Il segno che rallenta le stagioni – Michele MARINELLI

Henri Michaux, Narrazione, 1927

Credi questo
un acuto sempre,
vite
come
prima

dicendo terra,
luce stagnante

l’imprimere disposto in
linee-polvere
– gran caldo –

dicendo: oscura, oscura
la parola, il risveglio,

(scolpisce)
(ripete)
– abolizione della notte –

nella spontaneità mai –
mai
traducono
te.

***

da Di precise parole (Prospettiva editrice, Civitavecchia, 2008)

Discorso formale,
Il soldato sulla tavola
Incrocia le gambe,
Fuma la pipa.

Dov’è arrivata la nazione
O figlio di sellaio!

Che Dio ci perdoni.

*

Dogma

Noi siamo soli
Isolati nel mondo,
Noi non conosciamo nessuno.
Non ci hanno insegnato
Il dialogo, e noi
Non lo sappiamo insegnare.

*

Strength

Mia presenza
Lunga notte
Forza e attenzione
Pioggia fuori
Così sia così non sia
P R E S E N Z A
Chiedo a me
E un cappello strano.

*

Multiforme

Giravolta curiosa d’ambra
Traspare, di occhi
Rinascere al profondo cielo.

Lo stellato circonda
Sentieri di marmo
Dove sempre m’attrae
Lucertola inviolata.

Notte semplice, multiforme,
Sapevamo infinito d’abbracci,
Intatto il giorno
Di morte indolore.

Il cerchio che non chiama
Il passo svanisce.
Belle mani di chi non sa
Con che occhi guardare.

*

Germogli

Stelle deste,
In veglia e sonnolenza
Varco da solo
Un confine spoglio, pungente.

Nel segreto girare di nuvole
Anelli d’acqua mi salvano,
Mi salvano germogli
Protetti con voci d’inverno.

***

da modulazione (2007-2008, inedito)

La vasta
Osservanza nel
Tempo debole

Ripetere – lineare – l’arte.

Intuito necessario [ora]
oggi, l’io, nel bianco, qui.

L’insolito che è giorno e non
lotta col giorno.

Nel dire, faccio – non: si fa –
Vita: l’uscita di
Parole. Parola
ossigeno.

*

Samatha

Immediata vigorosa
Guardami
Imparare dall’albero
Il silenzio, trafitto
Da sé da noi insegna
Chi sa fermare.

Il passo
Rallenta
Le stagioni
E l’erba
Attraversa.

*

Verità interrogativa diserta
minore
potenza,

la conferma del giorno, di

voci oggetto – suoni oggetto –
strumenti | preparati |
lasciati – sia visto – cadere.

Perché – vedi – torna,

ritorna
l’idea del suolo.

*

Sole – solite
Come unite piccole,
Note, sempre,

Quale seme non
sciolto – rimane –
detto male, come
I primi giorni.

*

N.2

Devozione (piena
presente) altro – cercare –
Forma che accende
(Un modo) una figura
Uno sguardo al sangue.

*

V

Come materia
oscura, prendendo nome
non dato a dimora
– che non sa –
Cancellarlo.

*

NP

doppio, così abile così, dècadi di caso-sé,
fine del regno utile, nello sforzo
un certo passaggio un certo (accurato) passaggio
nel vago nel profondo nella fine disponibile.

(questo punto questo flusso – potrebbero annoiare –
piuttosto – barbarie – riderne).

***

Michele Marinelli è nato ad Ancona, e vive nei pressi della costa adriatica.
Il suo sito web è difficilifoglie.splinder.com

*

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