Madre, è finito il tempo delle domande


(Davide Racca, La terra del rimorso, 2006)

Madre,
è finito il tempo delle domande consumate anno dopo anno,
nell’usura di ogni rassegnazione,
come un’erba di amarezza.
Madre, un uccello mi ha portato la sola risposta.
Di lutto in lutto,
è stata necessaria tutta una vita, tutta la mia vita
per ricevere infine questo dono immeritato:
il segreto che ci legherà per sempre.

Madre, ascolta: non c’è più altrove.

(Gustave Roud, Requiem, 1967)

***

(T. Albinoni, Adagio in g minor, H. Von Karajan, Berlin Philharmonic)

***

La casa sul confine della sera
fa cenni di saluto, accende lampade di addio
nelle pupille nere del ricordo.
Mia madre visita in silenzio angoli di cielo
numerando le ombre una a una, raccogliendo
macule di stelle
dai capelli che conservava dentro il palmo (ieri
sorpresa come una fontana
nel gioco delle ore, si fermò
orfana di giorni
a illustrarmi i fiori del giardino, la morte in attesa in mille
e mille petali di luce) –
Io oggi nuoto nel guado assolato del meriggio
e nomino il suo sangue
che mi germoglia in bocca parole senza suono –
qui è il presente –
dove un grido conficcato nel petto
traduce in sillabe di fiamma
la presenza albeggiante del suo mare
tra i resti della mia vita pietrificata sull’onda.

***

12 pensieri riguardo “Madre, è finito il tempo delle domande”

  1. No, Francesco, anche le parole che germogliano dal sangue, da quel sangue, hanno il loro suono, un suono particolare che traduce i silenzi del cuore, le gocce di memoria e l’odore del mare e dei prati che non avranno mai più lo stesso profumo. Le parole sono le note dell’anima intonate con voce flebile e accorata perchè possano essere udite, credo che lo siano, anche tra i più celati angoli di cielo.

    ti abbraccio forte forte
    jolanda

  2. L’immagine, le splendide intensissime poesie, l’adagio di Albinoni….
    Questo post va censurato …(cerco di alleggerire) per troppa intensità, per troppa vicinanza. Un’atmosfera così definitiva, come se la vita non potesse aggiungere altro…triste.

    Un carissimo saluto a Francesco
    liliana

  3. Francesco, torno con due versi che per me hanno significato molto e che rileggo ogni qualvolta il mio cuore sembra fermarsi pensando a lei, mia madre.

    …Tu non rispondi ma sento che la vita
    è questo superarsi nel dolore.

    ancora abbracci di vicinanza
    jolanda

  4. come tu avessi sorpreso e sospeso il centro della vita – dell’amore – defragandolo dalle parole alla luce.
    qui è il silenzio – qui l’ascolto – che traduce la distanza – la presenza – fra la meraviglia dell’amore e noi.

    bellissimi versi!

    ciao Francesco.
    un saluto a tutti.

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