La cura degli assenti – di Margherita RIMI

Da: Margherita Rimi, La cura degli assenti, con una nota di Maurizio Cucchi, Faloppio (CO), LietoColle Libri, 2007.

La cura degli assenti

Ci sono cose
che tardano a venire
come figli attesi
nella notte

Che trovo ormai
di me

Meglio mettere qualcosa
in salvo
riprendere la cura
degli assenti

Coprirsi
del proprio corpo
alle gelate.

*

Sono spoglia anche di me
di questo calibro banale
dei miei chiodi
dei contrassegni sovrapposti
dalle parole

Non costruisco più su
cancellature avverse
Sono il grafico
bendato delle mie ginocchia.

*

E’ la memoria della mani calde
il vuoto degli assenti
le sere che non potevano aiutarci.

Di tutta l’impotenza
il posto delle cose
ferma
avanti
nel buio di uno stampo.

*

Non solo per nome

Non solo per nome
il corpo che mi spinge
Fuori di qui
facile il respiro

Il cuore non si stanca
non fa niente che
ci rassomiglia

Cominciamo a venire
ad uno ad uno
a incoraggiare il cambio
alla scomparsa
a prendere radici degli assenti.

*

Non sollevare
il mio corpo
dalla mancanza
il viaggio è cominciato

Ci troveremo
nei nostri ingrandimenti
nello spargimento
di una giornata nana
Nel palco delle parole
a riprovarci un nome.

*

Ma questa è

Ma questa è
la misura
Questo dolore tutto
da attraversare

con occhi
che sganano il distacco
che spaiano il mistero
alle carezze

Partenze consapevoli
dal corpo
in cambio di niente
compongono distanze

Ricompense e furti

Misera di me
minacciata
pelle.

*

Talìa talìa
è l’ummira ca passa
e occhiu unn’ arrisedi

Me matri facia tanti pinzera
cummigliava la notti e lu spaventu

E ora
abbissa stu mmurmuriarisi
di corpu
di fogli
a li spartenzi.

(Guarda guarda / è l’ombra che passa / e occhio non si ferma // Mia madre faceva tanti pensieri / copriva la notte e lo spavento // Ed ora / indovina questo lamentarsi / del corpo / di foglie / ai distacchi.)

Margherita Rimi nata a Prizzi (PA) nel 1957 risiede a Casteltermini (AG). Laureata in Medicina, svolge l’attività di Neuropsichiatria Infantile. Ha pubblicato: Traccia d’interiorità (Cultura Duemila, Ragusa 1990); Per non inventarmi (Kepos, Castelvetrano-Palermo 2002), La cura degli assenti (LietoColle 2007).

***

12 pensieri riguardo “La cura degli assenti – di Margherita RIMI”

  1. Il libro di Margherita Rimi “La cura degli assenti”, a cui a lungo ho dedicato immersioni di lettura, è un opera breve e compiuta come una stilla lacrimale, un tentativo di cantare il dolore silenzioso ma attivo della perdita e l’assenza, asciutto di retorica.Mi ha colpito soprattutto la capacità di restituire le parole ad una luce nuova, come lette per la prima volta, svecchiate dallo strauso degli statuti letterari. Una scrittura ad un tempo essenziale e generosa.

  2. Francesco caro il mio ringraziamento e la mia gratitudine va a te per essere presente nel tuo prestigioso blog, questo per me è motivo di grande orgoglio.
    Ringrazio ancora per la tua “distinta” generosità.
    un affettuoso saluto
    margherita

  3. Ad Antonio amico caro che apprezza forse anche fuori misura la mia manciata di versi dico che, se sono riuscita a salvare qualche parola dall’uso uniformato ed omologato di linguaggi standardizzati, sono ben felice di averlo fatto, perchè questo è un interessante terreno di ricerca.
    un saluto e grazie Nello
    margherita

  4. Grazie Nadia anche tu così immediata ed essenziale…in due parole c’è la tua profonda comprensione del mio scrivere.
    margherita

  5. grazie ancora per il tuo sincero apprezzamento e la tua attenzione Nadia. Non sono una grande frequetatrice di blog, ma spero anch’io di incontrarti ancora e magari questa volta leggerti io.
    un saluto anche per te.
    margherita

  6. Cara Margherita, se vai sulla destra, nella sezione “Categorie”, e clicchi su “Nadia Agustoni”, te la ritrovi in tutto il suo fulgore poetico. E vale davvero la pena di far scorrere il cursore…

    Grazie a voi. ll vostro “scambio” è una delle (poche) ragioni che giustificano l’esistenza dei blog.

    Un caro saluto.

    fm

  7. In effetti lo scrivevo su LiberInversi con un commento a chiusura dei vari interventi sul post di Mariella Bettarini.

    Senza blog e siti web molti di noi non avrebbero letto tanti autori.
    Spesso siamo isolati ( la provincia, il lavoro, gli impegni vari) e con pochi contatti e almeno internet permette di farsi un’idea del lavoro di altri. E non è poco.

    Grazie quindi a Francesco

  8. Ho seguito il tuo consiglio Francesco e sto leggendo Nadia.
    Avete ragione a ribadire che internet è opportunità di interazioni e di letture che si ampliano e si espandono.
    un grazie ancora Francesco
    un saluto caro
    margherita

  9. …a riprovarci un nome…
    Le tue parole, scavate nel significato più profondo,
    risaltano nitide nella pagina.
    Vorrei leggere altri versi, intensi come questi.
    Grazie, un pensiero
    anna maria

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