Domani riempirai di lividi l’acqua (I) – Paola LOVISOLO


(Tutte le immagini contenute in questo post sono opera di Paola Lovisolo, che ringrazio per aver gentilmente concesso di riprodurle.)

domani riempirai di lividi l’ acqua che ti laverà
e di pugni lo specchio e di specchi il passato
delle storie che inutilmente dimentichi in giro.

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Allevando memorie di terra e sangue (I) – Tommaso DI CIAULA


(Maria Trentadue, La raccolta delle olive, s.a.)

“… un senso luminoso delle cose, delle memorie, delle pene; la solitudine che si apre in comunione con le cose, le cose che si aprono in simboli. Una poesia che ha ancora radici contadine, che ancora “legge” il mondo attraverso quel sentire, quei concetti, quelle immagini, che ancora istituisce con il mondo un rapporto magico”.
(Leonardo Sciascia, Corriere della sera, 4-11-1971)

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Autoritratto poetico – Piero BIGONGIARI

Piero Bigongiari

[…] Se oggi qualcuno parla degli «oggetti tragici» che la mia poesia implica, io non saprei meglio additarne l’origine che richiamandomi a quel senso di giustizia obiettivo che subito mosse, dandogli anche quel che di dinamicamente irrequieto, la scoperta di quel mezzo attivo che è la poesia dinanzi alla constatata ingiustizia del vivere universale. Continua a leggere Autoritratto poetico – Piero BIGONGIARI

Il libro dei doni – Capitolo II, 1 (prima parte)

Poesie sono anche doni.
Doni per le creature attente.
Doni carichi di destino.

(fm)

Massimo SANNELLI   Massimo RIZZANTE   Corrado COSTA
Sebastiano AGLIECO   Livia CANDIANI   Marina PIZZI
Paolo FICHERA   Simona NICCOLAI   Fabrizio CENTOFANTI

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Jean-Luc NANCY nella lettura di Marco VOZZA

MARCO VOZZA – Nancy, il filosofo che vuole rifondare
“Essere e tempo”

(Recensione a Jean-Luc Nancy, “Essere singolare plurale”, introduzione di Roberto Esposito in dialogo con Jean Luc Nancy, traduzione di Davide Tarizzo, Torino, Einaudi, 2001)

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Il libro dei doni – Capitolo I, 2

Poesie sono anche doni.
Doni per le creature attente.
Doni carichi di destino.

(fm)

Pavel FRIEDMAN   Paul CELAN   Carlos Germán BELLI  
Jude STEFAN   Alejandra PIZARNIK   Charles BAUDELAIRE   
Günter KUNERT   Wallace STEVENS   Joan NAVARRO

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The Snow Man di Wallace STEVENS – di Gianluca D’ANDREA

The Snow Man di Wallace Stevens

     Così Wallace Stevens in una lettera del 1944: “posso spiegare ‘The Snow Man’ come un esempio della necessità di identificarsi con la realtà in modo da capirla e goderla”. Il poeta parla dunque esplicitamente di una identificazione tra persona e realtà, opportunità presunta ma sentita come effettiva nel suo animo; siamo in presenza di un artefatto cerebrale, lucidamente estetico.
Nel 1975 George Steiner, riflettendo sull’opera di traduzione, parlò di necessità di rivivere l’atto creativo che aveva informato la scrittura dell’ “originale”.

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Il cinema di Alina MARAZZI – di Alessandra PIGLIARU

[Tratto dalla rivista Via Delle Belle donne, n. 1, luglio 2008]

Alessandra Pigliaru – LA FEMMINILITA’ RITROVATA.
Saggio-intervista sul cinema di Alina Marazzi

     Il corpo della madre. Una costellazione di segni e rugose asperità. Un mondo differenziato dal confine fisico e, al contempo, mappa per la conoscenza di noi stessi. Così quella speculare conoscenza si riverbera nella cognizione del circostante. Il primo Altro è forse il corpo materno, quel femminile archetipico e misterioso Altro che diventa così una traccia. L’unica traccia attraverso cui guardare il mondo. Continua a leggere Il cinema di Alina MARAZZI – di Alessandra PIGLIARU

Sotto la superficie delle immagini – Marco GIOVENALE

Lo status di paradosso della parola poetica può consistere nella sua capacità di esibire la propria necessità di esistenza (certe frasi nascono ‘compiute’) senza che di questa si conoscano in anticipo delle regole (di formazione), delle ragioni. Tende a risalire alla propria fonte, in una sorta di non miracolosa né ineffabile ma certo inafferrabile autofondazione. Non verificabile però sempre verificata, accertata. (mg)

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Il libro dei doni – Capitolo I, 1

Poesie sono anche doni.
Doni per le creature attente.
Doni carichi di destino.

(fm)

Giuliano MESA   Nanni CAGNONE   Massimo SANNELLI
Marina PIZZI   Giacomo BERGAMINI   Paola LOVISOLO  
Lello VOCE   Ferruccio MASINI   Albino PIERRO
Antonella ANEDDA   Stefano GUGLIELMIN   Ugo RONFANI

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I giochi olimpici: oscena finzione di armonia

SPEGNETE I TELEVISORI, OSCURATE I GIOCHI, RIMANDATE
AI MITTENTI, E AI LORO COMPLICI NELLE VARIE NAZIONI, GARE, MEDAGLIE, RECORD
E LA REPELLENTE RETORICA CHE LI AMMANTA.
NON SIATE SPETTATORI PASSIVI E COMPLICI DI QUESTA
OSCENA FINZIONE DI ARMONIA.
ALMENO FINO A QUANDO IMMAGINI COME QUESTE SARANNO LA REALTA’ QUOTIDIANA
DI MILIONI DI ESSERI UMANI NEL MONDO.

Incisi per un dialogo augurale (III)

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Esattamente un anno fa, il 10 agosto 2007, alle ore 10.28, La Dimora del Tempo Sospeso apriva le sue porte con Vom Haus der ausgesetzten Zeit, la traduzione tedesca, curata da Stefanie Golisch, della prima parte dell’omonimo testo tratto da Hairesis.

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Nel suo petto trovarono una lanterna di rose

Mahmud Darwish (Al Birweh/Galilea, 1941 – Huston, 2008)

Hanthala

SI E’ SPENTO MAHMUD DARWISH: UNA DELLE VOCI PIU’ ALTE DELLA POESIA MONDIALE, UNO DEI FIGLI PIU’ GRANDI DELLA TERRA PALESTINESE.

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Dalle ceneri (II) – Tahar Ben Jelloun

“… Una volta che si è stesa una coperta di sabbia e di cenere su migliaia di corpi anonimi, si coltiva l’oblio.
E’ allora che la poesia si solleva. Per necessità. Diventa parola urgente nel disordine in cui la dignità dell’essere viene calpestata.”

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