Libertà per gli assassini – di Salvatore BORSELLINO

Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada, sotto la forma di arresti domiciliari per motivi di salute.
Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l’opera mi ripugna, mi sconvolge.

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12 pensieri riguardo “Libertà per gli assassini – di Salvatore BORSELLINO”

  1. un silenzio impotente ..è una lotta senza vittoria, perlomeno immediata.
    Bisogna essere in tanti, tanti, sennò è guerra persa.
    Non ho versato una lacrima, forse succede quando ci si sente annientati e continuare a lottare è un logorìo.
    Bisogna prender fiato, e poi continuare con più grinta di prima.
    Forza Salvatore, non sei solo.

    Rina

  2. Quando seppi di Falcone la mia rabbia e impotenza sfociò in una manciata di versi. Quando seppi di Borsellino la rabbia e l’impotenza spensero la mia voce. Quando, un giorno , incontrai la sorella di Borsellino, le consegnai quei versi e lei mi disse che era come se li avessi scritti anche per suo fratello. Ma cosa possono due versi difronte al male? mi dico che forse vivo in una società che non riesco a riconoscere, se mai abbia avuto una precisa connotazione. Mi dico che non è giusto ciò che avviene e che non si può sporcare la memoria dei giusti in questo modo.
    Salvatore, se le parole riuscissero a spegnere il male, te ne offrirei infinite, ma lo stato ci affama per farci distogliere l’attenzione da troppi problemi ancora irrisolti. Accetta la mia solidarietà, è sincera.
    jolanda

  3. Sembra di assistere ad una lenta costruzione di un sistema anti Falcone-Borsellino. E’ evidente che i nostri poltici di giorno depongono fiori sulle tombe dei martiri e di notte tramano come tradirli. Troppi avvoltoi svolazzano intorno alle bare.
    Il 18 luglio,a Palermo, si è svolto il convegno “La seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino”. Sono intervenuti grandi magistrati antimafia. Hanno ricostruito i fatti della strage e prospettato l’esistenza di partecipazioni esterne. Si è invocata verità e giustizia. In via D’Amelio ci fu una strage di Stato. I media hanno deciso di oscurare l’evento e ricordare Paolo martellando il paese con le immagini del presidente del Senato Schifani che depone una corona di fiori in onore del giudice. QUELLO CHE LORO NASCONDONO NOI DOBBIAMO DIFFONDERE.

    http://WWW.RIBERAONLINE.BLOGSPOT.COM

  4. Questa foto mi sconvolge. È un simbolo, da tenere a mente, spiega fino a quanto può arrivare nella freddezza la prevaricazione.
    Non basta parlarne a tratti, bisogna ricordare e continuare a ricordare, per avere la fermezza di proseguire lungo una linea coraggiosa di dignità e concretezza.

    Saluti
    Rina

  5. Grazie per i commenti e per il sacrosanto sdegno che contengono, con la speranza che si trasformi, sempre, in una presenza vigile, in un monito che dica ai burattinai che tirano le fila, da cinquant’anni, a questo putrescente teatrino mafioso a forma di stivale, che noi non ci stiamo, né ora né mai.

    Se ci fate caso, l’ordinanza che, praticamente, manda libero Contrada (e, come dice Salvatore, para il culo, indirettamente, ai mandanti politici) viene subito dopo la sentenza-farsa di Genova: tutte tessere di un unico mosaico, costruito pazientemente in mezzo secolo di storia: il disegno piduista contenuto nel “piano di rinascita nazionale”. Al capo del governo (sic!), e non da oggi, è affidato il compito di dare gli ultimi, “definitivi” ritocchi per il consolidamento del regime. Con la complicità (gli piaccia o meno, è così) del pallidissimo fantasma di una sinistra tutta intenta a contare il numero di delegati attribuibili alle varie mozioni dell’ultimo congresso, o del prossimo (del nulla). Amen.

    Mi rimane, pur con tutto il massimo rispetto per ciò che è stato scritto, e che condivido, la brechtiana considerazione sugli eroi e sullo stato di “salute” di un paese. Forse è il caso di passare, fattivamente, a forme diverse di lotta e di testimonianza, e tutte “dal basso”, senza deleghe a nessuno: una presenza altra, un “soggetto politico altro” si impone, o è la fine. La marea montante di squadrismo (anche e soprattutto istituzionale), di razzismo, di omofobia e di clericalismo da crociata, sta costruendo mura di cemento armato intorno al potere e ai privilegi di classe di cui è emanazione: continuare a guardare i “muratori” (sic”) all’opera, significa votarsi per sempre all’esilio dalla parola, dal diritto di esprimerla, dalla libertà di essere e di fare. Significa essere complici.

    fm

  6. ho il cuore pieno di rabbia.
    il “basso” non è migliore dell’ “alto”, ne è lo specchio.
    vivo in una realtà, quella bergamasca, barbara e i “sinistri” sono ancora più complici di coloro verso i quali oppongono una ipocrita e falsa resistenza.
    la violenza non paga, la consapevolezza ti fa indietreggiare.
    che fare?
    “il gesto più umano che ti dà il senso della violenza” ?
    che significato dare alla parola resistenza?
    di quale atti riempire questa scelta, la scelta di resistere?
    ma per resistere occorre individuare il “nemico”
    ma chi è il nemico?
    e quale testimonianza in un mondo in cui la testimonianza passa attraverso l’informazione pilotata dall’assassino, il mafioso, il corrotto, il banchiere che è legittimato da milioni di persone che vorrebbero solo essergli uguale.
    di quale resistenza parlare se il fondamento del potere sta nelle banche che tutti dicono “associazioni a delinquere” e alle quali affidiamo i nostri “risparmi” legittimando “inconsapevolmente” l’abuso e l’illegalità e il traffico di armi e di droga che sta falcidiando e decerebrando un’intera generazione.
    e lo scempio che non riesce a fare la droga “di stato” lo fa la televisione.
    e quale testimonianza gli intellettuali, che nel mentre denunciano tiepidamente il sistema di corruzione, usano gli strumenti che lo stesso Potere gli mette a disposizione per depotenziare sul nascere il “grido di allarme”?
    e altro, e altro anche se c’è poco da capire.
    ho il cuore pieno di rabbia
    un bacio fraterno
    la funambola

  7. Cara funambola, capisco benissimo il senso e la “direzione” del tuo scritto, però concedimi di ribadire quanto è già abbastanza “chiaro” dando solo un’occhiata al blog: il “dal basso” di cui parlo, spesso e volentieri (perché ci credo), non ha niente a che vedere col campionario di varia bestialità che tu (giustamente) deplori, con lo “skatòs” che è diventato il ritratto più veritiero di questo paese. Il “basso” a cui alludo (e c’è, esiste, refrattario ad ogni omologazione e a ogni inquadramento) era, ad esempio, per le strade di Genova sette anni fa.

    Ciao, un bacio a te.

    fm

  8. avevo il cuore pieno di rabbia.
    e quando sei pieno di rabbia dimentichi, ad esempio, quel giorno a genova e quell’esserci in tanti a testimoniare l’indignazione e la speranza.
    e ci sono tanti altri “esempi” che ti confortano.
    ma quando hai il cuore pieno di rabbia, credi che ad essere “arrabbiato” sia solo tu.
    è un sentirsi soli, è un “solo” cattivo.
    un ribacio :)
    la funambola

  9. mi sento pienissimo di rabbia,e amarezza che ancora non si conoscono quei mandanti esterni che hanno ideato,cooperto e sono stati complici per avviare l attentato che costo la vita a paolo borsellino.fa tantissima rabbia perche nel vedere quel feroce massacro.indegno e che queste persone stanno belle indisturbate tranquille a ricoprire incarichi nello stato.col sangue di quelle vittime.spero tantissimo che possano essere inchiodate tutte quelle persone presenti sul castello utveggio che avranno avuto un ruolo nella strage,e anche quello che ando a premere il telecomando.si meriterrebero di stare a vita in carcere!!!! per conorso in strage. giustizia giutizia uniti per reagire!!!!

  10. sono piu che convinto che i servizi segreti avranno avuto un ruolo nella strage di via d amelio,vedendo la fase finale del film paolo borsellino (g.tirabassi) dove si vedono le immagini della strage, ce un particolare,che si vedono due in divisa con camici celesti ,qualcuno dei servizi segreti? perche ancora non si e scoperto quello che ha premuto il tasto?

  11. Lascio qui, un fiore sempre vivo, per Giovanni Falcone, la moglie, la scorta.

    Perchè la memoria non diventi cenere ma fuoco che arde continuamente sulla nostra coscienza e su quanti, la coscienza, se mai ne siano stati provvisti, l’hanno barattata per trenta sporchi denari.

    jolanda

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