Il popolo degli uomini

Grande manifestazione, ieri a Roma, del popolo Rom.

Qui, come al solito (e come al solito, e sempre: GRAZIE!) tutti i resoconti, gli articoli, i links che riguardano l’avvenimento.

Questo è il sito dell’Associazione Nazionale THÈM ROMANÓ che ha organizzato l’evento.

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I miracoli si indossano con occhi qualunque – Marco BIN

Poesie inedite di Marco Bin

Il poeta chimera sta nelle file in fondo.
Sta lì per disturbare col silenzio
col suo indovinello piantato
nel petto.

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Voci dal buio – di Jolanda CATALANO

IL SETTANTA PER CENTO DELLE VIOLENZE SESSUALI SUI MINORI AVVENGONO IN FAMIGLIA.

Da: Jolanda CatalanoVoci dal buio (Inediti, 2004)

Prima Voce

Ero ancora un bambino.
Nel mio lettino a colori
ogni sera mi veniva a trovare.
Avrò avuto, che dire, sì e no cinque anni
ma lui veniva lo stesso
persuasivo e sicuro,
l’indice puntato perché io stessi zitto,
una carezza – diceva – per non farmi paura. Continua a leggere Voci dal buio – di Jolanda CATALANO

Cuore e anima – di Antonio SCAVONE

Gianluigi Catelli, Isola

Antonio Scavone

Cuore e anima

     Eccomi qua, seduto ad una scrivania sulla quale non devo scrivere niente, in questa biblioteca che non ha né librerie né libri, in un appartamento che non è il mio e che mi è stato dato come alloggio momentaneo, occasionale, prima che mi venga assegnata una casa come si deve, dove sistemarmi alla meglio, o almeno come vorrei essere sistemato. Continua a leggere Cuore e anima – di Antonio SCAVONE

Cartoline dai morti (II) – Franco ARMINIO


(Immagine fotografica di Sandro Baliani)

Cartoline dai morti di Franco Arminio
(Testi tratti da Il Primo Amore)

[La prima parte qui.]

Mangiavo molta carne arrostita e adesso mia moglie è convinta che per questo è venuta la malattia nell’intestino. Io ero stato malato molte volte, ma un po’ per finta. Poi quando la malattia arriva veramente non va più via. Smisi di mangiare la carne. Mia moglie mi dava il filetto di trota della Nipiol, ma non ci fu niente da fare.
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Abbiamo chiesto in prestito le parole che ci avevano rubato – Lucia MARCHITTO

Mentre gli assassini e i mandanti sono ancora liberi e ben protetti, qualcuno ricorda, e scrive, e racconta: qui (1), (2), (3), (4), (5).

Sono qui a guardare l’immobilità di questa donna che fino a ieri animava la mia classe, dava voce a chi non l’aveva, la mia per dire se ne sta sempre rintanata dentro l’oscurità della gola e quando con forza cerco di tirarla fuori è talmente fioca che non giunge da nessuna parte. Ma lei, la mia professoressa, ha saputo stanarla la mia voce e guidarla e ieri era chiara e forte, era tanto chiara e tanto forte da non sembrare la mia.

Ieri soltanto ieri.

Adesso guardo il suo corpo, osservo la sua bocca muta come non lo è mai stata, la cassa che la contiene, e mi chiedo:

“La voce, dov’è la sua voce?”

(Da: Lucia Marchitto, Abbiamo chiesto in prestito le parole che ci avevano rubato, pubblicazione a cura dell’Auser di Botticino, maggio 2004)

Io sono Primo Visentin, e sono molti…

Mentre le divise e le armi sfilano sotto l’occhio sazio e compiaciuto di chi, in rappresentanza delle istituzioni, pensa, e dichiara pubblicamente, che una bandiera vale più di una vita umana, qualcuno coltiva ancora l’arte della memoria e della poesia: materiali resistenti per costruire la dimora del domani. (fm)

Io sono Primo Visentin, e sono molti,
nome di battaglia Masaccio, e sono molti,
comandante della brigata Martiri del Grappa,
morto il 29 aprile 1945 nella finale insurrezione,
medaglia d’oro per la resistenza, come molti
compagni di lotta ucciso in combattimento,
figlio di contadini conosco la fame,
maestro di ribelli e di bambini la poesia, e so,
che la fame uccide
e la poesia deve insegnare
come uccidere la fame.

(Danni Antonello)

[Qui altre poesie dell’autore]

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