Il popolo degli uomini (II)


(Do you remember, Italia?)

Milano, 12 giugno 2008, ore 12, presidio davanti alla Prefettura in solidarietà a Giorgio Bezzecchi e al popolo Rom.

Mentre gli intellettuali (sic!) si interrogano sul sesso degli angeli e, a ore perse, sui destini della nazionale agli europei di calcio, stanno passando nel silenzio più assoluto, complice la più totale ignavia dell’opinione pubblica democratica (sic!!!) e la complicità dei mezzi di informazione, i primi provvedimenti che annunciano il programma di leggi razziali e liberticide che sarà presto varato. Il bersaglio grosso, come al solito, il popolo Rom, individuato come la causa di tutti i mali di un paese ormai sprofondato e dissolto nel nulla della maceria etica e politica in cui si dibatte.

Per cercare di contrastare questo disegno di chiara marca nazista, sono in preparazione due iniziative a Milano, città nella quale le prove di “pulizia etnica” sono da tempo all’ordine del giorno: dalle retate anti immigrati sui mezzi pubblici, al divieto di accesso ai bambini rom negli asili comunali, alle schedature individuali e di massa.

La prima, convocata da Opera Nomadi, OsservAzione, Comitato Rom e Sinti Insieme e Romanodrom, è un presidio che si svolgerà davanti alla Prefettura in Corso Monforte giovedì 12 giugno alle ore 12,00; la seconda è una manifestazione che si svolgerà sabato 14 a partire dalle ore 15 e che si muoverà dal campo di Via Barzaghi per percorrere le via adiacenti (il raduno è alle ore 14,15 davanti all’ingresso principale del cimitero maggiore).

La manifestazione del 12 giugno è in sostegno alla protesta di Giorgio Bezzecchi per le discriminazioni di cui è stato fatto oggetto.

Giorgio Bezzecchi, medaglia d’oro al valor civico, è vice-presidente nazionale dell’Opera Nomadi e da anni lavora per la promozione sociale, politica e culturale dei rom a Milano. La sua famiglia vive in un campo a Milano, il padre è stato deportato in un campo di concentramento, a cui fortunatamente è sopravvissuto. Il nonno, deportato in un altro campo non è sopravvissuto. Tutta la sua famiglia è stata fotografata e schedata, conformemente alle attuali decisioni del prefetto che prevedono un rilevamento completo di tutti i rom residenti nel territorio milanese. E’ stato deciso un rilevamento di identità da parte della polizia su base esclusivamente etnica.

La manifestazione del 14 giugno è promossa da un “comitato antirazzista milanese” che raccoglie alcuni centri sociali, la FAI e altre aree antagoniste nell’ambito di due giorni di iniziativa al campo di Via Triboniano-Barzaghi in concomitanza con due giorni di festa annunciata in città dai fascisti di Cuore Nero. Circola insistentemente la voce che Cuore Nero svolgerà la sua iniziativa a poche centinaia di metri dal campo di Via Triboniano.

***

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19 pensieri riguardo “Il popolo degli uomini (II)”

  1. L’indignazione è troppa. E pure la rabbia. Questi non sono politici, non sanno neanche cosa sia un pur minimo segno di civiltà.

    Quo usque tandem?

    Piena solidarietà a queste manifestazioni a favore del popolo Rom.
    da lontano ma vicina
    jolanda

  2. quanta ignoranza, si resta ammutoliti – almeno i nostri padri/nonni etc. sotto il fascismo riuscivano a covare un’incorrotta speranza, trafficavano con la stampa clandestina, ascoltavano radio Londra; io resto letteralmente senza speranza, impietrito…
    è una società, questa, e fino a non molti mesi fa non l’avrei pensato, forse peggiore dei totalitarismi del Novecento – perchè ha perso la speranza

    un abbraccio, ciao, enrico

  3. continuo a pensare, con molta rabbia e amarezza, che il cosiddetto ‘popolo’ italiano contenga una sorta di DNA collettivo incline al fascismo, quali siano le sue forme.
    Un caro abbraccio, Francesco.

    mirko

  4. “è una società, questa, e fino a non molti mesi fa non l’avrei pensato, forse peggiore dei totalitarismi del Novecento – perchè ha perso la speranza”

    Triste e vero, Enrico. La velocità del cambiamento, soprattutto, è impressionante… dunque tutto questo c’era già…

  5. Senza illusioni…si può accettare, ma senza speranza non vale la pena di vivere.
    Con le unghie e con i denti…qualcosa deve cambiare!

  6. “è una società, questa, e fino a non molti mesi fa non l’avrei pensato, forse peggiore dei totalitarismi del Novecento – perchè ha perso la speranza”

    Mi sembra che stiamo perdendo il senso della realtà. Se vogliamo confrontare i milioni di morti dei “totalitarismi del ‘900” all’attuale società facciamolo pure, ma siamo consci che stiamo perdendo la trebisonda completamente. Vada il senza speranza, vada il disastro etico, ma a paragonare la bufera del ‘900, i suoi morti e le sue tragedie con l’Italia contemporanea dove mi sembra che non ci siano ancora state deportazioni, mi sembra che ce ne corra. Sveglia De Lea !

  7. Grazie per i commenti e per aver esternato preoccupazioni che sono chiaramente espresse anche nel testo del post.

    Holden, cosa diresti, da cittadino/a italiano/a, se ti tirassero giù dal letto alle cinque del mattino e ti portassero in questura per controllare i documenti, anche se non hai commesso nessun reato, ma ti porti sulla pelle la “colpa” di essere rom?

    Mi sa che non è De Lea che si deve svegliare, ma tu, perché è proprio grazie al sonno di tante anime belle che si stanno sovvertendo le regole democratiche e si sta facendo tabula rasa di tutte le tutele costituzionali. Ammesso che tu non abbia bisogno di vedere davvero i deportati e i morti per gridare “al lupo”.

    E poi, scusa, perché ti nascondi? Hai paura di essere schedato/a?

    Un saluto a tutti.

    fm

  8. Caro Francesco, leggi bene il commento: ho da ridire sul delirio secondo il quale la società attuale, come secondo De Lea, è peggiore dei totalitarismi del ‘900. Non sto arguendo sul fatto che sia giusto maltrattare i Rom, ma per la miseria, affermare quanto sopra è per me puro sintomo di perdita del senso di realtà.

  9. Non è un delirio, Holden; e, se lo è, lo è anche la mia idea di mettere in testa al post quell’immagine, “quella”, e non un’altra.

    “Totalitaria” è anche la logica di regime che crea il “capro espiatorio” da gettare in pasto a un paese ormai totalmente anestetizzato, per distoglierne l’attenzione, ad esempio (ma è “un” esempio…) dalla sistematica violazione del diritto in tutti i campi e dalla lenta erosione dei fondamenti costituzionali e democratici dello stato.

    Ed Enrico, che di diritto se ne intende, forse pensava proprio a quello, soprattutto quando parlava di “speranza”. “Allora”, c’era almeno quella: come credere che ci sia, o ci possa essere anche oggi, se di fronte ai soprusi e al razzismo quotidiano non si muove una foglia che sia una?

    Dove sono i democratici del “partito nuovo”? E, soprattutto, dove cazzo si sono rintanati i rappresentanti dell’opposizione di sinistra? Stanno discutendo a chi farà il segretario della nuova, inutile, formazione? Stanno approntando manifesti in stile pd di Napoli, tanto per stare alla pari?

    Libero/a tu di pensarla come vuoi: per me, questo è tempo di scelte, o di qua o di là, tertium non datur: io ho scelto quarantacinque anni fa, allora ne avevo solo nove…

    fm

  10. Ma Francesco, vada per la giustizia e vada per la società anestetizzata, ma dobbiamo pur ammettere di avere un minimo di possibilità di valutare con il nostro ben dell’intelletto: d’accordo che i mezzi di informazione ci fanno vedere quel che vogliono, però non arriverei mai a dire che oggi siamo rangiati come a Varsavia nel ’39. Ci sono rischi, ci sono aspetti senza dubbio poco rassicuranti, ma da lì a dire che siamo “peggio” di allora ce ne corre e mi suona come un insulto, nel senso che mi si fa passare (ci si fa passare) seppure indirettamente come dei collaborazionisti di un regime che non c’è. Oggi semmai c’è l’ignoranza, ma grazie a Dio non abbiamo delle istituzioni che proclamano la soluzione finale. Per quanto la Lega possa sembrare brutta e infame, mai accosterei Maroni a Himmler, ecco tutto. Giustifico in parte la sinistra (e che mi tocca fare, mi si perdoni) perché l’allarmismo è a volte, a mio parere, eccessivo. Comunque, per quanto mi riguarda, bene (e meglio) che ci siano anche queste manifestazioni, si sa mai. Piacerebbe solo che le categorie storiche venissero trattate con meno leggerezza.

  11. Oggi per forza di cose lo stile è cambiato. Nelle forme è un po’ più “soft”(si fa per dire). Ma considerata la velocità dei cambiamenti in atto, c’è da preoccuparsi e molto.
    Del resto alle “soluzioni finali” non ci si è arrivati di colpo. Prima si è creato il consenso e si sono neutralizzati e eliminati in vari modi gli oppositori. Così purtroppo va ancora il mondo. O no?

  12. Servetti, per piacere, se l’allusione è quanto scritto da me, siamo fuori strada. Qui si cerca solo di travisare il mio punto, ovvero il peso corretto degli avvenimenti storici. Se Servetti si riferisce a me come chi pensa di vivere nel migliore dei mondi possibili, allora mi viene da pensare che qua non c’è proprio spazio di discussione. Demonizzare e basta, ecco cosa si vuole fare. Concordo con Paola Renzetti, alle soluzioni finali non si arriva di colpo, ma da lì al dire che oggi le cose sono peggio che nel ’39, alla faccia. Mi spiace e sono ammareggiato dal fatto che chi non la pensa come tutti voi è semplicemente classificato come un Leibniziano. Meglio sarebbe discutere questi punti e vedere se ce ne sono di condivisi. Altimenti io, che coiRom non ce l’ho, posso venire benissimo etichettato come Nazista perchè non protesto contro il Nazismo che a mio avviso non c’è. Ma insomma.

  13. Holden, in questo blog, l’ho detto e ripetuto già varie volte, non ci sarà mai (“mai”) nessuna forma di censura: chiunque può esprimere liberamente il suo pensiero: che si tratti di persone che, correttamente, si firmano col loro nome (tutti fino ad ora), o di altre che preferiscono presentarsi con un nick e con indirizzi ip falsi (come nel tuo caso).

    Ciò non toglie che, come democrazia ed etica imporrebbero, nessuno dovrebbe sottrarsi al contraddittorio o, nel caso la sua tesi sia criticata, da uno o da molti, gridare alla congiura.

    Tornando all’argomento del post.

    Secondo me, tu sei partito col piede sbagliato, nel senso che hai caricato l’intervento di De Lea di un significato che non ha, almeno non nei termini in cui l’hai letto tu: è lì, ed è ben chiaro nella sua sostanza, che condivido in pieno.

    Libero tu di pensarla come vuoi e di coltivare le idee politiche che vuoi; libero allo stesso tempo io, o chiunque, di ritenere che la “questione” Rom, con la conseguente deriva securitaria e forcaiola, è il banco di prova sul quale si gioca il destino della democrazia in questo paese: cioè il suo futuro. E’ un piano politico studiato a tavolino, nei minimi dettagli, a tappe: controllo dell’informazione, legge trenta, Genova, eliminazione di ogni opposizione, partito unico… C’è chi si adegua e chi no. Io no, e intendo gridarlo in tutte le forme possibili, fino a quando mi sarà possibile, e anche oltre : in questa sede, e in questo momento, ad esempio, attraverso l’utilizzo di un blog che ha la pretesa primaria di parlare di poesia, di letteratura, di arte, di filosofia…

    Un saluto a tutti.

    fm

  14. dai tuoi interventi, per i quali ti siamo -in tanti- grati

    quel che volevo dire che e non so se mi sono spiegato (forse no): nella temperie totalitaria del Novecento, nonostante le stragi, il primato delle merci non c’era – sicchè dappertutto c’era un senso di speranza, un oltre, una dimensione utopica (persino in chi stava dalla parte sbagliata), ed è per questo che ci si è salvati – oggi no, tranquillamente, la morte degli operai a MIneo va in una remota pag. interna e la morte per annegamento di carrettate di uomini in mare è addirittura una non-notizia
    o ancora, se guardiamo ai bambini, quando ero piccolo io era una vergogna avere un parente ladro, delinquente, mentrè la povertà non intaccava la dignità di alcuno, oggi nella percezione che si ha è esattamente l’opposto

    insomma, in passato avevamo qalche anticorpo rispetto al male, oggi ho seri dubbi in proposito

  15. Che “brividi” per quella dimensione utopica di chi stava dalla parte sbagliata! Direi che quel termine non va usato.

    Sulla manifestazione dei ROM che si è tenuta a Milano, di cui Francesco ha dato qui notiza, sul TG3 regione di questi giorni è stata data una scarna notizia di pochi secondi.
    Non è stata fatta nessuna menzione del fatto che associazioni storiche hanno appoggiato l’iniziativa.

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