Cronache di domani (II)

Ecco il nuovo simbolo (un vero marchio di fabbrica) dello stato governato dal datore di lavoro degli “stallieri” e dalla sua corte di mazzieri, galoppini, inquisiti e zerbini sempre pronti all’uso. Con esso la nazione tutta celebra e consacra, contemporaneamente, la sua natura e sostanza profondamente fascista; il suo sentire visceralmente xenofobo e omofobo; il settantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali (un altro marchio doc, di quelli che fanno veramente “onore” al paese); e, dulcis in fundo, il silenzio assordante, o il plauso manifesto, della sua classe intellettuale (sic!), specchio fedele della cialtronaggine e del servilismo di casta più beceri e proni. Il tutto con la benedizione, sotto forma di superiore tacito assenso, del clericalismo da fiera e da crociata, col corredo della sua etica (sic!) da sepolcri imbiancati elevata a sistema e guida del vivere.

Praticamente: il segno distintivo di un paese di merda.

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20 pensieri riguardo “Cronache di domani (II)”

  1. L’ultima volta che furono applicate le leggi razziali (perchè in fondo in fondo di questo si tratta) nel 1938 non mi pare che le cose poi siano andate troppo bene.
    Lancio la provocazione: ma perchè non si prendono le impronte di chi ha commesso reati di concussione, falso in bilancio, truffa, associazione mafiosa, o di chi vende la coca ai politici in parlamento? Troppo comoda scaricare tutti i problemi così…
    Specchietti per le allodole di un popolo bue che esprime una classe dirigente ed intellettuale bue.
    Non ci spero più in un Paese migliore!

    Un caro saluto

  2. parole, le tue, Francesco, sinistramente vere; che dovrebbero, quale monito, incidere, lacerare, marchiare a fuoco le coscienze individuali quanto quella cosiddetta collettiva, ormai sopita ed evanescente; ammesso ne sussista un residuo.
    Il patrimonio della memoria storica è stato polverizzato dagli augusti revisionisti; sullo stesso piano di “gloria” (o di denigrazione) sono stati posti tanto coloro i quali lottarono per un ideale di maggiore libertà e giustizia sociale quanto le bande delinquenziali e genocide al servizio del potere e del soldo capitalista. Gli attuali, prepotenti e baldanzosi rigurgiti odierni sono prova ed epifania dell’obnubilazione e del rimbecillimento di massa già dolorosamente e lucidamente paventato (in anni non sospetti) da Pasolini.
    L’italiano tipo, il piccolo borghese, cialtrone quanto miope, altri non è che un ripugnante insetto di kafkiana memoria, fascista nell’imo, perbenista da strapazzo, ignorante e pilotato da ogni subdolo segnale sottoculturale. Crede, questo monotipo, ciecamente in quelle istituzioni che gli garantirebbero “legalità” e “sicurezza” (meglio se personale, il collettivo può aspettare o arrangiarsi organizzando ronde e squadracce di varia natura e complessità) salvo stupire ed indignarsi quando le istituzioni stesse lo colpiscono in svariate forme e modalità (caro-vita, diritti sull’assistenza sanitaria, ecc.). Questo è il patetico ed inquietante ritratto dell’italietta attuale, senza valori di riferimento che non siano il sopruso verso i più deboli, il carrierismo bieco e sgomitante, la furbizia, la ‘fede’ assoluta nell’informazione velinara.
    Questo ed altro. E non meravigliamoci se occupiamo una posizione infima nella graduatoria dei paesi di area occidentale dove maggiore sarebbe la libertà di stampa e, soprattutto, di opinione. Per conquistare lo statuto e la dignità di un appellativo (Popolo) la strada è impervia, lo dimostra la Storia. Per essere ignobilmente una Massa, è sufficiente lasciarsi prendere e condurre per mano da un Padre più o meno bonario, o più o meno ‘padrone’; a seconda delle contingenze e delle circostanze.
    Tuo sodale, come sempre.

    mirko servetti

  3. Grazie, Luca e Mirko.

    Un’amica, poco fa, ha usato l’espressione “estate weimariana”: credo che (purtroppo) abbia colto nel segno.

    Il post, comunque, ha un’appendice (II, bis) che pubblicherò all’inizio della prossima settimana. Sono convinto che alcuni blogghers (oh, yes!) mi cancelleranno dai loro itinerari in rete…

    fm

  4. può darsi, Francesco… un’ipotesi di “sanzione” potrebbe anche colpirti; ma sarebbe l’ennesima prova di mancanza di autonomia e libertà espressiva anche da taluni settori della diffusione “culturale”. Vai avanti, spietatamente, senza soggiacere a compromesso alcuno… ma non credo vi sia necessità di incitamento. Sappi soltanto che la tua battaglia, per quanto ardua, non è combattuta in solitudine. Lo devi, lo dobbiamo a tutti coloro i quali hanno pagato prezzi altissimi per rischiarare la notte.
    Rinnovo l’abbraccio.

    mirko

  5. Meglio Francesco! Sai come si dice? Pochi ma buoni! ;-)
    Esulando da questo discorso un altro terrbile difetto degli italiani è il “piacionismo” di molti intellettuali e poeti in prims. Con l’ansia di piacere sempre a tutti, di non scontentare nessuno, mai una posizione netta.
    E che cavolo ma non va sempre tutto e non si può essere sempre uomini (intellettuali) per tutte le stagioni.
    Ben vengano posizioni come le tue sperando di non ritrovarci notti dei cristalli o di lunghi coltelli.

    Un caro saluto

  6. Non avevo dubbi, Mirko.

    Luca, hai colpito nel segno, in merito al contenuto del II bis…

    fm

    p.s.

    Avviso: WordPress deve aver capito che i colori rosso e nero della testata non declinano preferenze calcistiche: infatti, o è impazzito, o boicotta alla grande, scaraventando nello spam tutti i commenti (anche i miei).
    Quindi, se non comparite, abbiate la bontà di aspettare che trovi il tempo e il modo di ricollegarmi e di “liberar/vi/mi”.

    A presto.

  7. Ora non voglio fare della dietrologia o fare il candido di Voltairre: ma che fine hanno fatto gli stupri, rapine, violenze? Fino ad aprile pareva che questo Paese fosse sull’orlo della guerra civile con gli immigrati.
    Ora? Sono finiti tutti gli episodi di microcriminalità? Sono bastate conferenze stampa e un decreto?
    E l’emergenza rifiuti? Prima paroloni, titoloni: non mi si venga a raccontare che un Consiglio dei Ministri ha risolto tutto? I treni partono verso il altre regioni (da dove erano venuti gran parte dei rifiuti) ma il problema penso si riproporrà. Giù non ci sono più rifiuti in strada?
    Alla faccia del conflitto di interesse sua media e sulla sinistra che in quindici anni ancora non ha capito come funzionano certe dinamiche per rendere un Paese civile.Tante chiacchiere ma poi al momento di fare certe riforme al governo…

    Un caro saluto

  8. Grazie, Francesco… bisogna prendere bene il respiro e continuare, siamo solo agli inizi, abbiamo davanti a noi 5 anni, per non dire: e dopo…?

  9. Provvedimento razzista, incivile e demagogico. Totalmente inutile se non a rafforzare un clima da piena barbarie da arginare fermamente. Viola

  10. la mia speranza è che, tolti quelli che aboliranno questo blog dalle loro rotte cibernetiche, si resti comunque in tanti.
    sempre troppo pochi rispetto a quello che servirebbe, ma abbastanza per tenere viva la speranza di questa che assume il carattere di una resistenza spirituale.

    francesco t.

  11. Già, come giustamente fa rilevare Luca, l’ondata di criminalità titolata ovunque a grandi caratteri, dov’è finita? Credo che la fiaba del pifferaio magico sia da far leggere a molti. (seguo la scia “favolistica” della Robin Hood …)
    Ma forse non capirebbero, o comunque rimarrebbero convinti delle loro idee, perchè è di questo che hanno bisogno, chiusi nella loro paura.
    Non mi piace questa Italia, per niente.
    iliana

  12. Io credo che sia giunto il tempo di scendere in strada a osservare la gente.
    Non che io abbia mai smesso di farlo.
    Ma mi rendo conto, solo ora, di essermi perso qualche dettaglio fondamentale.

    Non mi ero accorto infatti della normale bestialità dell’italiano medio.
    O è un’acquisizione recente?

    Eppure…
    dov’è l’uscita se non dovunque?
    Voglio dire…
    è tempo forse di ripartire dalle cose semplici: amicizia, amore disancorato dai secondi fini, affezioni che sfuggono alla valorizzazione e alla contropartita, parole nette, potatura dei concetti e delle categorie abusati (tipo: democrazia, libertà, ecc.)… per un recupero e una ricombinazione critica delle idee forti degli ultimi 150 anni in ambito libertario.

    Bisogna costruire microstrutture poetiche di ingovernabilità.

    Troppo banale?

    Non credo proprio.

  13. Avrei una personale considerazione (e interpretazione delle vicende). Quell’uomo non è né fascista né clericale, ma forse è più strettamente legato ad una lobby molto più influente a livello mondiale (e non italiana).
    Non dimentichiamoci che l’ottavo nano aveva una tessera n. 1816 di uno strano club che non era di alpini…

    e come direbbe guzzanti-massone: “ho detto tutto”

  14. non si può dire proprio che l’Italia manchi di “tatto”!!!

    la caduta delle “convenzioni” (cosa già chiara nel modo in cui si organizzano i “campi” rom) mostra come, venuta meno la regola del comportamento civile di convivenza – emerga la realtà più superficiale e vera che esista: il dominio immediato.

  15. e intanto Telecom licenzia…
    gli intellettuali (?) di regime -nei libri paga dei partiti e confraternite varie- ce ne sono anche troppi (in piena ispirazione, non si possono disturbare!), gli altri?… forse siamo noi

    un abbraccio

  16. Sottoscrivo tutto. Parola per parola. Soprattutto nella considerazione finale, decisamente. Ma mi assocerei anche a Vocativo, un aspetto da tenere presente.
    Se qualcuno dovesse cancellarti dalla lista dei blog-amici per il proseguo di un post come questo…beh io fossi in te starei sereno, anzi esulterei perchè con certa gente è meglio non avere niente (o quasi nulla) da spartire. L’ignavia è una gran brutta bestia, una malattia che ha messo al tappeto fior fior di intellighenzia. Ma poi chi sono ‘sti intellettuali? Quelli che sono servi non sono intellettuali proprio di alcunchè, per quanto mi riguarda.
    Ciao, un caro saluto.
    Alessandra

  17. …”invado” il vostro spazio, giusto perchè la vostra discussione, trovata girovagando su viadellebelledonne, mi ha preso parecchio.
    non posso far altro, è presto, mi sono appena alzata, che condividervi.
    siamo circondati da mostri, chi scende in strada per guardarsi intorno, si procuri buoni ed efficenti mezzi di protezione….la sensibilità può esserne
    ferita profondamente, dalle strade odienrne.
    un caro saluto, antonia p.

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