Abbiamo chiesto in prestito le parole che ci avevano rubato – Lucia MARCHITTO

Mentre gli assassini e i mandanti sono ancora liberi e ben protetti, qualcuno ricorda, e scrive, e racconta: qui (1), (2), (3), (4), (5).

Sono qui a guardare l’immobilità di questa donna che fino a ieri animava la mia classe, dava voce a chi non l’aveva, la mia per dire se ne sta sempre rintanata dentro l’oscurità della gola e quando con forza cerco di tirarla fuori è talmente fioca che non giunge da nessuna parte. Ma lei, la mia professoressa, ha saputo stanarla la mia voce e guidarla e ieri era chiara e forte, era tanto chiara e tanto forte da non sembrare la mia.

Ieri soltanto ieri.

Adesso guardo il suo corpo, osservo la sua bocca muta come non lo è mai stata, la cassa che la contiene, e mi chiedo:

“La voce, dov’è la sua voce?”

(Da: Lucia Marchitto, Abbiamo chiesto in prestito le parole che ci avevano rubato, pubblicazione a cura dell’Auser di Botticino, maggio 2004)

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2 pensieri su “Abbiamo chiesto in prestito le parole che ci avevano rubato – Lucia MARCHITTO”

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