle che attirano l’attenzione per qualche irregolarità della forma o per una certa significativa bizzarria di disegno o di colore.

*

Jolanda CatalanoPer evitare la polvere del nulla

Vieni,
una voce inquieta
ti prega di venire,
di farti viva
tra l’ombra del presente.
Vieni,
non senti il canto della sera
risvegliare in te
i palpiti d’intesa

*

Giacomo CerraiImperfetta ellisse. Quattordici poesie inedite

il cigolio dell’altalena
ossessivo, somiglia
al grido di uccelli che precipitano
nell’azzurro.
Chi siano non so
né importa.

*

Emanuele CocciaFine di amore

Amore non è il dio delle origini. Non sta all’inizio delle cose, ma sempre e solo alla loro fine. È il dio della rovina, non il nume tutelare della nascita o della genesi. Ogni rovina non è che lo stato di tutto ciò che è immagine.

*

Stefano D’Arrigo/Giorgio MoraleHorcynus Orca (I)

… ripigliò a muoversi scuroscuro all’orbisca e inaspettatamente, fatti pochi passi, trovò finalmente uno sbocco sulla marina: sentì sulla faccia una leggerezza d’aria, l’oscurità davanti sgombra di case, e il respiro del grande animatone gli soffiò all’orecchio e gli si girò intorno come un filo sottile, in giri e giri di fili di bava che si pietrificava, come filamenti di una conchiglia che andavano e venivano con gli echi della sua animazione misteriosa e immensa.

*

Luigi Di RuscioLe streghe s’arrotano le dentiere

Per la gatta in calore
le cavalcate dei gatti sopra i tetti
e l’allegria cancella le crepe delle case
la luna è insieme ai canti dei galli
il fischiare è questo voler ammutire i cani
che abbaiano e si agitano come volessero addentare

*

Stelvio Di SpignoVoci di un canto ostinato (II)

Mi abituerò a vedere la gabbietta vuota
dove facevi le tue evoluzioni
perché va detto che anche un coniglio molle,
come diceva Catullo, è capace di rigirarti il cuore,
e quando se ne va il mondo è ancora più vuoto.

*

Stefano GuglielminScritti nomadi

La biografia ricostruisce un’erranza entro lo spazio condivisibile della parola, rispettando i luoghi in cui la vita s’è accampata. Ma la biografia affiora anche là dove nessuno la chiama; ce lo conferma Borges nell’epilogo dell’Artefice (1960): “Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d’isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone.

*

Pierluigi LanfranchiPaesaggi in attesa di sguardo

La pioggia fa da terza dimensione
a questo paesaggio altrimenti
del tutto piano, una composizione
monocroma di linee e gradienti

creata da un Mondriaan divino.
Sulla campagna un silenzio compatto.

*

Mai scenda il silenzio

Il ghetto di Terezin durante la seconda guerra mondiale fu il maggiore campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia. Fu costruito come campo di passaggio per tutti gli ebrei del cosiddetto “Protettorato di Boemia e Moravia”, istituito dai nazisti dopo l’occupazione della Cecoslovacchia, prima che gli stessi venissero deportati nei campi di sterminio nei territori orientali.

*

Francesca MatteoniTesti inediti

Il ghiaccio sospende l’acqua, ramifica
come l’impronta della luna.
L’occhio pronto a inghiottire ruota
e si sbianca – una perla o una bacca
di gelida fiamma.

*

Giorgio MoraleElle

“Ho scoperto un locale vicino via Torino. Si può bere e ascoltare musica” disse Elio.
Fu una sera dopo il pasto alla mensa universitaria, prima che il gruppo s’abbandonasse alla solita deriva. Andarono anche Vincenzo e Mariarosa, Cecè, Lux ed Elle. Le stradine erano strette e potevano camminare solo appaiati.

*

Antonella PizzoDormirai con la speranza di sognarmi

si provò il supplizio della roncola
l’indizio, l’orma, la traccia della falce
la lingua fu voltata e rivoltata
si cospirò d’ondulate festuche
c’era un’aria di solletico quel giorno
e i soffioni frusciavano fra loro
sotto lastroni di basalto la bella
rumoreggiava in linda camicetta

*

Rainer Maria Rilke/Dario BorsoRequiem per un’amica

Ho morti, e li ho lasciati andare
e stupivo a vederli così in pace,
così presto accasati nella morte, così giusti,
così diversi dalla loro fama. Solo tu torni
indietro; mi sfiori, ti aggiri, vuoi
cozzare in qualcosa che risuoni di te
e ti riveli.

*

Marco RovelliCirque de la solitude

Era giovane, la conoscevo. Non aveva ancora trent’anni. E ancora i trent’anni non le avevano portato in dono il fuoco.
Il suo compleanno sarebbe caduto qualche mese dopo, ma lei aveva deciso di festeggiarlo in anticipo. Non voleva perdere il passo, lasciare che lo sconforto la riagguantasse. Voleva approfittare, così diceva, di quel periodo dai piedi lievi, e festeggiare finché il tempo era propizio.

*

Aharon Shabtai

Per le sue traduzioni dei Tragici, dal greco classico all’ebraico moderno, gli fu attribuito nel 1993 il Premio del primo ministro israeliano. Era il periodo del processo di pace di Oslo e Aharon Shabtai credeva che il governo fosse intenzionato a fare la pace con i palestinesi. Accettò l’ambìto riconoscimento.

*

Demetrio Stratos/Luigi MetropoliMaestro della voce

Negli ultimi giorni mi capita di scegliere la “voce”. Inevitabilmente spazio tra Francesco Di Giacomo e Demetrio Stratos: per scoprire cosa sia il potenziale delle corde vocali non si può non ascoltare le funamboliche esecuzioni dei due. Tempo fa scrivevo su questo blog che Tim Buckley è “la voce che lascia la linea melodica per farsi pura armonia”.

*

Francesco TomadaL’infanzia vista da qui

Guarda le gru di Marghera altissime
e bianche nel buio come radici
di alberi piantati a rovescio
nella terra

dunque questo non è cielo
ma un cielo capovolto questa non è
vita
ma quello che alla vita viene tolto

*

Vladimir Vysotsky

Vladimir Vysotsky: ufficialmente un grande attore. In verità uno straordinario poeta, ma i cui versi non vengono stampati perché censurati dalle autorità sovietiche. E quindi Vysotsky viene obbligato a imbracciare la chitarra e cantare, cantare, cantare per far passare le sue parole di orecchio in orecchio per tutta l’URSS.

*

14 pensieri riguardo “Incisi per un dialogo augurale (II)”

  1. Il grazie è per te,Francesco. Ho avuto l’opportunità che è stata gioia di essere stata ospite della tua “dimora” e,credimi,ancora mi emoziona sapere che tutto ciò è stato possibile grazie alla tua passione e all’amore che da ogni tua parola si riversa su noi tutti.

    un carissimo abbraccio
    jolanda

  2. ancora un grazie a te, francesco.
    sono felice che questo spazio continui. per me, come per molti altri, è fondamentale, e fa di te un punto di riferimento.

    ft

  3. Grazie anche da parte mia, Francesco, per l’ospitalità e perché a questo spazio devo non solo tante scoperte che adesso mi sembrano imprescindibili per la letteratura e la poesia attuale, ma anche tante occasioni di una riflessione libera sull’oggi.

  4. ciao francesco, sono contenta che hai riaperto questo posto. grazie per quello che fai per la poesia, la ami davvero, seriamente. non sei come me che la odio la amo, che sono un’indegna e solo casualmente scrivo versi e mi trovo qua. sì, sei punto di riferimento, bussola e carta geografica. un abbraccio antonella

  5. Secondo me questo è un ottimo blog. E non lo dico certo perchè sono state postate mie poesie… ;-)
    Francesco per curiosità: quante visite fa al giorno?

    Un caro saluto

  6. Luca, negli ultimi centoventi giorni (quattro mesi esatti) il blog ha totalizzato 82.000 visite dirette, con una media giornaliera superiore alle seicento unità. Ieri, ad esempio, sono state ottocento; in una decina di occasioni è stata superata quota mille.

    Tutti i post pubblicati hanno avuto finora un minimo di trecento/trecentocinquanta visite (soglia ampiamente superata da tutti quelli di poesia), destinate a crescere nel tempo: infatti, tra i post più letti, ce ne sono alcuni pubblicati molti mesi fa (due si avviano, “allegramente”, a superare la soglia di diecimila (!); cinque sono vicinissimi a cinquemila). Il tuo, tanto per fare un esempio (che vale per quasi tutti gli altri) non ha mai smesso di ricevere alcune visite/letture al giorno, pur essendo stato pubblicato parecchio tempo fa.

    Il trenta/trentacinque per cento dei contatti viene dall’estero (Germania e Francia in testa).

    Ecco: non volendo, mi hai dato la possibilità di spiegare la ragione principale per cui il blog non è morto. Sostanzialmente: perché “non mi appartiene”.

    fm

  7. Grazie Francesco! Hai fatto benissimo a continuarlo.
    Questo cosa ci può suggerire?
    Secondo me se c’è ottima poesia – in rete per esempio – i lettori arrivano, circola, non viene dimenticata.
    Francamente: quanti libri cartacei usciti negli ultimi anni presso grandi editori hanno avuto – non dico vendite – simili letture?
    Basta guardare anche i prestiti nelle biblioteche – gratuiti in Italia – per rendersi conto che alcuni “celebrati” poeti proprio non arrivano, non entrano anche a agli addetti…

    Un caro saluto

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